L’etica dei pipistrelli vampiro. Copiare la natura e l’evoluzione nel mondo globale

Pipistrelli sociali

Pipistrelli sociali

Nel viaggio alla ricerca di una società migliorabile, perché molto probabilmente la perfezione lascerebbe molte delusioni a causa della sua irrealizzabilità intrinseca, oltre all’utopia è necessario abbandonare anche altre forme di illusione che alimentano false speranze. La dinamica principale di questo processo consiste nel lasciare ogni forma di astrattismo, misticismo e assolutismo inteso nel senso della velleitaria ipotesi che i comportamenti altruistici esistano indipendentemente da ogni altro fattore. C’è da recuperare, invece, la forma matematica dell’approssimazione. In questo senso ogni progresso in ambito sociale è un miglioramento che consente di compiere un passo in avanti. Le discussioni sull’ipotesi di poter raggiungere o meno l’asintoto è forse meglio lasciarle a disquisizioni puramente accademiche. Esiste un aspetto pratico e non meno nobile: tentare e riuscire a compiere i singoli piccoli passi. Ma per riuscirci è opportuno conoscere il terreno su cui dovremmo camminare, la struttura dei nostri corpi, la natura di noi stessi, nonché l’obiettivo e gli obiettivi che si intende perseguire.

Se paragoniamo due auto tra loro, o qualunque altra opera dell’uomo, a distanza di molto tempo (mezzo secolo o un secolo) non possiamo non notare le differenze e le notevoli migliorie che sono state apportate, ma al tempo stesso non sarebbe corretto affermare, per esempio, che le auto odierne siano perfette, che corrispondano all’utopia astratta di macchina senza difetti. Sono però molto migliorate e questi progressi sono stati possibili sostanzialmente grazie alle maggiori conoscenze tecniche e scientifiche. La domanda se esiterà mai un auto perfetta è puramente retorica. Molto probabilmente nessun ingegnere prenderebbe in seria considerazione l’ipotesi di rispondere in modo assoluto con un sì. Loro si occupano del processo di miglioramento non di certe speculazioni. La risposta più probabile sarebbe proprio questa: “noi ci cerchiamo creare auto sempre più sicure ed efficienti”. Continua a leggere

Empatia calda e motivazioni egoistiche per essere altruisti

Intersezioni di collaborazione

Intersezioni di collaborazione

Sono stati fatti numerosi studi sull’empatia e questa caratteristica, non esclusiva dell’uomo, è stata considerata fondamentale per i processi di vita sociale nelle architetture complesse di vita in comune. Ne sono stati studiati gli effetti in medicina tra paziente e medico, in ambiato lavorativo (Goleman 1997) al fine di comprendere quale sia il miglior ambiente di lavoro non solo dal punto di vista della vivibilità ma anche da quello dell’efficienza, in psicologia per capire meglio casistiche di psicopatologie comportamentali ed anche per spiegare fenomeni di bullismo in età adolescenziale. L’empatia è parte integrante di molti aspetti della nostra vita ma forse il suo ruolo, anche se essenziale, è stato sopravvalutato nel senso che potrebbe essere necessaria ma non sufficiente affinché si manifestino e si conservino comportamenti pro sociali all’interno di un gruppo. La capacità di comprendere gli stati d’animo degli altri, che è la definizione più classica, forse abusata, del concetto di empatia, merita di essere approfondita. Comunque il sostantivo “empatia” e il relativo aggettivo sono stati utilizzati per indicare aspetti diversi dei processi celebrali che sono alla base dell’immedesimazione con gli altri e della comprensione dei loro stati mentali ed emotivi.

È possibile distinguere tra empatia fredda ed empatia calda. Questa distinzione pone una questione interessante in merito a come la facoltà di riconoscere lo stato emotivo e situazionale di un’altra persona possa dare origine a comportamenti che non sempre seguono lo stesso percorso. Per empatia fredda si intende la capacità di riconoscere lo stato e la situazione della persona che abbiamo difronte, tale condizione è anche descritta come “teoria della mente” (Theory of mind) ed è un’abilità che si acquisisce a partire dai 3 e i 4 anni di età. L’empatia calda è stata generalmente descritta, dal punto di vista scientifico, come la facoltà di riuscire a immedesimarsi nelle condizioni osservate nell’altro. Questo secondo tipo di empatia si configura come una risposta emotiva successiva alla prima capacità cognitiva (R. James R. Blair, Empathic dysfunction in psychopathic individuals, 2006). Quello che è emerso da studi relativamente recenti è che nei disordini relativi all’empatia e riconducibili a disfunzioni psicopatiche nei soggetti studiati non è stato riscontrato nessun disturbo o disfunzione della teoria della mente (Hare, 1991). Gli individui sono risultati nella norma riguardo alle capacità di empatia cognitiva e non risultano indicazioni a sostegno dell’ipotesi che coloro che hanno comportamenti antisociali abbiano un deficit ricollegabile alla teoria della mente. Continua a leggere

