Archivio

Archivio per la categoria ‘tennis’

Ebbene sì, Roger Federer cambia racchetta. Ma rimane sempre in casa Wilson

Non come Novak Djokovic che dichiara di sentire ancora le differenze, e vince sempre meno. Anche se è in finale a Pechino l’annata non è stata delle migliori.

“E’ stata una grossa decisione, ho cercato di cogliere l’attimo. Sento ancora delle differenze con la vecchia, e vanno fatti degli aggiustamenti, ma non sto dicendo che non mi sia abituato alla nuova. Sono felice della continuità che ho avuto quest’anno, non avrei potuto far meglio”. Via Ubitennis

Con il nuovo attrezzo lo svizzero esordirà a gennaio e probabilmente giocherà lo Australian Open. Solo ricolorata, o leggere differenze?

Video

Video

L’Open di Cina? Naturalmente a Pechino, era inevitabile

Era inevitabile. Sarà sempre di più inevitabile. La tentazione del mercato cinese è superiore a ogni resistenza, a ogni dubbio, a ogni realtà addirittura. Nonostante la scarsità del materiale umano, come direbbe Maxime Debugnì (ammesso che qualcuno se ne sia accorto), vale sempre la pena di tentare. Non che dalle parti di Shanghai siano messi meglio, intendiamoci. Sarebbe invece opportuno tradurre un romanzo (venderebbe milioni di copie),  e modificare qualche racchetta seguendo specifiche indicazioni. In oriente non hanno uno straccio di tennista diamogli almeno il Master, anche se per vendere racchette servono tennisti vincenti. E’ sorprendente come in questo paese (l’Italia) lo scetticismo si unisca a una beata e ingenua disconnessione della mente.

Via un po’ di serietà. Non è poi così difficile giocare un colpo sotto le gambe

24 Settembre 2009 Fabrizio, the wings 5 commenti

Roger Federer non è stato il primo, non sarà l’ultimo e ce ne sono stati di meglio: come il dietro la schiena di Stefan Edberg che qui sotto giocava nel 1995 contro Andrè Agassi e non aveva davanti un “One man slam” qualsiasi.” Poi sembra che ci sia riuscito anche Santorò e subito dopo nello stesso incontro anche il suo avversario Gaston Gaudio, che tra l’altro e mostra una variante in corsa laterale molto particolare e non meno difficoltosa, anzi… James Blake ci riesce anche lui, e siamo a quattro, inoltre il pallonetto che gli è riuscito è ancora più difficile. Ma credo che ci sia riuscito anche Agassi. Voi che dite? Sampras l’avrà fatto o sarà rimasto per sempre un suo cruccio? Insomma si tratta di un colpo inflazionato più che difficoltoso.

Bobby Riggs il numero uno al mondo che perdeva dalle donne nella battaglia dei sessi

Bobby in campo con due birre

Bobby in campo con due birre

Funanbolo, eccentrico, provocatore e ironico: sconfiggeva Don Budge e Jack Kramer ma perdeva dalle donne. Continua a leggere su SportVintage.

Tennis e racchette. Scegliere la grandezza del piatto corde

20 Settembre 2009 Fabrizio, the wings 3 commenti
grande racchette

Meglio una racchetta grande o una grrande racchetta?

Nei negozi c’è sempre ampia scelta e il numero dei modelli è sempre in sovrabbondanza. L’intento di questo post non è quello di valutare uno o più singoli modelli di racchette. Sarebbe un’operazione temporanea e non fornirebbe indicazioni di carattere generale che sono quelle che hanno la caratteristica di rimanere nel tempo. L’intento è quello, invece, di fornire chiare indicazioni che consentano di scegliere tra le caratteristiche dei vari modelli e delle varie linee in relazione alla grandezza del piatto corde. Tale informazioni per loro natura possono essere applicate anche ai futuri nuovi modelli di racchette che sono in uscita quasi ogni anno. Le case costruttrici ogni anno vantano materiali rivoluzionari che promettono di migliorare stabilità, potenza e controllo, ma come vedremo le caratteristiche e le qualità delle proporzioni del piatto corde sono rimaste sostanzialmente invariate, soprattutto se si osserva quali sono stati i modelli più vincenti nel passato e negli ultimi anni.

