Lo scrittore statunitense Philip Roth smentisce l’intervista rilasciata a Libero e sarebbe stata concessa al giornalista Tommaso Debenedetti. Ne uscì un polpettone reazionario a favore dei repubblicani e in qualche modo delle destre di tutto il mondo compresa quella italiana. Nell’intervista del surreale divenuto realtà Roth si sarebbe definito pentito di aver votato Barak Obama e di ritenerlo una delusione politica, insomma una pastorale reazionaria. Appare chiaro che certi giornalisti abbiano serie difficoltà a distinguere la realtà dalla surrealtà, condizione che non si sposa pienamente con la loro professione. Roth ha smentito tutto su il Venerdì di Repubblica in uscita oggi.

Via Lamento di Liberoy.

Per caso, è insoddisfatto anche da Barack Obama? Da un’intervista a un quotidiano italiano, Libero, risulta che lo trova persino antipatico, oltre che inconcludente e assopito nei meccanismi del potere.
Ma io non ho mai detto una cosa del genere. E’ grottesco. Scandaloso. E’ tutto il contrario di quello che penso. Considero Obama fantastico. E trovo che l’attacco che gli stanno sferrando i repubblicani è molto simile a quello subito da Roosevelt al suo primo mandato. E’ la destra più stupida mobilitata da Sarah Palin. Agitano la bufala dell’atto di nascita che dimostrerebbe che è nato in Kenya. E trovano ascolto. Sotto c’è il problema della razza, della pelle. Sono molto seccato per queste dichiarazioni che mi vengono attribuite: non ho mai parlato con questo Libero. Smentisca tutto. Ora chiamo il mio agente.

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