Coesione sociale e il limite etico delle religioni

Limiti

Limiti

Nell’analisi dei comportamenti che generalmente vengono definiti altruistici, pro sociali o collaborativi è necessario stabilire un approccio di indagine che cerchi di spiegare i motivi per cui si sono affermati.

Da un lato è stato ormai chiarito che i gruppi in cui sono nati erano composti da parenti perciò da individui che condividevano e condividono una parte del proprio patrimonio genetico. In linea di massima quindi, salvo situazioni particolari e casi devianti, c’è da aspettarsi un aumento della solidarietà direttamente proporzionale al grado di parentela. La maggiore attenzione verso i figli diminuisce nel percorso che arriva agli estranei: le risorse fisiche, affettive, mentali ed economiche hanno un’evidente tendenza a diminuire lungo questa strada. Il fatto che possano esistere comportamenti “devianti” non ha la forza di inficiare una solida realtà statistica. Comportamenti eccessivamente “egoistici” rientrano nell’ambito di mutamenti casuali che diminuiscono la fitness riproduttiva ed hanno perciò conseguenze negative sulla diffusione di comportamenti estremi di questo tipo. Il paradosso di un genitore che mantiene per sé tutte le risorse ha una ricaduta sulla sopravvivenza dei geni dello stesso genitore. La condizione opposta (un genitore che concede tutto a figli) non porta intuitivamente e drasticamente ad una interruzione della linea di sopravvivenza e trasmissione genetica ma può avere conseguenze altrettanto rischiose. Donare tutto il cibo alla prole significa non averne per sé e quindi privarsi delle energie necessarie per cercarne di nuovo da donare a individui non ancora autosufficienti o per procreare ancora e ottimizzare la diffusione del proprio patrimonio genetico, con conseguenze molto simili alla prima situazione, se non identiche. Tra queste situazioni estreme ci sono una quantità molto vasta, se non infinita, di casi intermedi, dove in relazione alle condizioni di reperibilità delle risorse per la sopravvivenza, periodo per l’autosufficienza e altre condizioni ambientali si possono osservare diversi gradi di cura della progenie. L’osservazione della natura ce ne fornisce una molteplicità impressionante che spazia dagli ovuli abbandonati per la fecondazione, come avviene nei pesci, negli anfibi e nei rettili fino alle cure più accurate degli uccelli e dei mammiferi, per terminare con la specie umana. L’efficienza di una o dell’altra strategia dipende da molti fattori che non indagheremo in questa occasione, ma il grado di efficienza di una maggiore o minore presenza di cure parentali è variabile. Continua a leggere

Il male eterno, la teoria dei giochi e demoni seppelliti sull’inesistente isola di Utopia

Teoria dei giochi e aspettative individuali

Teoria dei giochi e aspettative individuali

Perché esiste il male? La domanda ricorre spesso ed è stata forse una delle domande che hanno suscitato le più irrefrenabili fantasie nell’uomo  Ha dato origine a numerose leggende e miti: quello di Platone di Er è forse il primo articolato in modo complesso, mentre la dicotomia del dottor Jekyll e mr. Hyde incarna la paura di un male strettamente connaturato al bene e da quest’ultimo inseparabile. Si è tentato di spiegare il male attraverso interpretazioni filosofiche metafisiche e spiegazioni religiose ontologiche, come quella di S. Agostino, che lo vede come privazione del bene partendo dal grado superiore di dio per scendere fino a quelli inferiori delle sue creature.

