Forse è meglio il nuoto

Non che abbia qualcosa contro Fabio Fognini, ma paragonati i risultati degli italiani in varie discipline l’augurio viene spontaneo. Avere tutti i dati per poter scegliere è un diritto di tutti.

E’ stato eliminato Fabio Fognini testa di serie numero 8 del torneo 250 di Vienna. Aveva difronte il belga Xavier Malisse, giocatore sicuramente dotato di talento ma alla portata dell’italiano che però ha combattuto assiduamente solo per il primo set che è riuscito a vincere al tie break per sette punti a tre. La seconda parte della gara ha segnato un calo da parte dell’italiano che ha incassato un periodico 63 senza riuscire a impensierire troppo Malisse. 67(3) 63, 63 il finale della partita dopo due ore di gioco. Il veterano Malisse incontrerà il vincente tra Jo Wilfired Tosonga e Jarkko Nieminen.

via ATP Vienna: eliminati Fabio Fognini e Stepanek – Pianeta Tennis.

Andy Murray trionfa a Shanghai ed è numero tre del mondo

Murray vince il torneo di Shanghai 2011

Pubblicato su Pianeta Tennis.com

Da domani Andy Murray sarà il nuovo numero tre del mondo. Con una stagione tennistica dalle parti dell’Asia che ha sfruttato la fine della stagione e gli acciacchi degli altri competitori ha scalzato dal podio lo svizzero Roger Federer che non era mai uscito dai primi tre dal lontano 2003. Sono passati quasi dieci anni. A pensarci bene la constatazione lascia perplessi. Aveva vinto anche lo scorso anno lo scozzese proprio contro Roger Federer che quest’anno era assente a causa di alcuni problemi fisici che cerca di risolvere per il Master di Londra e sopratutto per la prima prova del Grande Slam a gennaio. Il risultato finale è stato 75, 64 a favore di Andy che ha avuto un torneo relativamente facile. Lo scozzese dalla metà di agosto ha perso solo una partita delle 26 disputate, non sarà il record di McEnroe nemmeno quello di Djokovic ma è un discreto parziale.

“il mio obiettivo per i mesi successivi allo Us Open era quello di riuscire ad arrivare più in alto possibile in classifica e vincere più partite possibile”, ha dichiarato Murray. “Si tratta di una buona partenza, ma non sono sicuro di finire la stagione la numero 3. Dovrò ancora vincere altre partite. Se termini l’anno davanti a Federer è un buon risultato perché non ci sono stati molti giocatori in grado di riuscirci negli ultimi cinque, sei o sette anni. Ovviamente sarebbe una soddisfazione per me”.

Lo scozzese è arrivato a Shanghai con i titoli di Bangkok e Tokio, dove ha sconfitto Nadal, e, in precedenza, un semifinale persa contro Nadal allo Us Open. Ancora prima vanta la vittoria a Cincnnati ottenuta su Novak Djokovic. Murray sembra perciò in grado di competere e vincere contro i migliori nelle prove due su tre, ma risente ancora di qualche difficoltà nell’affrontare i favoriti nelle prove del Grande Slam, nelle quali quest’anno è sempre stato sconfitto in semifinale o in finale: da Djokovic in finale in Australia e poi in semifinale sempre da Nadal a Parigi, Wimbledon e New York. E’ stato forse il miglior anno per lo scozzese anche se i risultati sono passati un po’ in sordina a causa dell’annata eccezionale di Novak Djokovic e della consueta zampata di Nadal al Roland Garros.

“Sono molto contento ma devo rimanere concertato”, ha dichiarato Murray su Facebook. “Non è facile spiegare. Si potrebbe pensare che più partite vinci e meno pressione senti. Colpivo bene la palla, ma c’è un po’ di tensione quando vuoi continuare a vincere. Sono veramente contento di essere riuscito a vincere perché è sempre molto difficile giocare contro Ferrer”.

