Sfiduciati

Il flop di Monti è sotto gli occhi di tutti, ma anche il Professore, par di capire, ha un progettino per restare a galla. Basta leggere i giornali amici che parlano di congelare il premier poiché visto che un governo nuovo non si riesce a fare allora teniamoci quello vecchio.

Ma non si era dimesso? Ah già era necessario prima votare la sfiducia al governo. Forse…

Via Il Fatto

Essendo dei vincenti mi aspettavo che Monti li candidasse

Ma non è ancora detta l’ultima parola per Vieri, Brocchi…e vincenti.

Hanno tentato di diversificare i propri investimenti: da calciatori, fare il grande passo nel mondo della finanza. Un modo per fare fruttare i lauti guadagni incassati in anni trascorsi a inseguire un pallone, prima con il marchio di moda casual, Baci & Abbracci, poi spingendosi oltre, fondando l’ambiziosa Bfc&co, specializzata nel mondo degli arredi di lusso importati da mezzo mondo. Missione naufragata sotto i colpi di un fallimento da 14 milioni di euro. I sogni di un futuro da manager per Christian Vieri e Cristian Brocchi si sono infranti contro un provvedimento firmato dal pm milanese Maurizio Ascione.
I finanzieri del Nucleo regionale di polizia tributaria, nel perquisire le loro abitazioni, hanno notificato ai due calciatori (il primo ex stella di Milan, Inter e Juventus, il secondo ancora in attività con la Lazio), un invito a comparire in cui si ipotizza il reato di concorso in bancarotta. Nei guai anche le madri dei due calciatori, Christiane Rivaux e Rossella Cerruti — entrambe con una carica sociale — e l’amministratore di fatto della società, Fabio Arcuri (manager anche del marchio Baci & Abbracci).

Repubblica Milano

Vezzali vincente nella scherma…

vezzali berlusconiLa retorica del professore è sempre la stessa stantia formula. Sa di astrattismo, vuota demagogia. Chi è vincente in uno sport non è detto che lo sia in un altro, figuriamoci in politica. La candidatura della Vezzali rimarca una faciloneria tutta italiana in cui prospera l’idea che una qualità sia applicabile a ogni campo. In questo caso la categoria astratta del vincitore che vince sempre e ovunque. Come Valentino Rossi su un’ipotetica formula uno. Sappiamo come è andata a finire. Ora pendiamo tutti dalle labbra della schermitrice, anche il futuro dell’Italia e non c’è da rallegrarsene.

datasport

Miracoli

Posso comprendere lo stato d'animo e la speranza di chi ci crede nei miracoli, ma così è eccessivo.

“SIGNORI siamo partiti: andiamo a conquistare quel 40 per cento di italiani che non vanno più a votare”. La voce di Mario Monti rimbomba sotto le volte del refettorio del convento delle suore di Sion, una location appartata nel cuore del Gianicolo, messa a disposizione grazie ai buoni uffici del fondatore della Comunità di Sant'Egidio, e ministro, Andrea Riccardi.

Repubblica.

 

