Le ali della farfalla

Insignificanze e uragani (little details consiting changes)

Archive for the ‘Tennis e racchette’ Category

Quando la Wilson tentò di brevettare la mano, ma non si accorse del colore dei capelli. U.S. Patent 4690405.

nessun commento

The hand of Pete

The hand of Pete

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione.

E collegati.

Gli statunitensi sono sempre stati un popolo affascinante. Hanno sempre la tentazione di brevettare ogni cosa anche le cose più semplici, più ovvie, e che potrebbero essere considerate, al limite, non brevettabili. Si può brevettare il corpo umano? Si può decidere di avere l’esclusiva su una modifica talmente semplice da poter essere praticata, a livello empirico, da tutti? Parrebbe di sì, almeno negli Stati Uniti d’America, e forse questo aspetto oltre essere divertente rappresenta una delle caratteristiche fondamentali di quel popolo. Sotto certi aspetti alcune attitudini sono da considerare anche una qualità: si cerca di tutelare le idee, tutte, anche quando sono presenti in natura di fronte a noi se vengono rielaborate e studiate a fini commerciali e imprenditoriali sono da difendere. Vanno brevettate, strettamente collegate al prodotto, al fine di poterle perseguire in un’ottica, anch’essa di cultura americana, secondo cui un’idea appartiene di più a chi la persegue piuttosto che a chi l’ha semplicemente avuta (siamo un po’ al limite naturalmente). È quindi visto come assolutamente normale, anzi necessario, tutelare anche idee che i crivelli naturali provvedono a realizzare ogni giorno. In questo caso sui campi da tennis in cui questo capita.

Quando il brevetto è complesso certi paradossi sono meno visibili ma la semplicità evidenzia da un lato lo spirito di intraprendenza e dall’altro anche una profonda ingenuità. Intorno alla fine degli anni 80 e anche nei primi anni della decade non ci fu solo il tentativo di brevettare qualcosa di molto simile alle modifiche apportate alla racchetta da una mano, ma fu proprio brevettata una tipologia di racchetta di questo tipo, anzi in un brevetto si parla di una modifica molto simile a quella che può portare il corpo umano in modo da limitare gli eccessi di vibrazione. Il brevetto in questione è stato poi registrato nel 1987, che fu uno degli anni cruciali per il definitivo passaggio alle racchette in materiali compositi. Numero di brevetto: U.S. Pat. No. 5058902 e  4690405  Da una lettura veloce del testo del brevetto, reperibile on-line, non sembra che si parli di tutti gli altri vantaggi (non ci sono collegamenti particolari) che tale modifica estremamente naturale può apportare a una racchetta da tennis. Ci si limita a evidenziare i vantaggi, relativi alla minore quantità di vibrazioni, dovuti alla presenza di una massa in un determinato posticino. Inoltre sembra proprio che la massa da aggiungere sia veramente molto limitata mantenendo il peso globale della racchetta molto limitato. Intorno ai 330 g.  e sempre head heavy, ma se facciamo un passo logico… Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

28 Novembre 2009 alle 9:25 am

La pro staff Original dipinta come la Hyper Carbon

con 2 commenti

E’ roba di qualche anno fa quando la carbon era in mano anche a Roger Federer, se non sbaglio, primi anni del 2000, quando lo svizzero non era ancora il vincitore schiacciasassi che è stato, e uso il passato perché sembra aver rallentato la sua marcia anche senza Nadal. Comunque nonostante il tempo l’oggetto della foto è da considerare prezioso e se lo trovassi all’asta sarei disposto a valutare bene l’investimento anche se il più celebre dei paint job è la Original camuffata da Classic. La Hyper Carbon Original, come è ribattezzabile, conserva un bell’ovale piccolino da 85 pollici con cui è cresciuto anche Roger Federer prima che il suo stile personale e la velocità del gioco gli suggerissero di allargare di molto poco il piatto di quella che fu la Ncode e ora  èla Kfactor. Cinque pollici comunque sono pochini. Sotto Roger Federer vollea con una Hyper Carbon dipinta proprio come quella in commercio, infatti la versione della foto sembrerebbe un’ulteriore particolare lavoro di colore. Lo svizzero manovra un’altra delizia dal piatto probabilmente di 85, anche se alcune voci sostengono che già al tempo nella sua sacca iniziassero a essere presenti ovali da 90 pollici, naturalmente camaleonticamente colorati.

il paint job della original

paint job della original

iper carbon vera

la versione in commercio della hyper carbon 2002

roger vollea con la hyper carbon

Roger Federer vollea con il camaleonte

Written by Fabrizio, the wings

15 Novembre 2009 alle 10:13 am

Phelps ultimo nei cento metri con lo slip. Ora proviamo a cambiare racchetta Roger Federer

nessun commento

phelps

Phelps all'arrivo

Indossa il vecchio slip e si ritrova ultimo nelle batterie dei cento metri. Il fenomeno dei grandi record alla prova dei fatti senza tecnologie delude forse inesorabilmente. La tecnologia non solo può influire sulle prestazioni ma anche sulle caratteristiche degli atleti emergenti (che possono emergere) e che riescono a sfruttarla al meglio. Sembra di vivere in un mondo dove è tutto virtuale, ogni cosa artefatta, cambiata secondo gli interessi di qualcuno o le esigenze mediatiche che cercano sempre l’eccezionale, e l’umanità rischia di uscirne distorta nella percezione che se ne vuole trasmettere se si è sempre alla ricerca di un super uomo. La realtà è spesso nella verità più sfaccettata e complessa, e a volte può spingerci a chiedere perché paghiamo il biglietto per vedere uno spettacolo che sembra preordinato per celebrare il mito oltre ogni logicità. Insomma alla fine con il “costumone” si va più forti e i paragono vanno sempre fatti con altri atleti dello stesso o simile livello, perché le piccole differenze contribuiscono sempre in modo maggiore alle vittorie, o a una seria apparentemente interminabile di successi.

Michael Phelps, otto volte campione olimpico a Pechino, è stato eliminato a sorpresa nelle batterie dei 100 metri stile libero in occasione della tappa di Stoccolma della Coppa del mondo in vasca corta di nuoto. Phelps ha fatto segnare addirittura il sedicesimo tempo nuotando in 47″77, a un secondo e 84 centesimi dal migliore crono dello svedese Stefan Nystrand (45″93).  Corriere.

Written by Fabrizio, the wings

11 Novembre 2009 alle 10:03 am

Quanto costerà riprogrammare un computer con la pittura. La nuova racchetta di Roger Federer

nessun commento

The new Roger Federer Racquet. BLX??? Chissà quante riunioni, discussioni…un po’ come per le merendine di Oblio…

new roger racquet

Written by Fabrizio, the wings

29 Ottobre 2009 alle 3:22 pm

Ebbene sì, Roger Federer cambia racchetta. Ma rimane sempre in casa Wilson

con un commento

Non come Novak Djokovic che dichiara di sentire ancora le differenze, e vince sempre meno. Anche se è in finale a Pechino l’annata non è stata delle migliori.

