Le ali della farfalla

Insignificanze e uragani (little details consiting changes)

Archive for the ‘tecnologia e sport’ Category

La pro staff Original dipinta come la Hyper Carbon

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E’ roba di qualche anno fa quando la carbon era in mano anche a Roger Federer, se non sbaglio, primi anni del 2000, quando lo svizzero non era ancora il vincitore schiacciasassi che è stato, e uso il passato perché sembra aver rallentato la sua marcia anche senza Nadal. Comunque nonostante il tempo l’oggetto della foto è da considerare prezioso e se lo trovassi all’asta sarei disposto a valutare bene l’investimento anche se il più celebre dei paint job è la Original camuffata da Classic. La Hyper Carbon Original, come è ribattezzabile, conserva un bell’ovale piccolino da 85 pollici con cui è cresciuto anche Roger Federer prima che il suo stile personale e la velocità del gioco gli suggerissero di allargare di molto poco il piatto di quella che fu la Ncode e ora  èla Kfactor. Cinque pollici comunque sono pochini. Sotto Roger Federer vollea con una Hyper Carbon dipinta proprio come quella in commercio, infatti la versione della foto sembrerebbe un’ulteriore particolare lavoro di colore. Lo svizzero manovra un’altra delizia dal piatto probabilmente di 85, anche se alcune voci sostengono che già al tempo nella sua sacca iniziassero a essere presenti ovali da 90 pollici, naturalmente camaleonticamente colorati.

il paint job della original

paint job della original

iper carbon vera

la versione in commercio della hyper carbon 2002

roger vollea con la hyper carbon

Roger Federer vollea con il camaleonte

Written by Fabrizio, the wings

15 Novembre 2009 alle 10:13 am

Phelps ultimo nei cento metri con lo slip. Ora proviamo a cambiare racchetta Roger Federer

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phelps

Phelps all'arrivo

Indossa il vecchio slip e si ritrova ultimo nelle batterie dei cento metri. Il fenomeno dei grandi record alla prova dei fatti senza tecnologie delude forse inesorabilmente. La tecnologia non solo può influire sulle prestazioni ma anche sulle caratteristiche degli atleti emergenti (che possono emergere) e che riescono a sfruttarla al meglio. Sembra di vivere in un mondo dove è tutto virtuale, ogni cosa artefatta, cambiata secondo gli interessi di qualcuno o le esigenze mediatiche che cercano sempre l’eccezionale, e l’umanità rischia di uscirne distorta nella percezione che se ne vuole trasmettere se si è sempre alla ricerca di un super uomo. La realtà è spesso nella verità più sfaccettata e complessa, e a volte può spingerci a chiedere perché paghiamo il biglietto per vedere uno spettacolo che sembra preordinato per celebrare il mito oltre ogni logicità. Insomma alla fine con il “costumone” si va più forti e i paragono vanno sempre fatti con altri atleti dello stesso o simile livello, perché le piccole differenze contribuiscono sempre in modo maggiore alle vittorie, o a una seria apparentemente interminabile di successi.

Michael Phelps, otto volte campione olimpico a Pechino, è stato eliminato a sorpresa nelle batterie dei 100 metri stile libero in occasione della tappa di Stoccolma della Coppa del mondo in vasca corta di nuoto. Phelps ha fatto segnare addirittura il sedicesimo tempo nuotando in 47″77, a un secondo e 84 centesimi dal migliore crono dello svedese Stefan Nystrand (45″93).  Corriere.

Written by Fabrizio, the wings

11 Novembre 2009 alle 10:03 am

Us Open 2009. Roger Federer in finale con Del Potro Martin, naturalmente Wilson. Djokovic ha la colla sulle corde.

