Le ali della farfalla

Insignificanze e uragani (little details consiting changes)

Archive for the ‘società’ Category

Corrispondenza al vero

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Ne verremo mai a capo? Sembra anche un gioco di parole, ma tornando indietro nel tempo fino alle accuse rivolte a Andreotti sembra di rivivere la stessa storia: quantomeno molto simile. I vertici della politica italiana accusati di mafia o di collaborazione esterna, come è classificato il reato. Nuovamente da capo, o dal capo. Anche in questo caso sarà molto difficile discernere tra due ipotesi. Erano conniventi con la mafia i maggiori vertici dello Stato Italiano? Un gruppo di criminali seguendo un linguaggio di sottintesi, vaghe affermazioni, ha creduto di essere preso in considerazione e poi tradito, e quindi cerca ora di vendicarsi di presunti torti e azioni ritenute tali? Nessuno parla mai chiaro specialmente riguardo a certi affari. Si usano metafore e le promesse elettorali sono sempre esistite. Qualcuno c’ha creduto troppo? Oppure è tutto vero? Ci sarà mai una consapevolezza mondiale, un’approssimazione alla verità progressiva?  Può esistere una forma accurata di corrispondenza? Forse no, forse Tarski si sbagliava ritenendo che alla verità si potesse arrivare o almeno avvicinare. Forse è stato troppo formale e forse si è accorto di esserlo stato. Un insegnamento più prosaico appare però evidente: mai promettere di abbassare o di eliminare troppe tasse, qualcuno potrebbe legarsela al dito.

Vedremo se finirà allo stesso modo di come finì qualche hanno fa, con la storia del bacio. Anche in questo caso spetterà ai giudici valutare la corrispondenza sostanziale delle affermazioni con gli accadimenti reali. Speriamo si rifacciano a Tarski. Così è se vi pare. No, scusate questo è un altro.

Written by Fabrizio, the wings

5 Dicembre 2009 alle 5:30 am

La casta dell’editoria italiana tra squali, sopravvalutati e sfruttati. Internet, monasteri d’altri tempi e vecchi amanuensi.

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Ibn Rushd (Averroè). Cordoba. Cultura fuori dalle mura.

Internet è utile per molte attività una di queste al di là delle quattro chiacchiere digitali, banali o divertenti, che si possono scambiare, è quella di riuscire ad affacciarsi su delle realtà che sarebbero rimaste altrimenti poco chiare, se non addirittura sconosciute. Il mondo dell’editoria è una di queste realtà: infatti fino a qualche anno fa non sarebbe stato possibile per nessuno rendersi conto appieno del suo funzionamento. Non che certe critiche non siano già state fatte ma la rete Internet ci permette di afferrarle meglio e sentirne il palpito nella propria mano. È sempre stato affermato che vengono pubblicati solo autori noti, già noti, e mai esordienti o sconosciuti. Infatti le librerie sono stracolme di ciarpame letterario dal nome altisonante in copertina: conduttori televisivi, radiofonici, calciatori, attori, veline, ministri, sportivi in generale e chiunque sia o possa arrivare alla ribalta dei vecchi media.

Appare evidente che tutto contribuisce a creare una realtà autoreferenziale: si scelgono, si recensiscono, si pubblicano, e fanno tutto tra di loro credendosi il centro dell’universo. E chi altri? Se questa realtà era già evidente ora, grazie ai mezzi informatici, è anche dimostrabile: Internet aumenta le possibilità di contatto con gli editori e con le case editrici ma nonostante la possibilità di scrivere e-mail e di trovare facilmente i riferimenti telefonici o di indirizzo le risposte sono sempre e costantemente nulle. Chiunque abbia avuto un libro da proporre si sarà reso conto di questa realtà. Presumibilmente ciò accade semplicemente perché le case editrici devono alimentare la loro apparenza di democraticità al fine di non perdere i loro già risicati lettori, a cui sottoporre le loro selezioni di autori. Infatti se l’idea di chiusura completa fosse percepita appieno dai clienti il valore dei libri pubblicati crollerebbe immediatamente, perché la presunta qualità che generalmente si associa a un libro solo per il fatto di essere stato scelto per la pubblicazione, e quindi pubblicato, cesserebbe di esistere. Per tutti e non solo, come già avviene, per alcuni. Pertanto il tentare di far credere di essere attenti alla realtà che li circonda (da parte degli editori) è semplicemente uno stratagemma che gli consente di non inimicarsi troppi scrittori, i quali generalmente sono anche i più appassionati lettori. Leggi il seguito di questo post »

