Le ali della farfalla

soluzioni semplici per dilemmi complessi

Cosa si intende per 82° aviotrasportata?

Sbarco in Normadia e intuizioni leonine

Nel giorno dell’uccisione di Osama Bill Landen è sempre l’82° aviotrasportata che si distingue dai giorni dell’operazione Overlord il 6 giugno del 1944. Poi possiamo anche domandarci cosa si intende per sbarco. Settemila navi da guerra, 160.000 uomini, la più imponente operazione militare della storia umana contro un regime che sosteneva in totale assenza di prove e evidenze scientifiche la superiorità di una razza sulle altre. Facendo leva sul misticismo, una visione onirica della realtà, in totale spregio delle evidenze che provano la sostanziale similitudine tra gli uomini. Sfruttando nei fatti la deriva del relativismo: nessuna verità assoluta, tutto relativo. Perciò niente di condivisibile da valutare nel merito portando prove e non solo vaghe giustificazioni. Un luogo del pensiero dove ognuno si aggrappa al proprio misticismo e considerando che niente è dimostrabile alla fine cerca di imporre la propria realtà su gli altri.

Se un leone potesse parlare non lo capiremmo comunque”. Ludwig Wittgenstein.

Non ho ancora capito bene cosa voglia dire ma capisco benissimo il mio gatto quando anche senza parlare mi comunica che ha fame. Inoltre non nutro forti dubbi che se un leone si fosse trovato davanti allo sbarco in Normadia avrebbe sicuramente compreso la necssità di darsi alla fuga alla faccia di Wittgenstein.

Un commento a Cosa si intende per 82° aviotrasportata?

  1. Vincenzo Cucinotta 6 maggio 2011 alle 6:47 am

    Temo che tu abbia equivocato il senso della frase di Wittgenstein che citi.
    Egli, altrove, dice che il linguaggio è una forma di vita, e quindi, come il leone ad esempio cammina a quattro zampe mentre l’uomo sulle due gambe, così il pensiero, ciò che il linguaggio esprime, tra uomo e leone non può essere assimilato. Che il leone scappi dai pericoli, dimostra certamente che sente la paura come noi, che il gatto manifesti più o meno chiaramente la sua fame, anche questo mostra che nel bisogno di nutrirci mostriamo una forma di comunanza tra specie differenti.
    Ciononostante, a Wittgenstein, ed anche a me devo aggiungere, sembra che l’universo linguistico in cui viviamo poggi su caratteristiche intrinseche alla specie umana, genetiche insomma, e che ci differenziano dalle altre specie, allo stesso modo dicevo di camminare, e tante altre ancora che sarebbe superfluo elencare.
    Naturalmente, ogni opinione è lecita, anche opposta a quella che tentavo di esprimere, ma almeno diamo a Wittgenstein ciò che di Wittgenstein è.

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