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Roger Federer range string tension

Roger Federer range string tension

La finale degli Us Open è mezza inedita. La parte inaspettata è l’argentino Juan Martin Del Potro che con un triplo periodico 62 ha dominato un Nadal che è apparso ancora non in condizione. Così la restaurazione è completa. Federer vince con Novak Djokovic 76, 75, 75 e sono sufficienti pochi fotogrammi, è quasi superfluo essere sul campo, per rendersi conto che la palla di Nole non viaggia nonostante i suoi sforzi, le sbracciate, le spinte sulle gambe. Niente, la palla sembra voler uscire sempre con fatica dal suo piatto corde. Si affeziona alla racchetta. Quella di Roger invece va che una meraviglia, appena la si sfiora, è sufficiente direzionarla con un gesto morbido. Tre sono le possibili cause: corde troppo tese; racchetta troppo leggera da quando è passato alla Head, ma soprattutto con un bilanciamento leggermente diverso; oppure Roger Federer ha un peso specifico superiore. Non è da escludere che le tre condizioni sussistano insieme. ma ce n’è anche una quarta potrebbero aver messo l’Attack sulle corde del serbo.

Restaurazione completa: lo svizzero si porta a un passo dall’eguagliare Bill Tilden che a New York vinse sei volte consecutive e sette in assoluto e la Wilson dopo l’interruzione dovuta a quei dannati della Babolat si riprendere anche il secondo finalista. Vedremo cosa riuscirà a fare l’argentino con Federer non proprio impeccabile ma che farà pesare la propria regalità chiedendo balzelli d’autorità che in molti decidono di concedere senza la minima protesta.

Written by Fabrizio, the wings

14 Settembre 2009 alle 6:40 am

Usain Bolt corre in 19.19 i 200 metri. Un uomo a scala superiore

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Libro terzo della trilogia “La mano di Rod”, titolo riservato.

Debugnì scese le scale per due rampe e si fermò davanti alla porta spalancata di un ufficio del quarto piano. Rooney il genetista, Rooney il folle, Rooney lo sperimentatore la lasciava sempre così, se ne dimenticava ogni giorno, tanto era assorto dai suoi pensieri che roteavano nella sua mente in una nebulosa di plasma e polvere d’idee che avrebbero potuto prendere forma da un momento all’altro. Maxime lo osservò per qualche secondo mentre manteneva lo sguardo fisso sul portatile tra linee, segmenti e numeri; catene di spirali di DNA si avvolgevano su loro stesse in anse digitali. Un accenno di un sorriso solo sul lato destro delle labbra.

“Eccolo il mio vero campione. Lui e i suoi mattoncini del Lego.” La mano destra era appoggiata al montante della porta di plastica, del legno c’era solo il colore. Rooney alzò il braccio sinistro e l’indice e il medio in segno di saluto e di vittoria. Ma non distolse lo sguardo dai suoi calcoli che aveva davanti.

“E’ stato più semplice del previsto, come le avevo detto, del resto. L’informazione c’è già nel nostro DNA, è stato sufficiente fare in modo che venisse ripetuta più volte. Non è stato necessario inserire istruzioni nuove, non previste, solo ripetere ciò che già esisteva. Spina dorsale tre anelli in più; femore più lungo, tibia più lunga con la stessa proporzione del femore e della spina. Un brevilineo a scala superiore. ” Disse spingendo all’indietro la sedia con le rotelle su cui era seduto e finalmente si voltò in direzione di Maxime, che era sempre sulla porta dell’ufficio, con un’espressione distesa e quel mezzo sorriso che brillava negli occhi.

“Fosse stato per me avrebbe corso in diciotto.” Maxime esplose in una delle sue fragorose risate, e la testa gli sobbalzò più volte sopra le spalle, lo sguardo scintillava.

“Lei lo avrebbe voluto in scala sette a uno. Con due falcate sarebbe stato all’arrivo, non sarebbe entrato nella corsia, non gli avrebbero permesso di correre. Lei voleva un’altra specie.” Risero entrambi.

Written by Fabrizio, the wings

21 Agosto 2009 alle 6:13 am

Calcolare il peso ideale della propria racchetta da tennis: analisi, problemi e proposte di soluzioni

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Il rovescio si Serena W.

