Archive for the ‘società’ Category
Repubblica Parlamentare e non Presidenziale
Una differenza che inzia a sfuggire. Ma forse è solo un’impressione, considerate tutte le vanterie dell’eletto dal popolo come lo è, del resto, ogni altro parlamentare. Comunque al di là del fatto che certe forme di collaborazione tra organi e cariche dello stato possono avvenire anche se non espressamente contempleate dalla Costituzione quello che emerge è che certe riforme non siano state ancora realizzate, come molte altre del resto.
Qualunque sia la decisione della Corte Costituzionale la nostra bella figura internazionale l’abbiamo già fatta
Bispensiero, doublethinking, Geroge Orwell, come titola il Times on line. L’Italia è il paese della logica e del diritto tirato per la giacchetta. I furbetti del quartierino si sono evoluti: ora ci sono i furbetti dell’ermeneutica, del foro, i maghi dell’interpretazione estensiva o esclusiva, e a seconda da che parte la si guarda una curva può essere a destra o a sinistra, anche se è sempre la stessa curva che va nella stessa direzione. Ma la cosa più rattristante e che non sono in pochi a credere che tali ipotesi d’interpretazione rappresentino l’avanguardia del diritto e non la sua fine, direzione in cui si appresterebbe ad avviarsi il diritto in questo paese se la decisione della Consulta fosse quella di accettare l’architettura logico giuridica del lodo Alfano. Si è passati dall’abolizione dell’immunità parlamentare su cui decideva il Parlamento, e non era un’immunità dovuta alla carica in sé e per sé, nè un’ipotesi d’immunità temporanea, salvo prescrizioni incipienti, che discenderebbe direttamente dal voto come se l’elezione da parte del popolo cancellasse i reati o le ipotesi di reato. Le nuove investiture divine, come se il popolo non si sbagliasse mai. Mussolini e Hilter avevano circa il 30% dei consensi. Berlusconi dice di arrivare al sessanta: non c’è da vantarsene troppo, credo.
Marco Travaglio il volontario dell’informazione italiana
Che la società italiana si reggesse sul volontariato è un fatto ormai risaputo: senza risorse gratuite saremmo più ingessati di quanto già siamo: quando la penisola è colpita da una catastrofe naturale le nostre migliori risorse sono sempre i volontari; la Croce Rossa si regge sul volontariato; le aziende preferiscono prendere stagisti non retribuiti. I volontari sono le colonne portanti di questo paese e sono sempre strumentalizzati da chi i soldi li prende, anche troppi, soldi nostri tra l’altro. Anche se non si può fare di tutta un’erba un fascio un bel mazzetto di “rose e viole”, con cui tornar dalla campagna, riusciamo a imbastirlo. Sono coloro che i soldi li prendono agli stessi volontari o dalle loro famiglie, infatti per mezzo di tasse dirette e indirette certi personaggi (molti a dire il vero) sono finanziati per dire bene degli stessi volontari, incensarli, e poi la sera divertirsi a spendere i loro soldi che tramite il finanziamento pubblico sono entrati nelle proprie tasche. Anche immagino con una certa soddisfazione. Questa è la volta di Marco Travaglio che sembra sarà presente ad Annozero senza contratto, quindi presumo da ospite non retribuito, ma prima o poi tocca a tutti essere un volontario. Il nuovo eufemismo per definire la schiavitù e speculare sulla bontà d’animo delle persone. Chiamarli schiavi pareva brutto anche e soprattutto a coloro che poi s’accapigliano per un centesimo di diritto d’autore, oscurano un trasmissione sul satellite per invogliare indirettamente ad acquistare un decoder digitale terrestre, o che pagano milioni di euro un direttore per scrivere balle altamente sofisticate. Insomma senza parassiti non ci sarebbero volontari ma molte più persone riceverebbero un compenso equo anche per le loro attività umanitarie evitando così che guadagnino solamente coloro che svolgono attività di pura speculazione intellettuale e informativa, e che vorrebbero censurare a priori imbastendo cavilli alla azzeccagarbugli. Se un giorno i volontari scioperassero questo paese si fermerebbe definitivamente. Poi far fare il volontario a Travaglio potevate risparmiarcelo, via firmategli il contratto…
Sembrerebbe che il crimine paghi.