“L’unica tattica è quella di continuare a vincere partite, come oggi. Non ho giocato il mio tennis migliore ma sono riuscito a servire bene quando ne avevo bisogno. Ho rincorso ogni palla e ho lottato su ogni singolo punto. Questo è quello che è necessario fare se si desidera continuare a vincere il più a lungo possibile. Questa settimana tutto è stato soddisfacente. Non sento necessariamente di aver giocato un tennis eccezionale penso solo di aver compiuto le scelte giuste, rendendo il gioco difficile ai miei avversari e sono riuscito a vincere un torneo di questa importanza.”

Con la vittoria di Shanghai Murray ha conquistato il quinto successo stagionale. Per vedere se riuscirà a mantenere il terzo posto non rimane che aspettare gli ultimi mesi dell’anno.

Fonte Atp.

E’ l’oriente il futuro del tennis mondiale

Che poi a me Nishikori resta anche simpatico. Il fatto è che potrebbe passare anche tre vite su un campo da tennis ma certe cose non riuscirebbe a farle, e non è un problema di impegno e nemmeno di capacità, o di merito (triste volontà di farsi più belli) è proprio una realtà da cui non si può prescindere. Così Andy Murray è in finale a Shanghai e cercherà, in questo ultimo scorcio di stagione, di superare Roger Federer e arrivare a occupare la posizione numero tre del mondo. E’ vero che stenta un po’ nei tornei dello slam, ma a me sembra leggermente emotivo, come bravehearth, con tutta l’Inghilterra che si aspetta qualcosa. Comunque siamo pazienti al di là dei titoli sensazionali. Gli orientali, in fondo, sono sempre stati pochi anche nello sci alpino, fatta salva qualche eccezione. Che sia un problema di fisico e non di testa? Ammesso che riusciamo a trovare una definizione condivisibile per “testa”.

Oriente alla riscossa

Esce il rosso a Cincinnati

Tabelloni facili

Andy Murray

Era anche l’ora. Andy Murray vince il torneo di Cincinnati su Novak Djokovic. Tanto scricchiolò che si ruppe.

Finisce la seconda striscia vincente del serbo Novak Djokovic. La seconda sconfitta stagionale dopo quella subita da Roger Federer è avvenuta per mano di Andy Murray che vince il suo secondo torneo dell’anno ed il settimo Master 1000 in otto finali raggiunte.

Parte bene lo scozzese nella finale di Cincinnati, si porta subito avanti di un break su Djokovic, che invece ha avuto un inizio titubante nei primi giochi, soprattutto negli scambi dal fondo campo che rappresentano il suo punto di forza. Riprenderà ritmo solamente sul tre a due per Murray quando riuscirà a ottenere il controbreak dopo un punto in cui la chiamata del falco ha trasformato un ace in un errore, con lo scozzese costretto a servire la seconda palla. Sarà uno scambio durissimo quello che consegnerà a Murray il secondo break del primo set. Andy così si riprende il vantaggio che aveva perso pochi minuti prima. Nel gioco successivo quello che è sembrato un lieve calo di Djokovic nella mobilità da fondo campo farà scivolare via il punteggio a favore dello scozzese che era al servizio.

In quella che è stata una partita condizionata dal caldo e dall’umidità Murray riesce a portarsi a due punti dal set sul servizio Nole e con il punteggio di 53 in suo favore. Non chiuderà il set subito. Ma lo scozzese non si farà sfuggire l’occasione di vincere il set nel game successivo con il punteggio di 64. Nole ha annullato due set point in modo pregevole con due palle corte ma poi ha commesso un errore con il dritto, colpo che in questo primo set lo ha tradito più volte.

Djokovic è sembrato assolutamente non all’apice della propria condizione fisica e i suoi numerosi errori sono stati commessi a causa della mobilità che non era al meglio, soprattutto lateralmente. Alla fine del set, a conferma di queste impressioni, il serbo ha chiamato il fisioterapista, anche a causa di un fastidio alla spalla destra.