La tentazione del male ha preso le più svariate forme come quella del serpente nel giardino dell’Eden, di un demonio nel deserto. Alla presenza del male l’uomo ha sempre cercato di fornire una spiegazione anche chiamando in causa divinità contrapposte fra di loro. Nella mitologia greca il cospicuo numero di dei inscenava contese dagli interessi diversificati e dai vantaggi da conquistare altrettanto variegati, distribuendo male e bene a ogni occasione fra le parti in gioco.

È proprio il tentativo di spiegare il rapporto tra male e bene che ha occupato molte delle energie umane al fine di riuscire a chiarire i motivi profondi delle proprie esistenze soggette a delusioni e sofferenze, oltre che a momenti piacevoli. Il bene e il male, dio e il demonio, buoni e cattivi, angeli e demoni, il giusto e l’ingiusto. La dicotomia era ed è collegabile a un’interpretazione etica e morale dei comportamenti nonché a una lotta senza fine tra i due opposti sparsi nell’umanità e, non di rado, anche all’interno della stessa persona. Continua a leggere

Morale ed empatia: dai Bonobo fino a un’etica per il villaggio globale

La morale del villaggio

La morale del villaggio

Recenti studi hanno evidenziato che gli scimpanzé e i bonobo si comportano in modi che potrebbero essere definiti morali, o almeno assimilabili alle basi fondanti di una moralità: ovvero possiedono i blocchi principali di comportamenti etici più complessi come quelli che si possono descrivere negli uomini e nelle donne. Gli studi portati avanti dal professor Frans de Waal, ed esposti nel suo ultimo libro (i Bonobo e gli atei), sono eloquenti. Consolano chi ha perduto un cucciolo, donano cibo ai meno fortunati, si prendono cura di chi ha bisogno, mostrano comportamenti empatici di dispiacere, di senso di colpa. Anche se alcuni potrebbero storcere il naso se tali comportamenti venissero definiti etici in senso umano è fuori di dubbio che queste predisposizioni comportamentali sollevano delle questioni di rilevante importanza. Il fatto che tali atteggiamenti derivino, dal punto di vista scientifico, da una forma di cambiamento evolutivo adattivo solleva la questione della necessità di un dio affinché gli uomini possano avere un codice di comportamento etico. La morale deve discendere necessariamente dall’alto o può essere sviluppata dall’interno nell’ambito dell’individuo, del gruppo di appartenenza? Se altre forme di vita, che non conoscono il concetto di dio, hanno sviluppato comportamenti sociali di cooperazione, comprensione ed aiuto reciproco l’indicazione è che anche per gli uomini (seppur autori di forme di comportamento codificate in leggi e sistemi di convivenza complessi) non vi sia bisogno che la condivisione dei gesti etici sia indotta dall’esterno. Non è una novità che i metodi di cooperazione possano discendere da una scelta condivisa come il contratto sociale (Rousseau), ma se queste forme di convivenza sono lontane dai primordiali approcci empatici di scimpanzé e bonobo molto probabilmente ne rappresentano il continuo in forma strutturata.

Gli studi di Frans de Wall chiariscono che non è necessario credere in un dio per essere persone detentrici di moralità. Senza voler sminuire il lavoro, i possessori di animali domestici potranno sicuramente testimoniare di aver riscontrato comportamenti simili e vicini all’empatia nei loro compagni quotidiani anche se nell’areogramma evolutivo si collocano in una posizione diversa da quella dei primati e dell’uomo, e magari i loro comportamenti rimangono un po’ distanti, nello specifico, da quelli osservati da de Wall nei primati oggetto dei suoi studi. Continua a leggere

Sembra che il pensiero del Nobel Esquivel sia più articolato

Da quello che riporta il fatto quotidiano lo stralcio riportato dallo Stato del Vaticano andrebbe interpretato alla luce del contesto dell’intero discorso che riporto:

Scrive Esquivel: “Celebriamo la nomina del primo Papa latinoamericano nella storia della Chiesa cattolica e la sua scelta del nome portatore di speranza Francesco […]. Speriamo che abbia il coraggio di difendere i diritti dei popoli davanti ai potenti, senza ripetere i gravi errori, e anche peccati, che fece la Chiesa. Durante l’ultima dittatura argentina, i membri della Chiesa cattolica non ebbero comportamenti omogenei. É indiscutibile che ci furono complicità di buona parte della gerarchia ecclesiastica nel genocidio perpetrato contro il popolo argentino, e se anche molti, con “eccesso di prudenza”, fecero gesti silenziosi per liberare i perseguitati, furono pochi i pastori che con coraggio e decisione assunsero la nostra lotta per i diritti umani contro la dittatura militare. Non credo che Jorge Bergoglio sia stato complice della dittatura, ma credo che gli mancò il coraggio di essere vicino alla nostra lotta per i diritti umani nei momenti più difficili […]. Per questo speriamo che non dimentichi le parole del vescovo martire argentino, Monsignor Enrique Angelelli, quando diceva che “dobbiamo dare ascolto con un orecchio al Vangelo e con l’altro al popolo, per sapere cosa ci sta dicendo Dio”.

Come accaduto e riportato dai documenti storici la Chiesa ha spesso tenuto comportamenti ambigui nei confronti delle dittature senza avere il coraggio di prendere posizioni chiare e determinate.  I concordati stipulati sia con il fascismo che con la Germania di Hitler sono la punta dell’iceberg dei comportamenti che potevano essere più incisivi e chiari, di prese di posizione mai evidenti. La storia Argentina non sembra essere diversa dopo una lettura attenta delle parole di Perez Esquivel.

Il misero scoop dell’Espresso sul villaggio ecosostenibile e inesistente di Beppe Grillo

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Migliori spiegazioni le trovate nell’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano

Il filmato a nome di Walter Vezzoli era on line dal 2009. È sufficiente cercare su youtube ecofeduo. In più non solo è opportuno che chi ne ha la possibilità investa, con le forme societarie del luogo, in nicchie ecologiche e progetti che si accordano con la difesa della natura. Altrimenti certi luoghi sarebbero preda di altri tipi di investimento. Insomma mentre i giornalisti dell’espresso sprecano risorse ed energie in inchieste inesistenti, in Italia si aspetta il prossimo che si butta da una finestra. Non è nemmeno troppo irrealistico pensare che il numero delle società sia dovuto alla complessità dell’investimento. Indurre a pensare, poi, che un’assoluzione sia una colpa è una tecnica giustizialista tipica di un garantismo da due pesi e due misure.

http://www.youtube.com/watch?v=eaSk4Xp3EHA

Sfiduciati

Il flop di Monti è sotto gli occhi di tutti, ma anche il Professore, par di capire, ha un progettino per restare a galla. Basta leggere i giornali amici che parlano di congelare il premier poiché visto che un governo nuovo non si riesce a fare allora teniamoci quello vecchio.

Ma non si era dimesso? Ah già era necessario prima votare la sfiducia al governo. Forse…

Via Il Fatto

Idee chiare del movimento 5 stelle

Vedremo quanto reggerà la roccaforte retrograda e filo ecclesiastica che è molto bipartisan in Italia (destra e sinistra tirano sempre le sottane ai preti).

M5s sono favorevoli anche al riconoscimento legislativo dell’eutanasia. I “grillini” si sono inoltre esplicitamente espressi a favore dell’uso degli oppiacei nella lotta contro il dolore e per la “depenalizzazione e legalizzazione della sterilizzazione volontaria, sia maschile che femminile”.

Via Uaar

 

Tu partorirai con dolore

Se commento mi querelano, temo. Quindi non dico nulla.

In Italia il 43% dei parti cesarei sarebbe del tutto ingiustificato con uno spreco di denaro di 85 mln. Il ministro Balduzzi, ha dichiarato: “ in presenza di dati che creano ragionevoli dubbi sulla legalità dei comportamenti c’è il dovere di perseguire la strada giudiziaria”. Al suo fianco il comandante generale dei carabinieri Nas, aggiungeva “si potrebbero ipotizzare reati che vanno dalle lesioni personali gravi alla truffa a carico del Servizio sanitario nazionale, al falso in atto pubblico”. Come dare loro torto: se ci sono dei reati è giusto perseguirli. Ma sono realmente reati?

Il fatto (continua), ma ci vuole fegato.