La vecchie racchette di legno con cui molti hanno iniziato a giocare avevano un piatto corde di circa 65 pollici quadrati, nel corso degli anni abbiamo assistito a progressivo aumento delle dimensioni del piatto corde; e il risultato è quello di ritrovare nei negozi piatti corde che vanno da 88 pollici quadrati (il più piccolo attualmente in commercio) ai 110 pollici delle racchette over size.  La tendenza è stata quella di cercare di aumentare la grandezza degli ovali con la conseguenza che racchette con un piatto da 85 o meno non sono più prodotte. Tra 88 e 110 c’è naturalmente una vasta gamma di misure intermedie tra cui spesso è difficile districarsi quando si vuole scegliere per un acquisto. Al fine di avere le idee più chiare è opportuno domandarsi quali siano gli svantaggi e i vantaggi di un piatto grande rispetto a uno più piccolo.

A cosa serve un piatto corde? La funzione principale di un piatto corde è quella di essere il luogo dove viene colpita la pallina da tennis, ma può essere usato all’occasione anche per scolare gli spaghetti. A una prima analisi verrebbe quindi da pensare che più grande è il luogo con cui si colpisce e più sono elevate le probabilità di prendere la pallina. Ma una racchetta non svolge solo la funzione di catturare una pallina, come un semplice retino da farfalle (in questo caso la grandezza sarebbe incontestabilmente un vantaggio). Ci sono almeno altre due funzioni che l’attrezzatura di un tennista deve svolgere in modo che il colpo sia efficacie: precisione nelle direzione e velocità della palla. Ce n’è poi una terza che è la capacità di imprimere la rotazione desiderata alla pallina e anche in relazione a quest’ultimo aspetto il numero delle corde (string pattern) e densità della cordatura hanno la loro influenza. In linea generale il numero delle corde aumenta con l’ingrandirsi del piatto corde per evitare che le maglie siano troppo larghe e la racchetta perda di controllo.

Continua a leggere…

Tipologie di tennisti: ossuti e cartilaginosi. Il sorpasso è vicino?

Lew Hoad

Lew Hoad

Dopo le recenti due sconfitte che la Svizzera ci ha imposto per mano di Roger Federer e Stanislas Wawrinka, attuale numero ventidue del mondo, credo sia opportuno concentrarsi sulle caratteristiche fisiche dei tennisti. Ne emerge salvo qualche rara eccezione, Edberg è una di queste forse, che hanno tutti le ossa del cranio estremamente pronunciate: zigomi sporgenti, fronte accentuata, lineamenti marcati, nasi cartilaginosi.

A parte la tipologia dei super favoriti, ahinoi in estinzione, anche se certe caratteristiche diffuse nel patrimonio genetico potrebbero riapparire sotto altre forme camuffate, perché l’informazione digitale del DNA consente questo e altro, è doveroso a mio parere porre l’accento su coloro che sono i secondi in classifica. Secondi per il momento e solo perché la loro maggiore diffusione tra la popolazione non trova un ampio corredo di vittorie sul campo. I pochi ma buoni per ora li sovrastano anche se con il lento declino e il cambiare delle generazioni il sorpasso potrebbe essere vicino, se non nella qualità almeno nella quantità. La tipologia attualmente seconda, ma con la freccia a sinistra alzata sono i mori ossuti.

Tale categoria è sempre esistita sin dai tempi di Bill Tilden che ne può essere considerato il capostipite. Ne faceva parte Ken Rosewall, è da considerare appartenente al gruppo anche Ilie Nastase, Novak Djokovic è uno di loro, e lo è anche Roger Federer. Rafael Nadal ne è una variante con influenze arabeggianti, sul tipo Monsour Bahrami. Stanislas Wawrinka non si allontana molto dal fenotipo in questione e anche Pete Sampras ne è una variante con radici greche olivastre. C’è anche Del Potro, il quale potrebbe anche essere uno di quei casi particolari in cui più elementi si uniscono per collaborare. Forse sono stati i riflettori, o i raggi di un sole al tramonto. Se ne possono trovare anche altri ma questi credo che siano abbastanza rappresentativi del

Ken Rosewall

Ken Rosewall

fenomeno, nonostante la loro più ampia diffusione non competono con i super favoriti, almeno per ora. Credo si tratti di una evoluzione convergente: gruppi diversi hanno sviluppato soluzioni simili che gli permettono di primeggiare sui campi da tennis. E’ anche una questione relativa alle parti esposte al sole e alla capacità dell’organismo di sintetizzare la vitamina D nelle zone maggiormente esposte che sono guarda caso il viso e le mani, le quali sono libere dagli indumenti anche in inverno.  C’è poi un’altra categoria di cui è assoluto rappresentante Lew Hoad, come si può notare dalla foto, ma al di là dell’associazione fenotipica con altri caratteri (capelli, pelle) per distinguere le potenzialità di un tennista è opportuno soffermarsi sull’ossatura: quella del viso dice molto, mentre quella sul punto sensibile permette molto.

E’ morto Jack Kramer. Un altro che non saprà.