Dall’altra parte a Murray non è stato necessario giocare a un livello eccessivamente alto per chiudere il primo set. A parte il problema (probabilmente una contrattura) alla spalla la differenza tra i due giocatori si è notata nella rapidità e nella rapidità degli spostamenti, con Andy che aveva meno difficoltà a tenere, anche il recupero, scambi molto prolungati.

Nel secondo set il serbo appare poco convinto delle proprie possibilità e subisce subito un break in apertura. Sarà dopo il secondo break subito che Novak Djokovic si ritirerà sul tre a zero per Andy Murray.

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Andy Murray primo finalista a Cincinnati

Andy Murray in finale a Cinicinnati

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La prima semifinale si è risolta in favore dello scozzese Andy Murray che però ha dovuto faticare non poco per avere la meglio sull’americano Mardy Fish. Nel primo set allo scozzese è bastato un primo break iniziale per vincere il primo set, ma sarà la seconda partita quella più faticosa per entrambi giocatori.

Lo statunitense ha avuto sin dall’inizio difficoltà a tenere i propri turni di servizio. Ha subìto la pressione di Andy che nonostante il caldo dell’Ohio è sembrato in buona condizione. Con Murray che si è portato 52 con un break Fish ha tenuto con facilità il servizio per rimanere nel set e nel game successivo è salito 30 pari sul servizio dell’avversario, finendo per procurarsi una palla del controbreak dopo un dritto che ha colpito nastro e riga. Ma è proprio sulla palla break che Andy gioca una palla corta che sfiora anche questa il nastro per il 40 pari. Nel momento più delicato il servizio non tradisce lo scozzese, che con un ace si procura una palla per il set. In questa occasione è stato aggressivo Fish che spingendo bene sul rovescio bimane di Andy lo costringe all’errore. Lo stesso schema di accelerazioni sul rovescio portano lo statunitense a conquistarsi una nuova palla per il controbreak, ma rimarrà corto con una volèe di dritto dopo un attacco in “contro tempo”. Dopo una terza alla break annullata non perderà la successiva occasione lo scozzese e chiuderà il primo set per 63. La prima partita è stata decisa da un solo break e Mardy Fish non è riuscito a sfruttare le tre possibilità sul 53 per riequilibrare il numero dei servizi strappati con lo scozzese e rimanere in partita. Lo statunitense all’inizio del set ha iniziato con un gioco troppo falloso che gli è costato il primo set del torneo. Continua a leggere

US Open 2011: il destino dei veti incrociati alla vigilia delle semifinali a Cincinnati

Us Open 2011

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Le semifinali che si giocheranno oggi a Cincinnati daranno qualche indicazione su coloro che saranno i favoriti in vista dell’ultimo torneo dello slam, che inizierà lunedì 29 agosto. Nelle ultime due settimane tra i primi quattro favoriti l’unico che ha evidenziato un’ impeccabile costanza di rendimento è Novak Djokovic. La scorsa settimana aveva sconfitto Mardy Fish in finale e nell’Ohio ha continuato a giocare in fiducia e ha raggiunto per ora la semifinale. L’incontro di oggi con Berdych dirà qualcosa in più sulla sua forma. Il ceco contro Roger Federer ha messo in mostra una fluidità e una velocità dei colpi piatti da fondo campo con cui è riuscito, molto spesso, a tenere lo svizzero lontano dalla palla. Novak invece nel quarto di finale con Monfils ha fatto intravedere, seppur in modo relativo, alcune debolezze. Sui passanti anzitutto: spesso alti e facile preda di chi riesce a prendere la rete come è accaduto al francese. Si tratta di un suggerimento duplice sia per chi dovrà affrontare il serbo sia per Nole stesso, che in vista dello US Open potrà dedicare qualche allenamento specifico ai colpi passanti. Dall’altro lato gli avversari potranno studiare come poter chiudere i punti cercando di rompere il ritmo da fondo campo di Djokovic. La forma fisica muta, e non è possibile mantenerla sempre all’apice. Così è naturale che quella del serbo dovrà avere un calo, e anche se dovesse dimostrarsi lieve i suoi avversari dovranno essere in grado di coglierlo e approfittarne.

