Le ali della farfalla

Insignificanze e uragani (little details consiting changes)

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Giornalismo d’inchiesta, sapere, e corse folli. Ci sarà mai un nuovo Watergate?

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Il watergate

È di qualche giorno fa un articolo che trattava del giornalismo d’inchiesta, a firma di Ubaldo Scanagatta, in effetti non sembrano più questi i tempi per un giornalismo che indaga e per giornalisti che possono permettersi di rimanere mesi interi senza scrivere una riga dedicando il proprio tempo alle ricerche più o meno approfondite al fine di scoprire nuove verità, che sono nascoste volutamente o inconsapevolmente.

I tempi sono sempre più ristretti gli articoli devono uscire necessariamente ogni giorno e il continuo accavallarsi, quasi sovrapporsi, rincorrersi, delle notizie e della necessità di uscire sempre con delle novità implica spesso la perdita della novità stessa. La stessa rete Internet implica, soprattutto in merito alla gestione di blog e testate on-line, al fine di mantenere o incrementare il numero dei visitatori, una gestione serrata in cui le nuove notizie sono quasi costrette a uscire a ritmi che rischiano di non rispettare l’accadimento reale dei fatti stessi. In un paradosso di asincronia la necessità della novità è superiore alla realtà. Chiunque gestisca un blog potrà notare la riduzione consistente di visitatori nel caso in cui si riduca il numero degli articoli pubblicati nell’arco della settimana o del mese. Anche quando non ci sono argomenti che attraggono il nostro interesse se si vuole mantenere il numero di contatti unici al sito o al blog si è costretti ad avere una periodicità di pubblicazione a cui non si può rinunciare. Allo stesso modo sembra che gli editori, o chi si occupa di informazione, sia costretto a inseguire le novità anche quando queste sembrano risiedere in un ambito che le contraddistingue per non essere necessariamente associate alla velocità e quindi anche indirettamente a una forma di superficialità. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

22 Novembre 2009 alle 5:54 pm

Boris Becker confessa! Non sei biondo!

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Boris Becker 1

Ecco come c’è riuscito…ecco come riusciremo

Ma forse è quella la burla, ai danni dell’uno e dell’altro e ridere è un enigma che li comprende entrambi. Guardate me, che vado dappertutto! Insomma, sono una specie di Colombo di chi ci sta intorno e sono convinto che sia possibile raggiungerli in questa immediata terra incognita che si stende per ogni dove. Posso anche far fiasco, in questo tentativo. Anche Colombo pensò di aver fatto fiasco, probabilmente, quando lo mandarono indietro in catene. Il che non provò che l’ America non esisteva.

Saul Bellow

Written by Fabrizio, the wings

6 Settembre 2009 alle 7:12 am

Nascita e morte delle idee del politco nell’Italia contemporanea

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Leggere i giornali e farsi un’idea della società, al tempo stesso i media riportano le idee dei politici. Una simbiosi perfetta che perde costantemente il contatto con la realtà. Come avvolgersi nella spirale della follia.

Un esempio (Antefatto).

Written by Fabrizio, the wings

13 Agosto 2009 alle 7:53 am

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Quei parrucconi degli editori italiani