Jack Kramer, la falange

Jack Kramer, a destra (la falange)

Gettò le basi del tennis professionistico, aveva 88 anni. “Ogni ragazzo prende soldi sottobanco”, fu uno dei sui commenti sui tornei che erano per dilettanti solo in apparenza, se si considera dilettantismo il fatto di non essere pagati per svolgere un’attività, anche se ci sono persone non retribuite che svolgono attività migliori di chi è lautamente pagato.

“The amateur game was phony,” Kramer said years later. “Kids were all getting money under the table.” Chicago Tribune

Il ricordo di Cino Marchse su Ubitennis.

Categories: tennis Tag:,

Del Potro sconfigge Roger Federer e finisce il suo dominio allo Us Open, durato cinque anni. Ci vuole una Wilson per sconfiggere una Wilson

15 Settembre 2009 Fabrizio, the wings 1 commento
us open 2009

Us open 2009, premiazione

Niente record di Big Bill Tilden, le sei vittorie consecutive dello statunitense allo Us Open non verranno eguagliate e quindi difficilmente superate. Bill Tilden vinse a New York dal 1920 al 1925 e una settima nel 1929. Del Potro ferma lo svizzero come aveva fatto Nadal a Wimbledon quando era sul punto d’infilare la la sesta vittoria consecutiva e superare Pete Sampras. In terra statunitense la finale, giocata di lunedì, impedisce  Federer di eguagliare il tennista e scrittore Tilden, più tennista che scrittore ad essere obbiettivi. Due i suoi scritti ovviamente sul tennis che potete trovare in rete gratuitamente perché ormai fuori dalla tutela dei diritti d’autore: “The Art of lawn tennis” e “Match play and spin the ball”. L’arte del tennis su erba, in inglese lo travate anche su questo blog, per l’altro credo sia sufficiente un’accurata ricerca in rete.

Un punto decisivo arriva Federer serviva sul 5-4 quando sul 30-30 Del Potro è stato agevolato da una cambio di chiamata dell’arbitro che ha favorito l’argentino. L’intervento era corretto (New York Times), ma si è innescata (successivamente) la solita polemica sul sistema computerizzato per il controllo delle chiamate, a cui Roger Federer è contrario. La palla era stata chiamata larga ma l’argentino ha voluto vederci meglio e l’occhio di falco l’ha valutata in campo. E’ sempre più chiaro perché lo svizzero sia contrario al marchingegno elettronico che fatica molto a farsi condizionare psicologicamente. Nessuno può dirgli: “lei non sa chi sono io”.

Juan Martin a questo punto arriva sul 5-5 e vincerà al tiè break il secondo set, che lo svizzero era stato molto vicino ad accaparrarsi. A volte certi punti rompono un equilibrio spezzano un ordine.

la polemica sulle chiamate di Occhio di Falco si è innescata invece successivamente, lo svizzero si è lasciato scappare un “Don’t tell me to be quiet, O.K.? When I want to talk, I talk.” in direzione dell’arbitro di sedia Jake Garner. Il tutto è nato in relazione al fatto che Del Potro, che non è uno stinco di Santo ha prima discusso su una palla con l’arbitro e solo dopo si è deciso a chiedere l’utilizzo del sistema computerizzato. Roger Federer non ha apprezzato e dirà “No, it’s too late. “I wasn’t even able to challenge after two seconds and he takes 10 seconds every time. Do you have any rules in there?” Già, ci sono regole in merito? Più o meno come quelle delle racchette?

Garner ha gesticolato un po’ con le mani e Federer di rincalzo: “Don’t do that with your hand. Don’t tell me to be quiet.”I don’t give a shit what he said. Don’t fucking tell me the rules.” The Guardian.

Ma il punto importante era quello del secondo set che avrebbe portato lo svizzero condurre due set a zero: il confine incerto tra set point e break point, tra sicurezza e dubbio, tra ansia e tranquillità, navigare in tempesta o tra i marosi. Le onde si sono fatte poi sempre più alte e l’orizzonte sempre più scuro con i trancianti di diritto di Del Potro che spingevano Roger Federer sempre più in profondità, dietro la linea di galleggiamento di fondo campo. Finirà 6-2 al quinto per l’argentino, e poi si le frasi di circostanza si sono sprecate. Ci vuole una Wilson per sconfiggere una Wilson.

Kim Clijsters vince lo Us Open partendo con una wild card e da un gene recessivo

14 Settembre 2009 Fabrizio, the wings 4 commenti

Kim Clijster and Jada Serena Williams aveva detto che da quando era mamma Kim le sembrava più veloce. Dalle immagini sembra in effetti dimagrita e in gran forma fisica, ma quello che può aver fatto la differenza è il gene del vero tennista, recessivo purtroppo se si esclude l’altra tipologia, che a guardare le foto del padre deve avere annidato in un’ansa della sua catena di acido desossiribonucleico. Ma è lì ne sono sicuro pronto a spuntar fuori magari nella figlia Jada, anche se si tratta di uno recessività molto consistente.