Bobby Riggs, il numero uno al mondo che perdeva da tutte le donne

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Bobby Riggs a sinistra

Nasce il 25 febbraio del 1918, sul finire della prima guerra mondiale, a Los Angeles, Robert Larimore Riggs. Non  aveva ancora le basette e non è dato sapere se avesse sulla testa quel cespo di capelli rossi che tenderanno con gli anni al castano. Bobby Riggs è stato un grande tennista per quanto è stato dimenticato e per quanto è stato stravagante, eccessivo e ridondante in ogni sua manifestazione. Fu uno dei capostipiti del tennis spettacolare sia per gioco che per comportamento sul campo, fu un precursore dei successivi capricciosi Nastase e McEnroe e fu simile a loro anche per la poca voglia di allenarsi unita a un talento eccezionale.  Si distinse subito da ragazzo, come un ottimo giocatore di ping pong, ma forse il tavolo stava stretto alla sua personalità dilagante, e infatti a un undici anni dilagò su un campo da tennis, le cui dimensioni meglio si adattavano al suo talento. Leggermente più basso di statura rispetto ai tennisti più forti del suo tempo fece della tattica e dell’astuzia una delle sue migliori armi di gioco A diciotto anni vinse il titolo della California del  sud  e successivamente il campionato su terra a Chicago. Quando era ancora un giocatore juniores terminò la stagione al numero quattro della classifica dei migliori giocatori degli Stati Uniti. Nel 1937 riuscì a togliere un set a Von Cramm che in quel periodo rivaleggiava con il grande Don Budge, il quale nell’anno successivo realizzò il primo Grande Slam della storia del tennis. Erano gli anni, questi, in cui il clima dovuto  al sopraggiungere della seconda guerra mondiale diveniva ogni giorno più pesante. Il barone Gottfried Von Cramm che si era sempre rifiutato di sostenere la propaganda nazista fu arrestato nel 1938 con l’accusa di omosessualità e fu trovato colpevole nel corso di un processo di cui si può immaginare l’andamento. Scontò un anno di prigione.

Riggs l’anno successivo con Budge che era passato al professionismo divenne il numero uno del mondo tra i non professionisti, arrivò in finale a Parigi e vinse sia Wimbledon che Forest Hills, l’attuale Us Open. A Wimbledon furono suoi i titoli di singolare doppio e doppio misto. La seconda guerra mondiale si metterà nel mezzo, scomoda e impietosa follia, tra lui e il possibile: non sapremo mai quanto avrebbe potuto vincere, così come non ci è dato saperlo, anche a causa dei lunghi spostamenti, di altri campioni del tempo come gli stessi Budge, Kramer, Von Cramm, Segura. Nel 1941 vinse il suo secondo titolo dei Campionati degli Stati Uniti, dopodiché il servizio militare prestato durante la seconda guerra mondiale interruppe la sua carriera. A creare confusione ci fu anche la presenza di due circuiti paralleli: quello dei professionisti e quello dei dilettanti, con la conseguenza che fino all’arrivo dell’era open molti confronti sono rimasti nel campo delle ipotesi non verificate. Ma Bobby Riggs fu un ottimo tennista e un grande stratega di questo sport. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

26 Novembre 2009 alle 2:10 pm

Giornalismo d’inchiesta, sapere, e corse folli. Ci sarà mai un nuovo Watergate?

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Il watergate

È di qualche giorno fa un articolo che trattava del giornalismo d’inchiesta, a firma di Ubaldo Scanagatta, in effetti non sembrano più questi i tempi per un giornalismo che indaga e per giornalisti che possono permettersi di rimanere mesi interi senza scrivere una riga dedicando il proprio tempo alle ricerche più o meno approfondite al fine di scoprire nuove verità, che sono nascoste volutamente o inconsapevolmente.