Il rovescio si Serena Williams

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione.

Rod Cross è stato una risorsa e una fonte da cui ho attinto per il romanzo, grazie alla quale ho potuto effettuare un collegamento logico tra i più semplici, perché se la fisica ci fornisce spunti di riflessione poi la pratica e l’esperienza, spesso, ci permettono di vederla nella realtà: nei campi da tennis dei nostri circoli e nei più rinomati centrali sparsi su questa terra. Quello che è ideale sulla carta può rivelarsi non sufficiente nella realtà, la quale può imporre di preferire un’inefficienza a un’efficienza puramente formale, a volte.

Per calcolare il peso ideale di una racchetta è necessario tenere presenti alcuni concetti fondamentali, come indicati da Rod Cross (professore associato  presso l’Università di Sydney, Australia e autore di numerosi studi sul tennis).

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Written by Fabrizio, the wings

14 Agosto 2009 alle 10:24 pm

Eppure è scritto chiaro. Quando proprio non si vuole aprire gli occhi.

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Facevano passare il test a mazze che sul campo avevano perfomance più elevate, e per fortuna che i test esistevano, tanto per rendere la vita leggermente più difficile, non tanto, ma almeno un po’.

What is the COP and does it matter?

By late 1999 troubling evidence began surfacing which suggested that by altering the moment-of-inertia (ie, by adjusting the location of the center-of-mass) it was possible to design a baseball or softball bat that would pass the BESR test but would perform much higher in the field.[11] Essentially, manufacturers were able to cheat the test by manipulating the location of the COP.

Written by Fabrizio, the wings

8 Agosto 2009 alle 10:34 pm

C’è un complotto ordito a livello internazionale per controllare il gioco del tennis

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D’altronde fino ad oggi nessuno è stato in grado di smentirmi: avevo chiamato in causa anche il C.i.c.a.p. (qualche mese fa) e Paolo Attivissimo che è un esperto nello smontare teorie complottistiche, ma non ho avuto nessuna risposta. D’altronde le prove di laboratorio (al link troverete una classifica che segue vari criteri tra cui l’efficienza) dimostrano che esistono differenze tra le racchette. Esiste una maggiore o minore efficienza delle racchette come in tutti gli strumenti che servono a svolgere un lavoro e nessun ingegnere è stato in grado di contraddirmi in quasi due anni di attività del blog. Nella Major League furono scoperte mazze più efficienti che furono poi messe al bando, mazze che riuscivano a passare gli scrupoli test delle lega rientrando nei limiti anche se erano più efficienti. Manipolavano la dislocazione del centro di percussione per superare i test e avere un attrezzatura con una spinta in più che a fine stagione garantiva più fuoricampo, più valide, più vittorie. Qui. Il trucco usato era lo stesso che presumibilmente è usato per migliorare la performance delle racchette.  Laboratori, studi, nuove corde, nanotecnologie a cosa servono? Servono per garantire sempre successivi e graduali miglioramenti. Ogni attrezzatura utile all’uomo può essere progettata e realizzata su una linea ideale di graduale perfettibilità di graduale efficienza. Farò un esempio semplicissimo: una leva è uno strumento che viene utilizzato per sollevare pesi. Il crick della nostra macchina è un leva con cui facciamo poco sforzo per sollevarla da terra, ma per sollevare il mondo come ipotizzava Archimede è necessaria una leva più efficiente, quella per cambiare la ruota della macchina non è più sufficiente per svolgere un lavoro diverso.

