Le ali della farfalla

Insignificanze e uragani (little details consiting changes)

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Obama vince le elezioni: il mondo va avanti e l’Italia resta al palo

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la statua della libertà

la statua della libertà

Obama ha vinto le elezioni. Se si escludono gli stati del profondo sud (Texas, Mississipi, Albama, South Carolina, Luisiana) e quelli centrali (Kansas, Nebraska, Wyoming per andare verso est incontro alle montagne rocciose), gli Stati Uniti d’America si sbarazzano dei pregiudizi ed eleggono il primo presidente di colore. Il New York times conferisce un leggero vantaggio al leader democratico sia nel Colorado che nel New Mexico, che macchiano così di blu la strisca centrale rossa dei repubblicani. Persino il Missuri di Mark Twain ha una tendenza incerta. Si respira aria di cambiamento. I cittadini vogliono provare a costruire uno stato diverso, nuovo e privo di preconcetti arcaici e ancoranti. L’unico paese in cui invece si parla sempre delle stesse cose è l’Italia. Mai un’idea ardita, mai un’innovazione, si vive solo di riporto e ormai neanche quello. L’ Italia si è incantata in televisione e chissà quante volte nelle commissioni. La soglia che segna l’inizio del decadimento celebrale è situata più o meno all’età di 39 anni. We resist, we can. L’unico cambiamento possibile non sarà culturale, ma naturale.

Written by Fabrizio, the wings

5 Novembre 2008 alle 11:33 am

Se vincesse McCain? La democrazia si basa solo sul consenso popolare?

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John MacCain e Barack Obama

John McCain e Barack Obama

Quante cose ci dirà il rislutato delle elezioni Americane? Probailmente molte, ma fodamentalmente credo una. Le risposte saranno tutte nei numeri, dimostrando ancora una volta la straordinaria capacità comunicativa della matematica, che con la sua sintesi  esplicativa, lascerà sì spazio alle interpretazioni, ma a chi sa vedere fornirà chiare informazioni. I media italiani si sprecano nell’analisi razionale dei piani economici dei due candidati, ma sono spesso gli stessi giornalisti che, quando si tratta della politica italiana, fanno spesso riferimento non all’analisi ma al pathos, perchè sanno benissimo i costruttori di palisesti che l’emozione comunica prima, arriva meglio e spesso confonde. In fondo se ci soffermiamo a pensare a tutte le elezioni, in ogni paese, queste sembrano dirci una cosa importante: evidenziano il livello razionale della maggioranza degli individui, di una società. La capacità di soffermarsi a pensare in modo accurato prima di prendere ua decisione. Non è un caso che le due dittature moderne nazismo e fascismo si siano basate e abbiano sfruttato un ampio consenso popolare, facendo leva sull’istitnto, la paura, e quella variegata emotitvità che costituisce l’ultima risorsa di uomini in crisi, spaventati e preoccupati e in cerca di un nuovo papà che li rassicuri e faccia fuggire il “bobo nero” (paura che ci insegnano fin da piccolissimi). Non è inoltre assolutamente certo che chi si arroga il diritto di genitore salvifico abbia, nella realtà, le capacità di salvare qualcosa o qualcuno: la storia ci insegna che, spesso, certi personaggi hanno solo trascinato l’umanità verso condizioni da incubo. Leggi il seguito di questo post »

Written by Fabrizio, the wings

29 Ottobre 2008 alle 8:34 pm