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Insignificanze e uragani (little details consiting changes)

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Campioni confusi: Richard Gasquet

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Richard Gasquet

Iniziò ha giocare a tennis all’età di quattro anni e da lì in poi, appena il geto tecnico venne perfezionato, fu oggetto di acclamazione. Per era previsto un futuro radioso da campione più che vittorioso, ma il gesto non è tutto anzi rischia proprio di essere un bel niente. E’ vero, Gasquet è diventato un ottimo tennista ma è rimasto sempre ben al di sotto di tutte quelle aspettative che si erano rovesciate su di lui sin dai primi anni di attività tennistica. Bravo, bello a vedersi giocare ma poco vincente e tento meno continuo. Il Francese è capace di alternare un paio di settimane di forma fisica incontenibile durante le quali la sua tecnica diviene irresistibile per gli avversari a mesi in cui limita i danni ma non le sconfitte. Sparisce nella parte bassa della sinusoide del suo tennis a corrente alternata. La vittoria di uno slam rimane per lui ancora un sogno: a Wimbledon nel 2007 si è fermato in semifinale e negli altri tornei maggiori non è mai andato oltre il quarto turno. Ha vinto cinque tornei di singolare, ma sono sempre pochi rispetto a quelli che avevano già preso corpo nell’immaginario dei suoi connazionali e di molti appassionati.

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Written by Fabrizio, the wings

12 Agosto 2009 alle 3:56 pm

Verrebbe da pensare che non sappiano cosa fare

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Hanno fatto tutti così, almeno in molti,  prima si ritirano e poi dopo un po’ di tempo in cui le ore della giornata devono sembrargli o sembrarle infinite decidono di rientrare a tirar palline. La carriera sportiva deve precludere molte possibilità, evidentemente chiude gli orizzonti. Biorn Borg addirittura lo vidi rientrare al torneo di Montecarlo impugnando la sua amata Donnay di legno e in quel periodo era ancora afflitto da una forma particolarmente ottusa di speranza e ritenni che lo svedese potesse vincere almeno il primo turno, invece si prese un 63 63 (o 62 non ricordo bene) e tornò a casa. Anche Kim Kljster dopo il ritiro sembra decisa a rientrare nel circuito del tennis professionistico e pensare che invece potrebbe iscriversi all’università, prendersi una “laura” come diceva Totò, oppure scrivere un romanzo un giallo alla Faletti, un fantasy-rosa alla Moccia. Invece niente: tennis, ancora tennis. E pensare che verrebbe subito pubblicata.

Via ubitennis.

Written by Fabrizio, the wings

18 Luglio 2009 alle 6:08 am

Il lungo peregrinare di Novak Djokovic

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Sarà uguale? E uguale a cosa?

Sarà uguale? E uguale a cosa?

Circa nel 2005 annunciò che sarebbe passato alla Wilson e l’idea di entrare nel ristretto club di Roger Federer non gli dispiaceva affatto. Stando a quelle che sembrano essere le sue parole provò tre le 15 e le 20 racchette (una veloce ricerca su internet mi ha consentito di trovare una fonte, la pagina del sito ufficiale non è più raggiungibile) infine riuscirono, dalla parti di Chicago, a fare una copia esatta della sua Head e il ragazzo sembra sicuro di quello che dice, appare almeno. Con la Wilson ottenne i suoi migliori risultati compresa la vittoria della sola prova dello Slam che è riuscito a portare a casa (Australian Open) sconfiggendo tra l’altro i suo compagno di scuderia di allora Roger Federer. A questo punto ecco che l’annosa ricerca del sacro Graal inizia a instillare voci che suggeriscono miglioramenti, ricerche. Avidità? Il nostro pertanto decide di tornare a portare in giro per il mondo il logo della Head? Ma non gliela avevano costruita uguale alla Wilson? Fatto sta che da mesi non riesce più a trovare il tennis di vertice che lo aveva portato a vincere uno slam e a competere con continuità. A una più attenta analisi in realtà continuo lo è, ma solo fino ai quarti di finale, o le semifinali, quando il livello del gioco si alza lui si confonde, giochicchia, il diritto diventa striminzito, il rovescio rachitico, e il serbo dondola per il campo apparentemente in preda a sonnambulismo. E’ possibile che alla Head gli abbiano costruito una racchetta uguale a quella Wilson che era uguale a quella Head precedente. Appena Djokovic sarà insignito di una laurea Honoris causa in ingegneria, eventualità non improbabile considerato che a questi sportivi ormai gli viene regalato tutto, ne sapremo di più, nel frattempo non rimane che attendere i tornei dell’estate americana e lo US Open, per vedere se Nole smetterà di girare a vuoto, o se lo faranno smettere.

Via Protennisfan.

When he was arrived at Belgrade’s airport yesterday, Novak Djokovic had new bags in his lugguage. Head’s mark on Novak’s racquets is changed with big “W”.
The agreement with Wilson company was attained few days ago in Monte Carlo, and Novak will play with new racquets already in Perth from 31st December.
“Roger Federer and me,” Novak laughed on comment about club in which he entered. “People from Wilson company tried to make agreement with me for five years and they “catch me” now finally. I don’t know the specification of our agreement, because we didn’t ratify that still, but I know it’s much better convention then I had with Head. I tried to play with 15-20 different models of Wilson and no one is conform to me. Then they made a copy of my Head racquet, and he is absolutely the same.”

Written by Fabrizio, the wings

10 Luglio 2009 alle 7:29 am