Tomas Berdych ha giocato un ottima partita contro Roger Federer: un invidiabile timing sulla palla, sia di diritto che di rovescio e una puntuale copertura del campo hanno messo lo svizzero in condizioni di resa. Continua a leggere

A tutti è sembrato fortissimo

Esaltare Roger Federer sembra ormai diventato uno sport giornalistico molto particolare. Non che il campione svizzero non lo meriti ma la prestazione negli sport dipende anche dall’avversario. Ora con Del Potro ieri sera a me è sembrato l’argentino un po’ arrugginito nel giocare situazioni di gioco delicate. Poi sì, vero, Federer ha concesso solo una palla break, oppure Delpo se ne è conquistata una sola. Ora prima di sbilanciarmi sulla forma dello svizzero aspetterei qualche altra partita, per evitare di vederlo in difficoltà subito dopo che è stato esaltato. Non sarebbe la prima volta.

Classifiche ATP. Rivoluzione Rossa? Crolla Bolelli.

Simone Bolelli perde 22 posizioni nel ranking atp

Articolo pubblicato su Pianeta Tennis.

Con la vittoria al torneo Master 1000 di Roma il serbo Novak Djokovic si avvicina pericolosamente alla posizione numero uno della classifica, insidiando lo spagnolo Rafael Nadal, il quale è riuscito a vincere solamente il torneo di Montecarlo l’unico dove era assente Novak. La distanza tra i due è di soli 405 punti e Nadal dovrà difendere prossimamente la vittoria del Roland Garros, mentre Nole era uscito nei quarti di finale contro l’austriaco Jurgen Melzer. C’è quindi al vertice la possibilità di un cambiamento che sarebbe da considerare rivoluzionario soprattutto perché Nadal è attualmente ancora considerato il re della terra rossa. Per rivoluzione rossa ci sarebbe anche da intendere la presenza della Stosur in finale e Murray in semi che è riuscito ad arrivre vicino alla vittoria con Djokovic. Lo  scozzese è stato l’unico che è arrivato a due punti dalla partita, ma più che rivoluzione in questo caso si tratta di una restaurazione, anzi di una conferma. Le restaurazioni prevedono la presenza di un cambiamento che non c’è stato, in questo caso, basti ricordare Laver e Budge su tutti.

Rimangono invece sostanzialmente stabili le altre posizioni con David Ferrer che scende dalla numero sei al numero sette e con Mardy Fish che entra nei 10 con 2395 punti. Sale Berdych. Guadagna una posizione anche Andy Roddick nonostante le ultime prestazioni non siano state proprio esaltanti.

Per quanto riguarda gli italiani Potito Starace ha guadagnato due posizioni e rimane sempre il primo tra i tennisti della penisola. Rimane stabile nella posizione numero 48 Fabio Fognini, mentre Andreas Seppi ne perde una. Compie invece un discreto passo in avanti Filippo Volandri che nella stagione dove si gioca sulla superficie a lui favorita riesce a guadagnare cinque posizioni per salire alla numero 74.

Fuori dai primi 100 c’è da sottolineare il crollo di Simone Bolelli che perde addirittura 22 posizioni e il salto in avanti notevole di Paolo Lorenzi, autore di ottime prestazioni a Roma, dove ha sconfitto Bellucci e giocato un ottimo primo set e discretamente buona parte del secondo contro il numero uno Rafael Nadal. Il crollo di Bolelli perdura ormai da alcuni mesi e dispiace anche se dall’italiano per ragioni indipendenti dal merito non c’era da aspettarsi una continuità eccesiva nei risultati. A mio giudizio per le stesse ragioni per cui Murray è arrivato a due punti dal match con Djokovic. Sono le stesse spiegazioni che riguardano Gasquet.