L’ipocrisia e l’incompetenza. Un anno di governo Mario Monti

Il governo del professore Mario Monti è durato un anno. Un periodo di tempo più che sufficiente per rendersi conto della natura ideologica del pensiero che risiede dietro le azioni politiche intraprese. Da un lato si porta avanti la concezione di un neoliberismo economico mentre dall'altro il personale e spirituale attaccamento alla Chiesa Cattolica crea un contrasto netto ed evidentissimo interno alle idee, se non alla personalità stessa del bocconiano. Una contraddizione insanabile che è causa di una politica incoerente e pericolosa. La sanità e lo stato sociale vengono lentamente smantellati, all'insegna di una francescana mitologia liberista, mentre lo stesso liberismo è politicamente sospeso per coloro che rientrano tra i gruppi economici di potere. Sugli immobili della Chiesa l'imu non si paga e le scuole private cattoliche possono portare avanti la loro concorrenza sleale nei confronti di quelle statali con i soldi dello stato stesso, che non lesina contributi oltre alle esenzioni. La sanità non gode di una situazione migliore: con la lenta erosione del sistema pubblico a favore di appalti privatistici esterni. In nome dello stesso liberismo si vagheggiava di aiutare con soldi pubblici il Monte dei Paschi di Siena, tentativo su cui aleggiano molte perplessità della Commissione Europea e di Mario Draghi. Il liberismo darwiniano (teoria dell'evoluzione ovviamente incompresa da Monti e da chi ne scrive gli endorsement) varrebbe per tutti tranne che per alcuni privilegiati, guarda caso chiesa e banche, che si avvantaggiano di una sospensione della lotta per la sopravvivenza economica. Le leggi speciali, o le non leggi speciali, varrebbero per questi soggetti in nome di un non ben precisato valore sociale detenuto da strutture private in contraddizione con l'idea liberista che solo un mercato non regolamentato sarebbe in grado di distribuire vantaggi ai singoli, o forse più prudentemente al maggior numero dei componenti la società. Perché le migliaia di artigiani e piccole e medie imprese che falliscono senza aiuti di stato né minime dilazioni del debito non hanno un valore sociale, politico ed economico? Secondo Mario Monti evidentemente non lo hanno, anche se la singola impresa moltiplicata per 1000 implica più posti di lavoro dell'intero salvifico e sacro Monte dei Paschi di Siena. Ogni giorno nel 2012 sono fallite 35 imprese. Tutto questo accade in un momento in cui i miti religiosi si stanno sgretolando facendo intravedere la loro pochezza e mentre sempre più economisti si rendono conto che i vantaggi distribuiti rappresentano solo un caso particolare e nemmeno troppo frequente di un sistema economico neoliberista. La teoria dell’evoluzione, mal compresa, demonizzata o sfruttata a seconda delle circostanze, aveva già evidenziato questo aspetto da cui l'economia non è esente. Corse agli armamenti controproducenti, vicoli ciechi evolutivi e il grande numero delle specie che si sono estinte seguendo un processo libero, se non vincolato solo da situazioni contingenti e leggi fisiche, testimoniano che il risultato molto spesso è uno svantaggio per molti e non raramente per tutti. L’organizzazione economica delle società, trattandosi del modo con cui vengono reperite le risorse per la sopravvivenza non è al di sopra di questa realtà. Qui nascono e sopravvivono tutte le contraddizioni del professore Mario Monti il quale è legato a due concezioni superate: il liberismo economico e la concezione religiosa che è indipendente dal culto di appartenenza. Il primo, alla prova dei fatti degli ultimi decenni (comprese le numerose privatizzazioni italiane), ha evidenziato tutti i suoi limiti ed è sfociato in una delle più consistenti crisi economiche, seconda forse solo a quella del ’29, con l'evidente realtà che non è stato redistribuito alcun beneficio, lasciando al mercato la possibilità di agire in completa libertà. La seconda, ovvero la concezione religiosa di un mondo creato da un’entità onnipotente, segna anch’essa il passo e si scontra con le evidenze reali di meccanismi che sono in contraddizione con l’esistenza di una divinità intesa in senso classico. Anzi le leggi naturali ed economiche evidenziano che per raggiungere l'obiettivo di una società equilibrata economicamente e più giusta eticamente è sempre più necessario fare ricorso a interventi mirati, razionali, scelti e mai ideologici, per mezzo degli strumenti legislativi. Rimanere ancorati alle visioni dogmatiche di un dio che può tutto e di un sistema neoliberista che aggiusterebbe tutto non può che portare il vivere civile alla deriva. Non stupiamoci pertanto se l’Italia è piena di leggi contraddittorie in cui alcuni principi valgono per alcuni e non per altri, questo risultato è l'effetto di azioni di uomini il cui pensiero politico poggia su fondamenta datate. Il tentativo di interpretarlo oscilla tra l’ipocrisia e l’incompetenza. Si impoveriscono i paesi, quindi singolarmente i singoli individui, in nome di principi religiosi (la figura di San Francesco) e dogmatico economici (liberismo risantorio), ma difronte a necessità impellenti si aiutano coloro che vengono ritenuti più vicini al proprio gruppo (economico e religioso) e che condividono un’etica e una visione del mondo in senso tribale allargato. Politicamente ci si avvicina a tutto tranne che a un governo tecnico. O forse è solo il tipo di tecnica che è ormai superata.