I tempi sono sempre più ristretti gli articoli devono uscire necessariamente ogni giorno e il continuo accavallarsi, quasi sovrapporsi, rincorrersi, delle notizie e della necessità di uscire sempre con delle novità implica spesso la perdita della novità stessa. La stessa rete Internet implica, soprattutto in merito alla gestione di blog e testate on-line, al fine di mantenere o incrementare il numero dei visitatori, una gestione serrata in cui le nuove notizie sono quasi costrette a uscire a ritmi che rischiano di non rispettare l’accadimento reale dei fatti stessi. In un paradosso di asincronia la necessità della novità è superiore alla realtà. Chiunque gestisca un blog potrà notare la riduzione consistente di visitatori nel caso in cui si riduca il numero degli articoli pubblicati nell’arco della settimana o del mese. Anche quando non ci sono argomenti che attraggono il nostro interesse se si vuole mantenere il numero di contatti unici al sito o al blog si è costretti ad avere una periodicità di pubblicazione a cui non si può rinunciare. Allo stesso modo sembra che gli editori, o chi si occupa di informazione, sia costretto a inseguire le novità anche quando queste sembrano risiedere in un ambito che le contraddistingue per non essere necessariamente associate alla velocità e quindi anche indirettamente a una forma di superficialità. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

22 Novembre 2009 alle 5:54 pm

Phelps ultimo nei cento metri con lo slip. Ora proviamo a cambiare racchetta Roger Federer

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phelps

Phelps all'arrivo

Indossa il vecchio slip e si ritrova ultimo nelle batterie dei cento metri. Il fenomeno dei grandi record alla prova dei fatti senza tecnologie delude forse inesorabilmente. La tecnologia non solo può influire sulle prestazioni ma anche sulle caratteristiche degli atleti emergenti (che possono emergere) e che riescono a sfruttarla al meglio. Sembra di vivere in un mondo dove è tutto virtuale, ogni cosa artefatta, cambiata secondo gli interessi di qualcuno o le esigenze mediatiche che cercano sempre l’eccezionale, e l’umanità rischia di uscirne distorta nella percezione che se ne vuole trasmettere se si è sempre alla ricerca di un super uomo. La realtà è spesso nella verità più sfaccettata e complessa, e a volte può spingerci a chiedere perché paghiamo il biglietto per vedere uno spettacolo che sembra preordinato per celebrare il mito oltre ogni logicità. Insomma alla fine con il “costumone” si va più forti e i paragono vanno sempre fatti con altri atleti dello stesso o simile livello, perché le piccole differenze contribuiscono sempre in modo maggiore alle vittorie, o a una seria apparentemente interminabile di successi.

Michael Phelps, otto volte campione olimpico a Pechino, è stato eliminato a sorpresa nelle batterie dei 100 metri stile libero in occasione della tappa di Stoccolma della Coppa del mondo in vasca corta di nuoto. Phelps ha fatto segnare addirittura il sedicesimo tempo nuotando in 47″77, a un secondo e 84 centesimi dal migliore crono dello svedese Stefan Nystrand (45″93).  Corriere.

Written by Fabrizio, the wings

11 Novembre 2009 alle 10:03 am

Repubblica Parlamentare e non Presidenziale

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Una differenza che inzia a sfuggire. Ma forse è solo un’impressione, considerate tutte le vanterie dell’eletto dal popolo come lo è, del resto, ogni altro parlamentare. Comunque al di là del fatto che certe forme di collaborazione tra organi e cariche dello stato possono avvenire anche se non espressamente contempleate dalla Costituzione quello che emerge è che certe riforme non siano state ancora realizzate, come molte altre del resto.