“Gli US Open hanno il primo vincitore: Kim Clijsters, Belgio. La tennista dalla storia che ha fatto innamorare gli americani, e non solo. L’ex numero uno del mondo che disse basta al tennis nel 2007, perché voleva una famiglia (non c’era riuscita con Lleyton Hewitt, collega australiano, ha poi trovato un cestista americano, Brian Lynch) e perché stufa della rivalità con Justine Henin, belga sì come lei, ma assolutamente diversa di carattere.”

Paolo Rossi (Repubblica)

Us Open 2009. Roger Federer in finale con Del Potro Martin, naturalmente Wilson. Djokovic ha la colla sulle corde.

Roger Federer range string tension

Roger Federer range string tension

La finale degli Us Open è mezza inedita. La parte inaspettata è l’argentino Juan Martin Del Potro che con un triplo periodico 62 ha dominato un Nadal che è apparso ancora non in condizione. Così la restaurazione è completa. Federer vince con Novak Djokovic 76, 75, 75 e sono sufficienti pochi fotogrammi, è quasi superfluo essere sul campo, per rendersi conto che la palla di Nole non viaggia nonostante i suoi sforzi, le sbracciate, le spinte sulle gambe. Niente, la palla sembra voler uscire sempre con fatica dal suo piatto corde. Si affeziona alla racchetta. Quella di Roger invece va che una meraviglia, appena la si sfiora, è sufficiente direzionarla con un gesto morbido. Tre sono le possibili cause: corde troppo tese; racchetta troppo leggera da quando è passato alla Head, ma soprattutto con un bilanciamento leggermente diverso; oppure Roger Federer ha un peso specifico superiore. Non è da escludere che le tre condizioni sussistano insieme. ma ce n’è anche una quarta potrebbero aver messo l’Attack sulle corde del serbo.

Restaurazione completa: lo svizzero si porta a un passo dall’eguagliare Bill Tilden che a New York vinse sei volte consecutive e sette in assoluto e la Wilson dopo l’interruzione dovuta a quei dannati della Babolat si riprendere anche il secondo finalista. Vedremo cosa riuscirà a fare l’argentino con Federer non proprio impeccabile ma che farà pesare la propria regalità chiedendo balzelli d’autorità che in molti decidono di concedere senza la minima protesta.

Us Open 2009. Serena perde dalla Clijsters per un fallo di piede chiamato sulla seconda di servizio. Poi un penalty point e a casa.

La detentrice del torneo è stata sconfitta dalla belga Kim Clijsters, dopo che un giudice di linea le aveva chiamato un fallo di piede sul 15-40 e 5-6 del secondo set. Si trattava della seconda palla di servizio e quindi di fatto un doppio fallo. Serena discute si arrabbia, offende la giudice di linea e si prende anche un penalty point che chiude la partita.

Qualcuno aveva già scritto di certe cose, ma proprio precise così come sono avvenute, la racchetta da sola non basta, per controllare la turbolenza servono anche altri aiuti.

Il resoconto dell’inviato di Repubblica.

Si scatena Serena, si avvicina alla signora e gliene dice di tutti i colori. La signora abbozza, ascolta, non reagisce. Ma Serena insiste, ed allora non ne può più e va dalla giudice di sedia. Le dice qualcosa che i microfoni non captano, e la giudice di sedia – da regolamento – non può che chiedere l’intervento del supervisor che è quasi costretto ad infliggere il punto di penalizzazione a Serena, e quindi la vittoria alla belga. Anzi, ad ufficializzare il risultato è proprio la Williams che entra nella metà campo della Clijsters per salutarla ed andarsene.

Down 15-30, her first serve is a fault. On her second serve, the linesman calls a foot fault, setting up match point. Then Serena tells the linesman: “I swear to god I’m f***kin going to take this ball and shove it down your f**kin mouth.” Then continues with more profanity-laced threats. Chair umpire calls the linesman and asks her what Serena told her — and then calls the tournament officials. Serena is called to the chair and is heard saying “I didn’t say ‘I was going to kill you’.” (Gasp) Officials talk to her, telling her she was just handed a point penalty for her second violation of tournament code of conduct. Being that it was match point, Kim Clijsters just won. Serena goes over to Kim to shake her hand. John McEnroe later says that ‘you can’t defend the indefensible.’ Sure it was a bad call, but you can’t just shoot off your mouth like that in a public match and not expect some consequences. In the press conference, Serena admitted that she was not aware that she was in danger of getting a point penalty.

