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Naturalmente anche il coefficiente di restituzione è limitato, nel Golf.
Bisognerebbe chiedersi se è un bene o un male avere un alto coefficiente di restituzione nel tennis. La risposta non è assoluta. Troppo forse è un male, ma riuscire ad aggiustarlo in laboratorio per avere qualche centimetro di profondità in più negli scambi da fondo (a parità di velocità di swing) forse potrebbe agevolare qualcuno. Chi ce l’ha, ovviamente. Gli altri si arrangino. ![]()
Il limite nel golf è 0,830. Una differenza di 0,010 permette un incremento 4,5 yards, per uno swing che abbia la velocità 100 mph. Più veloce è il movimento più aumenta il vantaggio in termini assoluti.
Can MOI and COR Help Your Golf Game? | Duffers Corner
“COR” is an acronym for “coefficient of restitution.” Coefficient of restitution is a measurement of the energy loss or retention when two objects collide. The COR measurement is always expressed as a number between 0.000 (meaning all energy is lost in the collision) and 1.000 (which means a perfect, elastic collision in which all energy is transferred from one object to the other).
The current USGA rule limiting the coefficient of restitution of a clubhead states that the COR cannot be higher than a measurement of 0.830. This means that when the clubhead impacts the ball, there cannot be more than an 83-percent transfer of the energy of the head to the ball Leggi il seguito di questo post »
The MOI in Golf is, naturally, strictly limited
MOI è l’abbreviazione per indicare il momento d’inerzia in inglese. La federazione statunitense (USGA) e quella Europea (R&A of St. Andrews) per evitare disparità tra i giocatori hanno deciso di limitare il momento d’inerzia a 5900 g-cm² or 32.259 oz-in². (Grammi, o once, per centimetro quadrato). Non si tratta tanto di un limite alla tecnologia, ma di stabilire una condizione il più possibile di parità. Il problema maggiore non è tanto impedire la ricerca o l’innovazione ma garantire che tutti abbiano accesso a tali innovazioni, al fine di svolgere una competizione dove gli atleti possano competere all’interno di margini uguali per tutti, o almeno molto simili. Nel tennis tutto ciò non esiste, né è mai esistito. Non sono un golfista, ma forse per guadagnare uno standard di un metro con un drive servono anni di allenamento. Quindi la domanda sorge spontanea. Perché nel tennis non si è mai sentita l’esigenza di una regolamentazione attenta?

















