grande racchette
Meglio una racchetta grande o una grrande racchetta?

Nei negozi c’è sempre ampia scelta e il numero dei modelli è sempre in sovrabbondanza. L’intento di questo post non è quello di valutare uno o più singoli modelli di racchette. Sarebbe un’operazione temporanea e non fornirebbe indicazioni di carattere generale che sono quelle che hanno la caratteristica di rimanere nel tempo. L’intento è quello, invece, di fornire chiare indicazioni che consentano di scegliere tra le caratteristiche dei vari modelli e delle varie linee in relazione alla grandezza del piatto corde. Tale informazioni per loro natura possono essere applicate anche ai futuri nuovi modelli di racchette che sono in uscita quasi ogni anno. Le case costruttrici ogni anno vantano materiali rivoluzionari che promettono di migliorare stabilità, potenza e controllo, ma come vedremo le caratteristiche e le qualità delle proporzioni del piatto corde sono rimaste sostanzialmente invariate, soprattutto se si osserva quali sono stati i modelli più vincenti nel passato e negli ultimi anni.

La vecchie racchette di legno con cui molti hanno iniziato a giocare avevano un piatto corde di circa 65 pollici quadrati, nel corso degli anni abbiamo assistito a progressivo aumento delle dimensioni del piatto corde; e il risultato è quello di ritrovare nei negozi piatti corde che vanno da 88 pollici quadrati (il più piccolo attualmente in commercio) ai 110 pollici delle racchette over size.  La tendenza è stata quella di cercare di aumentare la grandezza degli ovali con la conseguenza che racchette con un piatto da 85 o meno non sono più prodotte. Tra 88 e 110 c’è naturalmente una vasta gamma di misure intermedie tra cui spesso è difficile districarsi quando si vuole scegliere per un acquisto. Al fine di avere le idee più chiare è opportuno domandarsi quali siano gli svantaggi e i vantaggi di un piatto grande rispetto a uno più piccolo.

A cosa serve un piatto corde? La funzione principale di un piatto corde è quella di essere il luogo dove viene colpita la pallina da tennis, ma può essere usato all’occasione anche per scolare gli spaghetti. A una prima analisi verrebbe quindi da pensare che più grande è il luogo con cui si colpisce e più sono elevate le probabilità di prendere la pallina. Ma una racchetta non svolge solo la funzione di catturare una pallina, come un semplice retino da farfalle (in questo caso la grandezza sarebbe incontestabilmente un vantaggio). Ci sono almeno altre due funzioni che l’attrezzatura di un tennista deve svolgere in modo che il colpo sia efficacie: precisione nelle direzione e velocità della palla. Ce n’è poi una terza che è la capacità di imprimere la rotazione desiderata alla pallina e anche in relazione a quest’ultimo aspetto il numero delle corde (string pattern) e densità della cordatura hanno la loro influenza. In linea generale il numero delle corde aumenta con l’ingrandirsi del piatto corde per evitare che le maglie siano troppo larghe e la racchetta perda di controllo.

Vantaggi di un piatto grande

Sono almeno tre: la maggiore lunghezza delle corde consente un più pronunciato effetto trampolino conferendo maggiore spinta alla palla; vi è un maggiore tempo di contatto con le corde (dwell time), e anche questo è un vantaggio ai fini della precisione dei colpi; riduce il numero dei colpi non centrati. Ma non è tutto oro quello che luccica, e i tre vantaggi elencati si rivelano controproducenti, o quantomeno possono rivelarsi tali.

L’altro lato della medaglia

Un piatto corde più grande è anche maggiormente deformabile all’impatto condizione che riduce la precisione della risposta. E anche se si guadagna un maggiore dwell time l’aumento dell’effetto trampolino insieme alla maggiore deformazione delle corde riducono le possibilità di un colpo che segue una direzione precisa, aumentano pertanto i margini di errore.

