Archive for the ‘ambiente’ Category
The real story of Marijuana
L’idea di essere sempre in mano a qualche miliardario da strapazzo da un po’ fastidio. O no? Tra l’altro sembra che gli italiani siano sempre quelli più creduloni e facilmente arruolabili a cause di interesse di altri. Come distruggere l’ambiente per salvare interessi, senza distinzione alcuna. Tra l’altro le idee di Carlo Giovanardi sono proprio senza distinzione. A casa avevo un spago di canapa, l’ho buttato, meglio non rischiare. Sui complotti e le teorie di complotto ognuno può avere le sue idee, giustamente e liberamente, ma che con la canapa si possono fare una quantità di prodotti enorme è un dato di fatto, inoltre molti di questi potrebbero sostituire quelli derivati dal petrolio, se non tutti almeno alcuni. Ma l’ostracismo vive di assoluti.
Via Beppe Grillo
La fortuna non esiste, o forse sì
Il caldo sembra avere lasciato la sua morsa almeno da queste parti della costa tirrenica e i miei pensieri erano andati sulla scelta del prossimo libro da leggere, quando finirò “Le avventure di Augie March” di Saul Bellow (premio Nobel) e forse uno dei motivi per cui lo stesso premio gira intorno a Philip Roth senza centrarlo mai. Navigo a caso sul web e mi imbatto su un sito su cui si scrive della fame nel mondo (in inglese naturalmente) e i dati sono impressionanti:
963 milioni di persone soffrono la fame.
Ogni giorno 16.000 bambini muoiono a causa della denutrizione, per fare un paragone ogni giorno si verifica un numero di morti equivalente a cinque tragedie dell’undici settembre.
Medito stancamente su questi dati e penso che la fortuna esiste insieme a una grande quantità di stronzi e scarto un libro tra quelli possibili.
Ecco il rapporto tra le vittime del terrorismo e quelle causate dalla denutrizione.
Il sole perde forza
E’ stato raggiunto il minimo di macchie solari degli ultimi cento anni, e il 2009 è stato peggio del 2008. Il sole scalda sempre di meno nella sua fase di quiete raggiunta a marzo di quest’anno. La foto sulla destra è stata scattata il 18 marzo del 2009, mentre quella a sinistra si riferisce al luglio del 2000.
NASA – How Low Can It Go? Sun Plunges into the Quietest Solar Minimum in a Century
Sunspot counts for 2009 have dropped even lower. As of March 31st, there were no sunspots on 78 of the year’s 90 days (87 percent).
It adds up to one inescapable conclusion: “We’re experiencing a very deep solar minimum,” says solar physicist Dean Pesnell of NASA’s Goddard Space Flight Center in Greenbelt, Md.
“This is the quietest sun we’ve seen in almost a century,” agrees forecaster David Hathaway of NASA’s Marshall Space Flight Center in Huntsville, Ala
Is the Sun Missing Its Spots? – NYTimes.com
Ever since Samuel Heinrich Schwabe, a German astronomer, first noted in 1843 that sunspots burgeon and wane over a roughly 11-year cycle, scientists have carefully watched the Sun’s activity.
Gli scoiattoli rossi in via d’estinzione
In Inghilterra e Scozia è in atto un battaglia per salvare gli scoiattoli rossi. I responsabili del processo d’estinzione sarebbero i cugini grigi, più grandi, numerosi e robusti, ma sopratutto portatori sani di una malattia fatale per gli altri. I rossi sarebbero rimasti a popolare solo poche zone della Scozia e dell’Inghilterra. Si prevede l’estinzione in 20 o 30 anni. Così in assenza di un vaccino per la malattia la soluzione praticata per la salvaguardia della specie è quella di uccidere gli individui dell’altra. Le minoranze diventano sempre più minoranze. E intanto la polemica sull’uccisione degli scoiattoli grigi cresce.
Massive squirrel cull starts to rid Highlands of bushy-tailed bullies | Environment | The Guardian
Surrriscaldamento globale. Che sia l’ora d’ inizare a raffreddare?
Il comunicato stampa dello Space and Science Research Center della Florida, datato primo luglio 2008, sembra
non lasciare dubbi: il clima del pianeta è entrato in una nuova fase climatica fredda, lasciandosi alle spalle il global worming degli ultimi anni. L’annosa questione continua. Staremo a vedere quali saranno i vestiti da indossare nei prossimi anni.
