Il lento, fermo, è il muro

Sembra essere una lotta contro i muri e nemmeno troppo di gomma. Muri dico muri non a caso, perché rimandano tutto. Ma un muro non è composto di velocità, al contrario è la fermezza della sua solidità che lo rende imperturbabile. Però nell’ Italia del “famose du’ spaghi” non c’è nemmeno da sorprendersi troppo. “Se magna, se beve, un ce pensamo, è sempre ‘nata così, che ce volemo fa’.”

Non esiste una racchetta troppo pesante se siamo in grado di muoverla e controllarla nel dirigerla verso l’impatto. Troppo pesante in assoluto, capiamoci, gli spaghi son finiti, ce li siamo magnati tutti. Ora digeriamoli con calma. Pensare che il muro non ha nemmeno bisogno di muoversi.

Zenone, la tartaruga, il paradosso, perfino Achille il piè veloce. Chiedo troppo, mi rendo conto che sto chiedendo troppo. L’articolo era di qualche anno fa. Siamo nel 2010 e probabilmente a qualcuno sfugge lo scorrer del tempo. I paradossi poi sono per i palati fini dell’intelletto.

I giochi furono inventati da alcuni amici e potrei portare i testimoni (nomi e cognomi). Ok ripasso fra qualche anno, ho capito, ho capito, prima cerco una escort, da ripsas…

La  migliore racchetta è il muro, a patto che riusciate a muoverlo. Ma c’è bisogno veramente di muoverlo?  Forse è opportuno che ognuno trovi il proprio muro che riesce a sostenere. Poi se siete delle “fighette” che non riescono ad alzare due scatolette di tonno il problema è solo vostro, e se vi manca qualche slam non prendetevela con Freud. 🙂

Racchetta pesante? Ce ne fossero!
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