“E’ stata una grossa decisione, ho cercato di cogliere l’attimo. Sento ancora delle differenze con la vecchia, e vanno fatti degli aggiustamenti, ma non sto dicendo che non mi sia abituato alla nuova. Sono felice della continuità che ho avuto quest’anno, non avrei potuto far meglio”. Via Ubitennis

Con il nuovo attrezzo lo svizzero esordirà a gennaio e probabilmente giocherà lo Australian Open. Solo ricolorata, o leggere differenze?

Video

Video

Written by Fabrizio, the wings

11 Ottobre 2009 alle 8:13 am

Tennis e racchette. Scegliere la grandezza del piatto corde

con 3 commenti

grande racchette

Meglio una racchetta grande o una grrande racchetta?

Nei negozi c’è sempre ampia scelta e il numero dei modelli è sempre in sovrabbondanza. L’intento di questo post non è quello di valutare uno o più singoli modelli di racchette. Sarebbe un’operazione temporanea e non fornirebbe indicazioni di carattere generale che sono quelle che hanno la caratteristica di rimanere nel tempo. L’intento è quello, invece, di fornire chiare indicazioni che consentano di scegliere tra le caratteristiche dei vari modelli e delle varie linee in relazione alla grandezza del piatto corde. Tale informazioni per loro natura possono essere applicate anche ai futuri nuovi modelli di racchette che sono in uscita quasi ogni anno. Le case costruttrici ogni anno vantano materiali rivoluzionari che promettono di migliorare stabilità, potenza e controllo, ma come vedremo le caratteristiche e le qualità delle proporzioni del piatto corde sono rimaste sostanzialmente invariate, soprattutto se si osserva quali sono stati i modelli più vincenti nel passato e negli ultimi anni.

La vecchie racchette di legno con cui molti hanno iniziato a giocare avevano un piatto corde di circa 65 pollici quadrati, nel corso degli anni abbiamo assistito a progressivo aumento delle dimensioni del piatto corde; e il risultato è quello di ritrovare nei negozi piatti corde che vanno da 88 pollici quadrati (il più piccolo attualmente in commercio) ai 110 pollici delle racchette over size.  La tendenza è stata quella di cercare di aumentare la grandezza degli ovali con la conseguenza che racchette con un piatto da 85 o meno non sono più prodotte. Tra 88 e 110 c’è naturalmente una vasta gamma di misure intermedie tra cui spesso è difficile districarsi quando si vuole scegliere per un acquisto. Al fine di avere le idee più chiare è opportuno domandarsi quali siano gli svantaggi e i vantaggi di un piatto grande rispetto a uno più piccolo.

A cosa serve un piatto corde? La funzione principale di un piatto corde è quella di essere il luogo dove viene colpita la pallina da tennis, ma può essere usato all’occasione anche per scolare gli spaghetti. A una prima analisi verrebbe quindi da pensare che più grande è il luogo con cui si colpisce e più sono elevate le probabilità di prendere la pallina. Ma una racchetta non svolge solo la funzione di catturare una pallina, come un semplice retino da farfalle (in questo caso la grandezza sarebbe incontestabilmente un vantaggio). Ci sono almeno altre due funzioni che l’attrezzatura di un tennista deve svolgere in modo che il colpo sia efficacie: precisione nelle direzione e velocità della palla. Ce n’è poi una terza che è la capacità di imprimere la rotazione desiderata alla pallina e anche in relazione a quest’ultimo aspetto il numero delle corde (string pattern) e densità della cordatura hanno la loro influenza. In linea generale il numero delle corde aumenta con l’ingrandirsi del piatto corde per evitare che le maglie siano troppo larghe e la racchetta perda di controllo.

Leggi il seguito di questo post »

La racchetta di Rafael Nadal non ha il cortex

con un commento

Almeno sembrerebbe dalle foto trovate sul web, ammesso che si tratti della racchetta di Nadal, ma gli americani (statunitensi) di solito sono molto precisi in queste faccende quindi ritengo di poter credere che si tratti proprio della racchetta di Rafa Nadal. Il sistema cortex è un’innovazione della Babolat che dovrebbe garantire un maggiore comfort all’impatto smorzando le vibrazioni dell’impatto che si propagano verso la mano. E’ composta da una struttura a forma di V che unisce la parte superiore della racchetta al manico e che ha lo scopo di eliminare le alte frequenze delle vibrazioni che sono le più fastidiose durante gli impatti. Nella foto sottostante si può notare la V di colore azzurro leggermente in rilievo e al di sotto la parte di coloro nero appare anch’essa di diversa consistenza rispetto ai materiali della gola della racchetta.

Tha Babolat Cortex

Tha Babolat Cortex

Anche nel dettaglio sottostante che si riferisce al modello che dovrebbe usare lo spagnolo si nota la diversità della V di colore giallo. E’ chiaro lo stacco tra le parti che il sistema antivibrazioni unisce.

Modello Areo in vendita

Modello Areo in vendita

Questa terza e ultima  foto si riferisce invece alla racchetta che Nadal usa realmente durante i tornei. La foto è stata  scattata da chi ha avuto accesso ai luoghi dove si accorda per lui. La V gialla appare chiaramente disegnata: non ci sono né differenze di materiali, né alcuna scanalatura tra il bianco che la parte gialla divide nettamente nella foto precedente. Sembra sempre  più chiaro che credere che certi giocatori giochino con le racchette in commercio sia un po’ come credere a Babbo Natale: piacevole ma poco realistico

La racchetta di Nadal

La racchetta di Nadal

Written by Fabrizio, the wings

26 Agosto 2009 alle 6:55 am

Calcolare il peso ideale della propria racchetta da tennis: analisi, problemi e proposte di soluzioni

nessun commento

Il rovescio si Serena W.

Il rovescio si Serena Williams

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione.

Rod Cross è stato una risorsa e una fonte da cui ho attinto per il romanzo, grazie alla quale ho potuto effettuare un collegamento logico tra i più semplici, perché se la fisica ci fornisce spunti di riflessione poi la pratica e l’esperienza, spesso, ci permettono di vederla nella realtà: nei campi da tennis dei nostri circoli e nei più rinomati centrali sparsi su questa terra. Quello che è ideale sulla carta può rivelarsi non sufficiente nella realtà, la quale può imporre di preferire un’inefficienza a un’efficienza puramente formale, a volte.

Per calcolare il peso ideale di una racchetta è necessario tenere presenti alcuni concetti fondamentali, come indicati da Rod Cross (professore associato  presso l’Università di Sydney, Australia e autore di numerosi studi sul tennis).

Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

14 Agosto 2009 alle 10:24 pm

C’è un complotto ordito a livello internazionale per controllare il gioco del tennis

nessun commento

D’altronde fino ad oggi nessuno è stato in grado di smentirmi: avevo chiamato in causa anche il C.i.c.a.p. (qualche mese fa) e Paolo Attivissimo che è un esperto nello smontare teorie complottistiche, ma non ho avuto nessuna risposta. D’altronde le prove di laboratorio (al link troverete una classifica che segue vari criteri tra cui l’efficienza) dimostrano che esistono differenze tra le racchette. Esiste una maggiore o minore efficienza delle racchette come in tutti gli strumenti che servono a svolgere un lavoro e nessun ingegnere è stato in grado di contraddirmi in quasi due anni di attività del blog. Nella Major League furono scoperte mazze più efficienti che furono poi messe al bando, mazze che riuscivano a passare gli scrupoli test delle lega rientrando nei limiti anche se erano più efficienti. Manipolavano la dislocazione del centro di percussione per superare i test e avere un attrezzatura con una spinta in più che a fine stagione garantiva più fuoricampo, più valide, più vittorie. Qui. Il trucco usato era lo stesso che presumibilmente è usato per migliorare la performance delle racchette.  Laboratori, studi, nuove corde, nanotecnologie a cosa servono? Servono per garantire sempre successivi e graduali miglioramenti. Ogni attrezzatura utile all’uomo può essere progettata e realizzata su una linea ideale di graduale perfettibilità di graduale efficienza. Farò un esempio semplicissimo: una leva è uno strumento che viene utilizzato per sollevare pesi. Il crick della nostra macchina è un leva con cui facciamo poco sforzo per sollevarla da terra, ma per sollevare il mondo come ipotizzava Archimede è necessaria una leva più efficiente, quella per cambiare la ruota della macchina non è più sufficiente per svolgere un lavoro diverso.

Ora immaginiamo due persone che devono sollevare da terra dei pacchi tutti dello stesso stesso peso e dotiamoli di di due leve diverse, anche solo leggermente divere. Alla fine della giornata colui che utilizzava il macchinario migliore avrà sollevato più pesi e sarà anche presumibilmente meno stanco di colui che aveva una leva che imponeva uno sforzo maggiore. Se l’attività si prolungasse nel tempo per una settimana le differenze aumenterebbero. Ora applichiamo lo stesso concetto al tennis e il gioco è fatto: ci saranno giocatori che per spingere una palla a una certa velocità e con una certa rotazione dovranno profondere uno sforzo maggiore e sempre ripetuto nel tempo con un dispendio di energie elevato (più elevato di altri), mentre potrebbero essercene altri costretti a sforzi minori, i quali si avvarrebbero di un vantaggio prolungato nel tempo. La conseguenza sarebbe che al terzo giorno di un torneo una persona avrebbe speso per esempio 60 energie su 100 disponibili e l’avversario avrebbe già raggiunto il massimo del dispendio: 100 su 100. Sarebbe già al limite, o molto vicino, e costretto a una nuova faticosa attività. Dov’è l’irrazionalità? Coma si fa ad affermare che questo non è possibile? Nessuno può avere la certezza che questo non accada in assenza di regolamentazione scrupolose e controllate.  L’ipotesi di complotto è razionale e quindi reale. Parola di Hegel.

Fine e astuto, pensato nei mini dettagli, per persone dall’intelligenza affilata. Pensare il leggermente diverso per capire differenze abissali.

Tennis: le nuove racchette sono come il doping e i supercostumi del nuoto

nessun commento

Ben Johnson

Ben Johnson

Dopo gli straordinari record che si sono susseguiti nel nuoto un’attenta osservazione ci suggerisce che anche nel tennis sia successo qualcosa, forse di simile. Quando ciò che fino a poco tempo prima sembrava irrealizzabile diviene realtà molto probabilmente è accaduto qualcosa che ha modificato l’ambiente competitivo. Un record fa sempre parlare di sé, e allora eccoli i record più eclatanti: Roger Federer in pochi anni supera nel numero di Slam vinti Pete Sampras. L’accumulo di quattordici prove dello Slam sembrava ineguagliabile ma è  già stato superato da un atleta ancora giovane che probabilmente ne aggiungerà altre nel suo archivio. In due anni due tennisti diversi riescono nell’impresa di vincere consecutivamente il Roland Garros e Wimblendon; solo Bjorn Borg c’era riuscito se si esclude i due uomini da Grande Slam (Budge e Laver). Federer inoltre è riuscito a compire, con la vittoria di Parigi, un Career Grand Slam eguagliando Andrè Agassi che era l’unico ad esserci riuscito nell’era moderna (Perry e Emerson sono di altri tempi). Poi ci sono il numero di finali raggiunte negli slam, il numero delle settimane trascorse come numero uno della classifica, insomma c’è sempre un articolo, c’è sempre una notizia, e ce ne saranno ancora. A settembre Nadal potrebbe essere il settimo tennista a compiere un Gran Slam Career e se la cosa si dovesse realizzare nello stesso anno sarebbero due i tennisti a riuscire nell’impresa e forse Nadal sarebbe da considerare più forte di Federer data la brevità del tempo con cui ci riuscirebbe; se l’ipotesi si dovesse realizzare.
Nell’era della tecnologia la prima domanda che uno spettatore deve porsi è se tutti gli atleti sono in condizioni di gareggiare da un base di partenza sostanzialmente simile. Altrimenti cosa sarebbe la realtà osservata se non un gioco di palcoscenici e finzioni teatrali per cui paghiamo il biglietto convinti di osservare la realtà?

Adlington: “I nuovi costumi sono come il doping” – La Gazzetta dello Sport: Altri Sport

La britannica, a Roma per i Mondiali, interviene sulla questione : “Non userò un body che reputo illegale”

Written by Fabrizio, the wings

2 Agosto 2009 alle 10:44 am

Se prima eravamo in tre a ballare l’alligalli, adesso siamo in quattro a ballare l’alligalli

con 4 commenti

Anche Bosworth (ringrazio Tilden per la segnalazione) sembra avere le idee chiare. Per anni sono state pubblicizzate racchette sempre più leggere ma non è la leggerezza che fa la differenza. Provoca solo danni al braccio, al gomito, al polso, e le impressioni di maneggevolezza nel gioco, sono appunto solo impressioni. Tutti i vincitori di Slam hanno sempre aggiunto del peso alle loro racchette. La soluzione esiste, come sostiene anche Bosworth, e quindi sto meditando di aprire una sezione del blog dedicata alla personalizzazione delle racchette.
Le case costruttrici vendono la performance? Si domanda Bosworth che ha personalizzato la racchetta di Ivan lendl e che sulla terra rossa giocava con un attrezzo superiore ai 400 grammi. No, le case costruttrici  vendono il marketing, e dichiarano di avere nuove tecnologie anno dopo anno, ma la racchetta che domina il tennis mondiale è un progetto di venti e più anni fa. Bosworth sostiene 35, diciamo 25…

qual'è il segreto?

qual'è il segreto?