C’è inoltre da segnalare l’ascesa di quattro posizioni di Vagnozzi Simone che sale al numero 168, e la discesa di cinque posizioni di Matteo Viola che invece scende cinque gradini fino alla posizione numero 193.

Primi 11 Atp.

1 Nadal, Rafael (ESP) 12,070 0

2 Djokovic, Novak (SRB) 11,665 0

3 Federer, Roger (SUI) 8,390 0

4 Murray, Andy (GBR) 6,085 0

5 Soderling, Robin (SWE) 5,435 0

6 Berdych, Tomas (CZE) 4,21 5 1

7 Ferrer, David (ESP) 4,060 -1

8 Melzer, Jurgen (AUT) 2,850 0

9 Monfils, Gael (FRA) 2,465 0

10 Fish, Mardy (USA) 2,395 1

11 Roddick, Andy (USA) 2,290 1

Italiani.

42 Starace, Potito (ITA) 1,060 2

48 Fognini, Fabio (ITA) 960 0

51 Seppi, Andreas (ITA) 930 -1

74 Volandri, Filippo (ITA) 685 5

129 Bolelli, Simone (ITA) 451 -22

131 Lorenzi, Paolo (ITA) 447 17

143 Cipolla, Flavio (ITA) 416 -9

151 Di Mauro, Alessio (ITA) 385 0

168 Vagnozzi, Simone (ITA) 336 4

193 Viola, Matteo (ITA) 274 -5

Head. Vincenti e campioni (4). Djokovic vince a Roma

Novak Djokovic vince il Master 1000 di Roma 2011

Djokovic sconfigge Nadal 6-4, 6-4 nelle finale del Master 1000 di Roma del 2011. Dialogo immaginario tra ingegneri Head.

“Che le dicevo bisogna avere fiducia. F i d u c i a.”

“Bene, è andata bene anche questa volta. Devo dire meglio di quello che avrei sperato.”

“E’ stata sua l’idea. Pensa che abbiamo creato un mostro?”

“Beh! Mostro no, ma la realtà supera la fantasia.”

“Questi scrittori…meglio dell’antimateria.”

“Almeno la materia non si dissolve, anzi…?”

“Comunque sia. Godiamoci i successi. Quanto è che vinciamo?”

“Non abbiamo mai perso da inizio anno.”

“Bene! Era ora che aumentassimo un po’ il fatturato.”

“Ora c’è il Roland Garros.”

“Dico che prima o poi dovrà perdere, ma speriamo che accada il più tardi possibile.”

“Speriamo.”

“Preghiamo.”

“No stavolta leggiamo.”

“L’avessimo fatto prima…”

Intervento per radio Manà Manà sul Master 1000 di Roma

Commento sugli Internazionali d’Italia di Venerdì 13 maggio 2011 per radio Manà Manà, in cui si è parlato di Federer Shaprapova e nel finale del Romanzo.

Roma Master 1000. Dal 2008 sempre Totti & Federer

Controllo, controllo serve controllo. Sopratutto auto controllo. E’ dal 2008 che al Foro ci propinano per nuovo l’incontro di Totti con Federer.
Beccatevi il link del 2008, con magliette regalate e per chi fosse superstizioso (non è il mio caso ma a volte ci si mettono di impegno) dichiarazioni di Federer: “mi auguro che possa vedermi vincere qui”. Bene bravi i campioncini, prepariamoci al siparietto del prossimo anno, perché le ultime frasi di Federer lo suggeriscono. Ho sbagliato il titolo è dal 2007 che si danno appuntamento a Roma.