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Parrucconi

Parrucconi

L’immagine più realistica è quella di un gruppo del seicento con parrucche bianche  e pesanti anse di stoffe riunito intorno a un tavolo a discutere utilizzando processi decisionali arbitrari e alogici, tra alambicchi e fumi d’idee consunte che rasentano la metafisica. Si parla per parlare, si discetta per metafore incomprensibili seguendo il paradigma dominante della cultura italiana che si può racchiudere sostanzialmente in questa frase: “meno si capisce e più sembriamo bravi.” Questo assembramento di metafisici “discettatori” impedisce puntualmente che la cultura italiana riesca a fare presa all’estero, specialmente nei paesi di lingua anglosassone dove per essere bravi è necessario essere in grado di farsi capire. Si può essere o non essere d’accordo ma si fanno capire, da quelle parti. Così ormai da diversi decenni, forse addirittura secoli, è completamente assente qualsiasi progetto culturale articolato in grado di fare presa fuori dai confini della nostra nazione, il Rinascimento è lontano, e non poco. La nebulosa imperante  dell’incapacità di distinguere lascia il campo aperto al fiorire dell’esterofilia, in tutti campi, e la letteratura non è da meno. Infatti sono gli stessi parrucconi a rassegnarsi a pubblicare opere di autori stranieri che puntualmente risultano le più vendute. Forse perché questi autori si fanno capire? Dopo un contorto processo dialettico anche loro, gli editori, accettano inconsciamente che chi scrive in modo chiaro vende di più, ma sembra che gli sfugga la piena comprensione del fenomeno, infatti spesso li sentiamo dire che “non si capiscono le ragioni di un successo”. Se lo dicono loro possiamo essere sicuri che scelgono a caso oppure come accade più spesso seguendo i successi consolidati all’estero, e loro continuano a vagare nella nebulosa. Così siamo circondati dai Twilight, saghe di vampiri, da Uomini  che odiano le donne, scarpette, Follet e folletti, Zafoni (a proposito qualcuno sa dire dove fosse Barcellona?), King, Re e gerarchia fino ai vassalli, ma all’estero di nostro si trova ben poco se escludiamo Moccia e Faletti che (forse la parrucca preclude la vista) hanno sicuramente un pregio: si fanno capire. Per rendersi conto della situazione è sufficiente scorrere una classifica dei libri più venduti  nel nostro paese e all’estero. Ci troveremo difronte al più desolante quadro che rappresenta il vuoto, all’estero, e un’invasione di nomi stranieri in Italia.

Ogni tanto si legge su qualche giornale che editor e agenti letterari comprano e vendono opere all’estero sulla base di una sinossi, addirittura di un’idea, venti, trentamila euro (corbezzoli!). Dobbiamo crederci o sono solo chiacchiere fantascientifiche da bar che, per le stesse dinamiche sconclusionate, finiscono sulle pagine di qualche quotidiano? Più che sottili strategie culturali o di marketing sembra esserci solo il tentativo di macinare un po’ di grana, o grano, magari con qualche mulino del po’, che può essere tutto ma non sembra un best seller di portata internazionale. Fa sicuramente più presa un Io sono Dio. Consoliamoci pensando che se non si vede cosa c’è dietro alla parrucca allora vuol dire che  fa cultura.

Written by Fabrizio, the wings

26 Luglio 2009 alle 7:32 am

Romanzi, parole e Stephen King. Come misurare un libro

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On writing Stephen King

On writing Stephen King

Quanto deve essere lungo un romanzo? Naturalmente non c’è una risposta precisa, ma possiamo fare due conti e sentire cosa dice King in proposito. Personalmente due conti li ho fatti, perché chiunque si avvicini alla scrittura è facile che rimanga ingannato, almeno all’inizio. Per sapere quanto è lungo un romanzo non bisogna contare le pagine, perché il loro numero varia a seconda dell’impaginazione, invece per avere una stima abbastanza precisa bisogna contare il numero di parole per riga, moltiplicarlo per il numero di righe per pagina e infine per il numero della pagine. Divertendomi in questo modo ho scoperto una cosa interessante: la maggior parte dei libri hanno lo stesso numero di parole, specialmente i best seller. Naturalmente ogni storia avrà la sua lunghezza anche in base alla struttura, al numero dei personaggi e all’arco temporale coperto dal racconto, ma certe similitudini sono abbastanza significative. Raramente si scende sotto le 100.000 parole. “Il cacciatore di aquiloni” di Kahaled Hosseini è 108.000 parole, e spiccioli. “L’uomo di Pietroburgo” di Ken Follet è straordinariamente 108.000 parole, e spiccioli.  Le ho contate anche in altri libri di Stephen King, Patricia Cornwell, John Grisham, Philp Roth. Sì anche Philp Roth. Sono tutti intorno alle centomila parole, alcuni sono più lunghi ma difficilmente se ne ho trovati di più più corti. Un’eccezione è “Firmino” di Sam Savage con le sue 50.000 parole. Ora le domande che molti si fanno è quanto tempo si impiega per scrivere un romanzo di 100.000 parole e se alcuni scrittori hanno qualcuno che li scrive per loro. Il tempo impiegato dipende da quante parole si riescono a scrivere al giorno: se se ne scrivono 1.000 sono sufficienti 100 giorni per finire il testo; se se ne scrivono 2.000 il romanzo è completato in 50 giorni. E’ quindi probabile che King, che nel suo “On Writing” ha affermato di avere una media di 2.000 parole, riesca a completare due o tre romanzi all’anno senza troppi problemi. Lo stesso dicasi per Grisham. I due tra l’altro fanno letteratura di intrattenimento puro, quindi certi ritmi sono più facilmente raggiungibili. L’importante è darsi un obiettivo di parole, ma in italiano ho trovato poche discussioni in merito.  Invece negli stati uniti si insegna all’università a scrivere le tesine anche con il vincolo delle parole e non delle cartelle che dipendono dall’impaginazione. Nonostante le naturali predisposizioni al dadaismo e la simpatia verso Duchamp è necessario cimentarsi anche con obiettivi chiari di lunghezza. Per chi fosse curioso questo pezzo è di 410 parole.