Link:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/20/salvataggio-di-stato-a-mps-draghi-stronca-scorciatoie-di-monti-e-grilli/452198/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/28/il-prof-manda-a-monte-la-sanita-e-il-centrosinistra-rimane-a-guardare/456594/v

http://www.parlaimpresa.it/crisi-nel-2012-in-italia-fallite-quasi-35-imprese-al-giorno/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/15/pmi-unimpresa-a-rischio-fallimento-unimpresa-su-tre-entro-il-2012/294643/

Scuole francescane? No, statali

Lo stato incentiva le scuole private, la maggior parte cattoliche, che in molti casi non pagano neanche l’imu, fanno praticamente concorrenza con gli aiuti di stato e intanto le scuole statali crollano. Auguri bocconiani…e francescani

Napoli – (Adnkronos) – E’ accaduto all’istituto comprensivo ‘Marco Polo’ di Cardito durante una lezione di italiano. Gli alunni e i docenti hanno riporato ferite alla testa e altri ematomi sul corpo guaribili in 10 giorni. Cede parte di solaio in una scuola vicino a Roma: lievemente ferite maestra e bimba di 5 anni

Adn kronos

L’ipocrisia e la retorica natalizia

Le parole di Mario Monti riguardo a San Francesco dovrebbero almeno cercare di essere meno proiettive verso gli italiani che cerca di spogliare dai propri beni. A quanto si evince dalle ultime leggi. Inizi lui. Appaiono ipocrisie cattoliche. Magari continui facendo pagare l’Imu alla Chiesa e togliendo qualche beneficio. Ma la scusa principale è che questi soldi vanno in aiuti, a coloro che non ne hanno bisogno. Non erano già poveri come S. Francesco?

Qui abbiamo un uomo relativamente ricco che parla di un uomo povero e dice che è un esempio da seguire. Mi aspetterei qualche azione…se non fosse che certe frasi si sentono troppo spesso e suonano sin troppo retoriche. Auguroni bocconiani.
L’intervista completa la trovate sotto e non è da perdere, riconcilia con il sincero spirito natalizio.

Che Francesco d’Assisi, il ricco giovane capace di lasciare tutto per seguire un ideale, ispiri quanti più giovani possibile ad un generoso impegno civile e professionale, in modo da realizzare se stessi e contribuire alla crescita morale e civile del nostro Paese e dell’Europa

Continua

Rimanere con il cerino in mano

Considerati gli ultimi sondaggi, ci sarà da guardare con attenzione quali saranno le mosse dei vari leader di partito. Con Monti e il governo in caduta libera sarà necessario non rimanergli troppo attaccati? Qualcuno in questi giorni cerca di prendere le distanze.

ROMA (Reuters) – La fiducia degli italiani nel presidente del Consiglio Mario Monti è scesa questa settimana al 33%, in flessione di 3 punti rispetto alla rilevazione precedente e toccando il minimo dall’insediamento a Palazzo Chigi un anno fa quando il gradimento era del 71%.

Ai minimi anche il gradimento del Pdl che scende sotto il 14% con il 73% degli intervistati contrario a un ritorno di Silvio Berlusconi come candidato premier.

E’ quanto emerge dal sondaggio settimanale commissionato dalla trasmissione di Rai3 Agorà alla società Swg.

“È un risultato su cui pesa una maggior ‘politicità’ del governo”, ha commentato il presidente Swg, Roberto Weber, secondo il quale la fiducia nell’intero esecutivo è più bassa di almeno 8 punti, quindi intorno al 25%.

Il gradimento di Monti è sceso dal 71% di novembre 2011 al 47% di aprile 2012 per poi toccare il 34% in luglio. In lieve risalita al 37% in ottobre, e poi al 36% il 30 novembre 2012.

Per quanto riguarda i partiti, il Pd si conferma la prima formazione con il 30,3% (+0,3%), mentre nella settimana delle ‘parlamentarie’ il Movimento 5 Stelle guadagna lo 0,2% al 19,7%. Il Pdl perde mezzo punto e scende sotto il 14% (13,8%, risultato peggiore di sempre).

Reuters

L’unica strategia possibile

Con un partito in caduta libera di consensi, gli avversari che appoggiano il governo, e in ascesa,l’unica soluzione per il pdl era quella di cercare di distinguersi prendendo le distanze da un governo che vede affievolire la propria popolarità. Ammesso che sia mai stato popolare. Poi in molti la mettono sul piano della responsabilità ma esiste un problema di sopravvivenza. Il pdl rischia di estinguersi.

