Le ali della farfalla

Insignificanze e uragani (little details consiting changes)

Archive for the ‘internet’ Category

La casta dell’editoria italiana tra squali, sopravvalutati e sfruttati. Internet, monasteri d’altri tempi e vecchi amanuensi.

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Ibn Rushd (Averroè). Cordoba. Cultura fuori dalle mura.

Internet è utile per molte attività una di queste al di là delle quattro chiacchiere digitali, banali o divertenti, che si possono scambiare, è quella di riuscire ad affacciarsi su delle realtà che sarebbero rimaste altrimenti poco chiare, se non addirittura sconosciute. Il mondo dell’editoria è una di queste realtà: infatti fino a qualche anno fa non sarebbe stato possibile per nessuno rendersi conto appieno del suo funzionamento. Non che certe critiche non siano già state fatte ma la rete Internet ci permette di afferrarle meglio e sentirne il palpito nella propria mano. È sempre stato affermato che vengono pubblicati solo autori noti, già noti, e mai esordienti o sconosciuti. Infatti le librerie sono stracolme di ciarpame letterario dal nome altisonante in copertina: conduttori televisivi, radiofonici, calciatori, attori, veline, ministri, sportivi in generale e chiunque sia o possa arrivare alla ribalta dei vecchi media.

Appare evidente che tutto contribuisce a creare una realtà autoreferenziale: si scelgono, si recensiscono, si pubblicano, e fanno tutto tra di loro credendosi il centro dell’universo. E chi altri? Se questa realtà era già evidente ora, grazie ai mezzi informatici, è anche dimostrabile: Internet aumenta le possibilità di contatto con gli editori e con le case editrici ma nonostante la possibilità di scrivere e-mail e di trovare facilmente i riferimenti telefonici o di indirizzo le risposte sono sempre e costantemente nulle. Chiunque abbia avuto un libro da proporre si sarà reso conto di questa realtà. Presumibilmente ciò accade semplicemente perché le case editrici devono alimentare la loro apparenza di democraticità al fine di non perdere i loro già risicati lettori, a cui sottoporre le loro selezioni di autori. Infatti se l’idea di chiusura completa fosse percepita appieno dai clienti il valore dei libri pubblicati crollerebbe immediatamente, perché la presunta qualità che generalmente si associa a un libro solo per il fatto di essere stato scelto per la pubblicazione, e quindi pubblicato, cesserebbe di esistere. Per tutti e non solo, come già avviene, per alcuni. Pertanto il tentare di far credere di essere attenti alla realtà che li circonda (da parte degli editori) è semplicemente uno stratagemma che gli consente di non inimicarsi troppi scrittori, i quali generalmente sono anche i più appassionati lettori. Leggi il seguito di questo post »

Giornalismo d’inchiesta, sapere, e corse folli. Ci sarà mai un nuovo Watergate?

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Il watergate

È di qualche giorno fa un articolo che trattava del giornalismo d’inchiesta, a firma di Ubaldo Scanagatta, in effetti non sembrano più questi i tempi per un giornalismo che indaga e per giornalisti che possono permettersi di rimanere mesi interi senza scrivere una riga dedicando il proprio tempo alle ricerche più o meno approfondite al fine di scoprire nuove verità, che sono nascoste volutamente o inconsapevolmente.

I tempi sono sempre più ristretti gli articoli devono uscire necessariamente ogni giorno e il continuo accavallarsi, quasi sovrapporsi, rincorrersi, delle notizie e della necessità di uscire sempre con delle novità implica spesso la perdita della novità stessa. La stessa rete Internet implica, soprattutto in merito alla gestione di blog e testate on-line, al fine di mantenere o incrementare il numero dei visitatori, una gestione serrata in cui le nuove notizie sono quasi costrette a uscire a ritmi che rischiano di non rispettare l’accadimento reale dei fatti stessi. In un paradosso di asincronia la necessità della novità è superiore alla realtà. Chiunque gestisca un blog potrà notare la riduzione consistente di visitatori nel caso in cui si riduca il numero degli articoli pubblicati nell’arco della settimana o del mese. Anche quando non ci sono argomenti che attraggono il nostro interesse se si vuole mantenere il numero di contatti unici al sito o al blog si è costretti ad avere una periodicità di pubblicazione a cui non si può rinunciare. Allo stesso modo sembra che gli editori, o chi si occupa di informazione, sia costretto a inseguire le novità anche quando queste sembrano risiedere in un ambito che le contraddistingue per non essere necessariamente associate alla velocità e quindi anche indirettamente a una forma di superficialità. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

