Goebbles, Tom Cruise, la fede e la razionalità

Capo della propaganda nazista Joseph Goebbles fu autore di misfatti, falsicazioni e disinforfamazioni che se valutati da un punto di vista strettamente tecnico debbono essere considerati molto ben congeniati; tanto che chi è uso praticare la disinformazione nel nostro paese dovrebbe cercare di prendere qualche spunto dalle tecniche adottate da quell’invasato, che riusciva a fare leva su tutto ciò che c’è di irrazionale in un uomo: la passione, la paura, i sentimenti di rivalsa, le pulsioni di ogni genere, e non trascurava il mito, i lavoratori e Dio. Insomma stuzzicava l’amigdala dei suoi ascoltatori con grande sapienza e razionalità. Usava la logica per rivolgersi a ciò che negli uomini è privo di ragione. Lo faceva esclusivamente per perseguire i propri interessi e quelli del partito che rappresentava: partito Nazionalsocialista. Per la precisione il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori. Che vogliamo farci se i lavoratori e Dio li tirano in ballo sempre tutti, magari per la giacchetta; infatti non è un caso che la frase “Got mit uns” (Dio è con noi) fosse scritta sui cinturoni dell’esercito tedesco. Se prendiamo per data la difficile dimostrazione dell’ esistenza Dio, devono aver pensato i gerarchi nazisti, figuriamoci se si può stabilire con certezza da che parte sta. Il mito, stavo scrivendo. Il mito della razza, il mito della forza, della superiorità, il mito di un ordine nuovo e superiore, e il mito di un futuro migliore saranno portati a tutti da chi detiene non la logica della verità ma la sua strasfigurazione in mito, ancora una volta. Con il mito si fa prima, perchè non necessita di studi, approfondimenti, critiche, percorsi elaborati, fallimenti e dubbi. E’ sufficiente credere e si trovano immediate soluzioni. Ora a Goebbles mancava sicurmante il mito della bellezza, altrimenti è probabile che si sarebbe potuto risparmiare qualche azione d’ingengno, come quella di sabotare, insieme a un gruppo di suoi fedelissimi, la prima del film “Niente di nuovo sul fronte occidentale” gettando bombe a mano sullo schermo e descrivendo l’avvenimento, il giorno successivo, come l’opera di tedeschi in preda allo sdegno più incontrollabile. Anche qui ritorna l’amigdala.

Non sembra che oggi le cose siano cambiate molto, anzi lo scontro “Mythos versus Logos” appare all’ordine del giorno. Naturalmente si è adeguato ai tempi e di conseguenza utilizza le forme, i mezzi e le argomentazioni che sono tipiche del XXI secolo. Utilizza anche la bellezza, meglio se quella dei divi, o miti, del cinema, così unisce due forme mitologiche per dare vita a un minotauro del nuovo millennio: il bel mito dell’attore holliwoodiano.

Lo storico tedesco Guido Knopp suggerisce, dopo aver visto un filmato di Tom Cruise che parla agli adepti di Scientology, che fra l’attore e Goebbles ci siano molte anolgie. Lo storico fa un esempio concreto, come quello in cui Cruise chiede agli spettatori: “Dobbiamo ripulire il mondo?” e la folla entusiasta risponde “Sì!”. “Qualsiasi tedesco non può non ripensare al famoso discorso di Goebbels del 1943 nel Palazzo dello Sport quando questi chiese: “Volete la guerra totale?” e gli rispose un coro di approvazione. (Non affrettatevi a cercare tale video su youtube, perchè è stato rimosso. Se ne trovano altri di Cruise che parla di Scientology, ma non quello a cui si riferisce lo storico, quindi dobbiamo fidarci.)

In questi giorni con il “caso Ratzinger” si è tornati a parlare di fede, di ragione, di religione e di scienza, e ho letto opinioni che sostengono un relativismo assoluto quando dichiarano che anche la scienza e le su leggi sono in fondo relative e sempre precarie. Vorrei sottolineare, come ho già scritto sul blog filosofico La botte di Diogene, dove si è sviluppata una discussione molto interessante sull’ergomento, che sposare un relativismo assoluto non solo è pericoloso, ma, a mio modo di vedere, anche irrazionale, perchè mi sembra di vedere una resistenza di certi costrutti razionali alla propria falsificazione.

