Archive for the ‘internet’ Category
Windows vista meglio di windows 7, come rivalutare il vecchio: la Ultimate in US costa come la Home premium in Italia
E’ stato fatto di corsa (soli 2 anni) e considerando che in Europa costa molto di più che negli Stati Uniti al cambio attuale di circa 1,5 dollari per euro conviene comprarlo on line (ammesso che sia possibile) direttamente dagli State oppure desistere se si pensa che una versione Home Premium, qui in Italia, viene a costare poco meno di una Ultimate negli Stati Uniti. Al cambio: di 1,5 eseguito con la barra laterale di Vista la versione Italiana di Ultimate verrebbe a costare 509 dollari, mica noccioline. Considerato che il software, e quindi anche un sitema operativo, è un prodotto che una volta creato per la sua distribuzione ha solo bisogno di un supporto (cd, dvd e non deve essere ricostruito l’intero prodotto come avviene per le automobili) forse, dico forse, il prezzo è leggermente esagerato. 319 dollari sono ad oggi soli 212 euro, praticamente il prezzo di Home Premium in Italia.
Auguri, sbizzarritevi con i costi degli aggiornamenti.
Questo post è stato scritto con sistema operativo Windows Vista, che sarà lento ma ci vede bene.
Centralizzare l‘incentralizzabile
Internet, accessi, futuro, milioni di proroghe e legge Pisanu.
Via Manteblog.
È come se dopo gli anni ’70 il telefono fosse rimasto alla teleselezione tramite operatrici.
Microsoft Security Essential un antivirus gratuito
Le strategie sul web diventano sempre più sottili e intrecciate. Gooogle lancia il sistema operativo, e Microsoft l’antivirus. Lo scaricate qui, e sinceramente sarei curioso di provarlo. Alla Symantec sembra si siano un po’ risentiti.
Fonte: Ecco Microsoft Security Essential, l’antivirus gratuito
Con Google holodeck si fa meglio di Zafon. Risorse per gli scrittori
Ma già Google Earth è eccezionale.
Aggiornamento.
Il video è stato rimosso, non rimane che fidarci di Zafon.
Us Open 2009 in streaming. Ecco i links
Si trovano sul sito pianeta tennis. La qualità non è male e le partite si seguono abbastanza bene, nonostante la pallina sia simile a un capocchia di spillo . Qualche ora fa Greul si è suicidato con Federer smettendo praticamente di giocare sul 4-1 del terzo set e sprecando due set point nel secondo.
Comunque per lo streaming andate al link sottostante e scegliete il tennis femminile o quello maschile.
http://www.pianetatennis.com/?action=read&idnotizia=2231
Si ringrazia Tilden
An italian Zuckenberg? Simply impossible and Jeff Benzos would be an homeless
Molti anni fa scrissi ad Amazon per chiedere se aveva interesse ad aprire in Italia, mi risposero dopo poche ore che il nostro paese non rientrava nei loro piani strategici. Amazon aveva appena aperto, ed eravamo nella seconda metà degli anni novanta. Negli anni ha aperto in Germania e in Inghilterra ma ancora non in Italia, non rientra credo nei lor piani strategici infilare i loro agili piedi decisionali nei pantani della penisola. I massimi esperti economia sostenevano che sarebbe fallita, Amazon, nel frattempo invece è collassata l’intera economia mondiale e Benzos dai libri è passato a vendere automobili, computer, elettrodomestici. Un tempo anch’io avevo un garage a casa, e ora c’è sempre la solita bicicletta arrugginita. Nel frattempo avrò inviato centinaia di curriculum ad aziende italiane che non si sono mai degnate di rispondere nemmeno con una mail automatica per dire “no grazie”. Ma aspettiamo fiduciosi il nuovo boom economico, di sicuro qualcuno ne parlerà: a chiacchiere siamo bravi anche noi. Jeff Benzos qui sarebbe un senzatetto.
Ma un Zuckerberg italiano? « aghost
Mi sono immaginato uno Zuckerberg italiano, in lotta con la tariffa urbana a tempo, o con l’adsl a consumo di Telecom Italia a 2 euro l’ora a casa di mamma e papà, fare esperimenti sulla sua idea. E poi andare in banca, a chiedere un finanziamento.
