Tornei che finiscono prima

In effetti, pensandoci bene, certi tornei finiscono prima della finale.

Novità a Flushing Meadows: la finale si giocherà di lunedì. Stavolta, però, non è colpa dei continui rinvii per maltempo così come nelle ultime 5 edizioni ma perchè è stato così deciso dagli organizzatori. Le televisioni saranno molto contente visto il ricco menu in programma che prevede il venerdì le semifinali femmininili, il sabato quelle maschili, la domenica finale femminile e lunedì la finale maschile.

La finale degli US Open 2013 si giocherà di lunedì – Pianeta Tennis

Djokovic fa sentire Nadal come Federer. Un problema di rovesci e diagonali

Il rovescio di Nole non è quello di Federer

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La finale di quest’anno allo Us Open era da considerare uno spartiacque. Sembravano i fab four ma in realtà ne è stato sostituito solo uno: Roger Federer. Lo svizzero faceva coppia nelle finali con Nadal e ora Rafa fa coppia con Nole; altri incroci non sono consentiti, a quanto pare. Erano in finale i due giocatori che si sono divisi i tornei dello slam nell’anno 2011. Dividerseli proprio alla pari (due per uno) sarebbe stata la prima volta. Non è accaduto ha vinto Djokovic.

Partono subito bene entrambi i giocatori nel primo gioco. Scambi consistenti da fondo lasciano presagire che ogni colpo sarà lottato. La prima impressione è che Djokovic riesca a controllare bene la palla dello spagnolo, indirizzando e spingendo bene i colpi. Comunque Nadal chiude il proprio turno di servizio. Ma sarà il rovescio lento in back a portare Nadal al primo break della partita: toglie in questo modo ritmo a Djokovic, rallenta lo scambio e impedisce all’avversario di incontrare la sua palla più vivace. Ma vantaggio dello spagnolo durerà poco a causa dell’immediato contro break subito dopo un gioco non giocato benissimo al servizio. Il serbo prende il tempo sulla palla con il giro indietro che veleggia nell’aria. Continua a leggere

US Open 2011: il destino dei veti incrociati alla vigilia delle semifinali a Cincinnati

Us Open 2011

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Le semifinali che si giocheranno oggi a Cincinnati daranno qualche indicazione su coloro che saranno i favoriti in vista dell’ultimo torneo dello slam, che inizierà lunedì 29 agosto. Nelle ultime due settimane tra i primi quattro favoriti l’unico che ha evidenziato un’ impeccabile costanza di rendimento è Novak Djokovic. La scorsa settimana aveva sconfitto Mardy Fish in finale e nell’Ohio ha continuato a giocare in fiducia e ha raggiunto per ora la semifinale. L’incontro di oggi con Berdych dirà qualcosa in più sulla sua forma. Il ceco contro Roger Federer ha messo in mostra una fluidità e una velocità dei colpi piatti da fondo campo con cui è riuscito, molto spesso, a tenere lo svizzero lontano dalla palla. Novak invece nel quarto di finale con Monfils ha fatto intravedere, seppur in modo relativo, alcune debolezze. Sui passanti anzitutto: spesso alti e facile preda di chi riesce a prendere la rete come è accaduto al francese. Si tratta di un suggerimento duplice sia per chi dovrà affrontare il serbo sia per Nole stesso, che in vista dello US Open potrà dedicare qualche allenamento specifico ai colpi passanti. Dall’altro lato gli avversari potranno studiare come poter chiudere i punti cercando di rompere il ritmo da fondo campo di Djokovic. La forma fisica muta, e non è possibile mantenerla sempre all’apice. Così è naturale che quella del serbo dovrà avere un calo, e anche se dovesse dimostrarsi lieve i suoi avversari dovranno essere in grado di coglierlo e approfittarne.

Tomas Berdych ha giocato un ottima partita contro Roger Federer: un invidiabile timing sulla palla, sia di diritto che di rovescio e una puntuale copertura del campo hanno messo lo svizzero in condizioni di resa. Continua a leggere

Non sarei così sicuro come sostiene Agassi

Ne avevo accennato nel tradurre un’ intervista di Andrè Agassi il quale soteneva che il tennis di oggi ha raggiunto livelli di gioco superiori a quelli di qualche anno fa. Spesso abbiamo, come uomini, la tendenza a dimenticare è una tecnica di sopravvivenza come quella all’opposto di ricordare ciò che ci è utile. Però le immagini di Pete Sampras e John McEnroe che si affrontano allo US Open ci sollevano molti dubbi sul fatto che il gioco di oggi sia nettamente migliore, forse non ci ricordiamo bene quello di ieri, o ci fa comodo dimenticarlo, così, per evitare rimpianti. Correva l’anno 1990: John aveva 31 anni e Pete 19. Poi si sa che l’erba del vicino è sempre più verde, domani è un altro giorno, e il tennis di oggi è meglio di quello di ieri.

