Le ali della farfalla

Insignificanze e uragani (little details consiting changes)

Archive for the ‘saggistica’ Category

Repubblica Parlamentare e non Presidenziale

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Una differenza che inzia a sfuggire. Ma forse è solo un’impressione, considerate tutte le vanterie dell’eletto dal popolo come lo è, del resto, ogni altro parlamentare. Comunque al di là del fatto che certe forme di collaborazione tra organi e cariche dello stato possono avvenire anche se non espressamente contempleate dalla Costituzione quello che emerge è che certe riforme non siano state ancora realizzate, come molte altre del resto.

Written by Fabrizio, the wings

12 Ottobre 2009 alle 9:50 pm

Linee editoriali: il completo asservimento di Mondadori

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Il sistema indiano delle caste

Il sistema indiano delle caste

Fino a qualche hanno fa era possibile vedere anche un titolo di Fausto Bertinotti e si poteva ragionevolmente pensare che all’interno della produzione della casa di Segrate si potesse avere un quadro, non dico completo, ma almeno sufficientemente variegato della realtà culturale italiana. Oggi la situazione è completamente cambiata: i posti sono completamente occupati dal pensiero dalla pretesa di egemonia e così le linee editoriali sono prese dal rivoluzionario Brunetta che impiega qualche centinaio di pagine nella beatificazione di se stesso; da Mario Giordano che denuncia lo sfascio della scuola italiana (ma non sarà che da più di 20 anni i giovani italiani sono bombardati dalla semplificazione stupidente delle televisioni?), e Sandro Bondi che ha la pretesa d’infilarsi il sole in tasca. Per il resto un Grisham per fare cassetta, un paio di gorilla per un noir, qualche testo straniero che troppi danni non può mai fare, ogni tanto un Camilleri,  Zafon che fa sempre innamorare un paio di fratelli e il panorama culturale è servito.

D’altronde Sandrone Dazieri non sarebbe d’accordo, ma forse il suo post è un po’ datato. Chissà se secondo lui i testi citati sopra vendono qualche migliaio di copie, e la verità su quanto si vende in Italia ce la dicono i Wu Ming qui. Ritengo che i conti vadano fatti in un altro modo: se ci sono dieci uscite per collana all’anno e sono tutte occupate ecco che siamo costretti a leggere un noir. Che si tratti di casta?

Written by Fabrizio, the wings

25 Luglio 2009 alle 7:23 am

Libertà immaginaria

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Magatti libertà immaginaria

Libertà immaginaria, Feltrinelli

Ho commentato così il post di Luca De Biase sul libro, edito da Feltrinelli, di Mauro Magatti “Libertà immaginaria”: Molto interessante. Viviamo in periodo in cui l’attribuzione di senso diviene sempre più importante e dove contemporaneamente diviene sempre più difficile organizzarla in modo logico critico, ma tutto è equiparato, sovrapposto. Se con Orwell si ottiene consenso con il condizionamento, facendo passare significati distorti nella loro sostanza (la libertà è schiavitù); la complessità delle società moderne invece si basa su un tipo di irrigidimento della ragione ottenuto con un eccesso informativo che preclude la possibilità di distinzione critica, inducendo una nuova forma di ignavia; un’assenza di scelta consapevole; un lasciar fare molto rischioso. La rete soffre di queste criticità che possono essere superate solo grazie a un’ interdipendenza con i precedenti strumenti di comunicazione, in modo da equilibrare una velocizzazione dell’attribuzione di significato,ormai talmente spasmodica da rischiare il non senso, con un processo di valutazione accurato che richiede tempi lunghi, pause, meditazione, soste. Forse solo così certe libertà rischieranno di diventare più concrete e meno immaginarie.

p.s. anche se i media tradizionali fanno del loro meglio per perdere credibilità.

Written by Fabrizio, the wings

22 Luglio 2009 alle 5:17 pm

Se avessimo una Fantastica

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Grammatica della fantasia

Grammatica della fantasia

“Se avessimo una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l’arte d’inventare storie”.

