Ne verremo mai a capo? Sembra anche un gioco di parole, ma tornando indietro nel tempo fino alle accuse rivolte a Andreotti sembra di rivivere la stessa storia: quantomeno molto simile. I vertici della politica italiana accusati di mafia o di collaborazione esterna, come è classificato il reato. Nuovamente da capo, o dal capo. Anche in questo caso sarà molto difficile discernere tra due ipotesi. Erano conniventi con la mafia i maggiori vertici dello Stato Italiano? Un gruppo di criminali seguendo un linguaggio di sottintesi, vaghe affermazioni, ha creduto di essere preso in considerazione e poi tradito, e quindi cerca ora di vendicarsi di presunti torti e azioni ritenute tali? Nessuno parla mai chiaro specialmente riguardo a certi affari. Si usano metafore e le promesse elettorali sono sempre esistite. Qualcuno c’ha creduto troppo? Oppure è tutto vero? Ci sarà mai una consapevolezza mondiale, un’approssimazione alla verità progressiva?  Può esistere una forma accurata di corrispondenza? Forse no, forse Tarski si sbagliava ritenendo che alla verità si potesse arrivare o almeno avvicinare. Forse è stato troppo formale e forse si è accorto di esserlo stato. Un insegnamento più prosaico appare però evidente: mai promettere di abbassare o di eliminare troppe tasse, qualcuno potrebbe legarsela al dito.

Vedremo se finirà allo stesso modo di come finì qualche hanno fa, con la storia del bacio. Anche in questo caso spetterà ai giudici valutare la corrispondenza sostanziale delle affermazioni con gli accadimenti reali. Speriamo si rifacciano a Tarski. Così è se vi pare. No, scusate questo è un altro.

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