E anche abbastanza bene.
Walter Mosley on America’s Obsession with Crime | Newsweek National News | Newsweek.com
In 2,000 years of Western civilization we have been guilty of heresy, perversion, theft, and murder; of fighting and refusing to fight; of loving, lusting after, and sometimes just looking. We have been guilty of speaking out and keeping silent, of walking, marching, and running away.
Complotti lunari, e la storia infinita
Nell’anno dell’anniversario dell’allunaggio le chiacchiere non si fermano, anzi, le interviste, gli articoli, e i riflettori mediatici puntati (interviste a Buzz Aldrin, documentari, filmati) hanno rinfocolato le polemiche sulla verità o la falsità dello sbarco sulla luna, che mi sento di poter affermare che si realizzò quarant’anni fa. Paolo Attivissimo impiega ormai credo più della metà della sua giornata a cercare di smontare la tesi del complotto lunare, la quale pretende che l’uomo non abbia mai messo piede sulla luna. Ha creato, oltre a quello personale, anche un blog specifico e dedicato, con il quale puntualmente cerca di smontare le ipotesi complottistiche. Ma quest’ultime si aggrappano a tutto anche per altri argomenti con “alogiche” similari: dettagli, affermazioni sospette di Aldrin, che poi tanto sospette non sono, su strani monoliti su Marte; i filmati mancanti, la prospettiva delle fotografie, e tanti altri dettagli o obiezioni. Il lavoro del nostro prode antibufala, che seguo da alcuni anni, credo che non terminerà molto facilmente è infatti impiegato anche sul fronte degli sciachimisti (altro blog specifico), le normali scie di condensazione degli aerei che molti credono essere tracce di prodotti particolari utilizzati per reconditi e preoccupanti scopi. Poi c’è l’immortale 11 settembre e consuete, anche qui, teorie complottistiche, che partono da lontano come l’idea dei voli e della loro assenza dai registri. Il motivo fondamentale per cui Attivissimo rischia di combattere la sua battaglia in eterno è dovuto al fatto che la maggior parte delle persone non sono razionali e quindi poco sensibili a ragionamenti di questo tipo; il secondo motivo è che è molto più semplice e meno dispendioso affermare una cosa qualsiasi campata in aria piuttosto che una razionalmente ponderate. La capacità di fuoco dei complottisti è quindi notevolmente superiore alle chirurgiche armi dei razionali che sono tra l’altro anche in minoranza nel numero. Sinceramente non so dove trovi tutte le energie per contrastare puntualmente tutte le affermazioni beatamente e semplicemente proposte senza pensarci troppo, anche se un idea ce la può dare Oscar Wilde: l’importanza di chiamarsi Attivissimo.
Obama e il lancio d’apertura
Il lancio d’apertura della stagione della Major League spetta al Presidente degli Stati Uniti: è un lancio simbolo, un gesto che apre al divertimento sportivo, un gesto in cui la figura che rappresenta un intero popolo, le sue istituzioni e le intere scelte di convivenza rappresentate dalle leggi, inaugura la stagione del confronto sportivo sui campi di uno degli sport più popolari tra gli americani: il baseball. E’ una tradizione che è rimasta intatta da quasi cento anni e che ha visto numerosi presidenti avvicendarsi sul campo per il lancio d’inizio. Barak Obama ha indossato per l’occasione il giacchetto dei Chicago White Sox, squadra di cui è tifoso. Il baseball raccoglie le sfaccettature dell’intero spirito della nazione americana: la partenza, le basi da girare e infine il ritorno a casa, forse una nuova ma pur sempre accogliente nella simbologia, dopo aver naturalmente percorso la strada verso la frontiera.
La tecnica non sembra malvagia sopratutto se confrontata con quella di Wilson o di Bush (spancia un po’ troppo), anche se Obama preferisce il Basket, ma forse è il lancio di una pallina che non richiede un’eccessiva acquisizione di capacità tecniche. Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe provare con il tennis, anche se le racchette non sono proprio regolamentate come le mazze da baseball, ma ogni sport rispecchia lo spirito della nazione dove è più popolare e il tennis sembra essere globalizzato.