Written by Fabrizio, the wings

18 Dicembre 2008 alle 6:57 pm

Vladimir Propp e le basi essenziali delle favole

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In questo periodo leggo Propp e Grisham. Si potrebbero trovare delle interessanti similitudini, in fondo gli adulti rimangono in parte dei bambini, e  potrebbero nascere nuove opportunità.

Written by Fabrizio, the wings

16 Dicembre 2008 alle 3:11 pm

Su dio e il diavolo

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Dio è un razionalista critico, il diavolo invece le spara grosse. E’ quindi facile capire dove si annidi.

F.B.

Written by Fabrizio, the wings

13 Dicembre 2008 alle 4:22 pm

Quando la Wilson non pagò Pete Sampras. Era scemo anche lui?

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Ma quante belle racchette madama dorè

Ma quante belle racchette Madama Dorè

E ‘ sempre una storia di racchette: racchette con cui si gioca, racchette colorate e ricolorate, racchette vendute. Racchette a cui si è affezionati perché si è imparato con quelle, allo stesso modo con cui si è affezionati agli orsacchiotti che ci portiamo a letto da bambini, anche se gli orsacchiotti non fanno guadagnare miliardi. Questa è una storia più eclatante perché riguarda non un ottimo professionista, ma un ex numero uno del mondo, attualmente detentore del record degli slam vinti. Vinti con fatica tra l’altro, e non con l’agio di certi campioni moderni. Iniziò nel 1990 con uno U.S. open quando aveva diciannove anni, era un ragazzo. In quell’edizione si guadagnò il soprannome di Pistol Pete. E perchè Pistol Pete avrebbe dovuto rinunciare alla sua Pistola? Poi ci furono due anni e mezzo di vuoto a livello di slam: torna vincerli con il suo primo Wimbledon nel 1993. Il quattordicesimo, l’ultimo, lo ha vinto nel 2002 all’età di trentuno anni.  Durante la sua carriera la Wilson gli chiede di cambiare racchetta, ma lui rifiuta, perché pensa che non sia uguale, sente delle differenze, anche lui. Fissazione? Superstizione? Sampras non sarà Dulbecco, ma credo non si possa dubitare che sapesse fare bene il suo lavoro di tennista. Perché allora arrivò al punto di non percepire del denaro dallo sponsor pur di non cambiare racchetta? Non si fidava più? Sembrerebbe di sì, perché se si fosse fidato non si sarebbe fatto tutti questi problemi. Forse era un problema di valori non necessariamente monetari?