“After an exhaustive review of a substantial body of climate research, and in conjunction with the obvious and compelling new evidence that exists, it is time that the world community acknowledges that the Earth has begun its next climate change. In an opinion echoed by many scientists around the world, the Space and Science Research Center (SSRC), today declares that the world’s climate warming of the past decades has now come to an end. A new climate era has already started that is bringing predominantly colder global temperatures for many years into the future. In some years this new climate will create dangerously cold weather with significant ill-effects world wide. Global warming is over – a new cold climate has begun.”
La questione controversa degli inceneritori.
Non troppo soddisfatto delle notizie che trovo sui giornali o al primo click sul web decido di fare una
ricerca più approfondita sulla questione degli inceneritori. Provocano danni alla salute o no? Cosa dei prodotti della combustione provoca danni? Visto che le nanotecnologie hanno fatto progressi enormi, anche nella costruzione delle racchette da tennis, mi sono chiesto se dai camini degli inceneritori escono particelle più sottili di pm 10, le uniche che sembra siano prese in considerazione dalla normative vigente. La combustione dei rifiuti oltre alla quantità di pm10, ritenuta minima e quindi priva di conseguenze, produce anche particelle più sottili e più dannose come le pm 2,5, pm1, pm 0,1? Secondo alcuni sì, ma nessuno si preoccupa di controllare la veridicità di chi sostiene questa tesi, liquidandola come se si trattasse di una improbabile ipotesi, che non merita verifiche. Il professor Montanari sostiene che siano nocivi, altri dicono di no, ma mi sembra evidente che se parlano di cose diverse potrebbero avere ragione sia i sostenitori della salubrità degli inceneritori, sia chi sostiene la loro pericolosità. Le altissime temperature impedirebbero la produzione di diossina, ma non quella di particelle più piccole e ancora più nocive. Nel dubbio sono propenso a non fidarmi. Preferirei che venissero fatti studi più approfonditi anche perché le conseguenze sulla salute, non trattandosi di semplici raffreddori, è probabile che si verifichino su archi temporali molto lunghi e non entro un mese o due. Per valutare le conseguenze dell’ infinitamente piccolo occorre, a volte, prendere in considerazione l’ infinitamente grande. Le conseguenze più macroscopiche se non fossero immediate potrebbero richiedere tempi lunghi per divenire evidenti. Inoltre non metto in dubbio che alcuni inceneritori siano indispensabili per far fronte, purtroppo, all’enorme quantità di rifiuti, semplicemente mi sembra eccessivo cercare di farli passare come la soluzione per tutti i mali, quasi fossero una cura miracolosa. Se non altro anche perchè non funzionano senza la raccolta differenziata che non sostituiscono.
Un po’ di letteratura in merito. Università di Pisa, file pdf. 04healtheffectsof20exposureitaly
Gli inceneritori non fanno male… Leggi il seguito di questo post »
Fusione fredda
Era il 1989, potrei risalire anche alle settimane precise perchè eravamo nel periodo Pasquale e in questi giorni da molti anni vado a sciare sulle dolomiti quindi si trattava della penultima o del’ultima settimana di marzo, quando l’apertura di tutti i telegiornali esaltava la scoperta sensazionale di due scienziati. Fleischmann e Pons avevano dichiarato di essere riusciti a innescare un processo di fusione nucleare a freddo. L’implicazione logica successiva fu quella di poter avere energia pulita a basso costo. Ma non passarono nemmeno 24 ore dalla diffusione della notizia che numerosi e autorevoli esponenti della comunità scientifica si stracciarono le vesti pubblicamente difronte a quella che consideravano un’eresia scientifica sostenuta da due scrittori di fantascienza che andavano delegittimati come scienziati. Sommersi dalle critiche non solo i due furono delegittimati, ma rischiarono di passare per due folli racconta balle (eco-balle in questo caso) e forse agli occhi i qualcuno Flieschmann e Pons rimangono ancora oggi due guasconi superficiali in cerca di un po’ di notorietà. Ma a distanza di diciannove anni da quel lontano 1989 la tesi che la fusione fredda sia il frutto solo di una fervida fantasia inizia a perdere i colpi, molti colpi, addirittura tutti.
L’energia dall’atomo.