Bosworth Tennis

The racquet industry has been pushing lighter racquet for years. Today the average racquet is 2 to 3 ounces lighter than it was 20 years ago. For what benefit? Unfortunately, the lighter the racquet is, the more the shock from the ball’s impact reaches your arm. The strength that it takes to swing a heavier racquet rarely causes an injury, and the heavier racquet will improve your control as well.

People often think that they are hitting the ball harder with the lighter racquet. They may feel that false impression but our research has shown that the greater shock provides them with the sensation that the ball is moving faster, when in fact the heavier racquet will actually produce a stronger shot with greater ease and less potential shoulder, arm and elbow damage.

Written by Fabrizio, the wings

23 Luglio 2009 alle 7:57 am

La racchetta di Roger Federer non è in commercio

nessun commento

Se entrate in un negozio e acquistate una racchetta pensando che sia realmente quella del campione svizzero siete degli illusi. Non la troverete tra gli scaffali di un negozio sportivo appesa per l’ovale a fare bella mostra di sé, semplicemente perché non è in vendita (almeno così parrebbe, il condizionale è d’obbligo, non vorrei essere costretto alla rettifica). Il test riguarda la versione precedente (quella rossa e bianca per intendersi) ma si evince che la versione in commercio e quella usata da Federer non sono uguali e che la seconda è stata personalizzata da esperti nella costruzione di racchette. I test sono stati effettuati da Greg Raven che ha comparato la Ncode in commercio e una di quelle usate da Roger, avuta dalla Wilson per un test. Sono state comparate a queste due anche altri modelli: la Pro Staff Original di Sampras e e la Hyper Pro Staff  Tour che lo svizzero usava prima di diventare così bravo. La differenza maggiore come si può vedere dalla tabella è in uno swing weight di  330 delle NSix One Tour di Federer rispetto a un più misero 309 di quella in commercio.

Racchette a confronto

Racchette a confronto

Differenza che è apparsa apparentemente inspiegabile allo stesso Raven, il quale ha pensato che fosse dovuta alla differenza di lunghezza, ma aggiungendo ciò che mancava è riuscito ad avere un incremento dello swing wegiht di soli 3 kg.

I can’t explain the lower swing weight of our retail nSix-One Tour 90, as illustrated in this table. Because it is a bit shorter than 27 inches, I tried mounting it 1/8-inches out on the Prince PTC machine, but gained only 3 kg•cm².

Le conclusioni Raven, in base agli studi e ai  test di laboratorio e sul campo, sono che la racchetta del campione svizzero sia stata studiata e realizzata appositamente per lui, per il suo swing e le sue caratteristiche di gioco, e dal modello costruito si ritiene sia stato derivato il modello da commercializzare, che è un po’ più corto, con un bilanciamento leggermente diverso, uno swing weight minore e un peso di 2,5 grammi inferiore. A questo punto se provate un incrociato stretto di rovescio e la palla vi va a rete ora siete a conoscenza di una probabile causa. Ma personalmente c’è da porsi un’altra domanda, ovvero quanti siano gli atleti che possono usufruire di equipe dedicate che gli preparano l’attrezzatura. Uno, due? Uno per casa costruttrice? Tre? Se non fossero molti questa ipotesi aprirebbe scenari interpretativi in grado di spiegare quella che appare sempre più una ridotta capacità competitiva tra gli atleti del tennis moderno. Oggi la racchetta dello svizzero è cambiata nuovamente forse perché certe superfici di gioco richiedono caratteristiche diverse e raggiunge il peso di 365 grammi accordata, come da foto. Insignificanze e uragani. Qui trovate lo studio completo.

Il peso della racchetta di Roger Federer

Il peso della racchetta di Roger Federer

Final thoughts

Each of us could tell that these four racquets are from the same “family.” There are definite similarities. I was skeptical about the value of including the Pro Staff Midsize in the test sample, but the one we tested felt as though it belonged there.

As to the Federer racquet, my speculation is that Wilson hand-selects “hairpins” (molded frames that have yet to be drilled or have the pallet and buttcap attached) for Federer from the nSix-One Tour 90 production line, and then custom-drills and finishes them for Federer. That is, I do not believe that Wilson makes these racquets from scratch for Federer in the Pro Room. Thus, even though the type of customization done on Federer’s racquet can only be done by someone with a high level of competence and ability in racquet fabrication, Federer is essentially playing with a modified version of the same racquet that is available at retail to the rest of us.

Aggiornamento del 30.11.2009

Acquistata K factor 90, l’ultima disponibile su Bottega Tennis. Accordata con monofilo Kirschbaum e overgrip Babolat bianco raggiunge il peso di quella della foto: 365 grammi.

Tutte uguali? Le racchette dei primi cinque al mondo.

nessun commento

Parrebbe di sì, o almeno molto simili. Sono tutte brevettate, e i brevetti non si copiano…Sono tutte head light, qualcuna di più, qualcuna di meno. Tutte sopra i 300 grammi, più la personalizzazione. Ma la realtà dinamica è che sono tutte più head light di quello che le descrizioni di laboratorio dicono. Inoltre anche se si scorre la classifica verso il basso non si troverà nessun giocatore che decida di entrare in campo con una head heavy, se si esclude qualche rarissima eccezione, che al momento non mi viene alla mente.  La K blade di Flavia pennetta è anche questa 3 pts head light. Tursuov 8 pts; Cilic 2 pts. Agassi 3 pts e purtroppo un disgraziato piatto da 107 pollici quadrati, che gli è costato un paio di slam, probabilmente. Ora sappiamo che è meglio giocare con una head light. Ma quanto deve esserlo? All’interno di questa macroscopica somiglianza ci sono sostanziali differenze e sono proprio queste che incidono sulle prestazioni dei giocatori: distribuzione delle masse al grammo.

Roger Federer

Head Size: 90 sq. in. / 581 sq. cm. Length: 27 inches / 69 cm; Strung Weight: 12.5oz / 354g. Balance: 9pts Head Light. Swingweight: 336

Rafael Nadal

Head Size: 100 sq. in. / 645 sq. cm. Length: 27 inches / 69 cm. Strung Weight: 11.3oz / 320g Balance: 5pts Head Light. Swingweight: 324

Andy Murray

Head Size: 100 sq. in. / 645 sq. cm. Length: 27 inches / 69 cm. Strung Weight: 11.6oz / 329g. Balance: 2pts Head Light. Swingweight: 345

Novak Djokovic

Head Size: 98 sq. in. / 632 sq. cm. Length: 27 inches / 69 cm Strung Weight: 12.3oz / 349g. Balance: 8.8pts Head Light. Swingweight: 345

Andy Roddick

Head Size: 100 sq. in. / 645 sq. cm. Length: 27.5 inches / 70 cm. Strung Weight: 11.7oz / 332g. Balance: 7pts Head Light. Swingweight: 336

le caratteristiche le trovate tutte qui.

articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Written by Fabrizio, the wings

13 Luglio 2009 alle 11:35 am

Pubblicato in Tennis e racchette

Taggato con ,

Il lungo peregrinare di Novak Djokovic

nessun commento

Sarà uguale? E uguale a cosa?

