La luce in fondo al tunne
La luce in fondo al tunnel

Davanti all’ufficio elettorale di Roma c’è stata un po’ di gazzarra in effetti a giudicare dai video che si sono visti in tv e in rete. L’ho anche riguardato perché la prima volta non avevo capito molto bene, sono lento e non mi velocizzerò ora. Sembra che tutto sia nato dal fatto che qualcuno del pdl (Milioni) stesse riguardando o scrivendo sulla documentazione. Questo tentativo avrebbe innescato le proteste di alcuni dei presenti e spinto i delegati del pdl a uscire per fare le operazioni che stavano svolgendo all’interno del Tribunale, ma nel momento in cui sono rientrati (oltre l’orario di scadenza per la presentazione delle liste) hanno trovato la ferma opposizione di coloro che erano rimasti all’interno, almeno di alcuni. Non si possono ricontrollare le liste o modificare qualcosa prima che l’atto di consegna sia effettuato? Quando si considera effettuata la consegna? Quando siamo già in fila?  Quando siamo all’interno del Tribunale? Se prima che ci sia la “traditio brevi manu” qualcuno vuole cambiare qualcosa in corsa correndo il rischio di non far accettare la lista non è una scelta propria. Anche qui c’è un problema di forma e sostanza nonché di confini. Una lista è da considerare consegnata quando varca i confini del tribunale? Se sì in questo caso il decreto salva liste sarebbe da considerare veramente interpretativo del fatto che erano già state consegnate. Del resto sembra che abbiano aderito a questa tesi coloro che protestavano perché la documentazione veniva ricontrollata o modificata. In questo caso l’illecito sarebbe nel tentativo di modifica fuori dai termini e non nel ritardo perché già formalmente consegnate, in quanto all’interno della notoria linea di confine.

Nel caso in cui invece le liste si ritengano consegnate quando avviene il passaggio materiale dei documenti dai delegati di partito ai responsabili dell’ufficio del tribunale allora, fino a questo momento, i documenti sono ancora controllabili e perfino modificabili. Le proteste sarebbero state gazzarre (volute o involontarie?) che avrebbero spinto i delegati del pdl a uscire (cadendo nella trappola), infatti al loro rientro sarebbero stati considerati fuori tempo massimo. Da qui l’idea del decreto che avrebbe dovuto essere scritto meglio, magari facendo riferimento a ciò che va ritenuto “atto di conferma effettivo”, dal cui momento in poi non è più possibile modificare la documentazione perché da considerare già formalmente e sostanzialmente consegnata. Comunque delle due l’una: o una lista si ritiene consegnata quando si è in fila in un determinato luogo (allora non può essere consegnata) o la si ritiene deposita con l’atto fisico di consegna e allora poteva essere cambiata e la gazzarra era fuori luogo (ma che lo stai a fa qua?).

I sospetto è che invece tutti modifichino qualcosa all’ultimo momento, magari in fila, se gli riesce, e che poi quando fa comodo protestino perché lo fanno anche altri. E’ giustamente un problema di forma oltre che di sostanza. Nel mezzo del tunnel buio della Repubblica non si vede la luce, sia che si guardi a destre che a sinistra.

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