Roma Master 1000 – Federer non cambia idea

Federer dopo la sconfitta di oggi a Roma con Richard Gasquet dichiara che l’accaduto non cambia i suoi piani, che probabilmente sono quelli di prendere un gelato nella gelateria nelle vicinanze del Roland Garros. 4-6, 7-6(2), 7-6(4) per il francese.

Roma master 1000. A passeggio senza accredito

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rooma master 1000

Campi periferici del Foro Italico

Non sono abbastanza conosciuto, questo è il problema, di conseguenza non posso nemmeno lamentarmi del fatto che non ho l’accredito. Di questo passo, mi rincresce per i miei quattro o cinque lettori, ma non potrò mai coprire l’incommensurabile cifra di 200 slam. Non sono sono nemmeno riuscito a entrare nel nuovo campo centrale, ho acquistato da un bagarino un biglietto per 22 euro che mi consentiva l’accesso solo sul Pietrangeli (lui sì che qualche slam lo ha fatto).

Ma andiamo per ordine. Parto alle 8 e 20 del mattino. Da dove mi trovo riesco a raggiungere la capitale in meno di un paio di ore. Il problema vero è la capitale. Infatti sul grande raccordo anulare mi accorgo che i lavori iniziati nel 2007 non sono ancora finiti. Salaria in tutti i sensi con cui si può interpretare il vocabolo. Sbaglio regolarmente uscita: prendo la 8 invece della 7 che mi consentirebbe di essere più diretto (come sempre del resto). File, code e semafori e finalmente i cartelli rigorosamente coperti dalle fronde primaverili di qualche albero, ma li vedo e seguo le indicazioni. La strada a questo punto è conosciuta.

Trovo parcheggio nelle vicinanze di quella struttura ministeriale ingombrante quanto il suo passato. Decido di camminare e in dieci minuti sono davanti alla biglietteria. Ho l’impressione che la fila sia poca per un evento in cui giocano uomini e donne nella stessa settimana. Qui trovo il bagarino che mi salva dall’attesa che peraltro non sarebbe stata eccessivamente lunga. Sono all’interno. Continua a leggere

Starace elimina Dolgopolov a Roma

Potito Starace

A sorpresa l’italiano Potito Starace elimina l’ucraino Aleksandr Dolgopolov che si era distinto allo Australian Open del gennaio scorso per una serie di vittorie. Ottima la strategia di Potito consueto a discreti match a Roma, e che ha sfruttato a suo vantaggio la superficie che rendeva meno efficaci i colpi dell’ucraino (63, 63). Definitivamente il tennis non è lo sport del diavolo, è solo che Dolgopolov è un po’ mingherlino, anche rispetto a Starace.

Quasi una lezione di come si gioca su terra battuta quella che Potito Starace ha dato stasera al n°20 del mondo l’ucraino Aleksandr Dolgopolov. Potito fisicamente in gran forma ha messo in mostra il repertorio dei giorni migliori, servizio in kick alto due metri, palle corte millimetriche ed una tenuta da fondo campo senza uguali. A Starace é bastato resistere ai missili che ogni tanto Dolgopolov lasciava partire sia di dritto che di rovescio, ma che sulla terra battuta non avevano lo stesso efetto che sul cemento australiano.

Fonte Pianeta Tennis (continua)