Sarà uguale? E uguale a cosa?

Circa nel 2005 annunciò che sarebbe passato alla Wilson e l’idea di entrare nel ristretto club di Roger Federer non gli dispiaceva affatto. Stando a quelle che sembrano essere le sue parole provò tre le 15 e le 20 racchette (una veloce ricerca su internet mi ha consentito di trovare una fonte, la pagina del sito ufficiale non è più raggiungibile) infine riuscirono, dalla parti di Chicago, a fare una copia esatta della sua Head e il ragazzo sembra sicuro di quello che dice, appare almeno. Con la Wilson ottenne i suoi migliori risultati compresa la vittoria della sola prova dello Slam che è riuscito a portare a casa (Australian Open) sconfiggendo tra l’altro i suo compagno di scuderia di allora Roger Federer. A questo punto ecco che l’annosa ricerca del sacro Graal inizia a instillare voci che suggeriscono miglioramenti, ricerche. Avidità? Il nostro pertanto decide di tornare a portare in giro per il mondo il logo della Head? Ma non gliela avevano costruita uguale alla Wilson? Fatto sta che da mesi non riesce più a trovare il tennis di vertice che lo aveva portato a vincere uno slam e a competere con continuità. A una più attenta analisi in realtà continuo lo è, ma solo fino ai quarti di finale, o le semifinali, quando il livello del gioco si alza lui si confonde, giochicchia, il diritto diventa striminzito, il rovescio rachitico, e il serbo dondola per il campo apparentemente in preda a sonnambulismo. E’ possibile che alla Head gli abbiano costruito una racchetta uguale a quella Wilson che era uguale a quella Head precedente. Appena Djokovic sarà insignito di una laurea Honoris causa in ingegneria, eventualità non improbabile considerato che a questi sportivi ormai gli viene regalato tutto, ne sapremo di più, nel frattempo non rimane che attendere i tornei dell’estate americana e lo US Open, per vedere se Nole smetterà di girare a vuoto, o se lo faranno smettere.

Via Protennisfan.

When he was arrived at Belgrade’s airport yesterday, Novak Djokovic had new bags in his lugguage. Head’s mark on Novak’s racquets is changed with big “W”.
The agreement with Wilson company was attained few days ago in Monte Carlo, and Novak will play with new racquets already in Perth from 31st December.
“Roger Federer and me,” Novak laughed on comment about club in which he entered. “People from Wilson company tried to make agreement with me for five years and they “catch me” now finally. I don’t know the specification of our agreement, because we didn’t ratify that still, but I know it’s much better convention then I had with Head. I tried to play with 15-20 different models of Wilson and no one is conform to me. Then they made a copy of my Head racquet, and he is absolutely the same.”

Written by Fabrizio, the wings

10 Luglio 2009 alle 7:29 am

Intervista a Nate Ferguson, l’incordatore di Sampras e Federer

nessun commento

Nate Ferguson è stato l’accordatore personale di Pete Sampras e ora ha fondato la Priority One, l’attività con cui gira il mondo insieme a Ron Yu e Glynn Roberts, affitta appartamenti nelle città sede dei tornei dello Slam, accorda e personalizza le racchette dei migliori giocatori al mondo fra cui Roger Federer, Andy Murray, Novak Djokovic, Fernando Gonzales, Marat Safin. Nell’intervista, in inglese, svela qualche piccolo segreto: Federer mette un po’ di nastro piombato nella testa della racchetta, sotto il paracolpi, con le corde sulle basse 40 libre (22 chili); Safin gioca con le corde a 29-28 chili. Ne emerge che gli atleti sono molto attenti ai dettagli, compresa la forma del manico per avere una migliore presa. Ma l’aspetto che a un attento osservatore non può sfuggire è che Nate poteva fare solo l’accordatore e gli sfugge un piccolo collegamento da romanziere. Chissà se apprezzerebbe il romanzo? Credo di sì, onestamente. The different there isn’t in the single stick. The real question is: how the stick will be change?

Written by Fabrizio, the wings

9 Luglio 2009 alle 10:19 am

Strane coincidenze?

nessun commento

Forse siamo entrati in una nuova era tennistica in cui è possibile porsi nuove domande ipotetiche. Se per esempio Alberto Tomba avesse avuto sua disposizione sci moderni, e gli altri atleti avessero sciato con modelli più simili a quelli classici, quante gare di slalom in più avrebbe vinto? Quanti giganti? Quante coppe del mondo? Ma Alberto sciava con i Rossignol ed erano altri tempi.

Federer keeps abreast of technological advances – Times Online

May 24, 2004
Federer keeps abreast of technological advances

Roger Federer – Wikipedia

Come molta stampa del tempo sottolineò, nel 2004, Roger Federer fu protagonista di una delle più grandi annate che il tennis moderno ricordi[28].

Written by Fabrizio, the wings

8 Luglio 2009 alle 3:20 pm

Ten questions to Roger Federer (english version)

nessun commento

First of all congratulation for the record.

  1. Do you think technology is important in tennis?
  2. Do you play with patent racket?
  3. Do you think there are any differences between artisan wood rackets and rackets set up with modern computer and machinery?
  4. Do you think that all players are in the same condition to have the best racket to develop their potential own tennis?
  5. Why a firm needs to invest in all players, giving each one the best for him, when only one will be the winner?
  6. In your opinion an advertise closely to a record, or a record man, have more chance to produce gain?
  7. Why in tennis there are gentle rules like Martina Navratilova said.
  8. Why nobody controls that this weak rule are respected on courts?
  9. Do you think spectators can be sure that contenders of a tennis match are substantally in the same conditions to rival?
  10. Tennis is an Olimpic sport, do you know the Priciples of the Olympic Carther?

Fabrizio Brascugli

Writer and blogger

Written by Fabrizio, the wings

7 Luglio 2009 alle 10:53 am

Dieci domande a Roger Federer

nessun commento

Prima di tutto congratulazioni per il suo record.