 

Vezzali vincente nella scherma…

vezzali berlusconiLa retorica del professore è sempre la stessa stantia formula. Sa di astrattismo, vuota demagogia. Chi è vincente in uno sport non è detto che lo sia in un altro, figuriamoci in politica. La candidatura della Vezzali rimarca una faciloneria tutta italiana in cui prospera l’idea che una qualità sia applicabile a ogni campo. In questo caso la categoria astratta del vincitore che vince sempre e ovunque. Come Valentino Rossi su un’ipotetica formula uno. Sappiamo come è andata a finire. Ora pendiamo tutti dalle labbra della schermitrice, anche il futuro dell’Italia e non c’è da rallegrarsene.

datasport

Miracoli

Posso comprendere lo stato d'animo e la speranza di chi ci crede nei miracoli, ma così è eccessivo.

“SIGNORI siamo partiti: andiamo a conquistare quel 40 per cento di italiani che non vanno più a votare”. La voce di Mario Monti rimbomba sotto le volte del refettorio del convento delle suore di Sion, una location appartata nel cuore del Gianicolo, messa a disposizione grazie ai buoni uffici del fondatore della Comunità di Sant'Egidio, e ministro, Andrea Riccardi.

Repubblica.

 

L’ipocrisia e l’incompetenza. Un anno di governo Mario Monti

Il governo del professore Mario Monti è durato un anno. Un periodo di tempo più che sufficiente per rendersi conto della natura ideologica del pensiero che risiede dietro le azioni politiche intraprese. Da un lato si porta avanti la concezione di un neoliberismo economico mentre dall'altro il personale e spirituale attaccamento alla Chiesa Cattolica crea un contrasto netto ed evidentissimo interno alle idee, se non alla personalità stessa del bocconiano. Una contraddizione insanabile che è causa di una politica incoerente e pericolosa. La sanità e lo stato sociale vengono lentamente smantellati, all'insegna di una francescana mitologia liberista, mentre lo stesso liberismo è politicamente sospeso per coloro che rientrano tra i gruppi economici di potere. Sugli immobili della Chiesa l'imu non si paga e le scuole private cattoliche possono portare avanti la loro concorrenza sleale nei confronti di quelle statali con i soldi dello stato stesso, che non lesina contributi oltre alle esenzioni. La sanità non gode di una situazione migliore: con la lenta erosione del sistema pubblico a favore di appalti privatistici esterni. In nome dello stesso liberismo si vagheggiava di aiutare con soldi pubblici il Monte dei Paschi di Siena, tentativo su cui aleggiano molte perplessità della Commissione Europea e di Mario Draghi. Il liberismo darwiniano (teoria dell'evoluzione ovviamente incompresa da Monti e da chi ne scrive gli endorsement) varrebbe per tutti tranne che per alcuni privilegiati, guarda caso chiesa e banche, che si avvantaggiano di una sospensione della lotta per la sopravvivenza economica. Le leggi speciali, o le non leggi speciali, varrebbero per questi soggetti in nome di un non ben precisato valore sociale detenuto da strutture private in contraddizione con l'idea liberista che solo un mercato non regolamentato sarebbe in grado di distribuire vantaggi ai singoli, o forse più prudentemente al maggior numero dei componenti la società. Perché le migliaia di artigiani e piccole e medie imprese che falliscono senza aiuti di stato né minime dilazioni del debito non hanno un valore sociale, politico ed economico? Secondo Mario Monti evidentemente non lo hanno, anche se la singola impresa moltiplicata per 1000 implica più posti di lavoro dell'intero salvifico e sacro Monte dei Paschi di Siena. Ogni giorno nel 2012 sono fallite 35 imprese. Tutto questo accade in un momento in cui i miti religiosi si stanno sgretolando facendo intravedere la loro pochezza e mentre sempre più economisti si rendono conto che i vantaggi distribuiti rappresentano solo un caso particolare e nemmeno troppo frequente di un sistema economico neoliberista. La teoria dell’evoluzione, mal compresa, demonizzata o sfruttata a seconda delle circostanze, aveva già evidenziato questo aspetto da cui l'economia non è esente. Corse agli armamenti controproducenti, vicoli ciechi evolutivi e il grande numero delle specie che si sono estinte seguendo un processo libero, se non vincolato solo da situazioni contingenti e leggi fisiche, testimoniano che il risultato molto spesso è uno svantaggio per molti e non raramente per tutti. L’organizzazione economica delle società, trattandosi del modo con cui vengono reperite le risorse per la sopravvivenza non è al di sopra di questa realtà. Qui nascono e sopravvivono tutte le contraddizioni del professore Mario Monti il quale è legato a due concezioni superate: il liberismo economico e la concezione religiosa che è indipendente dal culto di appartenenza. Il primo, alla prova dei fatti degli ultimi decenni (comprese le numerose privatizzazioni italiane), ha evidenziato tutti i suoi limiti ed è sfociato in una delle più consistenti crisi economiche, seconda forse solo a quella del ’29, con l'evidente realtà che non è stato redistribuito alcun beneficio, lasciando al mercato la possibilità di agire in completa libertà. La seconda, ovvero la concezione religiosa di un mondo creato da un’entità onnipotente, segna anch’essa il passo e si scontra con le evidenze reali di meccanismi che sono in contraddizione con l’esistenza di una divinità intesa in senso classico. Anzi le leggi naturali ed economiche evidenziano che per raggiungere l'obiettivo di una società equilibrata economicamente e più giusta eticamente è sempre più necessario fare ricorso a interventi mirati, razionali, scelti e mai ideologici, per mezzo degli strumenti legislativi. Rimanere ancorati alle visioni dogmatiche di un dio che può tutto e di un sistema neoliberista che aggiusterebbe tutto non può che portare il vivere civile alla deriva. Non stupiamoci pertanto se l’Italia è piena di leggi contraddittorie in cui alcuni principi valgono per alcuni e non per altri, questo risultato è l'effetto di azioni di uomini il cui pensiero politico poggia su fondamenta datate. Il tentativo di interpretarlo oscilla tra l’ipocrisia e l’incompetenza. Si impoveriscono i paesi, quindi singolarmente i singoli individui, in nome di principi religiosi (la figura di San Francesco) e dogmatico economici (liberismo risantorio), ma difronte a necessità impellenti si aiutano coloro che vengono ritenuti più vicini al proprio gruppo (economico e religioso) e che condividono un’etica e una visione del mondo in senso tribale allargato. Politicamente ci si avvicina a tutto tranne che a un governo tecnico. O forse è solo il tipo di tecnica che è ormai superata.