Ora immaginiamo due persone che devono sollevare da terra dei pacchi tutti dello stesso stesso peso e dotiamoli di di due leve diverse, anche solo leggermente divere. Alla fine della giornata colui che utilizzava il macchinario migliore avrà sollevato più pesi e sarà anche presumibilmente meno stanco di colui che aveva una leva che imponeva uno sforzo maggiore. Se l’attività si prolungasse nel tempo per una settimana le differenze aumenterebbero. Ora applichiamo lo stesso concetto al tennis e il gioco è fatto: ci saranno giocatori che per spingere una palla a una certa velocità e con una certa rotazione dovranno profondere uno sforzo maggiore e sempre ripetuto nel tempo con un dispendio di energie elevato (più elevato di altri), mentre potrebbero essercene altri costretti a sforzi minori, i quali si avvarrebbero di un vantaggio prolungato nel tempo. La conseguenza sarebbe che al terzo giorno di un torneo una persona avrebbe speso per esempio 60 energie su 100 disponibili e l’avversario avrebbe già raggiunto il massimo del dispendio: 100 su 100. Sarebbe già al limite, o molto vicino, e costretto a una nuova faticosa attività. Dov’è l’irrazionalità? Coma si fa ad affermare che questo non è possibile? Nessuno può avere la certezza che questo non accada in assenza di regolamentazione scrupolose e controllate.  L’ipotesi di complotto è razionale e quindi reale. Parola di Hegel.

Fine e astuto, pensato nei mini dettagli, per persone dall’intelligenza affilata. Pensare il leggermente diverso per capire differenze abissali.

Tennis: le nuove racchette sono come il doping e i supercostumi del nuoto

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Ben Johnson

Ben Johnson

Dopo gli straordinari record che si sono susseguiti nel nuoto un’attenta osservazione ci suggerisce che anche nel tennis sia successo qualcosa, forse di simile. Quando ciò che fino a poco tempo prima sembrava irrealizzabile diviene realtà molto probabilmente è accaduto qualcosa che ha modificato l’ambiente competitivo. Un record fa sempre parlare di sé, e allora eccoli i record più eclatanti: Roger Federer in pochi anni supera nel numero di Slam vinti Pete Sampras. L’accumulo di quattordici prove dello Slam sembrava ineguagliabile ma è  già stato superato da un atleta ancora giovane che probabilmente ne aggiungerà altre nel suo archivio. In due anni due tennisti diversi riescono nell’impresa di vincere consecutivamente il Roland Garros e Wimblendon; solo Bjorn Borg c’era riuscito se si esclude i due uomini da Grande Slam (Budge e Laver). Federer inoltre è riuscito a compire, con la vittoria di Parigi, un Career Grand Slam eguagliando Andrè Agassi che era l’unico ad esserci riuscito nell’era moderna (Perry e Emerson sono di altri tempi). Poi ci sono il numero di finali raggiunte negli slam, il numero delle settimane trascorse come numero uno della classifica, insomma c’è sempre un articolo, c’è sempre una notizia, e ce ne saranno ancora. A settembre Nadal potrebbe essere il settimo tennista a compiere un Gran Slam Career e se la cosa si dovesse realizzare nello stesso anno sarebbero due i tennisti a riuscire nell’impresa e forse Nadal sarebbe da considerare più forte di Federer data la brevità del tempo con cui ci riuscirebbe; se l’ipotesi si dovesse realizzare.
Nell’era della tecnologia la prima domanda che uno spettatore deve porsi è se tutti gli atleti sono in condizioni di gareggiare da un base di partenza sostanzialmente simile. Altrimenti cosa sarebbe la realtà osservata se non un gioco di palcoscenici e finzioni teatrali per cui paghiamo il biglietto convinti di osservare la realtà?

Adlington: “I nuovi costumi sono come il doping” – La Gazzetta dello Sport: Altri Sport

La britannica, a Roma per i Mondiali, interviene sulla questione : “Non userò un body che reputo illegale”

Written by Fabrizio, the wings

2 Agosto 2009 alle 10:44 am

Nuoto dal 2010 al bando il super costume high tech

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Flavia Zoccari e il super costume

Flavia Zoccari e il super costume

Sembra che la Fina, la federazione internazionale del nuoto, abbia deciso di mettere al bando i super costumi della discordia e dei record. Dal 2010 si tornerà a nuotare con i più classici tessuti meno taumaturgici. Il numero dei record realizzati in questi anni è stato impressionante e credo che abbia superato il numero di 100, se si considerano anche le gare del mondiale ancora in corso.