E pensare che Mario Monti non sa dove prendere i soldi

È la visione d’insieme dello statista bocconiano.

Mentre le radio locali annaspano, grazie a un emendamento alla Finanzaria 2001 Radio Padania occupa frequenze in giro per l’Italia, senza sborsare un euro, per poi rivenderle alle emittenti commerciali. Un meccanismo che ha portato nelle casse del partito 500mila euro all’anno, nel silenzio generale.

Linkiesta, Leggi il resto

Era meglio Berlusconi

Almeno i soldi che elargisce alle olgettine sono i suoi. Quest’altro straparla come il primo in televisione, chiede che si lavori gratis qualche ora in più per migliorare fantomatiche didattiche, poi cerca di aiutare il Monte dei Paschi palesemente in rosso offrendo di pagare 1euro ad azione con il prezzo di mercato a 20 centesimi, traccheggia su l’IMU alla Chiesa. Il rischio, se i tentativi vanno in porto, è che gli italiani paghino due volte: la prima per aiutare aiutare o salvaguardare qualcuno e la seconda perché la UE potrebbe comminare la solita multa a cui ormai siamo abituati dai tempi degli aiuti alla Fiat (acquisizione Alfa Romeo se non ricordo male). Bene…

Mentre tentenna per la Chiesa regalandole di fatto un anno di esenzione, il governo ha invece subito ripristinato la vecchia Ici per la prima casa per tutti gli altri contribuenti già per il 2012, senza scappatoie. E questo nuovo regolamento per il 2013 lascia immensi spazi di interpretazione discrezionale. Inoltre, le case in cui abitano vescovi e sacerdoti non pagano l’imposta, essendo assimilate alle “pertinenze” degli edifici di culto.

Il rischio di una multa, dopo la procedura di infrazione avviata dalla commissione europea per distorsione della concorrenza, non è ancora scongiurato. E rivela un approccio tutt’altro che ‘europeista’: nonostante Mario Monti si presenti come uomo delle istituzioni internazionali, pur di compiacere le gerarchie vaticane rischia di allontanare ancora di più l’Italia dall’Europa ed esponendola, secondo stime, al pagamento di circa tre miliardi di euro di multa.

A fronte delle strategie dubbie e poco trasparenti messe in campo dal governo ‘clerical-tecnico’ dietro le quinte per favorire la Chiesa in contrasto con il Parlamento, il pericolo è che il gioco politico non regga. A farne le spese come al solito saranno i cittadini, costretti magari a pagare sia l’ammenda comunitaria, sia una ‘tassa sull’Imu’ al posto di chi questa imposta non vuole proprio pagarla.

Continua a leggere sul sito uaar

Barzellette venute male

Giuro che non è accanimento, se le cerca. Questa fa proprio piangere.

Milano, 26 nov. (Adnkronos) – “Se guardiamo l’impiego dei fondi comunitari fatto negli ultimi 12 mesi, la situazione e’ molto migliorata rispetto al passato”. Cosi’ il presidente del Consiglio, Mario Monti, e’ intervenuto agli Stati generali della Cida, sul Mezzogiorno.

Via libero

Mi suonano frasi ipocrite

Gli insegnati sarebbero cattivi perché non sono disponibili a fare ore in più, non retribuite, abbassando così il livello della didattica. Mario dai! Dilla tutta, quando la dici. Le ore in più sarebbero state usate per fare supplenze, considerato che non ci sono i soldi per pagare altri insegnanti. Del buonismo colpevolizzante del prete siamo tutti un po’ stanchi. In Italia non si accetta più nemmeno di lavorare gratis che paesaccio.

Eppure ieri il Presidente del Consiglio ha affermato dal palco di Fabio Fazio che “Nella sfera del personale della scuola abbiamo riscontrato anche grande spirito conservatore”, come la “grande indisponibilità a fare due ore in più a settimana che avrebbe significato più didattica e cultura ”.

Leggi sul fatto quotidiano

Futuro a breve termine immagino

Al massimo medio considerato che Mario Monti è nato nel 1943.