Inoltre, ho il timore che un assunzione completa e incondizionata di relativismo ci spalanchi le porte di un labirinto con all’interno un moderno minotauro.

p.s. Forse non è un caso se Nicole Kidman, figlia di due psicologi australiani, decise di troncare la relazione con Tom Cruise, qualche anno fa.

foto minotauro Wikipedia

11 pensieri riguardo “Goebbles, Tom Cruise, la fede e la razionalità

  1. Pingback: diggita.it
  2. “Dobbiamo ripulire il mondo”… da brividi!
    A proposito di relativismo, concordo con te, glie è che in questo momento diffido di più degli antirelativisti (che forse, a pensarci bene, sono la faccia della stessa medaglia).
    Interessante la riproposta hollywoodiana del mito – ed anche lo smontare e il rimontare “pezzi” dell’immaginario funzionali alla seduzione delle folle nell’epoca contemporanea. Molto interessante la figura del minotauro…

  3. Ti voglio fare i miei complimenti per questo post molto bello…..quanto al relativismo penso sia la rovina assoluta del nostro mondo……!!!!Difficilecredere in un mondo che ,appunto, poggia su di esso.

  4. Non mi è chiarissimo cosa intendi per “assunzione completa e incondizionata di relativismo”, in genere trovo il relativismo un ottima medicina per insegnare un po’ d’umiltà e far sì che non si creda mai di avere la Verità in mano.

  5. @chiarac
    allora cerco di spiegrarmi meglio:
    un conto è cercare di valutare problemi e situazioni da più punti di vista cercando di avere una visione d’insieme di ciò che abbiamo intorno.

    un altro è arrivare alla conclusione che siccome ci sono più punti i vista allora nessuno di essi è valido e tutti poggiano le loro fondamenta su costrutti contingenti. Quello che ritengo essere un rischio è arrivare a pensare che siccome tutto è vero, o può essere vero, allora niente è vero. “Così è se vi pare”. questo modo di vedere le cose, do ragione a md, è l’altra faccia di una stessa medaglia: è un’altra forma di assolutismo.
    Per esempio non credo che da uomo avrò mai motivo di credere a un errore nei principi fisici e meccanici del motore a scoppio che mi porta a in giro tutti i giorni.

    Quello che dici è giusto bisogna cercare di dubitare delle nostre verità metterle in discussione, perchè è dal dubbio che traggono solidità, ma ritenere a priori che tutto può essere in un modo ma anche in un altro è a mio parere deleterio.

    un saluto, fabrizio

  6. Vorrei tornare un attimo sul relativismo. Partirei da una distinzione: ciascuno penso si possa definire relativista nella propria prassi, in quanto soggetto limitato e finito, mortale, dotato di una ragione a sua volta finita e per definizione fallibile – a meno che non dichiari di essere il depositario di verità assolute, ma allora ce lo deve dimostrare in modo inoppugnabile; altro conto è pero sostenere un”ideologia relativista (che è una forma, peraltro autocontraddittoria, di assolutismo: se io affermo “tutto è relativo” affermo in qualche modo una verità assoluta).
    Dunque: da una parte sfido i relativisti a dire che A=A o 2+3=5 è falso, oppure che sia eticamente indifferente la pratica dell’infibulazione o l’antropologia nazista; ma dall’altra resto pervicacemente sospettoso nei confronti degli antirelativisti (soprattutto in campo etico), specie laddove dichiarano universali e assoluti cose come “natura umana”, “mente umana”, “spirito”, “morale”, cioè tutte quelle categorie storicamente (geotemporalmente) determinate.
    Dunque in realtà non sarei né relativista né antirelativista. Ecco, probabilmente bisognerebbe uscire da questo cul de sac…

  7. md, posto così è un paradosso e quindi non c’è via di uscita.
    Un giusto mezzo sta nell’accettare il relativismo come spiraglio per il dubbio, fonte di riflessione e dunque metodo per la ricerca della verità.

  8. a priori sono d’accordo che affermare “tutto è relativo” come verità assoluta è paradossale, oltre che sciocco… però è vero che c’è sempre un’altra angolazione da cui guardare: una matematica una volta mi spiegò che sul serio la verità di 2+3=5 è relativa, il che secondo me dimostra – più che il relativismo – che qualunque cosa adeguatamente approfondita si rivela non banale.
    Io appoggio il relativismo come metodo di cui parlava michelangelo, e come md in base a questo metodo diffido fortemente di chiunque voglia avere la verità in tasca.

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