Link:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/20/salvataggio-di-stato-a-mps-draghi-stronca-scorciatoie-di-monti-e-grilli/452198/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/28/il-prof-manda-a-monte-la-sanita-e-il-centrosinistra-rimane-a-guardare/456594/v

http://www.parlaimpresa.it/crisi-nel-2012-in-italia-fallite-quasi-35-imprese-al-giorno/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/15/pmi-unimpresa-a-rischio-fallimento-unimpresa-su-tre-entro-il-2012/294643/

Poco o niente da condividere

Anche le funzioni sociali della religione ritengo che possano essere sostituite da una visione razionale del mondo. L'approccio che ritiene l'individualismo disgregante del gruppo e dei suoi vantaggi per gli individui che ne fanno parte è banalmente superficiale. Cade nell'errore di astrarre il comcetto di gruppo.

The moral animal (the new york times)

 

Tutti contro Google

Ora è anche più simpatico. Con le battaglie che escono fuori dai confini dell’informatica nasce il sospetto che interessi diffusi di una struttura economica classica, per non dire superata, si stringano per necessità attorno ai governi per cercare di eliminare il “grande male”.

Il duello vero, stavolta, è altrove e chiama in causa governi, istituzioni, parlamenti, consumatori e, un po’, anche le nostre illusioni di adepti del web. Perché in ballo c’è l’anima dell’utopia della Rete. Il terreno dove Google si confronta con sospetti e accuse, infatti, è il nuovissimo etere informatico, ma la materia è antica. John Rockefeller, la Standard Oil e il capitalismo di rapina di fine ’800 ci si sarebbero trovati perfettamente a loro agio: sfruttamento di risorse altrui, abuso di posizione dominante, occupazione forzosa di territori, guerra di corsa con il fisco. Sono capi d’accusa a cui Google reagisce con veemenza.

