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Avevo provato a dirlo a David Foster Wallace, ma era impegnato a suicidarsi
Del resto l’editoria italiana dorme sonni tranquilli ormai dai tempi del Manzoni, ammesso che i Promessi Sposi abbia venduto qualche copia prima di diventare argomento di studio nelle scuole. Comunque avevo provato a dirlo. A Wallace. Lascia stare la metafisica, ormai da tempo c’è la fisica. Non scappare verso soluzioni astratte. Chiamare in causa la religione poi mi sembrava eccessivo. Non cadrai nel solito errore di vedere l’intervento divino nei successi umani e quindi anche nelle disgrazie, magari imperscrutabile. Pazienza David, ci vuole pazienza, un po’ di dedizione, un pizzico di fantasia e la soluzioni è lì, vicina che ci aspetta. Più semplice di quello che si potrebbe immaginare. Federer non è dispensato da niente. Tanto meno dalle leggi della fisica, perchè non ce le vedo queste leggi a dispensare qualcuno. Non hanno intenzioni, nè personalizzazione.
Avevo provato a spiegargli che Federer è un’esperienza scientifica e che la provvidenza non c’entra niente ma ormai era troppo impegnato, direi rapito, da turbini di idee offuscate. Peccato.
Racchette “farlocche”! Grazie! E un incordatore dadaista
Alla fine ha ragione Maxime Debugnì, perché in conclusione fanno anche gli opinionisti, influenzano le persone, credono di poter fare cultura e la gente gli crede pure. Il personaggio è volutamente sfaccettato nella sua duplicità, perché è opportuno stare attenti, agire con raziocinio, essere oculati, per evitare anche di ritrovarsi i genitori che pretendono di entrare negli spogliatoti senza permesso, tanto loro sono della grande Serbia. Poi magari con tutti quei soldi aprono un partito, si candidano e li eleggono pure, scrivono leggi, scrivono è eccessivo, “pastrocchiano”. Azzeccano il garbuglio che poi va districato e intanto rispettato nei limiti della sua comprensibilità. Qualcuno intervenga!
Idee in circolazione e quarti di finale
Naturalmente tutto ciò è una coincidenza, per chi crede alle coincidenze. Francesca Schiavone nei quarti, Fabio Fognini nei quarti. Starace e Bracciali nei quarti di doppio, il tutto al Roland Garros. Sbaglio sempre il torneo.”Mannaggia!” Il tutto dopo, molto dopo che le idee sono in circolazione.
Head. Vincenti e campioni (4). Djokovic vince a Roma
Djokovic sconfigge Nadal 6-4, 6-4 nelle finale del Master 1000 di Roma del 2011. Dialogo immaginario tra ingegneri Head.
“Che le dicevo bisogna avere fiducia. F i d u c i a.”
“Bene, è andata bene anche questa volta. Devo dire meglio di quello che avrei sperato.”
“E’ stata sua l’idea. Pensa che abbiamo creato un mostro?”
“Beh! Mostro no, ma la realtà supera la fantasia.”
“Questi scrittori…meglio dell’antimateria.”
“Almeno la materia non si dissolve, anzi…?”
“Comunque sia. Godiamoci i successi. Quanto è che vinciamo?”
“Non abbiamo mai perso da inizio anno.”
“Bene! Era ora che aumentassimo un po’ il fatturato.”
“Ora c’è il Roland Garros.”
“Dico che prima o poi dovrà perdere, ma speriamo che accada il più tardi possibile.”
“Speriamo.”
“Preghiamo.”
“No stavolta leggiamo.”
“L’avessimo fatto prima…”
Intervento per radio Manà Manà sul Master 1000 di Roma
Commento sugli Internazionali d’Italia di Venerdì 13 maggio 2011 per radio Manà Manà, in cui si è parlato di Federer Shaprapova e nel finale del Romanzo.
L’intervista a Radio Classica
Gabriele Formenti e me a Radio Classica (10 marzo 2011). Trasmissione radiofonica “Parole di carta”, tutti i giovedì alle 13 e 35.
Presentazione a Radio Classica
Giovedì 10 marzo sarò ospite della trasmissione “Parole di Carta” a Radio Classica, ore 13. 30. Gruppo Classeditori. Presenterò il romanzo “La mano di Rod. Il tennis e le scienze del caos”. Sarà una piacevole chiacchierata sulla complessità, e su come lo sport può essere una metafora calzante per spiegare i principi che sono alla base di un effetto farfalla. Chi vuole potrà ascoltarmi direttamente sul web collegandosi al sito della radio: www.radioclassica.net
All’indirizzo web trovate anche le frequenze delle principali città italiane nel caso in cui vi trovaste in auto, o fuori portata dalla linea veloce.
