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Intervista a Nate Ferguson, l’incordatore di Sampras e Federer
Nate Ferguson è stato l’accordatore personale di Pete Sampras e ora ha fondato la Priority One, l’attività con cui gira il mondo insieme a Ron Yu e Glynn Roberts, affitta appartamenti nelle città sede dei tornei dello Slam, accorda e personalizza le racchette dei migliori giocatori al mondo fra cui Roger Federer, Andy Murray, Novak Djokovic, Fernando Gonzales, Marat Safin. Nell’intervista, in inglese, svela qualche piccolo segreto: Federer mette un po’ di nastro piombato nella testa della racchetta, sotto il paracolpi, con le corde sulle basse 40 libre (22 chili); Safin gioca con le corde a 29-28 chili. Ne emerge che gli atleti sono molto attenti ai dettagli, compresa la forma del manico per avere una migliore presa. Ma l’aspetto che a un attento osservatore non può sfuggire è che Nate poteva fare solo l’accordatore e gli sfugge un piccolo collegamento da romanziere. Chissà se apprezzerebbe il romanzo? Credo di sì, onestamente. The different there isn’t in the single stick. The real question is: how the stick will be change?
L’incordatura non si riconosce ma gli errori si vedono bene
La sostanziale inabilità a distinguere varie incordature anche fra i giocatori di elite, come discusso nel post precedente (qui), porta con sé una conseguenza di rilevante importanza se i giocatori hanno una tensione con cui preferiscono giocare, come indicato nei questionari prima dei test. Anche in questo caso è necessario abbandonare l’abitudine, e cercare di pensare in modo diverso da ciò che verrebbe alla mente da subito. Infatti verrebbe da pensare che il maggior numero di errori aumenti in modo progressivo con l’allontanarsi dell’incordatura dalla tensione preferita del giocatore: più si è lontani dalla tensione ideale e più dovrebbero aumentare gli errori. Invece dagli esprimenti si evince un andamento diverso che a una analisi attenta rivela la sua logicità che non è intuitiva. Nel grafico sono riportati gli errori in relazione al variare della tensione delle corde di cui il giocatore non è messo a conoscenza. Nel test i giocatori avevano indicato mediamente un tiraggio preferenziale che rientrava tra gli estremi di 245 N (55 libre) e 294 N (66 libre) con la tensione media a 272 N (61 libre). Nel grafico sono indicate anche le tipologie di errore: a rete, in lunghezza, e in larghezza. Gli errori in larghezza sono molto limitati e rimangono pressoché costanti a indicare che raramente i giocatori hanno rischiato di mettere in corridoio la palla. L’aspetto più interessante invece riguarda gli errori in lunghezza e a rete. Quelli in lunghezza hanno un picco oltre il 25% quando ci si avvicina alle tensioni ideali ma si rimane fuori dal range di preferenza: siccome una macroscopica differenza di tensione è percepibile anche sensorialmente il giocatore, molto probabilmente, presta più attenzione al movimento, cerca di controllarlo di più e riduce il numero di errori in lunghezza con gli errori a rete che rimangono sopra il cinque per cento. Quando invece la tensione è più vicina a quella ideale il giocatore sente il piatto corde molto simile a quello a cui è abituato, anche se non lo è, e inizia a giocare in sicurezza utilizzando uno swing di abitudine e il numero delle palle che escono oltre la linea di fondo sale oltre il 20%, per tornare a diminuire quando realmente la tensione diviene quella abituale di gioco.
Gli errori a rete invece diminuiscono gradualmente, anche perché, come indicato dagli autori dello studio, probabilmente i giocatori di elite preferiscono sbagliare in lunghezza, infatti un palla profonda mantiene l’avversario lontano dal campo e nell’impossibilità di giocare un vincente o prendere il controllo dello scambio. L’aspetto più particole è la convergenza degli errori a 285 N, dove probabilmente la palla riceve molto meno spinta dalle corde e aumentano leggermente le palle in rete.
Insomma se volte volte essere sicuri di vincere fate in modo che la racchetta del vostro avversario sia incordata due o tre chili sotto la sua tensione ideale, lui non se ne accorgerà ma il punteggio ne risentirà a vostro favore.
Giuro che non l’ho mai fatto. Giuro. E’ solo un’ipotesi romanzesca.
Lo studio completo:
R. Bower and R. Cross, Elite tennis player sensitivity to changes in string tension and the effect on resulting ball dynamics, Sports Engineering, (2008).
Roger Federer è come noi: non riconosce le incordature. Poche storie
Finora erano solo leggende di cui si sentiva parlare da qualche incordatore, la voce girava ma lo scetticismo le era sempre intorno a stretto contatto, pressante a rinsaldare l’alone mitologico dell’inarrivabile sensoriale. L’eventualità che Boris Becker avesse giocato con due racchette, le stesse che aveva riportato insoddisfatto all’incordatore e che il professionista si era rifiutato di accordare nuovamente, era un ipotesi dal sapore vagamente irreale. Possibile che un professionista non si renda conto della differenza tra due incordature? Sì è possibile. Ora è stato dimostrato.
I test sono stati eseguiti in Australia: sono stati scelti un gruppo di giocatori amatoriali e un gruppo di giocatori professionisti (ranking nazionale e entro i primi 1.5oo del mondo). Tutti i giocatori in un questionario hanno dichiarato di avere accordature che preferiscono, tra le 55 libre (24,9 kg) e le 66 (29.9 kg) libre e la tensione più diffusa era di 61 libre (27,6 kg).
Le racchette e le corde erano uguali per tutti con l’eccezione del variare della tensione all’insaputa dei giocatori. La palla da colpire era lanciata da una macchina spara palline a velocità costante. I risultati sono stati molto interessanti:
Il 74% dei giocatori professionisti non è riuscita a distinguere una differenza tra 64 libre (29 Kg) e 53 libre (24 Kg) ovvero una differenza di cinque chili.
Solo l’ 11% (nel caso due giocatori) è riuscita a distinguere lo scarto di 6 libre (2.7 Kg., quasi tre).
Di coloro che non hanno passato il primo test solo il 13% è riuscito a distinguere uno scarto di 17 libre (7,7 Kg), mentre 11 giocatori, il 65% è caduto in errore. Il risultato è che più della metà dei giocatori non è in grado di distinguere una differenza che oscilla tra le 47 libre ( 21. Kg) e 64 libre (29 Kg).
Sarebbe da aggiungere che al di sotto di uno scarto di 2,7 chili le possibilità di distinguere la differenza si riducono notevolmente, nonostante una distanza di due chili e forse anche di un chilo possa avere effetti considerevoli sul gioco e soprattutto sul numero degli errori commessi nel corso di una competizione.
Lo studio ha inoltre rivelato che i giocatori di professione, o che lo sono stati, non sono meglio dei dilettanti non occasionali (advanced) nel distinguere la tensione delle corde: tra questi ultimi infatti solo il 18% distingue la differenza di 15 libre (6 Kg) o meno, e il 37% non identifica una differenza di 22 libre (9,9 chili).
La realtà sembra essere quindi varia e sfaccettata, ma soprattutto più lontana dalle costruzioni emotive e fantastiche delle nostre menti: nel circolo della vostra città potrebbero esserci giocatori che hanno la sensibilità di Roger Federer, e, tra coloro che sono nel tabellone di Wimbledon, qualcuno potrebbe non essere in grado di distinguere una differenza di cinque chili nell’incordatura.
Lo studio completo. R. Bower and R. Cross, Elite tennis player sensitivity to changes in string tension and the effect on resulting ball dynamics, Sports Engineering, (2008).
















