Evolvere alla Darwin

La vedo molto difficile. In realtà salvo sporadici casi, nella situazione italiana, quelle che vengono spesso fatte passare per manifestazioni  “motu proprio” partono sembra dalla base di un partito che hanno i numeri iniziali per raccogliere qualche clic. Sbattuti fuori dalle televisioni, a causa di loro incapacità, si sono riversati sul web: aprono blog, si linkano a vicenda, propongono manifestazioni, petizioni, raccolta di firme virtuali che si autocelebrano in un clic. La base di un partito li trova un qualche migliaio di “cliccatori” irrefrenabili, poi è tutta questione di massa critica. Di stealth marketing ne avevo già scritto, e la versione politica non è meno interessante. Un nuovo colore, un nuovo simbolo, per non far apparire che il Partito Democratico è anti Berlusconi, e la trasformazione è pronta. Il popolo rosso è ora il popolo viola, questione di sfumature. Se gratti anche di poco sotto la facciata trovi sempre qualche militante del partito. chissà perchè? Non che ce l’abbia con il rosso intendiamoci, è solo che sono un darwinista e preferisco affidarmi alla razionalità dell’evoluzione piuttosto che alla generazione spontanea dei colori.  Perchè così la propinano: generazione spontanea, come quella di Lamark, peccato che avesse ragione Darwin.

Che si tratti sempre del solito milione di persone in evoluzione è molto probabile.

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