Rickey.org. Altro video

Vostro figlio chiamatelo Wilson

Se Serena ha intenzione di dare questo nome a suo figlio forse un motivo ci sarà. Wilson Williams crea anche delle assonanze rotonde con quelle doppie W. Sembrano Woodbridge e Woodford. Che figli di brevetti!

Alla fine, quando lei serviva per restare nel set ci sono riuscita” mi ha detto Serena pochi minuti fa, quando per fare una domanda sulla Pennetta dovevo inserirmi fra dieci domande rivolte sulla sua prosima semifinale contro Kim Clysters (la risposta più carina, per inciso, è stata: “Kim corre più veloce di prima…forse dovrei mettere al mondo un bambino anch’io” _ E come lo chiameresti? _ Lei ci ha pensato un attimo e poi, ridendo ha detto: “Wilson!” più come la racchetta che come Pickett, il cantante “soul” degli anni Settanta). Ubitennis

A New York arrivano gli uragani. La partita di Nadal è sospesa e intanto Federer e Djokovic si riposano

Forse non è il caso di quest’anno ma da quelle parti arrivano anche gli uragani e proprio in questo periodo. Isabel qui sotto, nel 2003, anche se l’occhio ormai non era più visibile arrivò a lambire addirittura i laghi del nord e qualche altostrato si spinse anche in Canada a quanto si può vedere dalla foto.

iabell 2003

Isabel nel 2003

In più il numero di uragani o tempeste tropicali che arrivano fino alla latitudine della grande mela non è così limitato come si potrebbe pensare. C’è una storia meteorologica che ne parla, con il picco che si raggiunge proprio nel mese di settembre. Fuori dal golfo del Messico a largo delle Florida sembra esserci un’autostrada che punta proprio verso nord e che rischia di scontrarsi con fronti freddi che provengono dal nord America e da Canada. L’idea del libro di Stephen King (La tempesta perfetta, da cui è stato poi tratto anche un film) nasce proprio da queste condizioni meteo non rarissime nell’oceano Atlantico di fronte agli Stati Uniti.

La lista degli Uragani classificati che sono passati da New York risale a prima dell’800, anche se classificazioni più attente e scrupolose sono state eseguite solo in seguito. Wikipedia.

hurrucane map

L'atostrada degli Uragani e delle tempeste tropicali (Wikipedia)

Non rimane che aspettare.

John McEnroe confessa! Non sei castano!

10 Settembre 2009 Fabrizio, the wings 1 commento
mcenroe2

John McEnroe e la giusta inclinazione

Ti tradisce quella pelle chiara, e gli occhi. Nonostante tu sia considerato un super moccioso gli occhi ti tradiscono. Ti tradisce qualche riflesso con la luce solare che cade con la giusta inclinazione.

Chi sa, chi ha capito, può procedere sul percorso logico di un’idea fino alle estreme conseguenze. E’ questo lo strano gioco del pensiero e della vita. Aprire vie per nuovi mondi, dove, fino a qualche tempo prima si pensava ci fosse il nulla.

Normanni ed eredi di normanni tutti fuori allo Us open

andy murray

Statistiche del match Murray Cilic

La corazzata Serena Williams sconfigge le speranze dell’Italiana Flavia Pennetta, e le semifinali restano un miraggio per gli italiani. 64, 63, con due set dal punteggio classico, senza extra game, la statunitense approda alla semifinale di casa.

Ma la sorpresa maggiore è l’eliminazione di Andy Murray che è stato sconfitto nettamente 75, 62, 62 dal croato Cilic, che lo ha nettamente sovrastato. Lo scozzese si è abituato troppo a traccheggiare dal fondo: alza palle anche quando non dovrebbe e i vincenti se non si allenano quando poi se ne ha bisogno rischiano di uscire dal campo. Quelli di Cilic invece spiovevano sulle righe con l’aiuto di Bernoulli. A Murray non resta che ripensare un po’ il suo tennis, che se è sufficiente per vincere i primi tre o quattro turni di uno slam in tranquillità, quando invece si imbatte in giocatori che giocano all’attacco da fondo campo mettendo pressione su ogni colpo lascia intravedere crepe pronte a far collassare l’intera struttura della speranza britannica. E’ sufficiente osservare il rapporto tra vincenti ed errori gratuiti dei due giocatori per rendersi conto di come i due giocatori hanno affrontato l’incontro: Marin Cilic all’attacco rischiando, mentre Murray a tenere dal fondo. Anche le discese a rete del croato con diciannove punti su trenta, confronto ai cinque su otto dello scozzese, rendono bene l’idea di come si sono svolte le cose nell’incontro. Andy se vuole conquistare prima poi un titolo dello slam dovrà iniziare a giocare i modo più incisivo considerato che le qualità non gli mancano.