Roger torna alla vittoria, leggeri ma rossicci

Un Mardy Fish a dieta

Un ossimoro apparente ma non troppo. Federer riesce nell’impresa dopo diversi mesi a digiuno di vittorie ad accaparrarsi il titolo di Cincinnati su un Mardy Fish snellito dalla dieta dimagrante e molto pù mobile sul campo. Infatti riesce a impegnare lo svizzero per tre set di cui i primi due si sono conclusi al tie brek e il terzo è terminato 64 in favore di Federer che ha chiuso rimontando lo svantaggio del set iniziale. Fish da parte sua è sembrato molto più mobile sul campo e naturalmente la dieta non è riuscita a cambiare la sua natura che appare essere quella di un rosso ambrato. Così tolto il peso in eccesso, ma sopratutto quello in parti non fondamentali, lo statunitense è diventato un giocatore nuovo e lo si è visto sul campo dove ha messo a frutto ogni sfumatura.
Federe invece si porta a casa il quarto titolo di Cincinnati e si preparerà per lo Us Open che avrà inizio le settimana prossima, perché c’è sempre l’obiettivo Big Bill da raggiungere con sette titoli “statunitensi” e per il momento sembrerebbe il più in forma di tutti anche se in questo torneo ha giocato veramente poco, agevolato come è stato da due ritiri. Ora c’è una settimana di riposo e poi inizia lo slam americano.

Limitare gli errori per vincere a tennis. Il vincente rende solo un terzo e quasi niente al Roland Garros

Distribuzione vincenti ed errori nelle quattro prove dello slam

Non sembra essere cambiato molto nel gioco del tennis rispetto a qualche decennio fa. La preparazione atletica è indubbiamente migliorata, l’attrezzatura consente solo ad alcune tipologie di persone di poter raggiungere un certo livello di gioco, ma il modo di vincere le partite sembra essere rimasto sostanzialmente lo stesso. O almeno molto simile a quello che si ritrova nel libro di Bill Tilden “The Art of lawn tennis” dove il campione degli anni ’20 scriveva che la maggior parte dei punti nel gioco del tennis sono dovuti a un errore dell’avversario.  La tabella sembra confermare l’intuizione di Big Bill. Se infatti suddividiamo il modo di vincere o perdere un punto in cinque categorie emerge che anche nel tennis moderno le cose non sono cambiate poi molto. I cinque modi per vincere un punto sono: un aces; un chiaro vincente (winner); un doppio fallo (DF double fault); un errore forzato (forced error); o un errore non forzato (unforced error), quelli che vengono anche descritti come errori gratuiti, perché non provocati dal gioco dell’avversario. Lo studio è stato suddiviso anche in relazione alle superfici dei quattro tornei più importanti: Wimbledon; lo Us Open; lo Australian Open; il Roland Garros. La tabella è estrapolata dai dati della partite di sedicesimi di finale e ottavi di finale. La percentuale dei colpi è calcolata per i punti del vincitore e dello sconfitto.

Wimbledon, l’erba e le superfici intermedie.

La bellezza e la spettacolarità dei vincenti perdono la loro concretezza mano a mano che ci sia allontana dall’ultimo torneo rimasto che si gioca ancora sull’erba (Wimbledon). Continua a leggere

Flavia Pennetta annulla sei match point alla Zvonareva e si qualifica per i quarti allo Us Open

Dipende tutto dal fatto che è brindisina e dal tipo del post precedente. Dal fatto che gioca con una Wilson? Può essere. Al prossimo turno incontrerà Serena che sembra in forma. Certo è un peso massimo, ma staremo a vedere, infatti come sostiene Rino Tommasi “sono ancora zero a zero”. Punteggio: 36-76-60.  Sotto l’intervista di Ubaldo e gli articoli.

Ubitennis, Scanagatta.

Nessun rimpianto

Rino Tommasi e Ubaldo: commenti (audio).

