Determinismo genetico, immagini globali e libero arbitrio. Un’idea di libertà in movimento
Negli anni non sono riuscito a farmi un’idea chiara del concetto di libertà che sia indipendente da una sua forma, spesso ritenuta più volgare, che ci permette di scegliere tra più possibilità. A torto tale forma di libertà è stata ritenuta di secondo livello perché consente solo di scegliere tra due o più opzioni che abbiamo di fronte.
La libertà vera invece godrebbe nella sua forma più pura dell’essere svincolata da ogni costrizione del reale. Si tratta di una libertà che vive di una forma astratta, molto affascinante e seducente ma difficilmente definibile. Dove si collocherebbe questa libertà? Può essere spiegata in concreto? Queste sono state le domande che mi hanno sempre fatto prendere le distanze da quei filosofi che hanno cercato di dare una definizione di libertà che esulasse da un concreto calcolabile numero di scelte. Ce ne sono stati molti e nessuno di loro mi ha mai convinto appieno: c’era sempre un alone di mistica definizione in quelle spiegazioni; le forme cangianti nonché affascinanti di nuvole mosse da venti veloci e instancabili. Non si possono fermare le nubi della libertà in una definizione, una frase, perché mutano continuamente assumendo le forme del possibile: ora allungate, poi sfilacciate, per addensarsi corpose e cariche, e poi di nuovo dispiegarsi in un allungo che sfiora l’orizzonte.
Una definizione astratta è simile per opposto alla contingenza cangiante di una nube. Sembrava sempre di non riuscire ad afferrare il concetto, di non riuscire a descrivere la forma. Eppure le nubi e con loro anche i pensieri di quei filosofi erano frutto della realtà e nella realtà si muovevano. Il libero arbitrio è più chiaro, più semplice da capire e da spiegare: riuscire a determinare il proprio destino è un tipo di scelta più pratico: nessuna predeterminazione. Continua a leggere…




















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