Ci sono due modi per produrre energia dall’atomo: con la fissione e con la fusione. La fusione nucleare è il processo che alimenta le stelle e quindi lo stesso sole che illumina la terra. Leggi il seguito di questo post »
La produzione indifferenziata
Nel processo quotidiano di differenziazione dell’immondizia la plastica va separata dal vetro, dalla carta e dai rifiuti organici biodegradabili, che vengono chiamati umido, e infine dal secco. L’attività quotidiana consite quindi anche nel separare ciò che la produzione ha unito, perchè se osserviamo la maggior parte dei prodotti che acquistiamo non possiamo non notare che si compongono di materiali di diversa natura: la commistione maggiore, se osserviamo i prodotti di un supermercato, è quella di carta e plastica insieme, ma ci sono casi frequenti dove fanno la loro comparsa sia metalli, che il vetro, insieme a plastica e carta in una unica soluzione produttiva di nome confezione o prodotto finito. Il tetra pack è un esempio di contenitore dove sono accoppiati più materiali e che nei comuni non oranizzati per lo smaltimento viene trattato come rifiuto secco non riciclabile, anche se potrebbe esserlo attreverso un procedimento di scissione. Ma il tetrapack è solo un esempio, infatti ce ne sono molti altri con uno spettro di variazione che va dal semplice al complesso. Un barattolo di alluminio con l’etichetta di carta incollata sull’involucro è un esempio semplice, mentre un automobile, con la stoffa o la pelle (per chi se la può permettere), il vetro, il ferro, la plastica e la gomma, i liquidi della batteria, Leggi il seguito di questo post »
La soluzione per i rifiuti in Campania, tra il Nevada, la Siberia e Mururoa
In un periodo i cui ho poco tempo a disposizione per provare a scrivere post articolati e approfonditi mi vengono alla mente idee sempre al confine tra il serio e il faceto. In una valutazione d’insieme dei problemi che affliggono il pianeta, in gran parte provocati dalla attività umane che modificano l’ambiente, così come i castori cambiano, con le loro dighe, il corso dei fiumi del nord America, una battuta può diventare realtà e il confine tra serietà e ironia può andare perduto. Forse sono afflitto da un attacco di realtivismo assoluto che mi fa sembrare tutto indistintamente simile. Più semplicemente è probabile che, difronte a un male maggiore, ciò che prima era considerato un guaio assoluto assuma dei connotati meno catastrofici. Arrivo al punto cruciale della questione: grazie all’attività di ricerca nucleare dell’ Unione Sovietica in Siberia, degli USA nel deserto del Nevada (la foto tratta da Google Earth immortala uno dei crateri creati da esperimenti nucleari) e dai Francesi nel piccolo atollo di Mururoa (Polinesia), questo
misero ellissoide, su cui viviamo, è stato bucherellato da vari megatoni di reazioni nucleari e cosparso di sostanze radioattive in qua e in là. Sembra tra l’altro (Repubblica) che nelle isole della Polinesia, come conseguenza degli esperimenti atomici, siano aumentati i tumori alla tiroide degli abitanti. Noi Italiani, invece, siamo quì che ci preoccupiamo di smaltire qualche centinaia di miglialia di tonnellate di rifiuti e facciamo anche una pessima figura a livello internazionale, anche difronte agli stessi Russi, Statunitensi e Francesi, che hanno finito ieri di cercare di spostare l’asse di rotazione terreste con le loro bombette test. Cosa volete che siano un po’ di rifiuti? La soluzione è semplice, e avrebbe minori ripercussioni sulla salute di quelle che hanno avuto i test nucleari. La risoluzione tecnica che mi sento di suggerire è di caricare la spazzatura su dei container ermetici da imbarcare su delle navi cargo, affinchè vengano poi affondati nel bel mezzo dell’oceano. Il tutto resterebbe sigillato e adagiato sul fondo per centinaia di anni, forse migliaia. Un oceano-valorizzatore. Se vogliamo nascondere qualcosa sotto il tappeto almeno usiamo il tappeto grande. Fine delle proteste e fine del problema. Ma non diciamolo troppo in giro, perchè potrebbero accusarci di inquinare il mondo.
Lo scarica “Monnezza”: il nuovo gioco dei politici Italiani
Il Ministero dell’agricoltura è diventato il Ministero delle Politiche Agricole.
Gli spazzini sono diventati gli operatori ecologici.
Il cieco è non vedente.
Il sordo è non undente.
E lo scarica barile è diventato lo scarica “monnezza”.
Iervolino: “Prodi lo sapeva”.
Prodi: “E’ di spettanza dei comuni”.
Bassolino: “Non guardate me. I miei tre sacchetti li ho già buttati”.
Pecoraro Scanio: “Non l’ho prodotta tutta io, siamo solo in tre in famiglia”.
De Gennaro: “Non penserete che la porti via da solo, vero? Come minimo mi serve l’esercito. Ripristinerei anche la leva obbligatoria”.
Aggiungo un’ intervista di Paul Connett, professore di Chimica Ambientale alla St Lawrence University di New York. (dal Blog di Grillo). Per chi volesse ascoltare un opinione in più prima di elaborare la propria.


















