Il romanzo che ho avuto la fortuna di scrivere è stato sottovalutato anche dalle firme autorevoli del mondo del tennis che lo hanno ricevuto ma probabilmente non lo hanno letto, oppure non lo hanno capito. Uno dei motivi per cui il serbo rimarrà con un solo torneo del Grande Slam nel suo palmares dipende anche dal fatto che si diverte dopo le vittorie a salutare in mondo visione con un gesto di saluto tristemente famoso nella storia dell’umanità. Il gesto delle dita è infatti anche un saluto e un segno di riconoscimento che veniva utilizzato dai nazisti e dai collaborazionisti e che è stato ripreso dai gruppi di estrema destra Serbi, responsabili degli eccidi durante la triste guerra in ex Jugoslavia. Non è bello dare certi esempi, soprattutto se vengono da parte di un vincitore di prove del Grande Slam (una sola per altro). Quale esempio si trasmette ai giovani? Cosa saranno indotti a pensare coloro che si avviano al gioco del tennis? Forse che aderendo a ideologie irrazionali ed estremiste si possono raggiungere determinati traguardi sportivi? Alcuni ragazzi potrebbero pensare che la determinazione e la forza di una ideologia intransigente possa fornirgli le capacità per diventare dei campioni. Tutto ciò se accadesse non sarebbe bello, bisogna dare ragione a Maxime Debugnì, che con tutti i suoi difetti ci prende quasi sempre. Certi personaggi è bene che non vincano, altrimenti diventano dei simboli.

Nei filmati che ho inserito si vede il gesto di saluto ripetuto dal tennista, da giovani aderenti a ideologie estremiste o ultra nazionaliste, da alcuni leader politici serbi e, nell’ultimo video, sono stati ripresi alcuni scontri che si sono verificati allo Australian Open dove alcuni hooligans serbi hanno provocato tifosi bosniaci di Delic al grido “Noz, Zica, Srebrenica”, che tradotto significa “Coltello, corde, Srebrenica“. Il triste genocidio di più di 8000 bosniaci. E’ quindi anche abbastanza chiaro, a chi ha studiato un po’ di storia, che favorire anche indirettamente, o incitare al razzismo e nazionalismo estremo, non si addice a chi dovrebbe portare avanti i valori dello sport e del rispetto dell’avversario. Nole probabilmente avrebbe dovuto leggersi qualche libro di testo in più e colpire qualche pallina in meno, anche se a questo può averci pensato qualcuno in un altro modo, considerato che dall’ultima vittoria e unica in un torneo dello slam sono passati circa un paio di anni senza che riuscisse a prendere una palla. Perciò l’aspetto evidenziato nel romanzo anche in questo caso assume una valenza duplice, nel senso che è difficile distinguere se agendo in determinato modo si fa del male o del male, oltre che i propri interessi. Questi ci sono sempre dappertutto. Il serbo dovrebbe darsi una svegliata se vuole fare il bis. Infatti è sin troppo semplice e scontato prendere le distanze da certi avvenimenti durante una conferenza stampa. In quei casi cosa altro si può fare? Il suo rimane comunque un gesto ambiguo.

Questo è il video degli scontri avvenuti a Melbourne

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