la russa La storia del giornalista allontanato dalla conferenza stampa è stata raccontata in modo un po’ particolare. Ma soprattutto strumentalizzando la brutta faccia di La Russa che purtroppo è brutto sempre anche a riposo. Il tale Carlomagno non aspettava il  proprio turno, si sovrapponeva agli altri giornalisti non rispettando l’ordine delle domande. Alla richiesta di aspettare il proprio turno continuava a cianciare. Ora si può essere critici su molte cose, compresa la reticenza di certi giornalisti  a porre domande scomode al premier, ma se tutti si comportassero come il signor Carlomagno le conferenze stampa si trasformerebbero in gazzarre simili a quella che si è svolta negli uffici elettorali a Roma. E’ sin troppo facile dare del manesco a La Russa. Con quella faccia…

In fondo a solo cercato di allontanare un disturbatore. A pensarci meglio la cosa che stupisce, ancora una volta, sono i servizi di sicurezza che circondano il Presidente del Consiglio e  i Ministri. Nessuno interviene e si lascia La Russa avvicini fisicamente quel signore e si ponga a stretto contatto con la platea. A posteriori si potrebbe anche pensare che la manovra, se ben organizzata, avrebbe anche potuto essere un diversivo per compiere un attentato come quello del ormai famoso del Duomo a Silvio Berlusconi. Che il servizio di sicurezza sia lasciato nelle mani della persona fisica del ministro sembra molto strano. Sì, è probabile che si dirà che è lui che ama la folla (in questo caso il tafferuglio) come si scrisse di Berlusconi, ma la realtà è che avvicinare  avvicinare i rappresentanti del governo sia sin troppo facile , considerato che compongono anche la scorta stessa (le guardie del corpo).

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