Perde con duplice 64 da Andy Murray che non è sembrato molto centrato come si dice in gergo. Falloso e soprattutto lento nelle partenze e ripartenze, nei cambi di direzione. Vince la partita grazie al servizio quando nel primo set mette a segno un ace con la seconda di servizio su una palla break e poi un altro ace che secondo l’italiano era viziato da un let che né l’arbitro né il sensore elettronico hanno rilevato. Così va il tennis: dettagli, piccolezze. Ma lo scozzese mi è apparso sempre di più ingrossato, troppo probabilmente. La dieta ricchissima di proteine forse è eccessiva: quei gamboni sono sempre più grossi e già partivano da una base non trascurabile tradita da ginocchia mastodontiche. Ma se nel tennis serve la pesantezza di palla è altrettanto necessaria un’ottima rapidità di movimento che Andy rischia di perdere se continua a mangiare sushi dalla mattina alla sera. Basta fermatelo così, ora ha già tutto quello che gli serve anche nelle zone giuste. A Seppi invece, che regge anche scambi lunghissimi di 30 colpi, sembra mancare qualcosa, molto poco, ma pur sempre qualcosa: un colpo sicuro che riesce a toglierlo dai guai, un’inezia di sapienza tattica in più che lo possa aiutare a prendere e a mantenere un vantaggio.

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