A Nole giocategli sul dritto

Il rovescio di Novak Djokovic

Novak Djokovic mette nel proprio curriculum il torneo di Madrid e stavolta ne fa le spese il super favorito Rafael Nadal, sconfitto 7-5, 6-4. Il serbo dichiara a tutti gli appassionati, agli avversari e agli addetti ai lavori che è in grado di vincere su tutte le superfici. E’ vero che il torneo di Madrid è un po’ in altura circa 600 metri sul livello del mare e si sa i record si conquistano soprattutto sopra il livello del mare. Ma quello che ha impressionato maggiormente di Novak è stata la disinvoltura di gioco. Accelera e rallenta con entrambi i colpi in totale disinvoltura, alza le traiettorie sempre nei momenti opportuni. Riesce a scegliere e decidere, senza che nessun dubbio lo assalga, quando è inopportuno giocare un vincente perché fuori equilibrio o portato all’estremità del campo. Con la stessa sicurezza gioca colpi bassi sulla linea della rete e ficcanti sia di rovescio che di dritto. La Head deve aver fatto proprio un buon lavoro per riuscire a mettere in condizione Djokovic di giocare con una gestualità che sembra essere inseparabile dal pensiero che precede l’azione. È indubbiamente bello vederlo colpire con la tranquillità di chi ha acquisito una padronanza che gli permette di gestire le competizioni sapendo di poter alzare il livello di gioco nei momenti decisivi. Sembra che il suo gioco sia inscindibile in singole parti, appare un’unità, anche se è stato costruito pazientemente lavorando su ogni singolo colpo, a partire dal servizio che negli anni scorsi era sempre stato poco efficace. Leggi su Pianeta Tennis.

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Andy Murray vuole vincere il Roland Garros

Andy Murray sui campi di Parigi

Andy Murray ha dichiarato di essere convinto di poter riuscire a vincere il primo titolo del Grande Slam a Parigi in occasione del Roland Garros 2011. Si sente in piena confidenza con i suoi mezzi dopo la ritrovata forma a Montecarlo (finale con Nadal) e dopo aver passato due mesi di opaca forma agonistica dopo la sconfitta in finale allo Australian Open. Malgrado la terra non sia da considerare la superficie favorita dallo scozzese Andy si dice convinto di potere scendere sui campi parigini in piena confidenza con il suo tennis e in ottima forma.

“Mi sento molto bene”, ha dichiarato Murray a ESPN prima dell’incontro con Gilles Simon al Master Series di Madrid.

“Sento di poter vincere un titolo dello Slam e credo che lo vincerò. Mi sono allenato molto duramente per darmi la possibilità di realizzare questo obiettivo”.

“Non è molto importante se le persone parlano o meno di me.” Credo in me stesso e nelle persone che lavorano con me.”

Lo scozzese sembra veramente fiducioso nelle proprie possibilità, Nadal permettendo.

Montecarlo master 1000, ordine di gioco. Giovedì 14 aprile

Si preannuncia una giornata di tennis entusiasmante quella di oggi giovedì 14 aprile al torneo di Montecarlo. Il campo centrale vedrà come prima partita impegnati Raonic e Ferrer. Il talento canadese non è da perdere contrapposto a uno specialista della terra. A seguire Rafael Nadal dovrà vedersela con il talento cristallino di Gasquet.

Il pomeriggio poi vedrà impegnati Federer contro Cilic e il rosso Murray avrà forse una partita più agevole con il francese Simon, anche se quest’ultimo non è completamente da sottovalutare.

Ma non è da meno il campo dei principi il quale ospiterà come prima partita il ceco Berdych e il croato Ljiubicic. Le partite che seguiranno anche se vedono impegnati nomi meno altisonanti promettono comunque un ottimo spettacolo. In particolare credo sia da vedere il portoghese F. Gil opposto al francese Monfils, se non altro perché è il nome meno conosciuto dei giocatori impegnati oggi.

Giovedì 14 aprile 2011

Campo centrale 10:30 am

M Raonic (CAN) vs [4] D Ferrer (ESP)

Non prima delle 11:30 AM

[1] R Nadal (ESP) vs [13] R Gasquet (FRA)

Non prima delle 1:30 PM

[15] M Cilic (CRO) vs [2] R Federer (SUI)

[3] A Murray (GBR) vs [16] G Simon (FRA)

G Monfils (FRA) / J Tsonga (FRA) vs [5] M Fyrstenberg (POL) / M Matkowski (POL)

Campo dei principi 10:30 am

I Ljubicic (CRO) vs [5] [WC] T Berdych (CZE)

