Così scriveva Enry Miller in Tropico del Cancro. Perché c’è soddisfazione nel canto libero.

“Questo non è un libro. E’ libello, calunnia, diffamazione. Ma non è un libro, nel senso usuale della parola. No, questo è un insulto prolungato, uno scaracchio in faccia all’Arte, un calcio alla Divinità, all’Uomo, al Destino, al Tempo, all’Amore, alla Bellezza… a quel che vi pare. Canterò per voi, forse stonando un po’ ma canterò. Canterò mentre crepate, danzerò sulla vostra sporca carogna…
Per cantare bisogna prima aprire la bocca. Ci vogliono un paio di polmoni, e qualche nozione di musica. Non occorre avere fisarmonica, o chitarra. Quel che conta è voler cantare. E dunque questo è canto. Io canto.”

Enry Miller,Tropico del Cancro.

No, non è un libro, più propriamente si tratta di un e-book.

Venduti più e-book che libri, qualcuno lo spieghi ai nostri editori ammesso che non siano rimasti ancora alla lingua d’oc e d’oil. In quelle corti raffinate dove vige l’eleganza della parola e il ricamo della sintassi, il racconto forbito, l’equilibrio perfetto.

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