Avanza invece Nadal che dopo aver lasciato il primo set a Gael Monfils (anche lui come Andy forse addirittura sovra dotato, rischia di centrare home run sull’Arthur Ashe) ha messo il pilota automatico chiudendo in 63, 61, 63. Roger Federer intanto si allena dall’altra parte del tabellone: il più forte che c’è lì è Djokovic.

Zvonareva Pennetta i sei match point annullati

John McEnroe e Novak Djokovic show. Us open

Federer vs Hewitt da cambiare canale. Lo svizzero è il tennista più sopravvalutato di tutti i tempi. Isner fa fuori Roddick: in America sono più grossi anche i gatti

8 Settembre 2009 Fabrizio, the wings 1 commento
isner roddick

Isner e Roddick. Tennisti su marte

La partita dell’altro giorno fra Federer Hewitt è stata semplicemente inguardabile e infatti ho subito tolto il collegamento di streaming. Dopo che l’australiano, ex numero uno del  mondo, forse a caso a questo punto,  era riuscito a vincere il primo set è stato tutto uno spreco, un errore, braccia molli, recuperi subiti da  40 a 0, condizioni che hanno permesso forse al tennista più sopravvalutato di sempre di portare a casa una vittoria anche in condizioni non di ottima forma. Se avesse avuto di fronte un Safin in forma, che lo batteva anche quando era in condizione ottimale tre o quattro anni fa, a quest’ora avrebbe già fatto le valige per tornarsene tra i pascoli svizzeri, all’alpeggio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta sul 65 Federer, 15 pari, nel terzo set, quando l’australiano dopo una risposta nei piedi, che aveva costretto lo svizzero ad accorciare aveva sciaguattato mestamente in rete un rovescio bimane che sembrava una palla dal cesto di un maestro, per altro, anche se fosse passato, era stato colpito troppo centralmente. Partita finita e non solo per me che ho smesso di guardarla. A Sampras una situazione come quella che ha davanti Roger non era mai capitata: aveva sempre qualcuno pronto a cacciarlo fuori dai tabelloni senza serbare troppo rispetto, che si chiamasse Agassi, Kraijcek, Rios, Berastegui, Curier o Rafter.

Andy Roddick, invece è stato eliminato dal connazionale Isner, che, dall’alto dei suoi due metri e sei centimetri, dopo cinque set, gli ha ricordato che probabilmente è un ormai un tennista di un’altra generazione. Occorre mangiare più bistecche e Andy non è proprio uno smilzo. La tendenza ormai è questa, e ora sì che si può pensare di alzare anche la rete di qualche centimetro, considerato che questi tennisti continuano a crescere in modo quasi smisurato. Ormai un metro e ottanta, che era la media di quindici o venti  anni fa è una statura da nani, a momenti. Forse sono gli spazi, le frontiere, le montagne rocciose, le grandi pianure. Negli Stati Uniti è tutto più grande, compresa letteratura, ambizioni, pensieri e gatti. Che fare? Iniziare ad allargare i campi?

Flavia Pennetta annulla sei match point alla Zvonareva e si qualifica per i quarti allo Us Open

Dipende tutto dal fatto che è brindisina e dal tipo del post precedente. Dal fatto che gioca con una Wilson? Può essere. Al prossimo turno incontrerà Serena che sembra in forma. Certo è un peso massimo, ma staremo a vedere, infatti come sostiene Rino Tommasi “sono ancora zero a zero”. Punteggio: 36-76-60.  Sotto l’intervista di Ubaldo e gli articoli.

Ubitennis, Scanagatta.

Nessun rimpianto

Rino Tommasi e Ubaldo: commenti (audio).

Boris Becker confessa! Non sei biondo!

Boris Becker 1

Ecco come c’è riuscito…ecco come riusciremo

Ma forse è quella la burla, ai danni dell’uno e dell’altro e ridere è un enigma che li comprende entrambi. Guardate me, che vado dappertutto! Insomma, sono una specie di Colombo di chi ci sta intorno e sono convinto che sia possibile raggiungerli in questa immediata terra incognita che si stende per ogni dove. Posso anche far fiasco, in questo tentativo. Anche Colombo pensò di aver fatto fiasco, probabilmente, quando lo mandarono indietro in catene. Il che non provò che l’ America non esisteva.