22 Novembre 2009 alle 5:54 pm

Windows vista meglio di windows 7, come rivalutare il vecchio: la Ultimate in US costa come la Home premium in Italia

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E’ stato fatto di corsa (soli 2 anni) e considerando che in Europa costa molto di più che negli Stati Uniti al cambio attuale di circa 1,5 dollari per euro conviene comprarlo on line (ammesso che sia possibile) direttamente dagli State oppure desistere se si pensa che una versione Home Premium, qui in Italia, viene a costare poco meno di una Ultimate negli Stati Uniti.  Al cambio: di 1,5 eseguito con la barra laterale di Vista la versione Italiana di Ultimate verrebbe a costare 509 dollari, mica noccioline. Considerato che il software, e quindi anche un sitema operativo, è un prodotto che una volta creato per la sua distribuzione ha solo bisogno di un supporto (cd, dvd e non deve essere ricostruito l’intero prodotto come avviene per le automobili) forse, dico forse, il prezzo è leggermente esagerato. 319 dollari sono ad oggi soli 212 euro, praticamente il prezzo di Home Premium in Italia.

Auguri, sbizzarritevi con i costi degli aggiornamenti.

Questo post è stato scritto con sistema operativo Windows Vista, che sarà lento ma ci vede bene.

windows 7 us windows 7

windows 7 home cambio di vista

Written by Fabrizio, the wings

22 Ottobre 2009 alle 9:14 pm

Centralizzare l‘incentralizzabile

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Internet, accessi, futuro, milioni di proroghe e legge Pisanu.

Via Manteblog.

È come se dopo gli anni ’70 il telefono fosse rimasto alla teleselezione tramite operatrici.

Apogeo on line.

Written by Fabrizio, the wings

9 Ottobre 2009 alle 8:43 pm

Microsoft Security Essential un antivirus gratuito

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Le strategie sul web diventano sempre più sottili e intrecciate. Gooogle lancia il sistema operativo, e Microsoft l’antivirus. Lo scaricate qui, e sinceramente sarei curioso di provarlo. Alla Symantec sembra si siano un po’ risentiti.

Fonte: Ecco Microsoft Security Essential, l’antivirus gratuito

Written by Fabrizio, the wings

30 Settembre 2009 alle 1:30 pm

Con Google holodeck si fa meglio di Zafon. Risorse per gli scrittori

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Ma già Google Earth è eccezionale.

il disinformatico

Aggiornamento.

Il video è stato rimosso, non rimane che fidarci di Zafon.

Written by Fabrizio, the wings

13 Settembre 2009 alle 6:54 am

Us Open 2009 in streaming. Ecco i links

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Si trovano sul sito pianeta tennis. La qualità non è male e le partite si seguono abbastanza bene, nonostante la pallina sia simile a un capocchia di spillo . Qualche ora fa Greul si è suicidato con Federer smettendo praticamente di giocare sul 4-1 del terzo set e sprecando due set point nel secondo.