Sampras Jack Kramer Racket

Sampras's Jack Kramer Racket. Darren Rovel

E’ sul centrale di Wimbledon e lo stadio è stracolmo. Al servizio. E’ 6-5 e servizio al quinto set: 40-30. La partita è stata durissima. Ha un match point sul suo servizio, ma  per tutto il game precedente, subito dopo aver cambiato racchetta ha avuto una strana sensazione, non gli è sembrata proprio uguale. Eppure l’aveva presa dalla sacca dove ce ne sono una quindicina, dovrebbero essere tutte uguali. Quella strana sensazione persiste, anche se cerca di non pensarci. In fondo è sufficiente un un ace o un servizio vincente. Lui è  Pistol Pete, ne tira centinaia in allenamento. Ora ne basta uno solo. Si piega come un arco con tutto il busto, la schiena sembra spezzarsi sotto la pressione, il braccio e la racchetta “mulinellano” dietro la schiena che esplode in avanti,  e la palla scocca. Sì è lì, va lì: dritta verso la riga esterna. Lo riconosce questo colpo, lui è Pistol Pete, ne fa a milioni. E’ fatta!  “Ho vinto”, pensa. Ma all’ultimo momento la traiettoria cambia leggermente: si abbassa un po’, solo un paio di centimetri; giù.  Nastro, fuori. Seconda di servizio. Non c’è il tempo di pensare. Chip and Charge dell’avversario. Quaranta  pari. Quella strana sensazione persiste. In un angolo dello stadio una persona dagli occhi enormi si trattiene e sorride appena. Ha investito sedici milioni di dollari sul suo avversario, che indossa una nuova linea. Lui vende magliette. Seguito de “La mano di Rod”. All rights are reserved.

Sampras al servizio

Sampras al servizio

Quanto vale una leggera differenza?

Ma Pete Sampras non è stato il solo, infatti nell’articolo di Darren Rovel di ESPN si descrivono molte altre situazioni simili:quella di  Shirshapan, di Philppussis, Hewitt. Ogni tanto qualcuno sparisce. Rovel, se avete la pazienza di leggere l’articolo in inglese, vi aprirà un modo di possibilità. Qual’è il confine tra reale e surreale, tra la realtà e i fatti?

La teoria del caos e il Grande Slam: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open si vincono solo con un chiaro feed-back.

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L'attrattore di Lorenz

L'attrattore di Lorenz

Tutti i processi di apprendimento nell’uomo sono sottoposti a dei riscontri e sono proprio questi che permettono l’acquisizione di sapere o di conoscenze del saper fare, che in inglese è chiamato know how (conoscere come). Le conoscenze scolastiche sono sottoposte al riscontro (feed-back) del professore, che attraverso i compiti e interrogazioni ci dice se abbiamo acquisito le giuste conoscenze o meno. L’assenza di questi riscontri potrebbe pregiudicare la sicurezza con cui si svolge la propria attività quotidiana o il proprio lavoro. Un avvocato che non ha mai avuto riscontri su ciò che ha studiato, potrebbe venire frustrato fino all’insicurezza dallo svolgimento dei suoi procedimenti, qualora le sue ipotesi venissero sempre contraddette da diverse interpretazioni della legge. Tutte le attività di apprendimento si basano sui riscontri: un riscontro ci fornisce chiare indicazioni se ciò che abbiamo imparato è giusto o sbagliato. Se l’informazione di ritorno ci dice che è sbagliato cercheremo di correggere l’errore; se ci dice che è giusto la conoscenza e il saper fare acquisiti saranno la base di sicurezza su cui poggiare nuovi processi di apprendimento. Ma non è tutto così semplice, perché è possibile che ci siano dei feed back poco chiari, ambigui o che forniscono dei riscontri solo parziali. Non è da escludere, inoltre, che in ambito sociale l’utilizzo di feed back ambigui possa servire per mantenere nell’insicurezza le persone, quindi il controllo su di loro. Il latino di Don Abbondio è un feed back ambiguo che segue la richiesta specifica di Renzo. Ma questo è un altro campo, qui parleremo di sport e di tennis. L’apprendimento di un gesto tecnico sportivo non esula dal contesto descritto, anzi può fornirci degli esempi chiari di feed back ambigui o parziali, proprio come Don Abbondio. Leggi il seguito di questo post »

