Case e terreni da Scajola a Rick Perry passando per Tremonti

Sembra che nessuno sia immune da scandali che riguardano l’acquisto, o l’affitto e di case, il loro utilizzo, e la compravendita di terreni sfruttando informazioni particolari e posizioni correlate a cui non tutti hanno accesso. I casi italiani di Scajola e Tremonti sono più macroscopici di quello che riguarda il governatore del Texas Rick Perry che avrebbe acquistato tra le altre cose un terreno nelle vicinanze di quello di Michael Dell (sì quello dei computer) essenziale per far arrivare le fognature alla tenuta del magnate dei chip. Dieci acri pagati da Dell 465.000 dollari più del triplo della somma pagata da Perry appena due anni prima, nel 1993. Guadagno netto per Perry di $ 343.994.  Ma non sarebbe questo l’unico investimento dall’alto rendimento del governatore del Texas. Ce n’è un altro che gli è valso un guadagno di 823.776 dollari. Negli Stati Uniti la campagna elettorale sembra già entrata nel vivo. E’ solo fortuna o si è in presenza di persone che sfruttano informazioni che non tutti possono avere?

Non è immune dalle polemiche neanche Barak Obama il quale ha ammesso una certa superficialità nel comprare un terreno di proprietà Tony Rezko, alimentando l’ipotesi di aver pagato un cifra di favore. Rezko è stato un finanziatore della campagna elettorale del Presidente. In America però è più difficile nascondersi dietro un dito o dire che si fa pipì da un’altra parte.

After news of the deal broke last month in the Chicago Tribune, Obama said he had erred by creating the appearance that Rezko had done him a favor by selling him a portion of the lot.

Via The Atlantic.

This is exactly the sort of information that political insiders know about and exploit, and it’s naive to think that Perry’s position as an elected official has played no role in his “luck,” or for that matter, that Barack Obama just happened to get a good deal on a house from Tony Rezko, or that Members of Congress just happen to outperform the stock market.

Poco quoziente intellettivo? Non disperate, potreste essere un genio che mette i gemelli al gigante verde

La ricerca della creatività nel cervello umano (World Science Festival dot com)

Articlo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Cercare di comprendere il funzionamento del cervello umano è sempre stata una sfida di conoscenza da parte dell’uomo. Nel tempo sono stati cercati vari metodi per misurare le capacità intellettive e di problem solving della nostra mente e come accade per le caratteristiche di altre parti del nostro corpo non tutti gli uomini sono uguali. Anzi l’intreccio sinaptico e le connessioni del nostro cervello è unico per ogni individuo: pieno di lievi differenze, un numero maggiore o minore di relazioni. Così come le impronte digitali sono uniche, l’iride è unica, la nostra mente per la sua struttura ci rende individui unici e più o meno adatti a determinate attività.

Per calcolare le abilità del cervello sono stati studiati e approntati numerosi sistemi. Uno di questi è quello che calcola il QI (quoziente intellettivo). Il Mensa è l’associazione che predispone i test e certifica il QI degli individui. Chi supera il test entra a far parte di un ristretto numero di individui circa il 2% della popolazione mondiale.

Recenti studi hanno evidenziato, seguendo la vita di studenti brillanti che avevano un alto QI, che queste persone hanno raggiunto traguardi ragguardevoli nelle loro attività scientifiche e industriali: 2000 pubblicazioni scientifiche e 70 “American Men of Science”. Per la selezione degli studenti più brillanti Lewis Terman ha usato il test del mensa e la media del punteggio era di 151 QI.

Ma un uomo che aveva eseguito il test aveva un quoziente troppo basso per entrare a far parte dello studio. Si trattava di William Shockley premio Nobel per la fisica e co-inventore dei transitor. Come può essere accaduto? Qualcosa non torna. Se il genio fosse solamente la misura dell’intelligenza sarebbe sufficiente il test del Mensa. Continua a leggere