Continua

Scuole francescane? No, statali

Lo stato incentiva le scuole private, la maggior parte cattoliche, che in molti casi non pagano neanche l’imu, fanno praticamente concorrenza con gli aiuti di stato e intanto le scuole statali crollano. Auguri bocconiani…e francescani

Napoli – (Adnkronos) – E’ accaduto all’istituto comprensivo ‘Marco Polo’ di Cardito durante una lezione di italiano. Gli alunni e i docenti hanno riporato ferite alla testa e altri ematomi sul corpo guaribili in 10 giorni. Cede parte di solaio in una scuola vicino a Roma: lievemente ferite maestra e bimba di 5 anni

Adn kronos

L’ipocrisia e la retorica natalizia

Le parole di Mario Monti riguardo a San Francesco dovrebbero almeno cercare di essere meno proiettive verso gli italiani che cerca di spogliare dai propri beni. A quanto si evince dalle ultime leggi. Inizi lui. Appaiono ipocrisie cattoliche. Magari continui facendo pagare l’Imu alla Chiesa e togliendo qualche beneficio. Ma la scusa principale è che questi soldi vanno in aiuti, a coloro che non ne hanno bisogno. Non erano già poveri come S. Francesco?

Qui abbiamo un uomo relativamente ricco che parla di un uomo povero e dice che è un esempio da seguire. Mi aspetterei qualche azione…se non fosse che certe frasi si sentono troppo spesso e suonano sin troppo retoriche. Auguroni bocconiani.
L’intervista completa la trovate sotto e non è da perdere, riconcilia con il sincero spirito natalizio.

Che Francesco d’Assisi, il ricco giovane capace di lasciare tutto per seguire un ideale, ispiri quanti più giovani possibile ad un generoso impegno civile e professionale, in modo da realizzare se stessi e contribuire alla crescita morale e civile del nostro Paese e dell’Europa

Continua

Come la mente crea visioni e a volte qualche befana

O epifania che ha anche il significato di apparizione, venuta, esperienza divina. Aree particolari del cervello sono stimolate quando alcune persone hanno esperienze di allucinazioni o di estraniazione dal corpo. Niente di miracoloso dunque, ma solo un picco epilettico con maggiore interesse del lobo temporale in concomitanza con l’esperienza mistica. L’estrema somiglianza con la realtà è dovuta ai centri del cervello interessati che sono gli stessi che agiscono per interpretare la realtà della vita di tutti i giorni.

Ecstatic seizures are rare — they only occur in something like 1 or 2 percent of patients with temporal lobe epilepsy. But the last half century has seen an enormous increase in the prevalence of other states sometimes permeated by religious joy and awe, “heavenly” visions and voices, and, not infrequently, religious conversion or metanoia. Among these are out-of-body experiences (OBEs), which are more common now that more patients can be brought back to life from serious cardiac arrests and the like — and much more elaborate and numinous experiences called near-death experiences (NDEs).

Both OBEs and NDEs, which occur in waking but often profoundly altered states of consciousness, cause hallucinations so vivid and compelling that those who experience them may deny the term hallucination, and insist on their reality. And the fact that there are marked similarities in individual descriptions is taken by some to indicate their objective “reality.”

EEG with epileptic waveforms [Wikimedia Commons]
But the fundamental reason that hallucinations — whatever their cause or modality — seem so real is that they deploy the very same systems in the brain that actual perceptions do. When one hallucinates voices, the auditory pathways are activated; when one hallucinates a face, the fusiform face area, normally used to perceive and identify faces in the environment, is stimulated

Continua The Atlantic.

I miei libri costano poco e non sprecano soldi pubblici

Regalateli. Al contrario dei tanti fallimenti fatti con i soldi pubblici. Le mediocrità si possono fare anche gratis. Diciamolo agli amministratori della cosa pubblica.

Vi ricordate il progetto della Rai per un kolossal della battaglia di Vienna del 1683, in cui la Lega Santa cristiana sconfisse le truppe turche? E girato dal regista con forti simpatie leghiste Renzo Martinelli, già autore del fallimentare Braveheart leghista intitolato Barbarossa? Il Secolo XIX è tornato sulla questione qualche giorno fa, registrando “un’aria di imbarazzo” che si respira a RaiCinema ora che il film sta per uscire.

La pellicola è stata girata in questi mesi e sarà nei cinema il prossimo 31 gennaio. Sui 12 milioni spesi per produrlo, più della metà arrivano da fondi pubblici. Ben 4,1 milioni di euro da RaiFiction, 1 milione e 300mila euro da RaiCinema, un altro milione dal ministero per i Beni Culturali e più di 150mila dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Proprio la Regione che fece di tutto per negare i finanziamenti al film di Marco Bellocchio ispirato alla vicenda di Eluana Englaro.

Via uaar