Presentazioni di libri
Il Grande Slam è solo un problema di calendario?
Il grande Rod Laver mette le mani avanti e dichiara che se Rafa Nadal dovesse vincere gli Australian Open 2011 che stanno per iniziare sarebbe solo l’inizio, perché i quattro tornei vanno vinti nell’arco della stessa stagione. Fa bene il “vecchio” campione a essere attento ai particolari, questa sua cura del dettaglio è stata una delle cause che gli hanno permesso di scrivere uno dei record ancora imbattuti nella storia del tennis (non ne restano poi molti dopo l’avvento della coppia ultra vincente che dal 2003 si è accaparrata 25 titoli slam su 28). Ma la rincorsa al record sembra non fermarsi davanti a niente, quindi al fine di trovare l’evento anche dove non ci sarebbe c’è chi cerca di sostenere che secondo il calendario cinese l’anno non è ancora finito e quella che è la prima prova dello slam diverrebbe l’ultima, e starebbe per cominciare l’Australin Open 2010. Sarà anche un problema di convenzioni, ma preferisco contare i giorni con il vecchio calendario Gregoriano. Sarà che a Rod Laver ho dedicato il titolo di un libro…vatti a fidare dell’ufficio marketing…
The marketing department in Melbourne would have it that the Australian Open is the grand slam of Asia-Pacific, and those who follow the Chinese calendar would contend that Nadal is just seven matches away from winning all four slams in the same year.
Laver, and many others, would disagree; there is something sacred, almost mythical, about winning all four in one year of the Gregorian tennis calendar.
La mano di Rod scagiona Jeff Bagwell
Riduce almeno i sospetti sull’uso di steroidi (se ne scrive nel New York Times) che avrebbe fatto il giocatore di baseball degli Houston Astros, il quale chiuse la carriera con una media battuta di . 297, 449 fuori campo e 1529 battute valide. Prove non ne sono state mai trovate ma le voci sono sempre circolate, forse perché era più robusto, appariva tale, o lo era diventato, o attirava le invidie per il numero di fuoricampo girati e la media battuta. L’invidia, si sa, fa brutti scherzi anche a Nadal. Il romanzo invece fornisce una spiegazione più naturale delle sue performance sui campi da baseball, e i suoi record avvalorano la tesi esposta, insomma risulta esserci un sostegno reciproco.
Foto
La fisica, lo sport e il giallo
La presentazione è andata bene. Si ringrazia il Comune di Grosseto per la disponibilità e l’interesse dimostrato. Per approfondimenti qui, il sito del Comune di Grosseto.
Martedì in Comune a Grosseto si parlerà di:
Sport, complessità e la metafora sportiva per spiegare i concetti di “condizioni iniziali sensibili”, “causalità circolare”, e “apertura al nuovo” (intesa come possibilità di accesso a processi innovativi partendo da piccole differenze iniziali). Le tre fondamentali caratteristiche del concetto di complessità.
Possono 200 centimetri cubici (meno di una lattina di Coca Cola) di capacità polmonare in più essere la causa di evidenti differenze nei risultati per un corridore di gare di fondo? E il tennis?
Lo sport si è rivelato un’allegoria molto calzante. Tutto sta nel capire quali sono i fattori sensibili. La forma dei finestrini di un aereo per evitare il collasso della scocca, e ciò che può mettere in crisi un ponte progettato per resistere ai terremoti possono essere condizioni meteorologiche di pioggia leggera. Perché?
L’appuntamento è fissato per Martedì 28 dicembre 2010 alle ore 11.30 presso la Sala del Consiglio del Comune di Grosseto. Piazza del Duomo. Presentazione del Romanzo “La mano di Rod. Il tennis e le scienze del caos”.
Infine mi auguro che il romanzo scorra bene, che sia di facile lettura e che l’intreccio affascini.
Alla ricerca dei cinque chili di Roger Federer. Non li ha Gasquet.
Consideriamoli entrambi in peso forma (non dopo le magnate di Natale e Capodanno). Wikipedia in Italiano da due pesi diversi 85 chili per Federer e 77 per Magnini, ma la differenza si acuisce in favore di Roger più pesante di otto chili invece che di cinque. Rimane la differenza in altezza in favore di Magnini di un centimetro. Il volume si calcola al cubo come avevo già avuto modo di scrivere, ma possiamo sorvolare. Non avendo altri metodi a disposizione né macchinari dovremmo accontentarci dei dati pubblici reperibili. Non è necessario fare la media tra i due dati possiamo accontentarci della differenza di cinque chili più che sufficiente a zavorrare Magnini a rana se aggiunti al nuotatore, e più che sufficiente per ridurre la quantità di moto del tennista sulla palla che è del peso di 58 grammi. Quantità di moto che è sempre presente: anche nei colpi decentrati, in quelli fuori equilibrio. Resta da stabilire come possono essere distribuiti questi chili in più. Magari in un punto sensibile, di unione, anche un centinaio di grammi se non di più hanno il loro effetto.