Nixon invece sembra proprio ingessato, più di Wilson.
Badate colonnello, io ho carta bianca
Tutte le ragioni per scegliere Facebook
- Se vuoi che il tuo passato che credevi dimenticato continui a perseguitarti, allora scegli Facebook;

Facebook, the new religion
- Se vuoi ancora tra gli occhi la faccina del tuo compagno di scuola che ti copiava sempre i compiti, e alla maturità ha preso più di te perché era raccomandato e che ora guadagna più di te perché è sempre raccomandato, nonostante non abbia mai capito niente. Allora scegli Facebook;
- Se vuoi che qualcuno ti ricordi quanto tempo è passato, quando per te il tempo era per fortuna passato. Allora scegli Facebook;
- Se vuoi rivedere la faccina del tuo primo fidanzatino/a di cui non ti frega più assolutamente niente, allora scegli Facebook;
- Se vuoi ritrovare il professore delle superiori che ti dava sempre quattro e non sopportavi, devi scegliere Facebook;
- Se vuoi fare nuove amicizie che non ti considereranno nemmeno di striscio, allora scegli Facebook;
- Se vuoi ritrovare creditori che credevi morti, scegli Facebook;
- Se vuoi ritrovarti pieno di messaggi da parte dell’amante che per te è stato/a solo una botta e via, mi raccomando scegli Facebook;
- Se vuoi fare a gara, come fosse l’audience, ad avere più amici di altri, scegli sempre Facebook;
- Se non ti basta, Messanger, Skype, GoogleTalk, Twitter, un Blog, ICQ, Yahoo Chat, devi per forza scegliere Facebook.
- Se non ti basta disperdere le tue idee vanamente tra forum, chat, post e opinioni che non verranno mai lette sei obbligato a scegliere Facebook;
- Se pensi che i dati dell’Aditel siano veri, nonstante il campione sia di 5.101 famiglie scelte in base al reddito, allora sei pronto per farti pubblicità su Facebook;
- Se pensi di poter interessare a qualcuno per quello che dici o fai sei pronto per Facebook, dove tutti pensano la stessa cosa;
- Se pensi che questo paese verrà cambiato con Facebook sei pronto per Facebook o per un bello scontro con i mulini a vento;
- Se pensate che sia un regalo permetterci di utilizzare Facebook, leggete qui. Di americano rimarrà solo la corte: nel Delaware, per la precisione.
E’ una violazione dei diritti mantenere in archivio le impronte digitali e il DNA di chi è innocente
La Corte di Strasburgo ha dichiarato che si tratta di una violazione dei diritti mantenere archivi in cui ci sono presenti i dati genetici di chi è stato riconosciuto innocente. Scotland Yard potrebbe essere costretta a cancellare tutti i dati acquisiti durante le indagini. La decisione della Corte è stata presa dopo i ricorsi di due inglesi. In entrambi i casi, uno di molestie e l’altro di furto, gli accusati dopo essere stati prosciolti hanno chiesto che i loro dati fossero cancellati.
La divisione con il resto del mondo aumenta se si considera che nella penisola qualcuno aveva provato a proporre di prendere le impronte a tutti i cittadini. Ma siamo sempre in Europa quando ci fa comodo, ovviamente.
European court rules DNA database breaches human rights | UK news | guardian.co.uk
Police forces in much of the UK could be forced to destroy the DNA details of hundreds of thousands of people with no criminal convictions, after a court ruled today that keeping them breaches human rights.
The European court of human rights in Strasbourg ruled that keeping innocent people’s DNA records on a criminal register breached the right to respect for private life, safeguarded by the Human Rights Convention.
The decision could oblige the government to order the destruction of DNA data belonging to those without criminal convictions among the approximately 4.5m records on the England, Wales and Northern Ireland database.