Comunque per lo streaming andate al link sottostante e scegliete il tennis femminile o quello maschile.

http://www.pianetatennis.com/?action=read&idnotizia=2231

Si ringrazia Tilden

Written by Fabrizio, the wings

3 Settembre 2009 alle 8:16 am

An italian Zuckenberg? Simply impossible and Jeff Benzos would be an homeless

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La bolla è ancora lì è esploso tutto il resto

La bolla è ancora lì, è esploso tutto il resto

Molti anni fa scrissi ad Amazon per chiedere se aveva interesse ad aprire in Italia, mi risposero dopo poche ore che il nostro paese non rientrava nei loro piani strategici. Amazon aveva appena aperto, ed eravamo nella seconda metà degli anni novanta. Negli anni ha aperto in Germania e in Inghilterra ma ancora non in Italia, non rientra credo nei lor piani strategici infilare i loro agili piedi decisionali nei pantani della penisola. I massimi esperti economia sostenevano che sarebbe fallita, Amazon, nel frattempo invece è collassata l’intera economia mondiale e Benzos dai libri è passato a vendere automobili, computer, elettrodomestici. Un tempo anch’io avevo un garage a casa, e ora c’è sempre la solita bicicletta arrugginita. Nel frattempo avrò inviato centinaia di curriculum ad aziende italiane che non si sono mai degnate di rispondere nemmeno con una mail automatica per dire “no grazie”. Ma aspettiamo fiduciosi il nuovo boom economico, di sicuro qualcuno ne parlerà: a chiacchiere siamo bravi anche noi. Jeff Benzos qui sarebbe un senzatetto.
Ma un Zuckerberg italiano? « aghost

Mi sono immaginato uno Zuckerberg italiano, in lotta con la tariffa urbana a tempo, o con l’adsl a consumo di Telecom Italia a 2 euro l’ora a casa di mamma e papà, fare esperimenti sulla sua idea. E poi andare in banca, a chiedere un finanziamento.

Written by Fabrizio, the wings

16 Agosto 2009 alle 3:26 pm

Pubblicato in internet

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E il fuoco con la pietra focaia e l’aratro con i buoi

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Le idee, le argomentazioni che si sentono in merito alle notizie a pagamento su internet, certe ipotesi (le solite) che tendono a persistere in merito all’editoria e al diritto d’autore riportano indietro nel tempo. Il giocattolo gli si sta smontando tra le mani. Proprio Malinconico. Tra l’altro quale sarebbe il motivo, per esempio, di pagare una delle due citazioni sottostanti? C’è un estratto e un link di rimando all’articolo originale completo, inoltre i due stralci sono stati utilizzati non come mera comunicazione di notizie di altri (ammesso che esista una proprietà della notizia), ma per un approfondimento, un confronto e un’analisi, nel cui contesto le risorse tracciate assumono una nuova forma e un nuovo contenuto.

manteblog

Tracciare i propri contenuti in rete è la tomba di ogni aspirazione di business da quelle parti. Invece che fare l’eco ai soliti integralisti della proprietà intellettuale che sognano una Internet controllata che non potranno avere (per ora), c’è da chiedersi per esempio perchè continuare con questa “palla” (”ingiustizia” la chiama Malinconico e subito viene in mente Calimero) del guadagno altrui.

ANSA.it – ALLO STUDIO NEWS A PAGAMENTO SUL WEB

Carlo Malinconico, in un’intervista all’ANSA spiega che è già al lavoro un comitato per individuare le possibili formule, da sottoporre poi alla libera scelta di ogni editore. Parole chiave: flessibilità, prezzi ragionevoli e condizioni trasparenti da parte di motori di ricerca e provider.

Written by Fabrizio, the wings

12 Agosto 2009 alle 7:36 am

Il nuovo progetto segreto di Google

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Lanciato su un nuovo indirizzo, si basa su una nuova infrastruttura che riuscirebbe a indicizzare i nuovi contenuti con maggiore velocità. La rincorsa al nuovo è iniziata; d’altronde ciò che è già indicizzato è indicizzato. La concorrenza con Bing, il motore di ricerca di Microsoft, è sempre più serrata. Un progetto segreto. Qui potete testare la nuova architettura.

Google unveils new ‘Caffeine’ search engine – Times Online

In a blog post, Matt Cutts, a principal engineer at Google and Sitaram Iyer, a staff software engineer, said: “For the last several months, a large team of Googlers has been working on a secret project: a next-generation architecture for Google’s web search. It’s the first step in a process that will let us push the envelope on size, indexing speed, accuracy, comprehensiveness and other dimensions.