Us open, Federer quasi come Big Bill

Bill Tilden

Roger Federer

Roger Federer

Con la vittoria nella finale di ieri Roger Federer si avvicina al record di sei vittorie consecutive agli US Open di Bill Tilden, che vinse negli Stati Uniti dal 1920 al 1925. Lo statunitense trionfò poi per la settima volta nel 1929. Siamo sempre a caccia di record, deve essere la natura umana. La finale non è stata molto entusiasmante. Dopo un avvio fulminante dello svizzero, che è stato praticamente ingiocabile fino al due a zero nel secondo set, la partita si è adagiata su ritmi aritmici. Federer riuscirà a strappare d’esperienza il servizio a Murray e chiudere il secondo set, ipotecando la partita. Murray non ha saputo rientrare nel match quando Roger è calato, direi forse inevitabilmente. Lo scozzese non ha giocato bene, colpendo il diritto molto spesso in posizione arretrata con il busto, il peso del corpo indietro, e facendo sempre carico sul ginocchio destro che sembrava dolorante. A volte il talento induce alla pigrizia, come capita a Monfils che si mette a giocare quattro metri dietro la riga di fondo. Di Federer non mi sono piaciute certe volèe a paletta di vigile :-) . L’incontro, inoltre, mi ha ricordato partite singole di cui non ho ricordi, perché si giocarono nel 1941 tra il quarantottenne Tilden e il molto più giovane Donald  Budge, autore di un bell’uragano: Tilden riuscì a prevalere qualche volta, nonostante l’età. Se di viso somiglia a Nole, di struttura fisica è simile a Federer, ma “tennistica-mente” ho altre preferenze. ;-) .

p.s. La racchetta che ha in mano Tilden è un tipico strumento degli anni venti, la stessa che usava  Suzanne Lenglen. All’apparenza sembrano molto head light. Se guardate la pallina non vedete il segreto.

p.p.s. Sarò senza collegamento per un paio di giorni. Chi richiede il romanzo lo riceverà appena possibile. Scusate l’inconveniente.

Murray vs Nadal, si ripete la sfida di Wimbledon

andy murray

Andy Murray

Mentre si discute della “crisi” del tennis Italiano, che non riesce ad avere un finalista in uno slam dai tempi di Panatta, alcuni giocatori sembrano essere dei predestinati, se si crede al destino. Murray e Nadal si incontreranno in una delle semifinali dello Us Open: a Wimbledon vinse Nadal in tre set, ma durante questo torneo lo scozzese è sembrato più solido e disposto alla lotta. Nella partita con Del Potro dopo aver perso il terzo set, in cui è stato in vantaggio di un break, è riuscito a chiudere la partita nel quarto con il punteggio di 75. Nadal ha lasciato qualche set agli avversari durante il torneo: uno lo ha perso con Mardy Fisch, che però non è riuscito a fare di meglio contro il maiorchino che sta vivendo la sua migliore stagione. A Wimbledon vinse Nadal in tre set. Oggi, negli altri due quarti di finale, lo svizzero Federer incontrerà Gilles Muller e Roddick giocherà contro Djokovic.

Sulla crisi del tennis in Italia avrò modo di ritornare. Ammesso che si tratti di crisi, gli anni di Panatta sembrano lontani e quelli di Pietrangeli lo sono ancora di più.

p.s. comunque raggiungere i quarti in una prova dello slam, come Flavia Pennetta, signfica essere tra le migliori otto giocatrici del torneo. Per arrivare oltre probabilmente sono necessaria altre qualità.

US Open, Flavia niente da fare

Badmintonball

Il badminton

In una partita in cui Dinara Safina ha giocato colpi difficilmente difendibli e tanto meno contro attaccabili l’Italiana è stata sconfitta 62 63, senza che potesse contrastare lo starpotere della russa. Nascere con certe condizioni da matrioska è un vantaggio, è inevitabile. Comunque i quarti sono un buon risultato. Se c’è da notare qualcosa della prestazione della Pennetta è l’eccessivo nervosismo con cui a volte regisce a situzioni di gioco sfavorevoli. Un po’ più di tranquillità, forse, le consentirebbe di essere più lucida nelle fasi di gioco, ma c’è da aggiungere che qui si commenta dalla poltrona. Murray, intanto, che ha avuto la fortuna di nascere con i talenti di madre natura, sembra intenzionato a metterli a frutto il più possibile. E’  in vantaggio 76 76 su Del Potro. Non so se riuscirò a vedere la fine della partita, complice anche un televisore che inzia a perdere i colpi: allunga e distorce le immagini in modo fantasioso. Sembrano tutti molto più alti e le scritte in sovrimpressione non rientrano tra i margini dello schermo. La Pennetta sembrava altissima e Del potro ha due gambe che sembrano quelle di tira e molla. Peccato che non abbia allungato i colpi di Dinara. Che si tratti del tubo catodico? Nadal non lo vedrò, e nemmeno le Williams.