Written by Fabrizio, the wings

12 Ottobre 2009 alle 9:50 pm

Qualunque sia la decisione della Corte Costituzionale la nostra bella figura internazionale l’abbiamo già fatta

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Bispensiero, doublethinking, Geroge Orwell, come titola il Times on line. L’Italia è il paese della logica e del diritto tirato per la giacchetta. I furbetti del quartierino si sono evoluti: ora ci sono i furbetti dell’ermeneutica, del foro, i maghi dell’interpretazione estensiva o esclusiva, e a seconda da che parte la si guarda una curva può essere a destra o a sinistra, anche se è sempre la stessa curva che va nella stessa direzione. Ma la cosa più rattristante e che non sono in pochi a credere che tali ipotesi d’interpretazione rappresentino l’avanguardia del diritto e non la sua fine, direzione in cui si appresterebbe ad avviarsi il diritto in questo paese se la decisione della Consulta fosse quella di accettare l’architettura logico giuridica del lodo Alfano. Si è passati dall’abolizione dell’immunità parlamentare su cui decideva il Parlamento, e non era un’immunità dovuta alla carica in sé e per sé, nè un’ipotesi d’immunità temporanea, salvo prescrizioni incipienti, che discenderebbe direttamente dal voto come se l’elezione da parte del popolo cancellasse i reati o le ipotesi di reato. Le nuove investiture divine, come se il popolo non si sbagliasse mai. Mussolini e Hilter avevano circa il 30% dei consensi. Berlusconi dice di arrivare al sessanta: non c’è da vantarsene troppo, credo.

Written by Fabrizio, the wings

7 Ottobre 2009 alle 11:56 am

Marco Travaglio il volontario dell’informazione italiana

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Che la società italiana si reggesse sul volontariato è un fatto ormai risaputo: senza risorse gratuite saremmo più ingessati di quanto già siamo: quando la penisola è colpita da una catastrofe naturale le nostre migliori risorse sono sempre i volontari; la Croce Rossa si regge sul volontariato; le aziende preferiscono prendere stagisti non retribuiti. I volontari sono le colonne portanti di questo paese e sono sempre strumentalizzati da chi i soldi li prende, anche troppi, soldi nostri tra l’altro. Anche se non si può fare di tutta un’erba un fascio un bel mazzetto di “rose e viole”, con cui tornar dalla campagna, riusciamo a imbastirlo.  Sono coloro che i soldi li prendono agli stessi volontari o dalle loro famiglie, infatti per mezzo di tasse dirette e indirette certi personaggi (molti a dire il vero) sono finanziati per dire bene degli stessi volontari, incensarli, e poi la sera divertirsi a spendere i loro soldi che tramite il finanziamento pubblico sono entrati nelle proprie tasche. Anche immagino con una certa soddisfazione.  Questa è la volta di Marco Travaglio che sembra sarà presente ad Annozero senza contratto, quindi presumo da ospite non retribuito, ma prima o poi tocca a tutti essere un volontario. Il nuovo eufemismo per definire la schiavitù e speculare sulla bontà d’animo delle persone. Chiamarli schiavi pareva brutto anche e soprattutto a coloro che poi s’accapigliano per un centesimo di diritto d’autore, oscurano un trasmissione sul satellite per invogliare indirettamente ad acquistare un decoder digitale terrestre, o che pagano milioni di euro un direttore per scrivere balle altamente sofisticate. Insomma senza parassiti non ci sarebbero volontari ma molte più persone riceverebbero un compenso equo anche per le loro attività umanitarie evitando così che guadagnino solamente coloro che svolgono attività di pura speculazione intellettuale e informativa, e che vorrebbero censurare a priori imbastendo cavilli alla azzeccagarbugli. Se un giorno i volontari scioperassero questo paese si fermerebbe definitivamente.  Poi far fare il volontario a Travaglio potevate risparmiarcelo, via firmategli il contratto…

Written by Fabrizio, the wings

23 Settembre 2009 alle 4:28 pm

Sembrerebbe che il crimine paghi.

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E anche abbastanza bene.

Walter Mosley on America’s Obsession with Crime | Newsweek National News | Newsweek.com

In 2,000 years of Western civilization we have been guilty of heresy, perversion, theft, and murder; of fighting and refusing to fight; of loving, lusting after, and sometimes just looking. We have been guilty of speaking out and keeping silent, of walking, marching, and running away.