La frase è di Novalis, e si trova nei frammenti (1772-1801), ne vengo a conoscenza tramite “Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte d’inventare storie” di Gianni Rodari, (Piccola Biblioteca Einaudi).

Written by Fabrizio, the wings

3 Settembre 2008 alle 6:10 pm

Pubblicato in aforismi, saggistica

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11 settembre. L’irrealtà della cospirazione

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A volte distinguere la realtà dalla finzione non è semplice, perchè a una prima superficiale analisi la realtà può sembrare fantasia e quest’ultima apparire più vicina alla realtà. Ma ad un esame più attento molte ipotesi, come quella del complotto dell’ undici settembre, rimangono confinate al rango di congetture fantasiose. Odifreddi, Eco, e altri autori ci spingono a dubitare delle più conosciute ipotesi di complotto. Edizioni Piemme

11/9 la cospirazione impossibile | Autori Vari | Saggistica | Edizioni Piemme

Tutte le bubbole sull’ 11/9

Written by Fabrizio, the wings

11 Aprile 2008 alle 11:18 am

Caos, la nascita di una nuova scienza

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James Gleick con il suo libro divulgativo “Caos la nascita di una nuova scienza”, tradotto in diciotto lingue, ci guida alla scoperta del nuovo approccio scientifico della teoria del caos che a partire dagli anni settanta si è fatto strada ed è divenuto sempre più accreditato negli ambienti accademici. Una rivoluzione di metodo? Forse. Certamente si tratta di nuovo modo di analisi che prevede la necessità di prendere in considerazione anche ciò che apparentemente può apparire superfluo o insignificante per ricollocarlo e studiarlo secondo un’altra ottica, un diverso punto di vista. Gleick ci guida con pagine divulgative alternate a pagine più tecniche alla scoperta, anche nel quotidiano, dei principi che sono alla base dell’effetto farfalla. Infatti è proprio nella diversità e nell’apparente mancanza di riferimenti di ciò che è sotto i nostri occhi ogni giorno che, a volte, si cela un ordine nascosto, composto, spesso, da connessioni inaspettate. Coincidenze e similitudini ci svelano anche la presenza di eventi che si ripetono partendo da particolari minimi che condizionano eventi enormi. L’irregolarità ha spesso una sua regolarità, offuscata solo in apparenza. Il divenire ha un suo ordine di sviluppo portatore di novità, e spesso imprevedibile, ma che segue principi causali, dove il caso innesca solo altri processi causali e logici. Una sfida scientifica e etica di conoscenza con cui confrontarsi e con cui affrontare il relativismo epistemologico del secolo scorso (Kuhn e Feyerabend). La teoria del caos ci spiega perché gli esperimenti a volte non si ripetono, e al tempo stesso ci spinge a osservare quei piccoli elementi che ne condizionano la ripetizione ma che a volte la consentono. Il percorso del fumo della sigaretta o di un fiammifero, l’andamento dei prezzi in borsa, il battito cardiaco, il mantello di un felino, e personalmente aggiungerei il tennis.
James Gleick (1954) è giornalista scientifico del New York Times Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

8 Aprile 2008 alle 12:02 pm

Predicibilità e caos. Il paradigma della complessità ci propone un’etica delle possibilità?

