6+3, mi sembra nove. Sì, nove. Roger scusa quanto fa 7+6?

Della formula del Master se ne parla tutti gli anni, ogni volta che lo si gioca. Puntualmente viene criticata perché lascia spazio a incomprensioni dovute al fatto che nel tennis non esiste in nessun torneo una formula simile. Si può infatti verificare che un giocatore passi alle semifinali pur avendo perso una partita o addirittura due, quando nel tennis se si perde si è subito eliminati dal torneo, sempre. Ma l’aspetto più interessante per chi guarda questo sport senza pregiudizi etici è quello che fa sorgere qualche dubbio quando ci sono due contendenti entrambi contenti dell’eliminazione di un loro avversario. Le dichiarazioni si trovano sul sito Ubitennis ( link 1, link 2). Specialmente se questo avversario è stato eliminato per differenza game causata dal fatto che proprio gli altri due giocatori sono arrivati a giocarsi la vittoria al terzo set. Naturalmente l’ “antisportività” non è di questo sport, qui siamo tra poeti santi e navigatori, ci mancherebbe. Ma la natura umana spesso e volentieri, quella più profonda s’intende, viene fuori tra le righe, esce dalle maglie in modo sottile e poco percettibile, perché nella maggior parte delle occasioni è schiacciata da un desiderio di apparenza, dalla voglia di sembrare e rimanere un’icona. Quindi è necessario indagare un accenno, una parola, un gesto o un atto inconsulto. Leggere tra le righe: tra due urli sopra tono e qualche frase detta tra i denti nella stanchezza. Si saranno messi d’accordo? Chi? Federer e Del Potro naturalmente. Andy Murray rimane antipatico un po’ tutti. Sarà per quel colore dei capelli che è sempre stato la causa, nel passato, di irrazionali giudizi e comportamenti di scherno e denigrazione. Il colore del diavolo, rosso mal pelo, di rosso non è buono nemmeno il capretto, figuriamoci un tennista. È così che le dichiarazioni aprono mondi di interpretazione. A voi il giudizio: “che facciamo ce la giochiamo al terzo?” Se lo saranno detto? Lo avranno semplicemente percepito? Perché la situazione era questa: se Federer veniva sconfitto in due set era eliminato dal Master, se invece veniva sconfitto in tre set si sarebbero dovuti contare i giochi, come è stato fatto. 6 + 3 è uguale a nove e il secondo set è finito 76, ben 13 giochi. Comunque da tutto questo si deduce almeno che, nonostante siano dei tennisti, riescono a svolgere dei conti elementari: addizione e sottrazione. Forse.

P.s. della barba di Del Potro ne parlo un’altra volta.

Annunci