T Robredo (ESP) vs [11] V Troicki (SRB)

[Q] F Gil (POR) vs [8] G Monfils (FRA)

[7] J Melzer (AUT) vs [9] N Almagro (ESP)

Addio Miami

Non sono riuscito a scrivere nulla durante questo torneo, neanche per Pianeta Tennis: complici il fuso orario e il tempo sfuggente. La finale comunque sarà Djokovic Nadal. Lo spagnolo supera Roger Federer e il serbo un Mardy Fish che non ha potuto molto di fronte allo strapotere di Nole in questa parte della stagione. Al vertice sembra che il passaggio di testimone si stia concretizzando in modo sempre più definitivo, nonostante l’illusione che ancora molti nutrono in un rilancio e slancio dell’appannato campione svizzero. Nelle valli sono scese le nebbie o forse è Roger che scendendo dalla vetta si è immerso in un banco di nubi a mezza quota. E’ sempre Nadal la sue bestia nera e lui, lo svizzero, si ostina a voler giocare sempre nello stesso modo, da fondo. Contro Nadal! Se qualche volta può andar bene (nel finale di stagione, al Master) è impensabile spera che possa accadere con continuità. Infatti la statistica è dalla parte di Rafa. Riuscirà ad uscire dal banco di nebbia, di sicuro, ma non credo che lo farà tornando a salire verso la vetta è più probabile che ne uscirà scendendo verso valle. Le valli svizzere sono molto belle. Che ci sarebbe di male nell’incamminarsi? Per la cronaca e  le analisi qui.

Nole dilaga nel deserto prima della stagione sul rosso

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Mentre Federer cede il passo ormai in modo costante Nole sembra aver trovato quella fiducia che gli era mancata nei due anni passati, almeno con la costanza che sembra avere in questo ormai prolungato inizio di stagione. In finale a Indian Wells subisce Nadal nel primo set ma poi riesce a chiudere il secondo dopo essere riuscito a strappare il servizio nell’ottavo game. Ma sarà il nono game sul 5-3 per il serbo che sarà lungo, estenuante e sul filo della tensione nervosa. Djokovic lo chiude al sesto set point dopo aver commesso addirittura un doppio fallo da sinistra su una palla con cui poteva chiudere il parziale e portarsi in parità con il numero delle partite. Vola poi subito sul due a zero nel terzo set quando sembra essere proprio lo spagnolo quello che ha subito le peggiori conseguenze dei serrati scambi degli ultimi game della seconda partita. Il servizio non lo aiuta e la prima palla continua a fare difetto. Subisce il break in apertura e Nole tiene il suo servizio. C’è poi il quarto break consecutivo che porta il serbo sul 3 a 0 pesante con lo spagnolo che continua a essere falloso anche se, per la verità, di pochi centimetri. Continua a leggere

Sempre delle buone partite

Sono quelle che riesce a fare Fognini con Davidenko e anche quasta volta non è stato da meno. Peccato che gli manchi spesso, se non sempre, un guizzo in più. Avanti 4-1 si fa riprendere, anche se poi riesce a vincere il primo set. Negli altri due il russo ingrana la sua marcia dai ritmi forsennati e vince la partita per 6-2. E’ nel terzo set che all’italiano è mancata una lieve sicurezza in più, l’abitudine a fare affidamento su un colpo in tranquillità quando non si è tranquilli per niente, l’abilità acquisita di chi è abituato a lottare e vincere anche in situazioni complesse e sul filo di lana. La possibilità di rallentare leggermente il braccio e mantenere una palla suffiecientemente buona, non facillmente attaccabile. Accettabile in profondita per un palleggio di attesa quando si giocano punti che non consentono di tornare indietro una volta che sono stati persi. Davidenko strappa il servizio sul 4-4 e non apre spiragli quando è al servizio. Finisce 6-4 al terzo. Infatti indietro non è stato possibile tornare.