  1. Pensa che la tecnologia sia importante nel tennis?
  2. Lei gioca con una racchetta brevettata?
  3. Ritiene che sia differente costruire racchette artigianalmente, in legno, o costruirle con l’aiuto di macchinari e computer moderni?
  4. Ritiene che tutti i giocatori siano in condizione di avere l’attrezzatura per sviluppare il loro miglior tennis potenziale?
  5. Perché un’azienda dovrebbe investire su tutti i giocatori ottimizzando a ognuno l’attrezzatura quando è uno solo che vince?
  6. Secondo lei sponsor collegati a un record, o a un uomo record, hanno maggiori probabilità di generare profitto?
  7. Perché nel tennis i regolamenti sono blandi come affermato anche da Martina Navratilova?
  8. Perché nessuno controlla che queste poche regole siano rispettate sui campi?
  9. Pensa che gli spettatori di una partita di tennis possano dirsi sicuri che i giocatori siano sostanzialmente su una base di parità?
  10. Il tennis è uno sport olimpico, lei conosce i valori sportivi della Carta Olimpica?

Fabrizio Brascugli

Scrittore e blogger

Written by Fabrizio, the wings

7 Luglio 2009 alle 7:40 am

Andy Murray rompe tutte le racchette dopo la semifinale persa con Roddick

nessun commento

Questa è quella di Nole, maledizione

Questa è quella di Nole, maledizione

Pat Cash sul Times on line racconta le gesta dello scozzese dietro le quinte del palcoscenico di Wimbledon. Ha rotto tutte le racchette che conteneva la sacca, non una sola.  Sembra che queste Head non funzionino troppo bene, chiedere a Djokovic per una conferma, o allo scomparso (in senso sportivo) Ljubicic. O forse si è trattato solo di un filo di tensione di troppo, chissà…
Andy Murray: still in with a shout – Times Online

“THE information coming out of the Wimbledon locker room isn’t often erroneous, and I’m reliably informed that Andy Murray sought a little solitude after losing his semi-final to Andy Roddick and took out his frustration on the tools of his trade. When he walked in after that match he had a bagful of fully functional rackets. A couple of minutes later they were mangled, broken and consigned to the rubbish.”

Written by Fabrizio, the wings

5 Luglio 2009 alle 6:40 am

L’incordatura non si riconosce ma gli errori si vedono bene

nessun commento

errori tensione corde

Errori e tensione delle corde

La sostanziale inabilità a distinguere varie incordature anche fra i giocatori di elite, come discusso nel post precedente (qui), porta con sé una conseguenza di rilevante  importanza se  i giocatori hanno una tensione con cui preferiscono giocare, come indicato nei questionari prima dei test. Anche in questo caso è necessario abbandonare l’abitudine, e cercare di pensare in modo diverso da ciò che verrebbe alla mente da subito. Infatti verrebbe da pensare che il maggior numero di errori aumenti in modo progressivo con l’allontanarsi dell’incordatura dalla tensione preferita del giocatore: più si è lontani dalla tensione ideale e più dovrebbero aumentare gli errori. Invece dagli esprimenti si evince un andamento diverso che a una analisi attenta rivela la sua logicità che non è intuitiva. Nel grafico sono riportati gli errori in relazione al variare della tensione delle corde di cui il giocatore non è messo a conoscenza. Nel  test i giocatori avevano indicato mediamente un tiraggio preferenziale che rientrava tra gli estremi di 245 N (55 libre) e 294 N (66 libre) con la tensione media a 272 N (61 libre). Nel grafico sono indicate anche le tipologie di errore: a rete, in lunghezza, e in larghezza.  Gli errori in larghezza sono molto limitati e rimangono pressoché costanti a indicare che raramente i giocatori hanno rischiato di mettere in corridoio la palla. L’aspetto più interessante invece riguarda gli errori in lunghezza e a rete. Quelli in lunghezza hanno un picco oltre il 25% quando ci si avvicina alle tensioni ideali ma si rimane fuori dal range di preferenza: siccome una macroscopica differenza di tensione è percepibile anche sensorialmente il giocatore, molto probabilmente, presta più attenzione al movimento, cerca di controllarlo di più e riduce il numero di errori in lunghezza con gli errori a rete che rimangono sopra il cinque per cento. Quando invece la tensione è più vicina a quella ideale il giocatore sente il piatto corde molto simile a quello a cui è abituato, anche se non lo è, e inizia a giocare in sicurezza utilizzando uno swing di abitudine e il numero delle palle che escono oltre la linea di fondo sale oltre il 20%, per tornare a diminuire quando realmente la tensione diviene quella abituale di gioco.

Gli errori a rete invece diminuiscono gradualmente, anche perché, come indicato dagli autori dello studio, probabilmente i giocatori di elite preferiscono sbagliare in lunghezza, infatti un palla profonda mantiene l’avversario lontano dal campo e nell’impossibilità di giocare un vincente o prendere il controllo dello scambio. L’aspetto più particole  è la convergenza degli errori a 285 N, dove probabilmente la palla riceve molto meno spinta dalle corde e aumentano leggermente le palle in rete.

Insomma se volte volte essere sicuri di vincere fate in modo che la racchetta del vostro avversario sia incordata due o tre chili sotto la sua tensione ideale, lui non se ne accorgerà ma il punteggio ne risentirà a vostro favore.

Giuro che non l’ho mai fatto. Giuro. E’ solo un’ipotesi romanzesca.

Lo studio completo:

R. Bower and R. Cross, Elite tennis player sensitivity to changes in string tension and the effect on resulting ball dynamics, Sports Engineering, (2008).

Written by Fabrizio, the wings

3 Luglio 2009 alle 6:43 am

Roger Federer è come noi: non riconosce le incordature. Poche storie

con 3 commenti

R. Cross-R Bower

Chiare conclusioni (Rod Cross.-R.Bower.)

Finora erano solo leggende di cui si sentiva parlare da qualche incordatore, la voce girava ma lo scetticismo le era sempre intorno a stretto contatto, pressante a rinsaldare l’alone mitologico dell’inarrivabile sensoriale. L’eventualità che Boris Becker avesse giocato con due racchette, le stesse che aveva riportato insoddisfatto all’incordatore e che il professionista si era rifiutato di accordare nuovamente, era un ipotesi dal sapore vagamente irreale. Possibile che un professionista non si renda conto della differenza tra due incordature? Sì è possibile. Ora è stato dimostrato.

I test sono stati eseguiti in Australia: sono stati scelti un gruppo di giocatori amatoriali e un gruppo di giocatori professionisti (ranking nazionale e entro i primi 1.5oo del mondo). Tutti i giocatori in un questionario hanno dichiarato di avere accordature che preferiscono, tra le 55 libre (24,9 kg) e le 66 (29.9 kg)  libre e la tensione più diffusa era di 61 libre (27,6 kg).

Le racchette e le corde erano uguali per tutti con l’eccezione del variare della tensione all’insaputa dei giocatori. La palla da colpire era lanciata da una macchina spara palline a velocità costante. I risultati sono stati molto interessanti:

Il 74% dei giocatori professionisti non è riuscita a distinguere una differenza tra  64 libre (29 Kg) e 53 libre (24 Kg) ovvero una differenza di cinque chili.

