Archive for the ‘diritto d'autore’ Category
E il fuoco con la pietra focaia e l’aratro con i buoi
Le idee, le argomentazioni che si sentono in merito alle notizie a pagamento su internet, certe ipotesi (le solite) che tendono a persistere in merito all’editoria e al diritto d’autore riportano indietro nel tempo. Il giocattolo gli si sta smontando tra le mani. Proprio Malinconico. Tra l’altro quale sarebbe il motivo, per esempio, di pagare una delle due citazioni sottostanti? C’è un estratto e un link di rimando all’articolo originale completo, inoltre i due stralci sono stati utilizzati non come mera comunicazione di notizie di altri (ammesso che esista una proprietà della notizia), ma per un approfondimento, un confronto e un’analisi, nel cui contesto le risorse tracciate assumono una nuova forma e un nuovo contenuto.
Tracciare i propri contenuti in rete è la tomba di ogni aspirazione di business da quelle parti. Invece che fare l’eco ai soliti integralisti della proprietà intellettuale che sognano una Internet controllata che non potranno avere (per ora), c’è da chiedersi per esempio perchè continuare con questa “palla” (”ingiustizia” la chiama Malinconico e subito viene in mente Calimero) del guadagno altrui.
ANSA.it – ALLO STUDIO NEWS A PAGAMENTO SUL WEB
Carlo Malinconico, in un’intervista all’ANSA spiega che è già al lavoro un comitato per individuare le possibili formule, da sottoporre poi alla libera scelta di ogni editore. Parole chiave: flessibilità, prezzi ragionevoli e condizioni trasparenti da parte di motori di ricerca e provider.
La subcultura nell’era di internet, ovvero quella concezione del diritto d’autore altamente contagiosa.

La nuova biblioteca d'Alessandria, di notte
Nonostante alcune ricerche sul web non sono riuscito a trovare casi precedenti a quello del 2004, quando l’Italia rischiò il processo d’infrazione da parte della Comunità Europea per aver disatteso la direttiva comunitaria del 1992, che prevedeva il pagamento dei diritti d’autore anche per i prestiti bibliotecari di libri. Ne venne fuori una polemica di cui non si conosce l’esito e se qualcuno ne fosse a conoscenza è pregato di far sapere quale sia. Come è finita la questione? Le Biblioteche si fanno carico dei diritti oppure li paga direttamente lo stato? Intervennero sull’argomento le associazioni di categoria dei bibliotecari, intellettuali e giuristi. Wu Ming 2 espresse la sua opinione contraria argomentando che in realtà il prestito gratuito non priva l’autore di un mancato guadagno ma che invece contribuisce a una maggiore notorietà dell’autore stesso e delle sue opere, specialmente per gli autori poco conosciuti che pubblicano per piccole case editrici. E’ indubitabile che sia così, se si considera che una libreria ha sempre un numero di libri molto limitato rispetto a una qualunque biblioteca e, spesso, il totale dei volumi è composto da una quantità cospicua di uno stesso testo best seller, il cui autore, presumibilmente, non risente economicamente delle copie consegnate in prestito gratuito. Oltre questa data, all’indietro, in un rapido excursus, non sovvengono alla memoria casi analoghi. Non risultano scrittori, i quali dovrebbero essere i più interessanti, che abbiano fatto causa alle biblioteche per il lucro cessante (dovrebbe essere la definizione giuridica più corretta) causato dai prestiti bibliotecari, e alla superficie della memoria non affiorano nemmeno casi di semplici lamentele. Ve li immaginate Ernest Hemingway, Umberto Saba, o James Joyce, che pure del suo Ulisse deve aver venduto non molte copie e forse solo alle biblioteche, circondarsi di avvocati per chiedere i danni del prestito gratuito? Ma i tempi sembrano essere cambiati e oggi più che mai alcune forme di espressione artistica come la musica e il cinema non hanno forme di diffusione, d’ascolto o di visione gratuite che non vengano considerate lesive del diritto di d’autore. Leggi il seguito di questo post »















