Il direttore editoriale della Mondadori editore se ne esce tranquillo tranquillo con il suo nuovo poema di 82 pagine di stitichezza letteraria, che naturalmente viene incensato di complimenti per la beltà e il magico suono del ritmo della sua poesia dalle pagine del giornale il foglio. Il poeta come il migliore dei menestrelli di corte si ingegna per cantare le barche, con le loro cromature, e le belle donne sdraiate sui ponti, Saint Tropes. Tra un cocktail e un Martini danza l’inconsistenza. Si cantano le veline. Le Messalina di partito? L’allusione e le coincidenze non sono mai un caso: sono il non troppo arcano incentrarsi di volontà e desideri che finiscono per vorticare in spirali che girano intorno al re, o a chi sembra tale, magari una barca, due cromature, tre zampilli di vita dell’inconscio. L’amore e i suoi effetti, un nuovo argomento.
La recensione sul giornale non risparmia nemmeno una frecciatina a Alda Merini, che essendo morta naturalmente non può più replicare. Cosa c’entrava poi il riferimento alla poetessa è tutto da capire, ma forse il signor Camillo Langone voleva evidenziare che i gatti della Merini non solo sono di sinistra, ma sono anche un po’ sporchi. Sicuramente senza cromatura. Ne è passato di tempo da “Il profitto domestico”. Che suonava troppo di sinistra?

Pensare che il tipo (Riccardi) è anche nel comitato di redazione della rivista nuovi argomenti, a cui considerato l’enorme apporto di novità concettuali sarebbe opportuno cambiare il nome. “Ormai desueti argomenti, addirittura privi.” Moravia capirà.

Il Langone invece (sono entrambi di Parma. Un altro caso?) ci sorprende, senza troppo camuffarsi, con argomenti vecchissimi di cui vanta con acceso fervore la novità: La sua “Guida alle messe” è imperdibile (Mondadori chi altri). Sulla scia non perdetevi “Manifesto di una destra divina”, qui anche Mondadori ha passato la mano. Si capisce cita Pasolini.

Buona letteratura a tutti.

P.s. Scommetto che avete anche la mano piccola, messere. 🙂

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