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Parte seconda – Parte prima
Fredman spense il portatile, chiuse la porta dell’ufficio e attraversò il lungo corridoio del primo piano fino all’ascensore. Mentre camminava continuava a ripensare alla conversazione avuta con Lieneman. Quell’uomo si comportava nella sua vita attrattore di lorenzprivata e lavorativa proprio come aveva detto, e il paragone con il Myanmar non poteva essere stato più chiaro. Il suo unico scopo era quello di mantenere i propri privilegi: ricchezza e potere. Chiamò l’ascensore e una luce rossa illuminò il suo dito indice nella penombra, sentì il rumore degli ingranaggi che si avviarono. Guardò l’orologio e vide che erano quasi le otto e un quarto di sera, e l’edificio era completamente vuoto.
“Ci riesce perfettamente”, pensò.
Nel suo reparto lavoravano altre centododici persone, oltre a lui, e tutte erano impegnate sullo stesso progetto il cui nome non poteva essere più chiaro “Cutting possibility”. Quello che gli era sempre sfuggito, fino a quel giorno in cui ebbe un’intuizione mentre scendeva di piano in piano, era che lui stesso e tutti i suoi colleghi non erano solo dei ricercatori, ma anche delle cavie del progetto a cui lavoravano. L’idea lo folgorò poco prima del sussultare dell’ascensore all’arrivo al piano e quando le porte si spalancarono l’immagine della città, che vide attraverso l’ampia vetrata di entrata, fu una conferma. Davanti a sé aveva solo un’infinita serie di tonalità di grigio: l’intonaco dei palazzi, l’asfalto delle strade, il metallo dei pali dei lampioni , e infine anche il cielo, si, anche il cielo. Cercò di ricordare, ma non riuscì a trovare, nei suoi ricordi, una giornata con il cielo che non fosse grigio.
“Forse da bambino. Illusioni più che ricordi”, pensò.

Poi osservò con cura ciò che lo circondava: non c’erano né una pianta né un albero, persistevano solo gradazioni di grigio.
“Cutting Possibility”. “Tagli quelle ali”. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

30 Novembre 2007 alle 10:34 pm

Un paese a civiltà limitata

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Saggi Tascabili Laterza

Un’ intervista su etica, politica ed economia.

saggi tascabili laterza

Paolo Sylos Labini, economista italiano scomparso nel 2005, disegna i contorni di un’ Italia che negli ultimi anni, non solo ha perso molte occasioni per il proprio sviluppo economico, ma è in ritardo anche dal punto di vista culturale, etico e civile. Le cause sono da ricercare non solo nella politica bensì in un intreccio tra cultura, vita civile e politica che ha permesso che prevalesse con gli anni la retorica, l’assenza di concretezza e di chiarezza. Forse non è vero che gli intellettuali di oggi si sentono appartenenti a una elite e dialogano con schemi e linguaggi che sono delle barriere alla comprensione per chi non appartiene alla loro cerchia? Ma poi tra loro si capiscono? I politici parlano il loro politichese che è lontano anni luce da una comunicazione semplice chiara e compresibile. Certi linguaggi, e il linguaggio è un’interfaccia che ci permette di comprendere, mi appaiono la difesa di un privilegio, servono per nascondere, per camuffare, distrarre. Windows è l’interfaccia che abbiamo con il nostro pc. Se passiamo a Ubuntu troviamo all’inizio delle difficoltà per capirne il funzionamento e a orientarci, ma sono comunque simili. Se ci fosse ancora l’interfaccia in MSDOS molti di noi (me compreso) non sarebbero in grado di capire il funzionamento del PC, e quell’insieme di fili e microcip rimarrebbe un mondo per pochi. Se poi l’interfaccia è fatta di un linguaggio che si nutre di concetti vaghi, generalisti, allora all’esclusività si aggiunge l’inconcludenza. Riporto alcuni passi del libro: Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

16 Novembre 2007 alle 9:39 am

Pubblicato in economia, saggistica

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Umberto Eco. Internet e il sapere, la grande abbuffata

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Ritorno sull’argomento trattato da Umberto Eco qualche giorno fa in una intervista che è rimasta on line sul sito di Repubblica per poche ore; non riesco più a trovarla.