Berlusconi? Apocalittico e Integrato

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Apocalittici e Integrati

Apocalittici e Integrati (Umberto Eco)

L’Italia era il paese dell’immobilità politica e sociale che fu smossa dallo scossone di mani pulite e Berlusconi decise di scendere in campo per cambiarla, rinnovarla e renderla finalmente un paese moderno: veloce e aziendalmente efficiente. Sprizzava novità da tutti i pori il grande Silvio, la sua volontà di cambiamento era Apocalittica, almeno a parole. Vinse a mani basse le prime elezioni del 1994 ma Bossi gli tagliò le gambe sul nascere, dopo pochi mesi: ribaltone e incarico a Dini. Governo di centro destra? Non pervenuto. Ci fu in quel periodo l’incresciosa vicenda dell’avviso di garanzia al G8 di Napoli, che il Cavaliere si è legato a dito; ha fatto un nodo al fazzoletto, e non è propriamente da biasimare. I cambiamenti dovranno aspettare, e mai più con Bossi perdincibacco. Le elezioni successive, quelle 1996, le vince l’Ulivo e l’apocalisse attende, ancora. Ma finalmente si presenta la sua vera prima occasione che gli Italiani gli danno con le elezioni del 2001. Fu la campagna elettorale del contratto con gli Italiani firmato in diretta, cambiare si può, mi impegno a farlo disse. Obama è venuto dopo, ha copiato.  Bossi è stato ricondotto a scudisciate nell’ovile e la maggioranza in Parlamento e al Senato era enorme, quasi stratosferica. Questa volta cinque anni puliti di governo Berlusconi non li ferma nessuno, così l’apocalisse è lì, dietro l’angolo. In questi cinque anni avrebbe dovuto agire con risolutezza, forse tutta quella che dimostra di avere ora, ma molte delle leggi e delle proposte vennero ammorbidite, smussate, limate, aggiustate per non toccare troppo gli interessi di lobby, caste e corporazioni. Nelle commissioni si parla, si modifica e si riduce l’effetto del cambiamento: l’apocalisse si smussa ai lati, perde potenza. L’uragano fa land fall sulla terra ferma dei privilegi, dei poteri acquisiti, delle interpretazioni cavillose delle leggi, dei rimandi ai regolamenti, delle eccezioni, degli azzeccagarbugli che discettano nelle stanze dirigenziali degli enti pubblici. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

2 Dicembre 2008 alle 11:10 am

Maremma Mystery 2008

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Maremma Mystery

Maremma Mystery

Anche quest’anno si è svolta la premiazione del concorso nazionale Maremma Mystery, durante la serata è stato presentato il volume dello scorso anno che raccoglie i racconti menzionati e premiati dalla giuria. Il racconto “I lunghi monologhi e gli inquietanti silenzi del signor Rasmfield” sarà pubblicato nella raccolta che uscirà il prossimo anno. Se, invece, avete fretta di leggerlo lo trovate nella pagina racconti del blog. La casa editrice è la Laurum di Pitigliano qualora foste interessati ai libri o a fare una visita alla splendida cittadina.

Qui trovate gli altri menzionati. Questi invece sono i primi tre arrivati:

1) Giacomo Properzj con “Amaro Milano”

2) Ilaria Beretta con “Ne varietur”

3)Sergio Calamandrei con “La banda dei nomi rovesciati”

Written by Fabrizio, the wings

26 Novembre 2008 alle 11:12 am

I consigli di Seneca ai nostri politici, da Veltroni a Berlusconi

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Statua di Seneca (Cordoba)

Statua di Seneca (Cordoba)

In alcuni casi la timidezza del temperamento nuoce alle relazioni sociali imposte dalle attività pubbliche, che richiedono invece un atteggiamento risoluto e deciso; in altri, l’insofferenza dell’adulazione rende impossibile un lavoro nell’ambito della corte; molti non sono in grado di dominare l’ira e trascendono, per la minima offesa, a reazioni sconsiderate; c’è infine chi non è dotato del tatto necessario e per fare lo spiritoso si espone a un’incresciosa disapprovazione: per tutti questi soggetti è consigliabile una vita ritirata piuttosto che un’attività pubblica.