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11 Agosto 2009 alle 9:10 pm

Sky vs Mediaset: guerra e menzogne

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Suggerivo proprio l’altro giorno di incrociare un paio di informazioni, quando qualcuno lascia intendere nemmeno troppo velatamente che gli incassi delle pubblicità sui canali Rai in piattaforma Sky vadano a Sky o che quest’ultima prenda gratuitamente e trasmetta i canali della tv di stato. Sembra infatti che qualcosa paghi, una sciocchezza tra l’altro solo cinquanta milioni di euro all’anno. Allora incrociamole due informazioni grazie alla rete internet altrimenti avremmo dovuto acquistare un paio di giornali (due euro): qui piovonorane e qui l’articolo su libero di Gianluigi Paragone. Ecco facciamo un paragone. Guerra? Menzogne?

Written by Fabrizio, the wings

7 Agosto 2009 alle 1:35 pm

Il digitale terrestre è un ottimo motivo per buttare definitivamente la tv

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Il forte impulso del digitale terrestre

Il forte impulso del digitale terrestre

Buttarla nel cassonetto dell’immondizia, anzi andrebbe considerato un rifiuto speciale da smaltire con la massima cura dopo aver separato i vari pezzi. E’ costato agli italiani una quantità di soldi che sarebbe opportuno precisare in modo accurato da parte delle istituzioni; non è interattiva, non è on demand, ci vuole un decoder oltre all’antenna e rimane la stessa televisione di prima. Non è possibile controllare l’informazione o incrociarla, sentire un’altra campana e quindi formarsi le proprie idee, ultimamente afferma cosa tutte da verificare successivamente; il film sono sempre gli stessi; è piena di propaganda politica spudorata; spesso disinforma. Basti pensare che nelle ultime affermazioni che sono uscite dagli altoparlanti della scatola nera figuranti dal titolo pubblico hanno affermato che si tratta di un processo che ha coinvolto addirittura gli Stati Uniti. Eilà! Si trattava di un ministro? Ma non avevano la tv via cavo dagli anni quaranta, e una volta che ci sono i cavi forse è tutto più semplice, specialmente se si volesse far passare web e tv come ormai cercano di fare tutti gli operatori che erano telefonici. Iniziare a scavare è più  difficoltoso invece, aprirebbe molte strade alla concorrenza, e si perderebbero molti vantaggi. Insomma che il web faccia il web e non si azzardi a integrare la tv, cribbio. Poi personalmente sono stanco di vedere  figli, nipoti, parenti collaterali, affini, nelle solite riunioni di famiglia.

Ma si può continuare il sistema non si può centralizzare. Quindi ci vuole un decoder per ogni televisore. Il progresso, l’avanguardia è difronte a noi.

Written by Fabrizio, the wings

17 Giugno 2009 alle 5:13 pm

Non male, credo non male. Merito anche vostro

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Dopo più di un anno e mezzo di blogging (si dice così?) i risultati non sono stati malvagi. Il blog è raggiunto da un discreta quantità di visitatori giornalmente e i commenti totali hanno superato i 1416 (forse non moltissimi ma dato l’argomento credo si tratti di una situazione spiegabile).  Nell’ultimo mese sempre intorno ai 400. Il tracollo a destra mi auguro sia dovuto al fatto che sono ancora le otto del mattino di un martedì di inizio giugno. Ma se continuate a seguirmi ho ancora qualche sorpresa in serbo: il numero di un brevetto, per esempio. Nel frattempo mi sto guardando intorno, per cercare quella barca da gamberi. Lo spam si conta a badilate, ma andiamo avanti così. In fondo qui non c’è nessuno dietro: né redazioni, né nomi conosciuti, né agganci mediatici con testate giornalistiche. Ringrazio tutti i fiancheggiatori di passaggio.