Solo l’ 11% (nel caso due giocatori) è riuscita a distinguere lo scarto di 6 libre (2.7 Kg., quasi tre).

Di coloro che non hanno passato il primo test solo il 13% è riuscito a distinguere uno scarto di 17 libre (7,7 Kg), mentre 11 giocatori, il 65% è caduto in errore. Il risultato è che più della metà dei giocatori non è in grado di distinguere una differenza che oscilla tra le 47 libre ( 21. Kg) e 64 libre (29 Kg).

Sarebbe da aggiungere che al di sotto di uno scarto di 2,7 chili le possibilità di distinguere la differenza si riducono notevolmente, nonostante una distanza di due chili e forse anche di un chilo possa avere effetti considerevoli sul gioco e soprattutto sul numero degli errori commessi nel corso di una competizione.

Lo studio ha inoltre rivelato che i giocatori di professione, o che lo sono stati, non sono meglio dei dilettanti non occasionali (advanced) nel distinguere la tensione delle corde: tra questi ultimi infatti solo il 18%  distingue la differenza di 15 libre (6 Kg) o meno, e il 37% non identifica una differenza di 22 libre (9,9 chili).

La realtà sembra essere quindi varia e sfaccettata, ma soprattutto più lontana dalle costruzioni emotive e fantastiche delle nostre menti: nel circolo della vostra città potrebbero esserci giocatori che hanno la sensibilità di Roger Federer, e, tra coloro che sono nel tabellone di Wimbledon, qualcuno potrebbe non essere in grado di distinguere una differenza di cinque chili nell’incordatura.

Lo studio completo. R. Bower and R. Cross, Elite tennis player sensitivity to changes in string tension and the effect on resulting ball dynamics, Sports Engineering, (2008).

Written by Fabrizio, the wings

1 Luglio 2009 alle 6:59 am

Il tennis e la teoria del caos. The woody e Federer re nel deserto?

nessun commento

Una racchetta di legni anni '20

Una racchetta di legno anni '20

Da prima che Roger Federer conquistasse, finalmente, il tanto sofferto torneo parigino ci si chiedeva se fosse da considerare il più forte di tutti i tempi. Ora che è riuscito a portare nel salotto di casa la coppa dei moschettieri l’argomento è tornato fervente su tutti i giornali nazionali e internazionali, sui blog e nelle discussioni nei bar dei circoli di tennis.

Il limite e la volontà di superarlo, la frontiera, la ricerca, il desiderio di perfezionamento sono caratteristiche connaturate nell’uomo, forse più che nella donna, se si considerano associate a una forma di agonismo esasperato, di ricerca quasi ossessiva del superlativo, del desiderio supremazia oltre ogni tempo, spazio, luogo, e distinzione. Certi animi si nutrono della ricerca di qualcosa di più grande, di super, di iper (anche nel caso dei supermercati). Quello che sembra perdersi per strada nella salita che fa venire il fiato grosso verso l’Olimpo dell’ennesimo record da superare è spesso la capacità razionale di fare dei distinguo, e si finisce per usare due pesi e due misure, o, peggio, la stessa unità di misura per categorie diverse: si misurano i chili, o si pesano i metri. I paragoni sono molto utili e aiutano ad approfondire l’analisi di ciò che ci circonda, a comprendere a pieno la complessità di un modo che fa della differenza e della capacità di differenziarsi la sua forza vitale, ma è proprio questa caratteristica essenziale della realtà dovrebbe suggerire di non esagerare, o almeno di usare categorie e analogie in modo che si compendino a vicenda.

Leggi il seguito di questo post »

Cose mai viste nel tennis lasciano molti dubbi. Perché non ci sono regole tantomeno controlli? Perché la stampa tace?

con un commento

Dimmi su che punto della curva giochi e ti dirò che giocatore sei

Dimmi su che punto della curva giochi e ti dirò che giocatore sei

Un certo tipo di negligenza (se di negligenza si tratta) mi ha messo in condizione di dire tutto ciò che voglio. Nessuno può invitarmi a smettere, anzi chi è ai vertici di questo sport sarà costretto a dare spiegazioni non solo a me ma a tutti gli spettatori e ai giocatori, del passato e del presente. In nessun altro sport avrei potuto spingermi tanto avanti: sarei stato fermato da un regolamento, da un serie di controlli che avrebbero stabilito un confine tra la realtà e la fantasia. Ma questo non è accaduto nel tennis dove le blande regole non sono assolutamente controllate. Questa realtà può dare adito a ogni sospetto e a ogni dubbio. Si sono infilati in un vicolo cieco, forse forti del fatto di essere considerati marginali e alla presenza di giornalisti internazionali che mi sembra non abbiano approfondito più di tanto certi aspetti di cui si è sempre parlato ma in modo sempre fuggevole, come se certi argomenti fossero scomodi, quindi da accantonare o da non approfondire, e per non essere approfonditi si danno per scontati, facendoli passare come qualcosa di risaputo non più degno di attenzione. E’ una tecnica che funziona. Conniventi o semplicemente superficiali? E’ una domanda la mia.

Le racchette hanno cambiato il gioco. Si sa e non c’è altro da aggiungere. Questo è l’atteggiamento che sembra predominare: fatalismo arrendevole. Ebbene lo hanno cambiato questa cosa è evidente. Dobbiamo domandarci se lo hanno cambiato a tutti o meno, dobbiamo chiederci se tutti i giocatori sono oggi in possesso della migliore attrezzatura per giocare a tennis. Per carità la mia è un domanda, ma non sono disposto a credere a nessuno sulla fiducia.

Prove dello Slam

Un albo d'oro semplificato

In un post precedente ho evidenziato che anche per uno strumento molto più semplice di una racchetta come una mazza da baseball ci sono delle differenze, che possono essere anche sostanziale, sopra a tutto quando, come nello sport moderno, i livelli competitivi sono molto serrati. Riporto ancora una volta il grafico nel quale appare chiara una finestra di rendimento che si manifesta nella velocità della palla in uscita. Ora è  ovvio che se alcuni giocatori sono messi in condizioni di giocare all’interno della forchetta e altri sono (volutamente? casualmente?) ai lati esterni della curva i primi riporteranno dei vantaggi ripetuti per tutto l’arco della gara. Tali vantaggi gli permetteranno anche di acquisire una sicurezza di gioco maggiore, specialmente quando incontrano i più sfortunati che non sono in condizione di esprimere al meglio il loro valore. Nel baseball un giocatore potrebbe riuscire a girare qualche fuoricampo decisivo in più che nell’arco di una carriera potrebbero essere qualcuno in più di qualche.

Nel tennis le variabili sono ancora di più: ci sono le corde, i materiali, la grandezza del piatto e infine le nanotecnologie. Ma nonostante questo non ci sono regole e non ci sono controlli. Ogni giocatore è andato fino a ieri in campo con ciò che voleva e continuerà a farlo. La cosa più naturale è quindi chiedersi se tutti i giocatori sono in condizione di giocare sul punto ideale di una curva di rendimento come quella presente in questo post.