Berlusconi? Apocalittico e Integrato
L’Italia era il paese dell’immobilità politica e sociale che fu smossa dallo scossone di mani pulite e Berlusconi decise di scendere in campo per cambiarla, rinnovarla e renderla finalmente un paese moderno: veloce e aziendalmente efficiente. Sprizzava novità da tutti i pori il grande Silvio, la sua volontà di cambiamento era Apocalittica, almeno a parole. Vinse a mani basse le prime elezioni del 1994 ma Bossi gli tagliò le gambe sul nascere, dopo pochi mesi: ribaltone e incarico a Dini. Governo di centro destra? Non pervenuto. Ci fu in quel periodo l’incresciosa vicenda dell’avviso di garanzia al G8 di Napoli, che il Cavaliere si è legato a dito; ha fatto un nodo al fazzoletto, e non è propriamente da biasimare. I cambiamenti dovranno aspettare, e mai più con Bossi perdincibacco. Le elezioni successive, quelle 1996, le vince l’Ulivo e l’apocalisse attende, ancora. Ma finalmente si presenta la sua vera prima occasione che gli Italiani gli danno con le elezioni del 2001. Fu la campagna elettorale del contratto con gli Italiani firmato in diretta, cambiare si può, mi impegno a farlo disse. Obama è venuto dopo, ha copiato. Bossi è stato ricondotto a scudisciate nell’ovile e la maggioranza in Parlamento e al Senato era enorme, quasi stratosferica. Questa volta cinque anni puliti di governo Berlusconi non li ferma nessuno, così l’apocalisse è lì, dietro l’angolo. In questi cinque anni avrebbe dovuto agire con risolutezza, forse tutta quella che dimostra di avere ora, ma molte delle leggi e delle proposte vennero ammorbidite, smussate, limate, aggiustate per non toccare troppo gli interessi di lobby, caste e corporazioni. Nelle commissioni si parla, si modifica e si riduce l’effetto del cambiamento: l’apocalisse si smussa ai lati, perde potenza. L’uragano fa land fall sulla terra ferma dei privilegi, dei poteri acquisiti, delle interpretazioni cavillose delle leggi, dei rimandi ai regolamenti, delle eccezioni, degli azzeccagarbugli che discettano nelle stanze dirigenziali degli enti pubblici. Leggi il seguito di questo post »
La ciclicità della rimembranza e dell’oblio: dalla Manaudou alla Pellegrini passando per Alitalia, la legge sui blog e il ponte sullo stretto. Fotografia di un paese incantato.
In questi giorni il server di wordpress ha registrato una nuova ondata di accessi al sito di naviganti che cercavano sui motori di ricerca il cognome Manaudou. Ho subito pensato che qualche notizia che riguardava la nuotatrice francese fosse passata sui tradizionali media, e infatti alcune televisioni avevano riportato la NOTIZIONA che Laure si era rifatta il seno (diciamo sarebbe). Esattamente un anno fa l’articolo sull’effetto farfalla di Laure Manaudau faceva registrare circa duemila contatti al giorno. Era sempre una giornata d’autunno quando si accendeva la discussione sulla legge Levi Prodi, che prevedeva la regolamentazione delle procedure per aprire un blog, la cui sottile pretesa, nemmeno troppo sottintesa, sembrava essere quella del cercare di irreggimentare ogni aspetto della vita e ogni forma di espressione. E’ infondo un indice chiaro di timore, addirittura forse di terrore, difronte alla vastità e complessità della società, che non si riesce a comprendere a fondo, per limiti spesso individuali. Sono tali paure che si riversano in un desiderio impotente di sorveglianza assoluta che non può che sfociare in forme di controllo per mezzo della paura, delle minacce, del ricatto, in sintesi dello stesso terrore che si riversa fuori per terrorizzare chi o cosa induce terrore solo perché non è compreso. Nell’incapacità di comprendere c’è la radice di ogni terrorismo che sia fisico, verbale, legislativo, emotivo o di natura religiosa: si cerca di distruggere ciò che non capiamo e che temiamo illogicamente possa distruggere noi stessi. Leggi il seguito di questo post »