Accessi giornalieri

Accessi giornalieri

Accessi settimanali

Accessi settimanali

Accessi mensili

Accessi mensili

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9 Giugno 2009 alle 7:09 am

Pubblicato in internet

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Tracollo Mondadori, conti in rosso e quinquennale azionario da brividi

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Il primo trimestre si chiude in rosso per la più grande casa editrice italiana. Il gruppo perde 1,8 milioni di euro che naturalmente verranno riparati con i contributi pubblici, ovvero i soldi di tutti noi, come accade di consueto nel paese dove i parassiti s’ingrassano sempre di più succhiando la linfa vitale di chi in questo paese ci vive come comune cittadino (la maggioranza).

Discese libere

Discese libere

Il quinquennale azionario sembra la Gran Risa, la Tre Tre, la mitica Straiff di Kitzbuhel, ci sono anche le gobbe del cammello. Servirebbe Alberto Tomba o Herman Maier. Che dite ce la farà il noir di Sandrone Dazieri a riparare alla situazione? Oppure sarà sufficiente mettersi il sole in tasca, filosofia che sembra farla da padrone tra i mondadoriani.  Ma poi c’entra il sole in una tasca? Farà buio fuori se uno si mette il sole in tasca? E Icaro che fine ha fatto? Non è che saranno andati troppo vicini a questo sole?

Ce la farà il “Conto delle minne” a sollevare le sorti dei vati della cultura, a ridare respiro alle perle preziosissime nel Panorama letterario?  Forse sarebbe stato meglio puntare sulle zinne, quelle vere?

Ma anche il biennale non è male, cmq.

biennale mondadori

Il muro della Tre Tre

Il sole 24 ore.

Ansa.

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21 Maggio 2009 alle 5:08 pm

La cura cerca il paziente su internet

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Sembra che le case farmaceutiche cerchino pazienti per i loro farmaci innovativi, in fase si sperimentazione, utilizzando i social network. Tra vantaggi e problemi. Chissà se uno dei problemi è quello relativo all’anonimato? In tal caso sapremo chi suggerire.

Pharma Recruits Clinical Trials Subjects Online | Newsweek Health | Newsweek.com

Like most social-networking sites, Inspire.com is a place where users talk about the most intimate details of their lives. They want advice on coping with stage III cancer or to offer encouragement to a mother deciding about life support for her premature baby. But Inspire’s nearly 100,000 users aren’t just sharing with each other (and the 62 nonprofits who partner with the site), they’re also receiving targeted information from pharmaceutical companies who use the site as a recruiting tool for drug studies. Opening this door between patients and drugmakers has some obvious benefits but also raises a host of ethical and medical dilemmas.

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11 Marzo 2009 alle 6:24 pm

La realtà aumentata è affascinante

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Dal blog di Roberto Dadda, scoperto tramite Manteblog.

Ci si può fare tante belle cose. Come far decollare uno Schuttle tra le mani, per esempio. E molte altre ancor più utili.

augmented reality

augmented reality

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9 Marzo 2009 alle 7:12 pm

Tutte le ragioni per scegliere Facebook

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  1. Se vuoi che il tuo passato che credevi dimenticato continui a perseguitarti, allora scegli Facebook;

    Facebook, the new religion

    Facebook, the new religion

  2. Se vuoi ancora tra gli occhi la faccina del  tuo compagno di scuola che ti copiava sempre i compiti, e alla maturità ha preso più di te perché era raccomandato e che ora guadagna più di te perché è sempre raccomandato, nonostante non abbia mai capito niente. Allora scegli Facebook;
  3. Se vuoi che qualcuno ti ricordi quanto tempo è passato, quando per te il tempo era per fortuna passato. Allora scegli Facebook;
  4. Se vuoi rivedere la faccina del tuo primo fidanzatino/a di cui non ti frega più assolutamente niente, allora scegli Facebook;
  5. Se vuoi ritrovare il professore delle superiori che ti dava sempre quattro e non sopportavi, devi scegliere Facebook;
  6. Se vuoi fare nuove amicizie che non ti considereranno nemmeno di striscio, allora scegli Facebook;
  7. Se vuoi ritrovare creditori che credevi morti, scegli Facebook;
  8. Se vuoi ritrovarti pieno di messaggi da parte dell’amante che per te è stato/a solo una botta e via, mi raccomando scegli Facebook;
  9. Se vuoi fare a gara, come fosse l’audience, ad avere più amici di altri, scegli sempre Facebook;
  10. Se non ti basta, Messanger, Skype, GoogleTalk, Twitter, un Blog, ICQ, Yahoo Chat, devi per forza scegliere Facebook.
  11. Se non ti basta disperdere le tue idee vanamente tra forum, chat, post  e opinioni che non verranno mai lette sei obbligato a scegliere Facebook;
  12. Se pensi che i dati dell’Aditel siano veri, nonstante il campione sia di 5.101 famiglie scelte in base al reddito, allora sei pronto per farti pubblicità su Facebook;
  13. Se pensi di poter interessare a qualcuno per quello che dici o fai sei pronto per Facebook, dove tutti pensano la stessa cosa;
  14. Se pensi che questo paese verrà cambiato con Facebook sei pronto per Facebook o per un bello scontro con i mulini a vento;
  15. Se pensate che sia un regalo permetterci di utilizzare Facebook, leggete qui. Di americano rimarrà solo la corte: nel Delaware, per la precisione.

