Stati confessionali, sentenze e crocefissi

crocefissa

Tutta questa storia sul crocefisso in aula (azioni legali, sentenze, ricorsi) mi sembra alquanto farraginosa anche dal punto di vista logico oltre che giuridico. Il ricorso è stato fatto sulla basa della presunta violazione dei diritti dell’uomo. Non vedo come sarebbe stata sostenibile la sua violazione con la sola presenza del crocefisso. D’altronde il ricorso ha messo in condizioni lo stato di difendersi dalla libera scelta di qualche suo rappresentante che lo ha esposto affiggendolo (non c’è in tutte le scuole). Se rovesciamo la situazione e un preside mussulmano avesse affisso un simbolo dell’islam la Corte Europea si sarebbe trovata lo stesso in difficoltà con l’unica differenza che lo stato italiano non avrebbe opposto il ricorso molto probabilmente. La mezza luna viola i diritti dell’uomo? E la stella di David? La corte ha dato così, credo non ho letto le sentenza, una risposta tecnica che difficilmente, se non al prezzo di fraintendimenti, avrebbe potuto essere diversa. La sentenza stessa inoltre non implica nessun obbligo di esposizione da parte dello stato, tale condizione rimane una questione interna dell’ordinamento dello stato. Vedere un caso rovesciato sarebbe comunque molto interessante ora, perché se tale libertà fosse negata allora si potrebbero intravedere gli estremi di una violazione concreta e non “simbolica” dei diritti degli individui proprio in virtù di questa sentenza. Condizione di cui potrebbe essere responsabile lo stato italiano sulla base dell’art. 19 della costituzione. Insomma il crocefisso non viola i diritti ma impedire ad altre confessioni di esporre i propri forse sì o quantomeno potrebbe “non riconoscere in modo ampio la libertà religiosa” in virtù di una prassi e della tradizione.

Anche qui il problema è interno dello stato in relazione alla sua sedicente laicità. La sentenza se si guarda l’altro lato della medaglia apre concrete ipotesi di contraddizione e problematiche razionali tipiche di chi non è abituato a usare la razionalità, ma il problema non è della corte europea ma di chi ha un approccio confessionale allo stato.

Infine proprio questa sentenza potrebbe essere un precedente non da poco.

Qualcuno potrebbe sostenere: “Il vostro simbolo non viola i diritti e il mio sì?” “E sulla base di cosa?”, “Sulla base di una violazione dei diritti?”

Foto hanneorla flickr

Il tunnel buio della Repubblica

La luce in fondo al tunne

La luce in fondo al tunnel

Davanti all’ufficio elettorale di Roma c’è stata un po’ di gazzarra in effetti a giudicare dai video che si sono visti in tv e in rete. L’ho anche riguardato perché la prima volta non avevo capito molto bene, sono lento e non mi velocizzerò ora. Sembra che tutto sia nato dal fatto che qualcuno del pdl (Milioni) stesse riguardando o scrivendo sulla documentazione. Questo tentativo avrebbe innescato le proteste di alcuni dei presenti e spinto i delegati del pdl a uscire per fare le operazioni che stavano svolgendo all’interno del Tribunale, ma nel momento in cui sono rientrati (oltre l’orario di scadenza per la presentazione delle liste) hanno trovato la ferma opposizione di coloro che erano rimasti all’interno, almeno di alcuni. Non si possono ricontrollare le liste o modificare qualcosa prima che l’atto di consegna sia effettuato? Quando si considera effettuata la consegna? Quando siamo già in fila?  Quando siamo all’interno del Tribunale? Se prima che ci sia la “traditio brevi manu” qualcuno vuole cambiare qualcosa in corsa correndo il rischio di non far accettare la lista non è una scelta propria. Anche qui c’è un problema di forma e sostanza nonché di confini. Una lista è da considerare consegnata quando varca i confini del tribunale? Se sì in questo caso il decreto salva liste sarebbe da considerare veramente interpretativo del fatto che erano già state consegnate. Del resto sembra che abbiano aderito a questa tesi coloro che protestavano perché la documentazione veniva ricontrollata o modificata. In questo caso l’illecito sarebbe nel tentativo di modifica fuori dai termini e non nel ritardo perché già formalmente consegnate, in quanto all’interno della notoria linea di confine.

Nel caso in cui invece le liste si ritengano consegnate quando avviene il passaggio materiale dei documenti dai delegati di partito ai responsabili dell’ufficio del tribunale allora, fino a questo momento, i documenti sono ancora controllabili e perfino modificabili. Le proteste sarebbero state gazzarre (volute o involontarie?) che avrebbero spinto i delegati del pdl a uscire (cadendo nella trappola), infatti al loro rientro sarebbero stati considerati fuori tempo massimo. Da qui l’idea del decreto che avrebbe dovuto essere scritto meglio, magari facendo riferimento a ciò che va ritenuto “atto di conferma effettivo”, dal cui momento in poi non è più possibile modificare la documentazione perché da considerare già formalmente e sostanzialmente consegnata. Comunque delle due l’una: o una lista si ritiene consegnata quando si è in fila in un determinato luogo (allora non può essere consegnata) o la si ritiene deposita con l’atto fisico di consegna e allora poteva essere cambiata e la gazzarra era fuori luogo (ma che lo stai a fa qua?).

I sospetto è che invece tutti modifichino qualcosa all’ultimo momento, magari in fila, se gli riesce, e che poi quando fa comodo protestino perché lo fanno anche altri. E’ giustamente un problema di forma oltre che di sostanza. Nel mezzo del tunnel buio della Repubblica non si vede la luce, sia che si guardi a destre che a sinistra.

Come apprezzare il decreto salvaliste

E’ un errore, è vero. Non è proprio quella stesura perfetta di testo di legge, però per apprezzarlo è sufficiente leggere le parole di certa sinistra: tutto un filosofare, un bozzolo di concetti. La forma, la sostanza, uno scrivere sopra uno scrivere pieno di distinguo capillari. Allora se,  e se poi se, quindi se ne dedurrebbe che…Poi la tragicommedia sulla morte della democrazia quella potevano risparmiarsela. La democrazia, intesa come alternanza, in Italia non è mai esistita dai tempi del piano Marshall. Che qualcuno venga a ricordarcela ora mi sembra fuori luogo. Che c’è di male i tutto questo? Se eri in Tribunale puoi presentare la tua lista. Io c’ero qualche giorno prima della scadenza. L’importante è esserci e io c’ero, perdindirindina. L’idea del colpo di Stato poi è stata forse un po’ esasperata; per un colpo di stato serve qualche generale e mancano anche quelli probabilmente in questo paese.