Saul Bellow

Andy Murray prossimo a firmare con Adidas che insieme alla Nike si spartirà i primi quattro del mondo e l’intero globo

Il primo slam di Sampras con la tacchini

Il primo slam di Sampras con la tacchini

C’è poca speranza per le piccole marche, tento meno per le piccole e medie aziende, e nemmeno quelle più grandi sembrano essere messe bene difronte ai colossi. Gli archetipi della multinazionale stringono il cerchio sui primi quattro del mondo e sulla gestione (spartizione) dei mercati dell’ellissoide su cui si colpiscono palline da tennis. Il mondo per essere più chiari.

Era andata male anche a Sergio Tacchini che scoprì e sponsorizzò i primi anni di Pete Sampras, che con la T del logo dell’azienda di abbigliamento italiana conquistò il suo primo titolo major allo Us Open: correva l’anno 1990. La Nike non aspettò molto per prendere sotto la propria ala sponsorizzatrice una delle promesse più promettenti di quegli anni, e le promesse furono mantenute tutte con gli interessi. Alla casa italiana resta il merito di aver intuito le capacità di uno dei più grandi tennisti di sempre, ma si dovette rassegnare a sponsorizzare tenniste di livello inferiore.

bye bye Fred Perry

bye bye Fred Perry

Non sembra che la situazione sia cambiata. Ancora oggi un grande del tennis del passato, forse un po’ di più di Tacchini considerato che ha vinto tutti e quattro i major, anche lui fondatore di una casa di abbigliamento (Fred Perry) dovrà rassegnarsi a cedere la punta di diamante su cui puntava. Andy Murray infatti sarebbe prossimo a firmare un contratto con l’Adidas che lo porterebbe ad affiancare il numero quattro del mondo Novak Djokovic. I primi quattro giocatori sarebbero così divisi equamente tra Nike e Adidas: Federer a Nadal alla Nike e Murray e Nole all’Adidas.  Ormai le due multinazionali hanno il monopolio dei giocatori e delle giocatrice. Permangono, è vero, una serie di giocatori non allineati ai due blocchi ma le sfere d’influenza si stanno allargando sempre di più e il muro sarà difficile da far crollare.

Now, it is clear, Murray is moving on and into the same line that clothes David Beckham, 19’s global sporting phenomenon, and which secures the firm foothold adidas has in the tennis brand market. With Murray joining the stable that houses Novak Djokovic — the 2008 Australian Open champion and world No 4 — they are able to compete for exposure with Nike, which attires Roger Federer and Rafael Nadal.

Times on line

Flavia e Francesca volano negli ottavi a New York

Wickmaier

Yanina Wickmayer, prossima avversaria di Sara Errani

La pennetta liquida la Wozniak 61 61 e sembra giocare un tennis facile oltre che bello, per richiamare il titolo di un ormai datato, ma non sorpassato libro di Gianni Clerici. Dalla diretta in streaming i suoi colpi sembravano uscire incisivi con un gesto sciolto e per nulla irrigidito né dalla tensione nè dalla necessità di imprimere alla sfera gialla nessuna energia supplementare per conquistare i punti. I due sets sono quindi scivolati via tranquillamente e l’unico sussulto, rientrato immediatamente con il seguente contro break, c’è stato quando Aleksandra Wozsniak all’inizio della seconda partita aveva strappato il servizio all’avversario. Qui, per chi come me, è abituato alle troppe delusioni italiche ha temuto che Flavia potesse avere un calo di tensione nervosa capace di provocare una di quelle crisi momentanee che nel tennis rischiano di far vacillare molte sicurezze. Ma per fortuna non è stato così, e la brindisina ha inanellato un parziale di di sei giochi a zero con il quale si è qualificata per gli ottavi.

Francesca Schiavone seguendo le orme della collega , dopo aver perso il primo set per 64, ha lasciato solo due giochi in più alla Azarenka, vincedo con un periodico leggermente più alto: 62 62. Francesca nel 2003 arrivò nei quarti di finale dello Us Open femminile.

Oggi scenderà in campo Sara Errani che incontrerà la belga Yanina Wickmayer, intanto sono due le italiane negli ottavi di finale. Si dice che la belga sia un tipino nervosetto. Se non ci credete leggete qui.

Bene le italiane allo Us open si qualifica anche le Errani e alle 17 Pennetta Vs Wozniak

Pianeta Tennis – US OPEN F – Alle 17 c’è Pennetta Vs Wozniak seguila su PianetaTennis.

Al link sopra troverete i collegamenti per lo streaming. Intanto assaporiamo la bella prova delle italiane che in tre sono arrivate la terzo turno. Infatti la Sara Errani si è aggiunta alla Schiavone e alla numero dieci del mondo Falvia Pennetta, che nel pomeriggio ha una partita alla sua portate per come ha dimostrato di saper giocare a tennis negli ultimi mesi anche al cospetto di avversarie più quotate.

