nonna papera Il braccio di ferro contro i giudici non ha portato a nessun risultato, anzi le liste del pdl sono ancora fuori dall’ammissione alle elezioni. Eppure se in quel putiferio delle genti che è il transatlantico è rimasto qualcuno che ha letto almeno un testo di diritto costituzionale, o che ha ancora la vaga memoria dei periodi dell’università avrebbe dovuto subodorare che il decreto sarebbe servito a poco o niente. A niente, in questo caso.  Ora il popolo delle libertà non sa più che pesci pigliare: si rumoreggia che appoggerà la lista civica della Polverini. Qualcuno dall’acume superiore avrebbe anche pensato a un altro decreto, che pensata. Trovare poi alleati nell’altro schieramento per spostare le elezioni, dopo il tentativo di colpo di mano, sarebbe considerare l’opposizione masochista, ma si sa che il marchese De Sade si troverebbe bene con il proprio alter ego identificabile in un masochista. La sinistra italiana se deve seguire il suggerimento di Marco Pannella (radicale di nome e di fatto) che vorrebbe posticipare le elezioni finirebbe per interpretare al meglio proprio la figura complementare a quella del sadico conte. Sarebbe come chiedere la ripetizione della partita dopo che l’arbitro ha espulso tre giocatori della squadra avversaria. Un gesto signorile di suicidio. Anche se nonna papera dovesse preparare una delle sue prelibate torte pensare che non abbia aggiunto agli ingredienti un po’ di stricnina sarebbe da tonti.

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