E il fuoco con la pietra focaia e l’aratro con i buoi
Le idee, le argomentazioni che si sentono in merito alle notizie a pagamento su internet, certe ipotesi (le solite) che tendono a persistere in merito all’editoria e al diritto d’autore riportano indietro nel tempo. Il giocattolo gli si sta smontando tra le mani. Proprio Malinconico. Tra l’altro quale sarebbe il motivo, per esempio, di pagare una delle due citazioni sottostanti? C’è un estratto e un link di rimando all’articolo originale completo, inoltre i due stralci sono stati utilizzati non come mera comunicazione di notizie di altri (ammesso che esista una proprietà della notizia), ma per un approfondimento, un confronto e un’analisi, nel cui contesto le risorse tracciate assumono una nuova forma e un nuovo contenuto.
Tracciare i propri contenuti in rete è la tomba di ogni aspirazione di business da quelle parti. Invece che fare l’eco ai soliti integralisti della proprietà intellettuale che sognano una Internet controllata che non potranno avere (per ora), c’è da chiedersi per esempio perchè continuare con questa “palla” (”ingiustizia” la chiama Malinconico e subito viene in mente Calimero) del guadagno altrui.
ANSA.it – ALLO STUDIO NEWS A PAGAMENTO SUL WEB
Carlo Malinconico, in un’intervista all’ANSA spiega che è già al lavoro un comitato per individuare le possibili formule, da sottoporre poi alla libera scelta di ogni editore. Parole chiave: flessibilità, prezzi ragionevoli e condizioni trasparenti da parte di motori di ricerca e provider.
Il nuovo progetto segreto di Google
Lanciato su un nuovo indirizzo, si basa su una nuova infrastruttura che riuscirebbe a indicizzare i nuovi contenuti con maggiore velocità. La rincorsa al nuovo è iniziata; d’altronde ciò che è già indicizzato è indicizzato. La concorrenza con Bing, il motore di ricerca di Microsoft, è sempre più serrata. Un progetto segreto. Qui potete testare la nuova architettura.
Google unveils new ‘Caffeine’ search engine – Times Online
In a blog post, Matt Cutts, a principal engineer at Google and Sitaram Iyer, a staff software engineer, said: “For the last several months, a large team of Googlers has been working on a secret project: a next-generation architecture for Google’s web search. It’s the first step in a process that will let us push the envelope on size, indexing speed, accuracy, comprehensiveness and other dimensions.
Sky vs Mediaset: guerra e menzogne
Suggerivo proprio l’altro giorno di incrociare un paio di informazioni, quando qualcuno lascia intendere nemmeno troppo velatamente che gli incassi delle pubblicità sui canali Rai in piattaforma Sky vadano a Sky o che quest’ultima prenda gratuitamente e trasmetta i canali della tv di stato. Sembra infatti che qualcosa paghi, una sciocchezza tra l’altro solo cinquanta milioni di euro all’anno. Allora incrociamole due informazioni grazie alla rete internet altrimenti avremmo dovuto acquistare un paio di giornali (due euro): qui piovonorane e qui l’articolo su libero di Gianluigi Paragone. Ecco facciamo un paragone. Guerra? Menzogne?
Il digitale terrestre è un ottimo motivo per buttare definitivamente la tv
Buttarla nel cassonetto dell’immondizia, anzi andrebbe considerato un rifiuto speciale da smaltire con la massima cura dopo aver separato i vari pezzi. E’ costato agli italiani una quantità di soldi che sarebbe opportuno precisare in modo accurato da parte delle istituzioni; non è interattiva, non è on demand, ci vuole un decoder oltre all’antenna e rimane la stessa televisione di prima. Non è possibile controllare l’informazione o incrociarla, sentire un’altra campana e quindi formarsi le proprie idee, ultimamente afferma cosa tutte da verificare successivamente; il film sono sempre gli stessi; è piena di propaganda politica spudorata; spesso disinforma. Basti pensare che nelle ultime affermazioni che sono uscite dagli altoparlanti della scatola nera figuranti dal titolo pubblico hanno affermato che si tratta di un processo che ha coinvolto addirittura gli Stati Uniti. Eilà! Si trattava di un ministro? Ma non avevano la tv via cavo dagli anni quaranta, e una volta che ci sono i cavi forse è tutto più semplice, specialmente se si volesse far passare web e tv come ormai cercano di fare tutti gli operatori che erano telefonici. Iniziare a scavare è più difficoltoso invece, aprirebbe molte strade alla concorrenza, e si perderebbero molti vantaggi. Insomma che il web faccia il web e non si azzardi a integrare la tv, cribbio. Poi personalmente sono stanco di vedere figli, nipoti, parenti collaterali, affini, nelle solite riunioni di famiglia.
