Distribuzione vincenti ed errori nelle quattro prove dello slam

Non sembra essere cambiato molto nel gioco del tennis rispetto a qualche decennio fa. La preparazione atletica è indubbiamente migliorata, l’attrezzatura consente solo ad alcune tipologie di persone di poter raggiungere un certo livello di gioco, ma il modo di vincere le partite sembra essere rimasto sostanzialmente lo stesso. O almeno molto simile a quello che si ritrova nel libro di Bill Tilden “The Art of lawn tennis” dove il campione degli anni ’20 scriveva che la maggior parte dei punti nel gioco del tennis sono dovuti a un errore dell’avversario.  La tabella sembra confermare l’intuizione di Big Bill. Se infatti suddividiamo il modo di vincere o perdere un punto in cinque categorie emerge che anche nel tennis moderno le cose non sono cambiate poi molto. I cinque modi per vincere un punto sono: un aces; un chiaro vincente (winner); un doppio fallo (DF double fault); un errore forzato (forced error); o un errore non forzato (unforced error), quelli che vengono anche descritti come errori gratuiti, perché non provocati dal gioco dell’avversario. Lo studio è stato suddiviso anche in relazione alle superfici dei quattro tornei più importanti: Wimbledon; lo Us Open; lo Australian Open; il Roland Garros. La tabella è estrapolata dai dati della partite di sedicesimi di finale e ottavi di finale. La percentuale dei colpi è calcolata per i punti del vincitore e dello sconfitto.

Wimbledon, l’erba e le superfici intermedie.

La bellezza e la spettacolarità dei vincenti perdono la loro concretezza mano a mano che ci sia allontana dall’ultimo torneo rimasto che si gioca ancora sull’erba (Wimbledon). Infatti sulla superficie più veloce per eccellenza i winner rappresentano il 25,3 per cento dei punti vinti da un giocatore, ma la percentuale rimane pressoché costante fino al vistoso calo che si ha al Roland Garros che si gioca sulla terra rossa, che è la superficie più lenta delle quattro. Quello che sorprende, a prima vista, è il dato dei vincenti che aumenta, anche se di poco, allo Us Open e in Australia. Allo stesso tempo diminuiscono gli errori forzati e aumentano quelli non forzati di coloro che vincono la partita. Specularmente però calano gli errori forzati e aumentano quelli non forzati di coloro che perdona la partita. Quest’ultimo dato può fornirci delle spiegazioni sul perché diminuiscono i vincenti sui campi in erba anche a vantaggio degli errori gratuiti dell’avversario che passano allo Us Open dal 22. 2 al 30.3 allo Us e al 32.6  allo Australian. E’ necessario credo un approccio globale al gioco: molto tale leggerissima crescita dei vincenti a vantaggio di un molto più consistente aumento degli errori è dovuto al fatto che su superfici intermedia per giocare dei vincenti è necessario prendersi maggiori rischi. Mentre leggere accelerazioni “ancora in controllo” sull’erba possono trasformasi in colpi vincenti sul cemento o sulle superfici sintetiche non ottengono lo stesso risultato. Perciò tentare di colpire un vincente si ripercuote sugli errori con solo un lievissimo incremento dei colpi decisivi. Aumento che è presente in quanto la superficie è ancora relativamente veloce. Il vincitore infatti ottiene il risultato abbassando la percentuale degli errori forzati (da 36.6 a 29 in entrambi gli altri due Slam) che su l’erba sono dovuti presumibilmente a un minore rallentamento della palla dopo il rimbalzo. Errori dunque.

Bill Tilden "The art of lawn tennis"
Bill Tilden "The art of lawn tennis"

Il Roland Garros

La situazione apparentemente ambigua delle superfici “intermedie” viene districata definitivamente sulla terra rossa di Parigi, dove il numero dei vincenti subisce un drastico tracollo passando da 25-26 a 10.6-10.5. In più il numero degli errori sia forzati che non forzati lievita enormemente: forced error 48.4 e 45,8. Unforced error: 35.7, – 36.7.

Colpire un vincente diviene difficilissimo e mantenere una costanza di rendimento è altrettanto difficile quando si colpisce molte più palline. Anche in questo caso mi sembra ovvio che chi possiede una maggiore massa naturale all’impatto (nei luoghi sensibili è meglio, anzi forse è l’unica soluzione) può riuscire con un gesto controllato a ridurre gli errori e a colpire dei vincenti con un movimento meno strappato e quindi meno rischioso. E’ quello che accade a Rafal Nadal (quando non è infortunato).

Conclusioni

Se poi si sommano gli errori forzati e quelli non forzati si evidenza che la maggior parte dei punti nel gioco tennis viene deciso da un errore. Per la precisione si tratta di una percentuale che oscilla tre il 61,9% di Wimbledon e l’ 84,1% del Roland Garros (Us Open, 61,4%; AO 61,1%). Mentre la percentuale dei vincenti tra coloro che vincono e coloro che perdono rimane sostanzialmente molto simile in ogni prova dello Slam, anche al Roland Garros c’ una differenza dello 0,1% (10,6-10,5).

Gli errori rappresentano la conclusione di quasi i due terzi dei punti vinti. Risulta quindi evidente che a tennis vince ancora chi sbaglia meno.

I dati su i doppi falli e sugli aces incidono in maniera marginale e sostanzialmente rispecchiano i dati precedenti. Aces il 10,4 % su erba e calano anche loro, essendo in ultima analisi dei colpi vincenti, al 3,3 % sulla terra battuta. I doppi falli si attestano intorno al 2-3% , con un aumento sulle superfici intermedie dovuto al fatto che per avere una seconda efficace è necessario spingerla un po’ di più rispetto all’erba.

Dati: Rod Cross, 5 vie per vincere un punto.

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