US Open, Flavia Pennetta è nei quarti dello slam americano

Flavia Pennetta

Flavia Pennetta. Cliccare per ingrandire

La brindisina ci regala la gioia di un quarto di finale in una prova del grande slam, sconfiggendo la francese Mauresmo con il punteggio di 63 60. E’ la seconda italiana a raggiungere i quarti a New York. Ora se la vedrà con la russa Safina. Avevo appena finito i fare un resoconto della stagione ed ecco che arriva una gradita sorpresa. Non dico niente non perché sia scaramantico, ma perché non si sa mai. Nel torneo maschile, che non seguo molto, avanzano Nadal (perde un sete da Querrey) e Federer. Mardy Fish, che mi ripropongo sempre di osservare meglio, è approdato anche lui nei quarti, dove troverà Nadal. Seppi non ce l’ha fatta con Roddick, pazienza. Murray sconfigge Wawrinka 61 63 63.

Ubitennis – Pennetta da favola 6-3 6-0 alla Mauresmo

Us Open: impresa Pennetta Finalmente i quarti – Gazzetta dello Sport

Us Open: lo slam settembrino e la fine della stagione

L'inizio dello US Open

L'inizio dello US Open

L’ultima prova dello slam è quella che si svolge negli Stati Uniti. Inizia l’ultima settimana di agosto e finisce la prima di settembre segnando anche la fine della stagione tennistica. E’ vero che nei mesi successivi ci saranno alcuni tornei indoor e il Master di fine anno, ma si avverte la malinconia da chiusura dei giochi e dell’estate. Stato d’animo che contrasta con l’ambiente di Flashing Meadows, che si contraddistingue per la rumorosità e il grande via vai degli americani in un complesso di stadi enormi che ricordano quelli di baseball. Musica, hot dog, frenetici spostamenti, chiacchiere, occhiate distratte, e rumori di sottofondo contribuiscono a rendere diverso questo torneo dalle altre prove dello slam. La diversità si percepisce ancora di più se lo si paragona il clima Francese del Rolan Garrsos o con quello Inglese di Wimbledon, le due prove che si svolgono in Europa. Le baguette calde e croccanti di una Francia impettita  hanno poco o niente a che vedere con gli hot dog con senape e ketchup del manzo americano, e con le domeniche trascorse nel lento progredire tra le interruzioni delle partite di baseball o di football. Continua a leggere

Un grande slam è sempre una faticaccia, che sia di fenomeno o di noumeno

L'attrattore di Lorenz

L'attrattore di Lorenz

Una grande slam è sempre una faticaccia, che sia di fenomeno o di noumeno e serve avere anche un po’ di culo per realizzarlo.

Per ricevere il romanzo gratuitamente basta inviare una mail con una semplice richiesta all’indirizzo del blog: alidellafarfalla@gmail.com. Riceverete il testo nella casella e-mail. (Distribuzione gratuita terminata il primo ottobre 2008) In alternativa potete lasciare un commento a questo post chiedendo il romanzo, che vi arriverà nella casella e-mail che lasciate per il commento. Il vostro indirizzo di posta elettronica non sarà divulgato né verrà usato contro di voi, promesso. Considerate che nell’ultimo anno qualcuno lo ha pagato.

Grand Slam

Grand Slam attractor

Il romanzo non è molto lungo e quando lo scrissi pensai di ottimizzarlo per una lettura elettronica, perché ritenni che le strade per arrivare agli editori fossero impervie, come in effetti sono. In realtà mi sbagliavo e avevo ragione al tempo stesso, a causa di una particolare coincidenza. Per una pubblicazione classica credo che il testo nella sua struttura generale abbia bisogno di alcuni aggiustamenti che sto approntando lentamente, perché oltre al blog, a un nuovo romanzo e a un racconto sono impegnato in altre attività che non starò a elencare per non rompervi troppo le scatole. Il romanzo è tutelato da copyright quindi

non potete:

  1. Utilizzarlo a scopo di lucro;
  2. Andare a dire in giro che lo avete scritto voi;
  3. Modificarlo;
  4. Non potete metterlo sul vostro sito web senza aver ricevuto un esplicito consenso scritto.

Invece potete:

  1. Criticarlo;
  2. Apprezzarlo;
  3. Ignorarlo.

Se vi piace vi chiedo di parlarne. Se qualcosa non vi è chiaro chiedete o navigate il blog, troverete degli approfondimenti che mi auguro siano di vostro gradimento.

Buon grande slam.

Distribuzione gratuita terminata il primo ottobre 2008

p.s. Trattasi di file PDF