Ma si può continuare il sistema non si può centralizzare. Quindi ci vuole un decoder per ogni televisore. Il progresso, l’avanguardia è difronte a noi.
Non male, credo non male. Merito anche vostro
Dopo più di un anno e mezzo di blogging (si dice così?) i risultati non sono stati malvagi. Il blog è raggiunto da un discreta quantità di visitatori giornalmente e i commenti totali hanno superato i 1416 (forse non moltissimi ma dato l’argomento credo si tratti di una situazione spiegabile). Nell’ultimo mese sempre intorno ai 400. Il tracollo a destra mi auguro sia dovuto al fatto che sono ancora le otto del mattino di un martedì di inizio giugno. Ma se continuate a seguirmi ho ancora qualche sorpresa in serbo: il numero di un brevetto, per esempio. Nel frattempo mi sto guardando intorno, per cercare quella barca da gamberi. Lo spam si conta a badilate, ma andiamo avanti così. In fondo qui non c’è nessuno dietro: né redazioni, né nomi conosciuti, né agganci mediatici con testate giornalistiche. Ringrazio tutti i fiancheggiatori di passaggio.
Tracollo Mondadori, conti in rosso e quinquennale azionario da brividi
Il primo trimestre si chiude in rosso per la più grande casa editrice italiana. Il gruppo perde 1,8 milioni di euro che naturalmente verranno riparati con i contributi pubblici, ovvero i soldi di tutti noi, come accade di consueto nel paese dove i parassiti s’ingrassano sempre di più succhiando la linfa vitale di chi in questo paese ci vive come comune cittadino (la maggioranza).
Il quinquennale azionario sembra la Gran Risa, la Tre Tre, la mitica Straiff di Kitzbuhel, ci sono anche le gobbe del cammello. Servirebbe Alberto Tomba o Herman Maier. Che dite ce la farà il noir di Sandrone Dazieri a riparare alla situazione? Oppure sarà sufficiente mettersi il sole in tasca, filosofia che sembra farla da padrone tra i mondadoriani. Ma poi c’entra il sole in una tasca? Farà buio fuori se uno si mette il sole in tasca? E Icaro che fine ha fatto? Non è che saranno andati troppo vicini a questo sole?
Ce la farà il “Conto delle minne” a sollevare le sorti dei vati della cultura, a ridare respiro alle perle preziosissime nel Panorama letterario? Forse sarebbe stato meglio puntare sulle zinne, quelle vere?
Ma anche il biennale non è male, cmq.
Ansa.
La cura cerca il paziente su internet
Sembra che le case farmaceutiche cerchino pazienti per i loro farmaci innovativi, in fase si sperimentazione, utilizzando i social network. Tra vantaggi e problemi. Chissà se uno dei problemi è quello relativo all’anonimato? In tal caso sapremo chi suggerire.
Pharma Recruits Clinical Trials Subjects Online | Newsweek Health | Newsweek.com
Like most social-networking sites, Inspire.com is a place where users talk about the most intimate details of their lives. They want advice on coping with stage III cancer or to offer encouragement to a mother deciding about life support for her premature baby. But Inspire’s nearly 100,000 users aren’t just sharing with each other (and the 62 nonprofits who partner with the site), they’re also receiving targeted information from pharmaceutical companies who use the site as a recruiting tool for drug studies. Opening this door between patients and drugmakers has some obvious benefits but also raises a host of ethical and medical dilemmas.
La realtà aumentata è affascinante
Dal blog di Roberto Dadda, scoperto tramite Manteblog.
Ci si può fare tante belle cose. Come far decollare uno Schuttle tra le mani, per esempio. E molte altre ancor più utili.