Inoltre un piatto più grande non deforma sufficientemente la palla all’impatto imprimendo la direzione voluta, ma si deforma esso stesso maggiormente, specialmente nei colpi decentrati. Infine c’è da aggiungere che nei colpi in top spin non deformandosi la pallina quest’ultima tende a scivolare lungo il piatto corde riducendo anche in questo caso la precisione del colpo. Si potrebbe ancora sostenere che una superficie maggiore consente di respingere un numero più alto di palle che sarebbero colpite con il telaio se si usasse una racchetta più piccola. Anche in questo caso c’è da dire, considerato quanto esposto sulla deformazione e scivolamento, che un palla colpita vicino al telaio di un ovale più grande molto presumibilmente che risulterà lo stesso un errore. E’ quindi consigliabile cercare di sviluppare le proprie abilità nel colpire con accuratezza e tecnica piuttosto che sperare che qualche pollice in più riduca in modo consistente il numero dei nostri errori.

Naturalmente si può agire sull’effetto trampolino e sul dwell time anche aumentando o diminuendo la tensione delle corde, ma siccome tale intervento si può fare su ogni racchetta non c’è motivo di pensare che quanto appena esposto non abbia un valore oggettivo.

C’è inoltre da aggiungere che con un piatto molto ampio i colpi decentrati ai lati dell’ovale (ore 6 e ore 9) potrebbero arrecare al braccio le conseguenze di un urto consistente che è sempre meglio evitare sopratutto se si è giocatori amatoriali.

I grandi campioni

Una veloce non esaustiva ma indicativa rassegna in merito alla preferenze dei giocatori professionisti è un altro indice delle qualità dei piatti corde relativamente più piccoli, infatti, nonostante l’aumento dei ritmi di gioco e della velocità di palla abbiano quasi imposto con il tempo l’ampliamento del piatto, i più famosi campioni continuano a preferire il piccolo. Pete Sampras vinse 14 slam con un 85 pollici; Stefan Edberg non abbandonò mai la sua Pro Staff Original (85 pollici),  e nello stesso modo agì Jim Curier. Roger Federer allargando e usando un piatto di cinque pollici più esteso e con una corda in più nello string pattern ha raggiunto lo straordinario record di 15 slam. Straodinario è ovviamente un una parolona. E forse non  un caso che sia l’unico a giocarecon novanta pollici quadrati. Comunque molti atleti del ranking attuale preferiscono rimanere al di sotto dei 100 pollici: Martìn Del Potro gioca con un 95, (18X20); Novak Djokovic rimane sui 98 pollici; Marat Safin è sempre rimasto fedele ai 93 pollici. I giocatori che scelgono un piatto più grande non superano mai i 100 pollici, se si esclude qualche eccezione come Andrè Agassi, e Rafa Nadal ma anche lui si è fermato a 100.

Ne emerge anche un’altra considerazione che ci spinge a ulteriori riflessioni: quando c’erano più giocatori che usavano piatti relativamente più piccoli c’era più competitività ai vertici (Ivan Lendl usava un piatto 80 pollici negli anni ottanta). Oggi con un solo giocatore che usa il 90, sembra esserci o esserci stato (se si esclude il calo degli ultimi anni dovuto probabilmente a un calo della rapidità dei riflessi e dello spostamento) un solo grande vincitore che ha raggiunto 22 semifinali consecutive negli slam.

Allora cosa è meglio scegliere?

E’ meglio optare per un piatto relativamente piccolo in base alle proprie aspirazioni di gioco, quando per aspirazioni si intende l’ideale di gioco che si desidera raggiungere. Comunque è sempre meglio partire con un piatto piccolo 90 se ve la sentite o 95 se si desidera un po’ più di comfort. Se la racchetta vi sembra poco potente per aumentare la potenza senza perdere in controllo è consigliabile aumentare la massa e non il piatto corde. Certo per muovere una attrezzo più pesante con un piatto più piccolo è necessario affinare la tecnica del proprio swing, ma se avete un ideale di gioco elevato è proprio su questo aspetto che è necessario intervenire. In pratica se avete in mente di dedicarvi al tennis professionistico, o avete intenzione di imparare colpi incisivi e precisi, è auspicabile iniziare con un piatto non più grande di 93 pollici. Un peso non inferiore ai 350 (se riuscite anche qualcosa in più in posti dove l’aumento di peso sia meno riconoscibile rispetto a quanto lo è se posizionato sulla testa) è anch’esso auspicabile. Tali condizioni permetteranno di avere un chiaro feed back  sugli errori e sui colpi riusciti, che permetterà una progressiva crescita delle proprie capacità di gioco. Una condizione non ideale all’inizio, infatti, precluderebbe da subito la possibilità di percorre determinate linee di sviluppo.

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