Written by Fabrizio, the wings

2 Agosto 2009 alle 7:43 am

Complotti lunari, e la storia infinita

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Allunaggio

Allunaggio

Nell’anno dell’anniversario dell’allunaggio le chiacchiere non si fermano, anzi, le interviste, gli articoli, e i riflettori mediatici puntati (interviste a Buzz Aldrin, documentari, filmati) hanno rinfocolato le polemiche sulla verità o la falsità dello sbarco sulla luna, che mi sento di poter affermare che si realizzò quarant’anni fa. Paolo Attivissimo impiega ormai credo più della metà della sua giornata a cercare di smontare la tesi del complotto lunare, la quale pretende che l’uomo non abbia mai messo piede sulla luna. Ha creato, oltre a quello personale, anche un blog specifico e dedicato, con il quale puntualmente cerca di smontare le ipotesi complottistiche. Ma quest’ultime si aggrappano a tutto anche per altri argomenti con “alogiche” similari: dettagli, affermazioni sospette di Aldrin, che poi tanto sospette non sono, su strani monoliti su Marte; i filmati mancanti, la prospettiva delle fotografie, e tanti altri dettagli o obiezioni. Il lavoro del nostro prode antibufala, che seguo da alcuni anni, credo che non terminerà molto facilmente è infatti impiegato anche sul fronte degli sciachimisti (altro blog specifico), le normali scie di condensazione degli aerei che molti credono essere tracce di prodotti particolari utilizzati per reconditi e preoccupanti scopi. Poi c’è l’immortale 11 settembre e consuete, anche qui, teorie complottistiche, che partono da lontano come l’idea dei voli e della loro assenza dai registri. Il motivo fondamentale per cui Attivissimo rischia di combattere la sua battaglia in eterno è dovuto al fatto che la maggior parte delle persone non sono razionali e quindi poco sensibili a ragionamenti di questo tipo; il secondo motivo è che è molto più semplice e meno dispendioso affermare una cosa qualsiasi campata in aria piuttosto che una razionalmente ponderate. La capacità di fuoco dei complottisti è quindi notevolmente superiore alle chirurgiche armi dei razionali che sono tra l’altro anche in minoranza nel numero. Sinceramente non so dove trovi tutte le energie per contrastare puntualmente tutte le affermazioni beatamente e semplicemente proposte senza pensarci troppo, anche se un idea ce la può dare Oscar Wilde: l’importanza di chiamarsi Attivissimo.

Written by Fabrizio, the wings

28 Luglio 2009 alle 8:41 am

Obama e il lancio d’apertura

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Obama openig pitch

Obama opening pitch

Il lancio d’apertura della stagione della Major League spetta al Presidente degli Stati Uniti: è un lancio simbolo, un gesto che apre al divertimento sportivo, un gesto in cui la figura che rappresenta un intero popolo, le sue istituzioni e le intere scelte di convivenza rappresentate dalle leggi, inaugura la stagione del confronto sportivo sui campi di uno degli sport più popolari tra gli americani: il baseball. E’ una tradizione che è rimasta intatta da quasi cento anni e che ha visto numerosi presidenti avvicendarsi sul campo per il lancio d’inizio. Barak Obama ha indossato per l’occasione il giacchetto dei Chicago White Sox, squadra di cui è tifoso. Il baseball raccoglie le sfaccettature dell’intero spirito della nazione americana: la partenza, le basi da girare e infine il ritorno a casa, forse una nuova ma pur sempre accogliente nella simbologia, dopo aver naturalmente percorso la strada verso la frontiera.

Woodrow Wilson

Woodrow Wilson

La tecnica non sembra malvagia sopratutto se confrontata con quella di Wilson o di Bush (spancia un po’ troppo), anche se Obama preferisce il Basket, ma forse è il lancio di una pallina che non richiede un’eccessiva acquisizione di capacità tecniche. Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe provare con il tennis, anche se le racchette non sono proprio regolamentate come le mazze da baseball, ma ogni sport rispecchia lo spirito della nazione dove è più popolare e il tennis sembra essere globalizzato.

George W. Bush

George W. Bush

Nixon invece sembra proprio ingessato, più di Wilson.