Tutte le ragioni per scegliere Facebook
- Se vuoi che il tuo passato che credevi dimenticato continui a perseguitarti, allora scegli Facebook;

Facebook, the new religion
- Se vuoi ancora tra gli occhi la faccina del tuo compagno di scuola che ti copiava sempre i compiti, e alla maturità ha preso più di te perché era raccomandato e che ora guadagna più di te perché è sempre raccomandato, nonostante non abbia mai capito niente. Allora scegli Facebook;
- Se vuoi che qualcuno ti ricordi quanto tempo è passato, quando per te il tempo era per fortuna passato. Allora scegli Facebook;
- Se vuoi rivedere la faccina del tuo primo fidanzatino/a di cui non ti frega più assolutamente niente, allora scegli Facebook;
- Se vuoi ritrovare il professore delle superiori che ti dava sempre quattro e non sopportavi, devi scegliere Facebook;
- Se vuoi fare nuove amicizie che non ti considereranno nemmeno di striscio, allora scegli Facebook;
- Se vuoi ritrovare creditori che credevi morti, scegli Facebook;
- Se vuoi ritrovarti pieno di messaggi da parte dell’amante che per te è stato/a solo una botta e via, mi raccomando scegli Facebook;
- Se vuoi fare a gara, come fosse l’audience, ad avere più amici di altri, scegli sempre Facebook;
- Se non ti basta, Messanger, Skype, GoogleTalk, Twitter, un Blog, ICQ, Yahoo Chat, devi per forza scegliere Facebook.
- Se non ti basta disperdere le tue idee vanamente tra forum, chat, post e opinioni che non verranno mai lette sei obbligato a scegliere Facebook;
- Se pensi che i dati dell’Aditel siano veri, nonstante il campione sia di 5.101 famiglie scelte in base al reddito, allora sei pronto per farti pubblicità su Facebook;
- Se pensi di poter interessare a qualcuno per quello che dici o fai sei pronto per Facebook, dove tutti pensano la stessa cosa;
- Se pensi che questo paese verrà cambiato con Facebook sei pronto per Facebook o per un bello scontro con i mulini a vento;
- Se pensate che sia un regalo permetterci di utilizzare Facebook, leggete qui. Di americano rimarrà solo la corte: nel Delaware, per la precisione.
Internet ci cambierà il cervello
Quello che viene chiamato il digital divide potrebbe iniziare a dividere sempre di più, perché l’utilizzo dei nuovi media favorirebbe lo sviluppo di aree celebrali diverse da quelli che vengono stimolate in persone che sono nate quando la rete non c’era o ne fanno un uso limitatissimo. Il divario tra nativi e non nativi dell’era digitale potrebbe approfondirsi con conseguenze imprevedibili.
Are You a ‘Digital Native?’ | Newsweek Tech and Business | Newsweek.com
Is technology changing our brains? A new study by UCLA neuroscientist Gary Small adds to a growing body of research that says it is. And according to Small’s new book, “iBRAIN: Surviving the Technological Alteration of the Modern Mind,” a dramatic shift in how we gather information and communicate with one another has touched off an era of rapid evolution that may ultimately change the human brain as we know it. “Perhaps not since early man first discovered how to use a tool has the human brain been affected so quickly and so dramatically,” he writes. “As the brain evolves and shifts its focus towards new technological skills, it drifts away from fundamental social skills.”
Chrome alle prese con il diritto d’autore
L’art 11 della licenza d’uso di Chrome suscita polemiche: sarebbe come se i Romanzi di Hemigway fossero sfruttabili gratuitamente dal produttore della macchina da scrivere, della penna, o del tavolino su cui si appoggia. Ma non gli punge vaghezza di aver preso troppo sole quest’estate? Comunque sembra che si sia trattato di un errore. Vorrei vedere…
Questo post è stato scritto con Firefox. Il Pc è un HP, la corrente me la da l’Enel, la linea è telecom, e il padrone di casa mi ha appena detto che qualunque cosa scriverò nel suo appartemento si riserva il diritto di poterlo sfruttare gratuitamente. Il fruttivendolo che mi ha venduto le pesche sostiene che non avrei mai avuto le stesse idee se avessi comprato quelle del supermercato, che sono coltivate in serra. Vuole qualcosa anche lui e forse è l’unico che ha ragione.
Firefox, Chrome e la guerra dei browser, ma nessuno è profeta in patria.
Devo ammettere che l’ho scaricato e installato, ma navigando mi sono accorto che certe caratteristiche di Chrome esistevano già per Firefox. Alcune di queste compiono addirittura cinque anni di età, come la Statusbar Firefox extension. Insomma nessuno è profeta in patria. Qui trovate tutto.
da GmG’s Weblog
Come attivare le funzioni di Chrome su Firefox
