Seneca, La Serenità, ed. e-book Mondadori

L’arco parlamentare mi sembra coperto.

Written by Fabrizio, the wings

25 Novembre 2008 alle 5:28 pm

Arthur Schopenhauer sulle società

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Discorsi o idee intelligenti si possono esportare soltanto a una società intelligente; nella comune invece riescono odiosi poiché per piacere a questa è assolutamente necessario essere superficiali e di cervello limitato.

Arthur Schopenhauer

Via Gilioli

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6 Novembre 2008 alle 5:26 pm

Il tennis e la teoria del caos. Aprire nuovi scenari d’apprendimento e sviluppo con i propri strumenti. Schiacciare a canestro usando i trampoli

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L'attrattore di Lorenz

L'attrattore di Lorenz

L’idea mi è stata suggerita dall’articolo “La scimmia e il Buddha” in cui Ivo Quartiroli scrive delle capacità mentali che servono a una scimmia per utilizzare uno strumento. Il riferimento principale è lo studio del professor Giacomo Rizzolati dell’Università di Parma, il quale sostiene che le scimmie, tra i pochi animali in grado di utilizzare strumenti, si servono dell’espediente mentale di considerare ciò che stanno utilizzando come se fosse parte del proprio corpo. Uno stratagemma, un trucco, con il quale le scimmie si appropriano di qualcosa di esterno fingendo che sia una parte di loro stesse. I nostri arti le nostre mani e comunque le parti del nostro corpo, come il cervello, sono strumenti che utilizziamo con determinate funzioni, che possono essere più di una, per raggiungere determinati risultati che ci siamo prefissi. Qualunque tipo di attrezzatura esterna è in questo processo un’ulteriore estensione dei nostri strumenti naturali: uno strumento in più, che uniamo al nostro corpo per realizzare determinate azioni. Svitare un bullone della ruota di una macchina attraverso l’estensione di noi stessi in una leva efficiente, che ci permetta di imprimere una forza maggiore che non saremmo in grado di esercitare qualora utilizzassimo soltanto le nostre dita. In questo processo mentale e materiale dell’utilizzo di noi stessi e dei più svariati strumenti ecco che sono difronte a noi un numero infinito di accoppiamenti, che dipendono da noi stessi e da quello che decidiamo di utilizzare. Leggi il seguito di questo post »

Per favore togliete quel cazzo di reggiseno alla Verità

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La Verità svelata dal tempo

La Verità svelata dal tempo

Gli articoli di Repubblica in merito sono datati due e tre agosto, quando qualcuno si accorse che mentre sono stati spesi miliardi per togliere i mutandoni messi dal Braghetto ai personaggi del Giudizio Universale nella Cappella Sistina, imposti per ordine del Concilio di Trento nel 1563, la riproduzione della “Verità Svelata dal tempo” del Tiepolo, riprodotta nella sala stampa di Palazzo Chigi, porta un vistoso reggiseno non previsto dall’opera originale. Chissà se il gancetto è dietro? Davanti?

Il simbolo del pudore manifesto, del gesto tenue di vergogna, del langue rossore dell’innocenza e dell’imbarazzo timido che contraddistingue il lato pubblico delle donne immacolate, è sempre lì a coprire quel capezzolo, simbolo della carnalità più vituperata. Il simbolo della fermezza morale, della solidità dei principi eterni (castità, perseveranza nel giusto, rispettabilità, onore), il lato maschile di quell’innocenza femminile, di quegli uomini che esporrebbero ancora i lenzuoli bianchi e rossi alle finestre, è sempre lì a coprire quel capezzolo, indubbio simbolo di perdizione e turbamento. Leggi il seguito di questo post »

Lunghezza dei libri e scrittori

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Pagine

Pagine e libri

Ci sono certi scrittori che riescono a esperire già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe.

Karl Kraus

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2 Ottobre 2008 alle 2:45 pm

Pubblicato in aforismi, scrivere

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Se avessimo una Fantastica

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Grammatica della fantasia

Grammatica della fantasia

“Se avessimo una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l’arte d’inventare storie”.