Tranquillizzatevi non ce lo diranno mai.

Una constatazione che credo appaia normale, ovvia, addirittura quasi scontata, è che c’è una grande differenza nel tentare di modificare una racchetta da soli, come avveniva con le racchette di legno o con le prime in kevlar e grafite (primi anni novanta), o costruirle utilizzando sofisticati macchinari. Un conto è attaccare una striscia di nastro piombato e un altro è testare swing, effetti, velocità, e rendimenti in un laboratorio. Tranquillizzatevi non ce lo diranno mai che differenza c’è, anzi qualcuno potrebbe sostenere che più o meno sia uguale. Più o meno? Ci sarebbe da chiedersi.

Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

10 Giugno 2009 alle 10:26 pm

Peso della racchetta, velocità dello swing e velocità della palla

nessun commento

Lo studio riguarda in modo specifico il baseball, ma i risultati sono ugualmente molto interessanti, a mio giudizio, e forniscono dati e spunti di analisi che meritano un approfondimento.

Per quello che riguarda il tennis ci sono da aggiungere ulteriori variabili: grandezza del piatto corde, tipologia della corda, e tensione della stessa. Tali aspetti non fanno altro che aumentare la complessità del modello, ma credo che se consideriamo costanti le caratteristiche del piatto e delle corde potremmo addentrarci in una similitudine non troppo distante dalla realtà. per il momento limitiamo il modello e analizziamo la relazione tra tre sole caratteristiche: peso dello strumento, velocità della palla dopo il colpo, e velocità dello swing.

Tutti sanno che muovere una mazza da baseball, una racchetta o comunque un oggetto più pesante comporta delle difficoltà in più rispetto a un oggetto più leggero. Un racchetta più leggera può essere mossa ad una velocità più veloce rispetto a una racchetta più pesante. A questo punto diviene fondamentale chiederci quali possono essere i vantaggi di avere un swing più veloce o una racchetta più pesante. Per vantaggio dobbiamo considerare l’effetto del colpo sulla pallina, valutabile in velocità della stessa, o nella sua rotazione su se stessa.

Atleti Major League, velocità palla

Atleti Major League, velocità palla, finestra di rendimento

Gli studi evidenziati nei due grafici (Daniel A. Russell Kettering University, Flint, USA) evidenziano un risultato che è in disaccordo con il senso comune. La massima velocità della palla dopo il colpo non si ha quando la velocità dello swing è elevato e la mazza leggera, e nemmeno quando l’attrezzo è pesantissimo perché la velocità del movimento si abbasserebbe drasticamente, ma c’è una finestra di rendimento dove l’aumento di peso abbassa leggermente la velocità dello swing aumentando sensibilmente la velocità della palla in uscita. La line blu che segna la velocità dello swing diminuisce e la velocità della pallina, evidenziata dalla linea rossa aumenta. Nel primo grafico si può anche notare che andando sulla parte destra del grafico non c’è un abbassamento radicale delle due curve, ma solo una graduale riduzione. Questo avviene se si prendono in esame i giocatori adulti o della Major League.

Nei ragazzi di dieci anni con l'aumento del peso si ha il drastico calo della velocità dello swing

Nei ragazzi di dieci anni con l'aumento del peso si ha il drastico calo della velocità dello swing

Nel secondo grafico che invece prede in esame ragazzi di dieci anni la finestra di rendimento è sempre in un punto in cui la mazza è relativamente più pesante ma se ci si sposta sulla destra degli assi cartesiani si nota un radicale abbassamento, quasi un tracollo, delle due curve. Questo è dovuto al fatto che mentre un giocatore allenato possiede una muscolatura in grado di sostenere un attrezzo via via più pesante un ragazzo di dieci anni non ha tale capacità muscolare.

Tennis

Ritengo che le cose non siano eccessivamente diverse nel tennis. Quello che nel baseball si esprimere in velocità della palla (corrispondente a un colpo piatto con la racchetta) nel tennis presumibilmente induce una maggiore rotazione impressa dal piatto corde (top spin o back spin, kick nel servizio). Quale è allora la racchetta migliore? Forse la risposta a questa domanda non è una risposta assoluta ma da mettere in relazione a ognuno di noi, anche se in linea generale potremmo affermare che la racchetta migliore è quella che riduce leggermente la velocità dello swing, ma non fino al punto in cui si perde il vantaggio di un aumento del peso.

Written by Fabrizio, the wings

5 Giugno 2009 alle 7:29 am

Allora è vizio. Cazzo!

nessun commento

Giuro l’ho fatto anche io, ma ora mi limito. Comunque sono d’accordo: non funzionano bene.

Written by Fabrizio, the wings

5 Aprile 2009 alle 11:35 am

Pubblicato in Tennis e racchette, tennis

Taggato con ,

Ne ho viste di cose che voi umani neanche potete immaginare

nessun commento

Ho visto navi in fiamme a largo dei Bastioni di Orione,

Ho visto i raggi gamma balenare nel buio

Ho visto i grandi campioni scomparire e poi riapparire,

Li ho visti fracassare i telai delle racchette in preda a un’ ira funesta.

Ma soprattutto ho visto un gene recessivo dominare il tennis mondiale.

Ho visto l’incredulità negli occhi,

Ho ascoltato i silenzi,

Ho ignorato facili ironie,

Ma soprattutto ho ammirato la logica che conferisce un ordine

p.s. Caro, giocavi meglio con quella bianca e rossa.

Federer rompe la racchetta

Roger Federer e la sua ormai defunta Wilson

Written by Fabrizio, the wings

5 Aprile 2009 alle 11:12 am

Djokovic? Allora proprio non funziona

nessun commento

Nole lancia la sua Head

Nole lancia la sua Head

E’ già qualche mese che gioca male: diritto ballerino e leggerino. Il servizio? Lentino. Accelerazioni? Tutte prese all’autovelox. Passa i primi turni per merito delle proprie capacità fisiche e tecniche, ma c’è qualcosa nel suo gioco che non è più quello dello scorso anno. Non si allena più? Può darsi. Forse tutto ciò che ha costruito in anni di sforzi, dedizione, pratica e sacrifici non è più così efficiente come lo era prima. Verrebbe una crisi anche a una delle più solide personalità. Altro che Freud (a proposito chi era Freud?)  Una situazione simile capitò a Liubicic: anche lui era numero tre del mondo, anche se aveva qualche anno in più, una moglie medico, un figlio, e forse si poteva giustificare meglio un calo repentino da un anno all’altro. Comunque c’è sempre la scusa del virus. Lo prendono tutti un virus prima o poi.

Written by Fabrizio, the wings

21 Marzo 2009 alle 10:33 pm