Il complotto dell'insetto stecco

Cos’è la vita senza un buon complotto? È triste, priva d’interesse, senza un complotto non c’è gusto. E poi cos’è un complotto? Il tentativo di qualcuno di raggiungere un obiettivo facendo sembrare una cosa invece di un’altra. Mimetizzazione, una delle migliori tecniche della natura per consentire la sopravvivenza: cambiare colore come un camaleonte, sembrare uno stecco invece di un insetto, confondersi con il colore degli scogli con un polipo, lasciare intendere che le proprie ali siano foglie o fiori. Complotti, appunto. Tentativi più o meno riusciti di raggiungere i propri scopi utilizzando degli stratagemmi. I complotti esistono in natura, ma non solo esistono sono anche stati e sono dei sistemi vincenti. Inganni che hanno permesso che l’uomo divenisse ciò che è: siamo tutti figli di un inganno, e se tale inganno risulta articolato potrebbe definirsi complotto. Quindi oltre che figli della foca come sosteneva Celentano siamo tutti figli di un buon complotto. Un’organizzazione ben strutturata al fine di ingannare la morte e riuscire a riprodursi il più possibile, e se ci si riesce in eterno tanto meglio, avremmo un complotto senza fine. L’inganno ai danni di ciò che è inorganico è finemente elaborato da ciò che è organico. Chissà se Attivissimo ce la farà a dimostrare che questo complotto non esiste. Sopravvivere a scapito di qualcun altro o di qualcosa d’altro. Ognuno ha il suo stratagemma, e la sua strategia per realizzare i propri fini, anzi in questo caso l’unico fine è quello di affermare se stessi.

Si potrebbe obiettare che manca la coscienza del raggiro, perché i geni che contribuiscono all’elaborazione del piumaggio mimetico non sarebbero consapevoli di come agiscono e del perché agiscono in quel determinato modo, ma questa è una domanda da filosofi è più interessante una visione asettica, più scientifica che si basi solo sui fatti. Un macchinazione, una trama, una cospirazione sono tutte situazioni in cui più elementi contribuiscono a far apparire una cosa al posto di un’altra al fine di trarre un vantaggio comune da questo comportamento. Che tali elementi (individui, animali, molecole, o geni) siano o meno coscienti delle loro azioni è in fondo solo un problema etico. Se si sentono moralmente in torto la loro condizione di coscienza non può incidere sull’analisi che si fa di un fenomeno.

In questi anni i complotti sono di moda, e sulla moda di complotti c’è chi cerca di smontarli evidenziando le loro irrazionalità di fondo. Ma se alcune cospirazioni evidenziano chiare contraddizioni non si può fare di tutta l’erba un fascio, e tanto meno aggrapparsi alla consapevolezza di un comportamento per stabilire se una congiura sia esistita o meno.

Mimesi, inganni, comportamenti favoriti dalla selezione naturale, che, quando a determinarli concorrono più fattori, sono definibili come complotti, trame ordite dalla natura ai fini della sopravvivenza.

Quelli umani sono più articolati, più complessi e nella maggior parte dei casi ricomprendono anche quella sfera definibile di autocoscienza e quindi di consapevolezza delle proprie azioni. Tale condizione prevede la capacità di distinguere tra la realtà e la finzione, ciò che realmente accaduto e ciò che non si è mai verificato. L’inganno cosciente, la bugia consapevole che fonda la macchinazione. Siamo in un altro livello che è estremamente più articolato. Ma anche in questo caso il miglior complotto è quello che si mimetizza meglio, è quello che riesce veramente ingannare, e il miglior inganno è quello che non fa credere all’inganno. Il miglior sotterfugio, la trappola più efficace, l’espediente più efficiente sono quelli che non si vedono, o che solo in pochi riescono a vedere, coloro i quali avranno affilato le armi del disinganno ai fini della propria attività. Un predatore dalla vista infallibile che vede la mimesi e distingue tra colori simili e sfumature che inducono il dubbio. Se fosse troppo evidente sarebbe perdente, e non ci sarebbe nessun intrigo cosciente o inconsapevole da svelare.

Il miglior complotto è quello che solo in pochi riescono a scoprire. Il più bello è ancora lì in attesa che qualcuno ne capisca il funzionamento: il complotto della materia per la nascita dell’universo. Solo per una mente affilata.

La vita è anche una gara in cui le capacità di confondere e quelle di chiarire procedono insieme lungo un cammino che non sembra dividerle.

La vita senza un buon complotto non sarebbe qui a ingannarci.

Complotti, complotti, considerato che esistono conviene scoprili.

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