La frase è di Novalis, e si trova nei frammenti (1772-1801), ne vengo a conoscenza tramite “Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte d’inventare storie” di Gianni Rodari, (Piccola Biblioteca Einaudi).

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3 Settembre 2008 alle 6:10 pm

Pubblicato in aforismi, saggistica

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Stendhal

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« Un romanzo è uno specchio che passa per una via maestra e ora riflette al vostro occhio l’azzurro dei cieli ora il fango dei pantani. E l’uomo che porta lo specchio nella sua gerla sarà da voi accusato di essere immorale! Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l’ispettore stradale che lascia ristagnar l’acqua e il formarsi di pozze.» (Stendhal, Il rosso e il nero)

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10 Luglio 2008 alle 7:18 pm

Quello che non ho capito degli Italiani

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17 Giugno 2008 alle 8:21 am

Pubblicato in aforismi

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Camminando verso il Tibet

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Free Tibet

Dove conduca di preciso non è dato saperlo, perché non ci sono segnaletiche né indicazioni. Sembra procedere verso l’alto, ma potrebbe essere un’illusione ottica: il miraggio di una volontà schiava e soggiogata. E’ sufficiente osservala nell’altro verso per capire che potrebbe scendere. E’ la strada che porta verso il Tibet ed è deserta. Sono già tutti saliti in cima alle vette? Un uomo solo cammina verso l’alto finché intravede in lontananza un’ altro uomo seduto su una pietra, la cui forma consente di riposare senza scomodità.
“Scusi, sono già saliti tutti?” Leggi il seguito di questo post »

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18 Marzo 2008 alle 1:45 pm

Tre suggerimenti per questo millennio

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Intervista a Italo Calvino

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2 Marzo 2008 alle 6:13 pm

Pubblicato in Letteratura, scrivere

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Va tutto bene e la colpa non è di Babbo Natale

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babbe-natalejpg.jpgL’euro si rafforza sul dollaro; il prezzo al barile del greggio è sopra i cento dollari; l’economia americana è in fase di stagnazione e, come se non bastasse, alcune banche statunitensi secondo la Federal Reserve (le più piccole) rischiano il fallimento. E’ molto probabile che l’Europa non riuscirà a non risentire della crisi d’oltre oceano degli Stati Uniti. Ma non è finita qui perchè a diversi Italiani, e tra loro ci sono alcuni politici, sono stati scoperti conti nelle banche del Liechtenstain. Cosa ci fai con un conto nel Liechtenstian? Niente passavo di qua e non ho resistito ad aprire un conto a condizioni favorevoli. Chissà se poi certi conti sono in qualche modo collegati a imprese o fondazioni, che, proprio in questo paese si avvantaggiano di regimi fiscali particolari? I massimi vertici dell’Enel sono indagati per corruzione in seguito a una presunta tangente da 97 milioni di euro, relativa alla compravendita della Wind. Secondo il Finacial Times le multinazionali non vengono a investire in Italia perchè considerano un incubo la nostra burocrazia e hanno ragione. Ci verrebbero se trovassereo delle condizioni non dico eccezzionali ma almeno accettabili. Si informano, chiedono valutano, soppesano e poi rinunciano, magari a favore della Croazia, che ha una agenzia per gli investimenti esteri nel paese che almeno ha qualcuno che risponde al telefono, alle e-mail e alle richieste, al contrario di quello che accade in Italia, dove di queste agenzie dietro la facciata, Leggi il seguito di questo post »

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29 Febbraio 2008 alle 10:05 am

I best seller di scientology, le classifiche web e gli aggregatori di notizie. Perchè il vostro sito non sale in classifica?