La Federnuoto internazionale (Fina) ha ufficializzato la decisione di mettere al bando dal 2010 i costumi high tech. Dal prossimo anno, in vasca si tornera’ ai costumi di tessuto. ”E’ un gran giorno per il nostro sport”, dice Mustapha Larfaoui, presidente uscente della Fina che oggi e’ stato sostituito al vertice dell’organizzazione dall’uruguayano Julio Maglione.

Da sport live.

Troppe sono state le polemiche che ci sono state nell’ultimo anno e sopra tutto la circostanza che il costume favorisse atleti da una struttura fisica più muscolare che in precedenza erano sfavoriti è probabile che abbia fatto riflettere maggiormente sulla questione, infatti non sarebbe stata sufficiente neppure la certezza di consegnare a tutti gli atleti lo stesso costume a garantire a tutti una sostanziale parità.

Nel tennis dove non ci sono controlli e il regolamento è assai blando si dovrà aspettare ancora del tempo, e forse le cose non cambieranno mai. Negli ambiti più di nicchia si fanno gli affari migliori e si può agire indisturbati: qualche trafiletto e rapidi passaggi, a volte il silenzio, anche se leggendo qualche buon romanzo una soluzione empirica al problema si può sempre trovare, anche se non per il nuoto. Anche perché per gli italiani molto probabilmente non sarebbe producente un regolamento stringente; a patto che si sappia cosa fare.

Staremo a vedere, comunque, se la decisione susciterà nuove polemiche e se le regole cambieranno ancora.

Written by Fabrizio, the wings

28 Luglio 2009 alle 6:42 pm

Tonti, finti tonti e furbetti del mondo globalizzato

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E’ di qualche giorno la notizia che Filippo Magnini è tornato sulle polemiche in merito ai costumi dei nuotatori e ha proposto il ritorno al più semplice e garantista slip.

Questi costumi li hanno tolti per un mese, poi li hanno rimessi modificati – lo sfogo del campione dell’Italnuoto – era il momento per dire basta e tornare tutti al costumino, che è l’unico che serve solo a coprire e non ad aiutare.

Ma naturalmente non tutti sono d’accordo con l’idea di Magnini ed è una vecchia storia quella di dividersi semplicemente in sostenitori della tecnologia o in critici di quest’ultima, perché questo tipo di questione svia il problema fondamentale che è quello di sapere se tutti i concorrenti di una qualsiasi competizioni sportiva siano sullo stesso piano. Accendere la televisione e spegnere il cervello è un attimo e sembra anche che le capacità analitiche siano sempre più esuli dalla mente degli uomini. Essere a favore o contro la tecnologia non ha alcun tipo di significato dialettico, si può essere favorevoli all’utilizzo delle nuove tecnologie, ma diverrebbe necessario che tutti gli atleti abbiano accesso alle stesse risorse tecnologiche (quantomeno molto simili) in questa circostanza tutti i valori degli atleti verrebbero spostati verso l’alto: nel nuoto si abbasserebbero i tempi di tutti, ma i livelli della competizioni rimarrebbero invariati.

“Ci sono atleti che senza questi costumi non valgono niente – tuona ancora Magnini -, io il nuoto lo amo e continuerò a lottare perché resti sport vero. Mi dispiace vedere tutto questo, mi dispiace vedere che c’è gente in alto che lo sta rovinando, mi fa male sentire bambini di nove anni il cui primo pensiero è come procurarsi questi supercostumi per andare forti.

Se spendiamo soldi per osservare una competizione sportiva dobbiamo prima chiederci cosa stiamo per osservare, chi ha interessi economici nella competizione, e come si possono perseguire certi interessi, questo è necessario se vogliamo evitare di fare la figura dei tonti. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

17 Luglio 2009 alle 7:23 am