Era il 1989, potrei risalire anche alle settimane precise perchè eravamo nel periodo Pasquale e in questi giorni da molti anni vado a sciare sulle dolomiti quindi si trattava della penultima o del’ultima settimana di marzo, quando l’apertura di tutti i telegiornali esaltava la scoperta sensazionale di due scienziati. Fleischmann e Pons avevano dichiarato di essere riusciti a innescare un processo di fusione nucleare a freddo. L’implicazione logica successiva fu quella di poter avere energia pulita a basso costo. Ma non passarono nemmeno 24 ore dalla diffusione della notizia che numerosi e autorevoli esponenti della comunità scientifica si stracciarono le vesti pubblicamente difronte a quella che consideravano un’eresia scientifica sostenuta da due scrittori di fantascienza che andavano delegittimati come scienziati. Sommersi dalle critiche non solo i due furono delegittimati, ma rischiarono di passare per due folli racconta balle (eco-balle in questo caso) e forse agli occhi i qualcuno Flieschmann e Pons rimangono ancora oggi due guasconi superficiali in cerca di un po’ di notorietà. Ma a distanza di diciannove anni da quel lontano 1989 la tesi che la fusione fredda sia il frutto solo di una fervida fantasia inizia a perdere i colpi, molti colpi, addirittura tutti.
L’energia dall’atomo.
Ci sono due modi per produrre energia dall’atomo: con la fissione e con la fusione. La fusione nucleare è il processo che alimenta le stelle e quindi lo stesso sole che illumina la terra.

Il sole va a fusione e per questo la sua energia è energia pulita, infatti il processo di fusione non produce scorie radioattive. Per innescare il processo di fusione “a caldo” è necessaria una temperatura elevatissima dell’ordine di 10-20 milioni di gradi. Il problema non è da poco, tanto che, per l’innesco di bombe all’idrogeno (fusione termonucleare) si utilizzano le temperature sprigionate da una normale bomba a fissione. Un innesco chimico, o a freddo, consentirebbe di risolvere il problema in modo da potersi concentrare sul controllo del processo di fusione, ormai innescato. L’innesco e il controllo della fissione nucleare è più semplice come dimostra lo sviluppo e la presenza di numerose centrali che producono energia. Ma la fissione presenta inconvenienti non da poco, ovvero la produzione e di conseguenza lo smaltimento di score radiottive; infatti il nucleo di un atomo che si scinde produce due o più nuclei più piccoli (isotopi con un numero maggiore di neutroni) che sono radiottivi. La radioattività è il processo di decadimento di un nucleo atomico che emette particelle piccolissime (subatomiche) finchè non raggiunge una stato di stabilità.
L’energia prodotta dalla fusione invece non è inquinante perchè con l’unione dei nuclei non c’è produzione di isotopi, ma l’interesse verso la fusione fredda, dopo le poche ore estatiche della fine di marzo del 1989, sembra decaduto, come accade ai nuclei scissi di una fissione. Anche se, in questi anni, gli scienziati italiani Emilio del Giudice e Giuliano Preparata l’hanno riprodotta e hanno dimostrato la sua natura scientifica, i loro studi sembrano non riscontrare interesse, tanto meno ricevono forme cospicue di finanziamento. Chi ha eseguito, o continua a eseguire, esperimenti sulla fusione fredda si ritrova ad agire con alambicchi e precarie provette ai margini della scienza ufficiale, anche se il futuro energetico non potrà che risiedere nella fusione.
Il prossimo anno, nel 2009, saranno vent’anni e si potrà celebrare l’anniversario di una storia dove, a guardare con attenzione, si trovano racchiuse molte qualità: sapienti silenzi, egoismi, interessi settoriali, lotte personali, rierca del potere economico e energetico, voglia di dominio, superficilità, menefreghismo, assenza di lungimiranza. Una macedonia mista d’umanità di vario genere.
Un’attenta ricerca sul web sembra però far emergere che un’applicazione per la fusione fredda sia stata trovata: quella militare di innesco per piccole e controllate bombe a fissione, in questo caso utilizzando il procedimento inverso della bomba a idrogeno, dove la fissione innesca una fusione, la saturazione all’impatto di uranio impoverito (che ha un peso specifico più elevato del piombo), inserito nei proiettili, innescherebbe un processo di fissione da una fusione a freddo. Sarebbe la ciliegina sulla torta o, meglio, nella macedonia. Sarà vero?

Questo secondo video è un po’ lungo, ma vale la pena solo per la molletta. Qui.

“Visto, non si stampi” – Perche’ le riviste non hanno pubblicato il rapporto 41.

Chi sta lavorando sulla fusione fredda?
Progettomeg: Fusione Fredda: intervista a Emilio Del Giudice
L’ insabbiamento della fusione fredda
Progettomeg – Sezione Fusione Fredda –
Fusione fredda – Wikipedia

Roberto Germano -Fusione Fredda. Moderna storia d’inquisizione e d’alchimia.

Bibliopolis – Edizioni di Filosofia e Scienze (prefazione di Giuliano Preparata).

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