Nixon openign pitch

Nixon openign pitch

Written by Fabrizio, the wings

15 Luglio 2009 alle 4:31 pm

Badate colonnello, io ho carta bianca

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Written by Fabrizio, the wings

10 Febbraio 2009 alle 10:46 am

Tutte le ragioni per scegliere Facebook

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  1. Se vuoi che il tuo passato che credevi dimenticato continui a perseguitarti, allora scegli Facebook;

    Facebook, the new religion

    Facebook, the new religion

  2. Se vuoi ancora tra gli occhi la faccina del  tuo compagno di scuola che ti copiava sempre i compiti, e alla maturità ha preso più di te perché era raccomandato e che ora guadagna più di te perché è sempre raccomandato, nonostante non abbia mai capito niente. Allora scegli Facebook;
  3. Se vuoi che qualcuno ti ricordi quanto tempo è passato, quando per te il tempo era per fortuna passato. Allora scegli Facebook;
  4. Se vuoi rivedere la faccina del tuo primo fidanzatino/a di cui non ti frega più assolutamente niente, allora scegli Facebook;
  5. Se vuoi ritrovare il professore delle superiori che ti dava sempre quattro e non sopportavi, devi scegliere Facebook;
  6. Se vuoi fare nuove amicizie che non ti considereranno nemmeno di striscio, allora scegli Facebook;
  7. Se vuoi ritrovare creditori che credevi morti, scegli Facebook;
  8. Se vuoi ritrovarti pieno di messaggi da parte dell’amante che per te è stato/a solo una botta e via, mi raccomando scegli Facebook;
  9. Se vuoi fare a gara, come fosse l’audience, ad avere più amici di altri, scegli sempre Facebook;
  10. Se non ti basta, Messanger, Skype, GoogleTalk, Twitter, un Blog, ICQ, Yahoo Chat, devi per forza scegliere Facebook.
  11. Se non ti basta disperdere le tue idee vanamente tra forum, chat, post  e opinioni che non verranno mai lette sei obbligato a scegliere Facebook;
  12. Se pensi che i dati dell’Aditel siano veri, nonstante il campione sia di 5.101 famiglie scelte in base al reddito, allora sei pronto per farti pubblicità su Facebook;
  13. Se pensi di poter interessare a qualcuno per quello che dici o fai sei pronto per Facebook, dove tutti pensano la stessa cosa;
  14. Se pensi che questo paese verrà cambiato con Facebook sei pronto per Facebook o per un bello scontro con i mulini a vento;
  15. Se pensate che sia un regalo permetterci di utilizzare Facebook, leggete qui. Di americano rimarrà solo la corte: nel Delaware, per la precisione.

Written by Fabrizio, the wings

9 Dicembre 2008 alle 5:54 pm

E’ una violazione dei diritti mantenere in archivio le impronte digitali e il DNA di chi è innocente

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struttura dna

struttura del dna

La Corte di Strasburgo ha dichiarato che si tratta di una violazione dei diritti mantenere archivi in cui ci sono presenti i dati genetici di chi è stato riconosciuto innocente. Scotland Yard potrebbe essere costretta a cancellare tutti i dati acquisiti durante le indagini. La decisione della Corte è stata presa dopo i ricorsi di due inglesi. In entrambi i casi,  uno di molestie e l’altro di furto, gli accusati dopo essere stati prosciolti hanno chiesto che i loro dati fossero cancellati.
La divisione con il resto del mondo aumenta se si considera che nella penisola qualcuno aveva provato a proporre di prendere le impronte  a tutti i cittadini. Ma siamo sempre in Europa quando ci fa comodo, ovviamente.

European court rules DNA database breaches human rights | UK news | guardian.co.uk

Police forces in much of the UK could be forced to destroy the DNA details of hundreds of thousands of people with no criminal convictions, after a court ruled today that keeping them breaches human rights.

The European court of human rights in Strasbourg ruled that keeping innocent people’s DNA records on a criminal register breached the right to respect for private life, safeguarded by the Human Rights Convention.

The decision could oblige the government to order the destruction of DNA data belonging to those without criminal convictions among the approximately 4.5m records on the England, Wales and Northern Ireland database.