Per rendersi conto meglio della situazione il talentuoso Richard Gasquet (sempre wikipedia per utilizzare una fonte unica) ha proprio le stesse misure e pesi (sempre salvo quel centimetro) del nuotatore italiano: 75 chili per 1.85 m. Sotto il peso dell’italiano se si considerano i dati di Wikipedia Italia. Ma guarda tu le coincidenze!
Mi sembra inutile aggiungere che qualunque corpo immerso in un liquido riceve una spinta dall’alto verso il basso pari al peso del volume del liquido spostato. Principio di Archimede.
Un effetto farfalla. Evolvere verso l’eccellenza
Estratto da “La mano di Rod. Il tennis e le scienze del caos”:
“Un effetto farfalla”
“Credo di non capire.”
“Un elemento iniziale che innesca un processo evolutivo.”
“Uhm…” Cristian era perplesso e appoggiato con la spalla destra all’infisso della porta che immetteva nello studio di Galer, quello che era stato ricavato con il progetto ancora in costruzione.
“Di quante qualità ha bisogno un tennista per essere un buon tennista?”
“Molte. Fisiche, tecniche, mentali, tattiche… Insomma molte.”
“Ecco, ora immagina per ipotesi, che una piccola differenza possa permettere di giocare meglio, ma non solo di giocare meglio, addirittura di far interagire al meglio tutte le altre qualità, come se le risucchiasse verso l’eccellenza. Cosa succederebbe?”
Guardare solo i fatti. Bertrand Russell
Qualunque materia si stia studiando è necessario guardare solo i fatti, le conferme o le smentite date dai fatti stessi e qual’è la verità che esce dall’osservazione dei fatti. Il tennis non fa eccezione. Poi c’è un suggerimento morale.
Volete criticare? Fatelo scientificamente: pesate le ossa dei tennisti
La teoria è empirica, razionale e confutabile come avevo evidenziato in precedenza. Sono curioso anch’io a questo punto. Prendiamo i primi dieci al mondo e pesiamo mano e avanbraccio se la media di queste persone dovesse risultare uguale o inferiore alla media dell’uomo sarò il primo ad ammettere l’errore. Possiamo pesare anche solo la mano per scrupolo e più intrigante divertimento. Tecnicamente in questa soluzione c’è una imprecisione perché tra chi non è tennista ci sono sicuramente persone che possono avere le caratteristiche corporee dei tennisti e quindi alzano la media anche se nella loro vita si sono dedicati ad altre professioni per le più varie ragioni. Ma il rischio è accettabile.
Poi già che ci siamo per accuratezza d’indagine prendiamo coloro che sono tra la posizione 900 e 1000 del ranking mondiale e calcoliamo se c’è e a quanto ammonta la differenza con i primi dieci. Per curiosità di indagine, per amore di verità. Gli strumenti ci sono: la densitometria ossea per esempio.
Quale volete in testa?
A parità di velocità si intende. La prima o la seconda? Ma anche se va leggermente più piano una di quelle in mano a Don Budge (foto 2) credo che vengano scartate. L’estratto è dell’articolo che trovate qui. Semplifica poi esagera è la ricetta dell’Economist secondo Chris Anderson di Wired. Rendere un problema complesso il più semplice possibile e poi fare un passo in più.

Colpi profondi e pesanti per Budge
Mancava una finale Federer Nadal
Rafa piega Murray in una partita davvero bella e Roger fa poca fatica contro Nole che continua nel suo rendimento limitato. Ancora quei due, parafrasando il titolo della nota serie televisiva britannica. Attenti a quei due. E gli altri? Perdenti prescelti, naturalmente. Per comprenderne meglio le ragioni che si tratti di scelta o di una serie convergenti di coincidenze aiutate da un crivello di Eratostene, magari più di uno, è necessario arrivare in fondo alle 465 pagine, per altro scorrevoli mi auguro.
Per quanto riguardo la storia di Murray che rompe tre mute di corde vicino al passante del telaio, può esserci una spiegazione anche lì. La figura dell’accordatore dadaista mi venne così…in un pomeriggio di mezzo inverno, stimolata forse da un cielo uggioso e grigio come quello che c’è oggi. Era estremamente noioso incordare racchette, è indubbiamente più divertente giocare. Ma ne riparlerò in un altro post.
