“Io rifletterò su tutte le possibilità, nessuna esclusa, in cui eventualmente ritenga di poter dare il mio contributo per il miglior interesse dell’Italia europea”. Così Mario Monti, parlando a Che tempo che fa, ha risposto a Fabio Fazio che gli chiedeva se sia disponibile a tornare a palazzo Chigi in caso di pareggio elettorale o in caso di sostegno da parte di alcune forze.

Via Il fatto quotidiano.

Gli amici degli amici

In effetti sono anche tecnici, certi calcoli.

Non è difficile rendersi conto che una tassazione così strutturata finisce per favorire le poste e le banche. Banche che al momento del varo della legge erano nella fase più acuta della crisi e alla disperata ricerca di liquidità. Se ho un migliaio di euro su un conto deposito che mi frutta il 2% annuo, ossia 20 euro, e devo pagare 34 euro di bollo finisco per perderci e mi conviene spostare tutto sul classico conto corrente bancario o bancoposta. Non prenderò neppure un centesimo di interessi ma almeno, grazie all’esenzione, non pago nessuna imposta di bollo e non vado in perdita.

Per di più, grazie alla soglia di 34,2 euro sotto cui non posso comunque scendere, il prelievo risulta fortemente regressivo vale a dire che l’aliquota aumenta al diminuire della ricchezza. Il punto di equilibrio, quello in cui i due regimi di tassazione si equivalgono, si verifica solo per un investimento di 22.800 euro. In questo caso sono fuori dalla soglia di esenzione dei 5.000 euro e il prelievo dell’1,5 per mille è esattamente pari all’imposta di bollo da 34,2 euro. Stando ai dati di

Assogestioni (l’associazione che riunisce gli operatori del risparmio gestito) su 6 milioni di italiani che possiedono delle quote di fondi di investimento 4,2 milioni hanno però investimenti al di sotto di questa soglia. Finiranno pertanto per subire un prelievo che va dall’1,5 per mille al 34% del capitale investito con l’aliquota che cresce man mano che il valore dell’investimento si abbassa.

Via il fatto quotidiano.

Non facciamola lunga come la messa cantata, il liberismo prevede il fallimento

Al premier tecnico bocconiano sembra sfuggire la conseguenza prima del liberismo a favore di salvataggi statalisti che per altro vanno contro le direttive UE. L’educazione all’ipocrisia si vede in tutti i campi. Ma sì salviamo il Monte dei Paschi con i soldi dell’imu.

Incredibile ma vero, un esperto di Antitrust comunitario come Mario Monti, memorabile Commissario europeo alla concorrenza fino al 2004, fa uno scivolone tale in tema di aiuti di Stato, da rischiare di dover varare in fretta e furia una nuova legge per salvare il Monte dei Paschi di Siena senza violare le regole. E non strapagando le azioni della banca (circa 1 euro l’una contro i 20 centesimi di valore di mercato attuali) per avere in cambio una partecipazione risibile.

Via il fattoquotidiano

Genialità bocconiane

Mario Monti annuncia “il graduale spostamento dell’asse del prelievo dalle imposte dirette a quelle indirette”.

Ah! L’iva! Suona un po’ come una resa all’evasione, nonostante le apparenze. Sembra proprio che per Mario Monti l’equità fiscale sia da intendere come una tassa uguale per tutti. Ma Napolitano non poteva continuare a fare il comunista? Per quanto riguarda i paradisi fiscali c’è il piccolo neo (piccolo eh!) che l’Italia è l’unico paese che ancora non ha fatto un accordo con la svizzera. Ce lo aspettiamo in futuro con l’esclusione dell’evasione No Profit: è sufficiente dimostrare che il capitale all’estero è reinvestito in altro capitale all’estero.

via Riforma del fisco, Monti: “Spostamento da imposte dirette a imposte indirette” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.

Olimpiadi moderne, miraggi economici

Sembra proprio che l’Olimpiade stessa sia una merce da acquistare con effetti esclusivi di immagine. Quando si prende decisioni giuste è necessario dirlo o scriverlo. L’inchiesta evidenzia criticità sostanziali.