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Ron Hubbard, il fondatore di Scientology, è stato uno scrittore di fantascienza i cui libri sono diventati dei best seller. Si dice che abbia venduto circa 62 milioni di copie. Ma come le ha vendute? Come sono diventati dei best seller i suoi libri? Gli adepti di Scientology erano riusciti a individuare alcune librerie che rientravano tra quelle che erano nella lista per calcolare le vendite dei libri negli Stati Uniti e iniziarono a comprare in massa i suoi libri. Molti penseranno che non può essere sufficiente che alcune migliaia di adepti comprino dei libri per farli diventare dei best seller. Invece sì, se si prende in considerazione il concetto di massa critica. La massa critica è una soglia quantitativa oltre la quale un determinato fenomeno si autoalimenta. Il primo libro di Hubbard vendette subito 120.000 copie il numero sufficiente per farlo entrare nelle classifiche; una volta che un libro entra in classifica viene recensito di più, se ne parla, è visibile sulle pagine dei quotidiani, dei settimanali, se sale può avere qualche passaggio in televisione e alla radio, e il fenomeno inizia a potersi sostenere da solo. Se e quando scendeva in classifica i fidi adepti correvano a comprare altre copie le quali tornavano alla casa editrice e da li, senza spendere un dollaro in ristampe, le stesse copie tornavano alle librerie per essere vendute una seconda volta. Il tutto per mantenere i numeri delle vendite sopra la soglia della massa critica. Non credo che la situazione sia diversa sul web Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

14 Febbraio 2008 alle 8:08 pm

Federico Moccia. Scusa ma ti chiamo amore.

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Logo progetto riscritti DuchampIl movimento Riscritti Duchamp è lieto di presentare:

“Scusa ma ti chiamo amore” di Federico Moccia.

Originale

Scusa ma ti chiamo amore

Riscritto Duchamp
Scusa se ti chiamo amore Leggi il seguito di questo post »

Nel paese dei balocchi, tra spazzatura e ipocrisia

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Considerato che l’ermengenza rifiuti non diminuisce la sua urgenza, rischiando di divenire, se non lo è già, una consuetudine, riporto un estratto del romanzo “Storia tragicomica e struggente di un serial killer”, che, scritto un anno fa, descriveva una situazione di fantasia, ampiamente superata dalla realtà. Il nostro Jack (il serial killer), vive in un paese dove la capacità di attribuire valori è andata perduta irrimediabilmente a favore della superficilità, del lassismo e del menefreghismo. Questo luogo dalle coordinate invertite e dai riferimenti incerti, o addirittura assenti, sembra essere molto simile all’Italia, dove le responsabilità passano sempre di mano e l’ipocrisia del sudicio sotto il tappeto sembra non avere fine.

L’ordine delle nostre ricerche era stabilito: prima a casa di Algen, poi all’ospedale. Avremmo dovuto riprendere la macchina, perché sia la casa che l’ospedale erano in periferia. Guidai per una decina di minuti, con Adria che mi faceva da navigatore, come nelle gare di rally e mi sembrava proprio di stare in un rally: non solo per le voragini sull’asfalto, ma anche per le enormi pile di spazzatura che tracimavano nella strada da entrambi i lati. I marciapiedi ne erano sommersi, quindi il naturale sfogo di queste montagne di sacchetti di plastica, (bottiglie, cartoni, avanzi, lavastoviglie, frigoriferi, divani, water, lavandini, sedie), era ovviamente la strada che, in certi punti, era occupata fino alla linea di mezzeria. La situazione mi costringeva, in pieno Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

1 Febbraio 2008 alle 9:12 am

L’alba dell’uomo

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Un’ associazione, un’intuizione e
le funzoni collegate: Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

27 Gennaio 2008 alle 8:59 am

I segreti e i misteri del tennis. 25.08.2008, inizio dell’ultima prova dello Slam

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Distribuzione gratuita terminata il primo ottobre 2008

Lunedì 25 agosto 2008. La data rimarrà nella storia del tennis .

Il romanzo “La mano di Rod. Misteri e segreti del tennis e delle racchette” verrà distribuito gratuitamente all’inizio dell’ultima prova dello Slam, US Open 2008. Richiedetelo all’e-mail del blog.

Da quel giorno i segreti e i misteri del tennis saranno disponibili per tutti gratuitamente e si conosceranno le vere risposte alle seguenti domande: Leggi il seguito di questo post »