Le impressioni di Nadal dopo la vittoria con Gasquet

Rafael Nadal from the US Open – Times Online – WBLG: Feeling great after Gasquet victory, maybe I’ll go to see Mamma Mia …again.

Ritorna a tenere il blog sul Times on line Rafa Nadal, l’uomo che ha salvato il tennis dalla piatta monotonia federeriana che rischiava di imporsi come dominazione assoluta. Scrive che si sente bene e che i tornei di Cincinnati e Montreal lo hanno aiutato a riprendere il ritmo delle competizioni da cui era stato assente per due mesi.

via Times on line

Hello everyone,

Back again on this blog and very happy with the way I played my first round here in NY. It as a tricky match before it started since we both were coming from a period with out big competition.

I did play Montreal and Cincinnati which are important tournaments and so I had a bit more rhythm. But still this was the first round match and Richard I am sure was also expecting to play after those horrible 3 months he’s passed. So I have to say I felt great and at a very good level.

Tomorrow I will practice in the morning at 11.30 am and that will allow me to have the whole afternoon free. I might do some shopping here in the city or I might go again to the Mamma Mia musical. I’ll see after the practice and decide.

Hope you enjoy also the answers. You are getting very sharp and into detail with them!!!

Rafa

Us Open 2009 in streaming. Ecco i links

Si trovano sul sito pianeta tennis. La qualità non è male e le partite si seguono abbastanza bene, nonostante la pallina sia simile a un capocchia di spillo . Qualche ora fa Greul si è suicidato con Federer smettendo praticamente di giocare sul 4-1 del terzo set e sprecando due set point nel secondo.

Comunque per lo streaming andate al link sottostante e scegliete il tennis femminile o quello maschile.

http://www.pianetatennis.com/?action=read&idnotizia=2231

Si ringrazia Tilden

Pagliuzze e travi. Nessun Twitter agli us Open

L’uso di Twitter è stato consigliato per lo Us Open, anzi sembra proprio essere molto gradito, perché potrebbe influenzare le scommesse. Giocatori, allenatori, e membri dello staff farebbero bene a stare alla larga dal social network dei cinguettii, soprattutto se avessero intenzione di postare qualcosa al riguardo delle proprie condizioni.

“Mi sono alzato con un ma di schiena e pensare che il mio avversario è dato diciotto a uno”;

“Stamani ho ancora i postumi della sbronza di ieri”.

Questo tipo di commenti, insieme ad altri, è considerato “sensibile”, anche se fatto in modo anonimo si potrebbero lasciare indicazioni per risalire al giocatore e alla partita. Ora che il tennis ha risolto questi ingombranti problemi siamo tutti più tranquilli.

Tra i giocatori Roddick ha avuto da ridire.

Mi sembra fuori luogo che la Federazione cerchi di regolare la nostra vita sociale on-line», ha commentato lo sportivo in un post. «Capisco il divieto di usare Twitter una volta che si è sul campo, ma non sono sicuro che possano dirci cosa dobbiamo fare nel nostro tempo libero», ha continuato, dimostrando così la propria fedeltà a fan e amici del network.

Via Pianeta tennis

Federer naturalmente vince. Gli italiani sempre al palo, meglio le italiane

1 Settembre 2009 Fabrizio, the wings 1 commento
Us open 2009, cerimonia d'apertura

Us open 2009, cerimonia d'apertura

Lo svizzero si libera della pratica David Britton con un 61 63 75, ma l’americano è da tenere d’occhio. Seppi e Bolelli invece escono subito al primo turno dimostrando che lo Slam americano è indigesto agli italiani. Flavia Pennetta invece dichiara di sentire l’emozione ma passa al secondo turno. Vince anche la schiavone. avanti anche Roddick e Venus. Oggi Murray Gulbis e Nadal.

Pianeta Tennis – US OPEN – Esordio soft per Federer – Tabellone femminile: Serena e Clijsters ok

Per Britton, terzo giocatore della storia a conquistare il titolo NCAA al primo anno presso l’Università del Mississipi, è stato comunque un pomeriggio da ricordare. Ha giocato nell’imponente Arthur Ahe Stadium, in pratica il sogno di ogni giocatore a stelle e strisce.

Pianeta Tennis – PENNETTA: “Sento la pressione, soddisfatta però dell’esordio”

La ventisettenne brindisina, che nel 2008 ha raggiunto i quarti di finale a New York (quest’anno è nell’ottavo della russa Vera Zvonareva, testa di serie numero 7), al secondo turno troverà l’indiana Sania Mirza.