Written by Fabrizio, the wings

4 Dicembre 2008 alle 12:42 pm

Berlusconi? Apocalittico e Integrato

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Apocalittici e Integrati

Apocalittici e Integrati (Umberto Eco)

L’Italia era il paese dell’immobilità politica e sociale che fu smossa dallo scossone di mani pulite e Berlusconi decise di scendere in campo per cambiarla, rinnovarla e renderla finalmente un paese moderno: veloce e aziendalmente efficiente. Sprizzava novità da tutti i pori il grande Silvio, la sua volontà di cambiamento era Apocalittica, almeno a parole. Vinse a mani basse le prime elezioni del 1994 ma Bossi gli tagliò le gambe sul nascere, dopo pochi mesi: ribaltone e incarico a Dini. Governo di centro destra? Non pervenuto. Ci fu in quel periodo l’incresciosa vicenda dell’avviso di garanzia al G8 di Napoli, che il Cavaliere si è legato a dito; ha fatto un nodo al fazzoletto, e non è propriamente da biasimare. I cambiamenti dovranno aspettare, e mai più con Bossi perdincibacco. Le elezioni successive, quelle 1996, le vince l’Ulivo e l’apocalisse attende, ancora. Ma finalmente si presenta la sua vera prima occasione che gli Italiani gli danno con le elezioni del 2001. Fu la campagna elettorale del contratto con gli Italiani firmato in diretta, cambiare si può, mi impegno a farlo disse. Obama è venuto dopo, ha copiato.  Bossi è stato ricondotto a scudisciate nell’ovile e la maggioranza in Parlamento e al Senato era enorme, quasi stratosferica. Questa volta cinque anni puliti di governo Berlusconi non li ferma nessuno, così l’apocalisse è lì, dietro l’angolo. In questi cinque anni avrebbe dovuto agire con risolutezza, forse tutta quella che dimostra di avere ora, ma molte delle leggi e delle proposte vennero ammorbidite, smussate, limate, aggiustate per non toccare troppo gli interessi di lobby, caste e corporazioni. Nelle commissioni si parla, si modifica e si riduce l’effetto del cambiamento: l’apocalisse si smussa ai lati, perde potenza. L’uragano fa land fall sulla terra ferma dei privilegi, dei poteri acquisiti, delle interpretazioni cavillose delle leggi, dei rimandi ai regolamenti, delle eccezioni, degli azzeccagarbugli che discettano nelle stanze dirigenziali degli enti pubblici. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

2 Dicembre 2008 alle 11:10 am

La ciclicità della rimembranza e dell’oblio: dalla Manaudou alla Pellegrini passando per Alitalia, la legge sui blog e il ponte sullo stretto. Fotografia di un paese incantato.

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the human brain

the human brain

In questi giorni il server di wordpress ha registrato una nuova ondata di accessi al sito di naviganti che cercavano sui motori di ricerca il cognome Manaudou. Ho subito pensato che qualche notizia che riguardava la nuotatrice francese fosse passata sui tradizionali media, e infatti alcune televisioni avevano riportato la NOTIZIONA che Laure si era rifatta il seno (diciamo sarebbe). Esattamente un anno fa l’articolo sull’effetto farfalla di Laure Manaudau faceva registrare circa duemila contatti al giorno. Era sempre una giornata d’autunno quando si accendeva la discussione sulla legge Levi Prodi, che prevedeva la regolamentazione delle procedure per aprire un blog, la cui sottile pretesa, nemmeno troppo sottintesa, sembrava essere quella del cercare di irreggimentare ogni aspetto della vita e ogni forma di espressione. E’ infondo un indice chiaro di timore, addirittura forse di terrore, difronte alla vastità e complessità della società, che non si riesce a comprendere a fondo, per limiti spesso individuali. Sono tali paure che si riversano in un desiderio impotente di sorveglianza assoluta che non può che sfociare in forme di controllo per mezzo della paura, delle minacce, del ricatto, in sintesi dello stesso terrore che si riversa fuori per terrorizzare chi o cosa induce terrore solo perché non è compreso. Nell’incapacità di comprendere c’è la radice di ogni terrorismo che sia fisico, verbale, legislativo, emotivo o di natura religiosa: si cerca di distruggere ciò che non capiamo e che temiamo illogicamente possa distruggere noi stessi. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

30 Novembre 2008 alle 1:58 pm