Dai vari studi effettuati, emerge come i Giochi della quarta fase sono spesso presentati come opportunità di rigenerazione per la città che li ospita, ma finiscono invece col diventare uno spreco di risorse pubbliche e un ottimo affare solo per le speculazioni private. Quello che è analizzato nelle ricerche condotte dal LERI è l’eredità lasciata dalla Olimpiadi nelle ultime cinque città che hanno ospitato i giochi.

via Olimpiadi moderne, da Barcellona ’92a Pechino 2008 un affare solo sulla carta | Luca Pisapia | Il Fatto Quotidiano.

All’università di babbo mamma

“All’estero la flessibilità esiste già”; “il lavoro fisso è una chimera”, queste sono le frasi maggiormente usate per difendere le frasi degli ultra tecnici al governo. Sembra l’invasione degli ultra corpi. Forse è vero ma all’estero la qualità e la professionalità è premiata in misura maggiore che in Italia e molto maggiore. Potrebbe sembrare una differenza da poco, ma è sostanziale. Qui, nella penisola, un lavoratore vale l’altro nell’immaginario della maggioranza degli imprenditori ma anche di chi ha conseguito carriere senza una laurea e con facilità tutta occasionale, storica e politica (il fenomeno delle raccomandazioni è la conseguenza anche di questo) quindi conviene sfruttarli con contratti a termine e poi sostituirli. All’estero può esserci il caso del lavoratore che pretende un contratto a termine e ben pagato per tenersi aperta la possibilità per migliori offerte. In Italia questo non accade perché non c’è valorizzazione culturale delle professionalità e delle capacità di imparare nuovamente per far fronte a nuovi lavori. E’ la cultura diffusa di questo paese che fa letteralmente schifo. Una situazione del genere non si cambia con una legge o dicendo belle parole da un palco accademico, ma lentamente, con le scuole, l’insegnamento, facendo capire che una professionalità migliore è un vantaggio anche per le imprese, le pubbliche amministrazioni. Ma le scuole subiscono tagli, in pensione ci si va più tardi e non c’è ricambio professionale. Le frasi di questi signori, considerate le loro professioni, non sono nemmeno degne di uno scolaretto di terza media. Che si parla di flessibilità è almeno dai primi anni ’90 nelle università. Ci sarebbe stato il tempo per iniziare a cambiare mentalità e pensieri, ma chi è stato al governo (compresi quelli di oggi) è stato solo capace di copia-incollare leggi dall’estero in una realtà sociale che ha continuato a ricreare lo stesso humus culturale facilone e superficiale nei confronti del mondo del lavoro, delle professionalità e della capacità imparare lungo tutta la propria vita. Con queste condizioni non c’era alternativa: il lavoratore flessibile diventa precario e sfruttato. “Ora questo neolaurato mica penserà di venire a insegnarmi il mestiere!?”, pensa il geometra che lavora da una decina di anni dell’architetto appena assunto. La pochezza dell’Italia è anche in questa frase che si sente molto spesso anche in altri contesti lavorativi, non ultimi Bersani e Renzi.

Ici alla chiesa? Non se ne parla nemmeno, parola di bocconiano

Potrebbe sembrare ironia ma è realtà, una realtà ironica per voler essere gentili.  Alla Bocconi almeno insegnano a mantenerne la parola data. Il premier Monti Mario è sempre fedele, a ciò che dice, infatti aveva dichiarato in merito all’Ici (imu) sugli immobili della chiesa: “è una questione che non ci siamo ancora posti”.

Si tratta della commissione bilancio che non ha discusso gli emendamenti radicali, è vero, ma le possibilità che il governo cambi qualcosa di sua propria iniziativa è molto remota. Gli emendamenti poi sono addirittura spariti all’inizio. Con tutto quello che hanno da fare i parlamentari qualche foglio deve essere stato dimenticato in qualche corridoio. Cose che capitano quando si lavora alacremente.

Quattro emendamenti radicali, che chiedevano la tassazione degli immobili di proprietà ecclesiastica “non dedicati esclusivamente ad attività di culto o sociali”, sono prima spariti dal fascicolo, poi sono ricomparsi, ma non sono stati né discussi né votati dalla commissione bilancio della Camera. Il fatto è stato denunciato da Maurizio Turco, che ha anticipato che li ripresenterà in occasione della discussione in aula, “insieme a un odg per impegnare il governo a rispettare le direttive comunitarie”.

viaIci e Chiesa, la commissione bilancio non discute gli emendamenti radicali – UAAR Ultimissime.