[picapp align=”none” wrap=”false” link=”term=andy+murray&iid=7719628″ src=”2/2/1/e/Andy_Murray_of_ebfe.jpg?adImageId=9614115&imageId=7719628″ width=”500″ height=”343″ /]
Sono qui che sto sfogliando in senso elettronico, proprio in questo momento, l’enciclopedia libera (Wikipedia) e sto leggendo le pagine sulla distribuzione mondiale della popolazione. Il link è questo. Perché sono interessato a dare un’occhiata, se pur superficiale, ad alcune situazioni reali, al fine di valutare indicativamente alcune percentuali di distribuzione di determinati fenotipi umani in questo globo terracqueo. Dalla piantina si vede che le zone più popolate sono, oltre all’Europa, tutti i territori verso est: Cina, India, Indocina, il Giappone e Indonesia. Ora non è assolutamente mio interesse stare qui a fare una lezione di demografia mondiale, ma volevo semplicemente sottolineare, qualora qualche illuminato direttore di casa editrice (insomma capisco che è difficile, ma se nel mondo dell’editoria italiana ci fosse qualche forma di vita intelligente sappiate che sto trasmettendo verso lo spazio  e sono altrettanto interessato a captare eventuali segnali radio, elettronici, va bene anche la posta ordinaria, di forme di vita) fosse in ascolto che la tipologia, anzi il fenotipo, occhi a mandorla con relative caratteristiche è in numero altamente maggiore rispetto a un altro. In particolar modo quello indicato dal sottoscritto a cui piace scrivere romanzi d’altro genere, anzi di nuovo genere. La popolazione cinese conta oggi 1 miliardo e trecento milioni di abitanti, se aggiungiamo il Giappone, le due Coree, la Cambogia, il Laos, Vietnam e Burma,  lasciando fuori per non creare troppa confusione l’Indonesia (qualche antropologo in questo caso potrebbe muovere delle obiezioni) si supererebbe sicuramente il miliardo e i quattrocento milioni. Il Giappone da solo infatti attualmente conta 127 milioni di abitanti.
Ora si può dire tutto: mancano i campi, non c’è la giusta preparazione professionale dei maestri, non c’è la storia, non c’è una cultura del tennis, c’è la “sabia”. Direbbe Velasco. Tutto vero ma è altrettanto vero che l’altro fenotipo si è sparso un po’ ovunque.
Infatti il fenotipo non conosce nazionalità, non dà importanza ai confini che siano essi politici, culturali o sociologici, il fenotipo è sgusciante, e può, per anni, nascondersi dietro mentite spoglie per poi riapparire dove meno lo aspettiamo.
In questo caso si tratta del 2% della popolazione mondiale e considerato che la popolazione mondiale attualmente è intorno ai 6 miliardi e ottocento milioni i signori portatori di tale caratteristica sono nel mondo intero 136 milioni. 9 milioni meno della popolazione giapponese, una cinquantina di milioni in più della popolazione della Germania ma distribuiti in tutto il mondo. Ora se non è chiedervi troppo fate un conto degli slam che hanno vinto.
C’è anche un’altra tipologia che ha caratteristiche simili e sono stati nel tennis sempre molto avvantaggiati Guardate Bill Tilden o Ilie Nastase. Se lo svizzero arriverà in finale, passatemi l’associazione, sarà uno scontro tra fenotipi. (Non male anche i ragazzi di colore ma questa è un’altra storia. Il mondo cambia, in questo caso).

Se poi nell’etere qualche forma di vita editoriale intelligente (ammesso che esista), si degna di rispondere, mi trova qui.

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