Nell’intervista Eco parlava del sapere enciclopedico e della vastità di internet: il numero di un informazioni presenti nella rete sarebbe talmente elevato da rischiare di precludere una vera conoscenza. Il sapere umano è sempre stato raccolto nelle enciclopedie, ma la raccolta enciclopedica per poter definirsi tale prevede almeno due processi tra loro interdipendenti:un processo di raccolta delle fonti e un processo di filtraggio dell’informazione. Nell’enciclopedia troveremo quando è stata combattuta la battaglia di Waterloo, il numero dei caduti, ma non troveremo il nome del primo caduto e nemmeno il nome di tutti i caduti, che forse da qualche parte sono registrati, ma non fanno parte di ciò che vine inserito in una enciclopedia. E’ un problema di essenzialità dell’informazione e di filtraggio di ciò che a seconda dell’argomento può essere considerato superfluo. Internet con la crescita enorme che ha avuto avrebbe, secondo il Professor Eco, un problema di ridondanza dell’informazione, la quale sarebbe eccessiva, soverchiante, schiacciante. Come nella grande abbuffata, dove dopo una grande mangiata non si distingue più il caviale dalla frittata, l’internauta difronte a questa quantità enorme di informazioni rischierebbe di non discernere l’essenziale dall’accidentale e addirittura il vero dal falso. Sarebbe un problema di quantità e di filtraggio, insomma aragosta e pasta al burro finirebbero per confondersi nel mucchio. Aggiungerei che la situazione dell’informazione nella rete ha anche un problema di fonti le quali spesso risultano irreperibili. Alla fine il grande erudita (in una accezzione strettamente nozionistica) con un bagaglio di nozioni enorme saprebbe di meno di chi possiede una quantità minore di conoscenze ma armoniche, collegate, elaborate, meditate e vagliate, e non semplicemente accatastate. Forse il problema da questo angolo visuale è sempre esistito, ma gli strumenti moderni e la rete lo rilanciano con maggiore valenza.

Sono andato a memoria nel ricordare l’intervista quindi posso avere riportato alcuni aspetti in modo non fedele, comunque se il Professor Eco volesse fare delle precisazioni in merito sarò ovviamente lieto di ospitarle su questo blog

Libri segnalati

finzioni

Written by Fabrizio, the wings

14 Novembre 2007 alle 9:55 am

Predicibilità e caos. Il paradigma della complessità esclude ogni forma di previsione? Semplice caos o caos deterministico?

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© Nella stanza in cui stava svolgendo i suoi calcoli le lampadine erano tutte spente e intorno c’era buio; l’unica flebile luce proveniva dallo schermo retroilluminato del suo portatile che gettava un pallido chiarore sul suo volto e le sue mani. Fissava, immobile, davanti a sé l’immagine generata al computer di un attrattore di Lorenz;

il silenzio lo avvolgeva, era tutto intorno a lui. “Sembrano proprio le ali di una farfalla”, pensò.
Proprio in questo istante il brusco spalancarsi della porta dell’ufficio lo scosse dal cullare i suoi pensieri.
“Ancora con quegli attrattori? Signor Fredman la smetta! Abbiamo cose migliori a cui dedicarci”.
Solo allora distolse lo sguardo dallo schermo e guardò il suo interlocutore: era Gretchen Lieneman, direttore generale della divisone nella quale lavorava.
“Non riusciremo mai a controllarlo, a sapere come si comporterà. Pensi se potessimo riuscirci, allora saremmo vicini a Dio, saremmo come Dio. Potremmo prevedere, immaginare il futuro con certezza”.
Lieneman chiuse la porta dietro di sè e si sentì lo scatto secco della serratura.
“Noi già lo controlliamo signor Fredman. Leggi il seguito di questo post »

La grande abbuffata

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Umberto Eco su internet, le enciclopedie, la conoscenza, il sapere e i filtri. Chi sa troppo non sa niente? E chi sa troppo poco quanto conosce? Forse quanto chi sa troppo? E’ più importante la quantità o l’organizzazione della conoscenza? Cultura o erudizione?

Video

credo che il link non funzioni più, mi dispiace perchè era veramente interessante

Written by Fabrizio, the wings

1 Novembre 2007 alle 7:45 pm