Scusate l’assenza ma ero quassù con mio figlio e sua madre

Ora con calma mi riprendo. Non ho visto la finale di Wimbledon,  mi dicono che abbia vinto Nadal, e non è da considerare una sorpresa. Sullo sfondo il gruppo del Brenta (Parco naturale Adalmello Brenta).

A presto

Rifugi

Rifugi, chi è che non ha dei rifugi? Luoghi del proprio pensiero, o geografici, dove ritirarsi, rimanere da soli. Staccare la spina per pensare, rilassarsi, assaporare la vita con un ritmo lento graduale, pigro. Luoghi della mente e della terra dove tutto ci giunge attutito, leggero, morbido; privo di ogni affanno, di ansie. Luoghi dove non si corre e non si rincorre, ma si può attendere, rimandare. Anche una piccola stanza accogliente dove sedersi su una comoda poltrona e guardare fuori dalla finestra lo scorrere del tempo in figura di persone, animali, piante, automobili, gesti, labiali senza suono, è un rifugio. I rifugi riparano dal freddo, dai venti, dalla neve, chiudono il mondo intorno, sono rassicuranti. Anche un pensiero è, a volte, un rifugio, ma se sei in montagna è meglio quello classico in legno, o muratura.

I miei rifugi, ovvero i luoghi dove stacco la spina, poche volte all’anno purtroppo.