Il campione statunitense cresciuto tra i boschi, senza acqua corrente, né luce, ma soprattutto senza televisione, è indubbiamente scevro da molti condizionamenti. La sua mente può agevolmente liberarsi in interpretazioni fuori dall’ordinario senso dello standard, della norma. Non è infatti un tipino facile, non riesci a incasellarlo nelle categorie di comodo per immaginare la realtà come la si vorrebbe. Comprese una serie di marionette pedine che svolgono la funzione di atleti incorniciati dal perbenismo di un gregge che cammina senza che nessuno si allontani dal gruppo. No, Bode va per conto suo, si allontana esperimenta, tenta nuove vie, è cosciente che ciò a cui lui attribuisce significato è creatività, ha un valore in sé per il significato da lui attribuito. Questo il primo effetto di un’educazione improntata ai principi di Roussseau che nell’ Emilio tratteggia le catene di un’educazione classica che dovrebbe in futuro portare a una non bene identificata felicità, anzi spesso identificata dagli altri, da quel sovraccarico di informazione, significati, e valori con cui si imbrigliano, consapevolmente o meno le giovani menti. Ma non solo si nasce come sostiene Rousseau principalmente buoni, ma anche capaci di attribuire un valore al mondo che ci circonda, si nasce con la creatività nel sangue e la capacità critica che è la prima fonte del significato.

Che si deve pensare di questa barbara educazione che sacrifica il presente a un avvenire incerto, che sovraccarica il fanciullo di catene di ogni specie e comincia con il renderlo infelice, per preparargli in un lontano futuro non so che presunta felicità, di cui v’è da temere che non godrà giammai? Quand’anche ritenessi teoricamente ragionevole il fine ultimo di questa educazione, come potrei vedere senza sdegno dei poveri sventurati sottoposti a un giogo insopportabile e condannati ai lavori forzati come galeotti, senza alcuna certezza che tante pene debbano essere utili un giorno! L’età della spensieratezza trascorre tra i pianti, i castighi, le minacce, la schiavitú. Si pretende di tormentare l’infelice per il suo bene e non si vede come, cosí facendo, si solleciti la morte, che lo coglierà nel bel mezzo di queste tristi esperienze. Chissà quanti fanciulli periscono vittime della stravagante saggezza di un padre o di un maestro? Felici di sfuggire alla sua crudeltà, il solo profitto che traggono dai mali che ha fatto loro patire è di morire senza rimpiangere la vita, di cui non hanno conosciuto che i tormenti. J. J. Rousseau. L’Emilio

Bode Mille invece è libero da ogni condizionamento, libero dalle maglie che impongo il segno di un significato già determinato. Libero di inventare una nuovo tipo di sciata, fuori dai limiti di quella tradizionale. Un po’ più rischiosa, che lascia correre lo sci, fluida a tal punto che sembra senza sforzo, morbida nei gesti. La forza, i muscoli, sembrano assecondare la natura, il pendio mutevole delle montagne, e la neve nella sua multiforme consistenza. Bode Miller crea.

E’ anche libero quando polemizza con la federazione americana di sci a tal punto da scegliere di far nascere una propria squadra, forse una nuova federazione. Libero di scegliere il tennis, o almeno di provare a giocare per divertirsi anche in quello sport. L’arte è nella libertà dell’interpretazione, nel passare tra le maglie della rete, nel significato diverso, nella cambiamento portato da un’idea che nasce nuova.

Noi nasciamo deboli e abbiamo bisogno di forze, nasciamo sprovvisti di tutto e abbiamo bisogno di assistenza, nasciamo stupidi e abbiamo bisogno di giudizio. Tutto ciò che non abbiamo alla nascita e di cui abbiamo bisogno da grandi, ci è dato dall’educazione.

Questa educazione ci viene dalla natura, o dagli uomini, o dalle cose. Lo sviluppo interno delle nostre facoltà e dei nostri organi è l’educazione della natura; l’uso che ci si insegna a farne è l’educazione degli uomini; l’acquisto di una nostra propria esperienza sugli oggetti che ci colpiscono è l’educazione delle cose. J.J. Rousseau. L’Emilio

L’educazione ci viene dalla natura, dal rapporto d’idee e pensiero con le cose, con gli oggetti, anche con le racchette, qualora a qualcuno venisse in mente di fondare un nuova federazione internazionale di tennis. O se Bode Mille volesse provare a cambiare il proprio rapporto con le racchette da tennis…magari nasce un nuovo modo di giocare.


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