Written by Fabrizio, the wings

9 Dicembre 2008 alle 5:54 pm

Internet ci cambierà il cervello

con 3 commenti

Quello che viene chiamato il digital divide potrebbe iniziare a dividere sempre di più, perché l’utilizzo dei nuovi media favorirebbe lo sviluppo di aree celebrali diverse da quelli che vengono stimolate in persone che sono nate quando la rete non c’era o ne fanno un uso limitatissimo. Il divario  tra nativi e non nativi dell’era digitale potrebbe approfondirsi con conseguenze imprevedibili.

Are You a ‘Digital Native?’ | Newsweek Tech and Business | Newsweek.com

Is technology changing our brains? A new study by UCLA neuroscientist Gary Small adds to a growing body of research that says it is. And according to Small’s new book, “iBRAIN: Surviving the Technological Alteration of the Modern Mind,” a dramatic shift in how we gather information and communicate with one another has touched off an era of rapid evolution that may ultimately change the human brain as we know it. “Perhaps not since early man first discovered how to use a tool has the human brain been affected so quickly and so dramatically,” he writes. “As the brain evolves and shifts its focus towards new technological skills, it drifts away from fundamental social skills.”

Written by Fabrizio, the wings

3 Dicembre 2008 alle 11:33 am

Chrome alle prese con il diritto d’autore

con 4 commenti

Ernest Hemingway

Ernest Hemingway

L’art 11 della licenza d’uso di Chrome suscita polemiche: sarebbe come se i Romanzi di Hemigway fossero sfruttabili gratuitamente dal produttore della macchina da scrivere,  della penna, o del tavolino su cui si appoggia.  Ma non gli punge vaghezza di aver preso troppo sole quest’estate? Comunque sembra che si sia trattato di un errore. Vorrei vedere…

Questo post è stato scritto con Firefox. Il Pc è un HP, la corrente me la da l’Enel, la linea è telecom, e il padrone di casa mi ha appena detto che qualunque cosa scriverò nel suo appartemento si riserva il diritto di poterlo sfruttare gratuitamente. Il fruttivendolo che mi ha venduto le pesche sostiene che non avrei mai avuto le stesse idee se avessi comprato quelle del supermercato, che sono coltivate in serra. Vuole qualcosa anche lui e forse è l’unico che ha ragione.

Written by Fabrizio, the wings

5 Settembre 2008 alle 3:13 pm

Firefox, Chrome e la guerra dei browser, ma nessuno è profeta in patria.

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Metamorfosi biunivoche

Devo ammettere che l’ho scaricato e installato, ma navigando mi sono accorto che certe caratteristiche di Chrome esistevano già per Firefox. Alcune di queste compiono addirittura cinque anni di età, come la Statusbar Firefox extension. Insomma nessuno è profeta in patria. Qui trovate tutto.

da GmG’s Weblog
Come attivare le funzioni di Chrome su Firefox

Written by Fabrizio, the wings

5 Settembre 2008 alle 2:12 pm