Le ali della farfalla

soluzioni semplici per dilemmi complessi

Dura ma fattibile, da Wawrinka alla Schiavone

Sam Querrey a Wimbledon

E’ al risveglio che mi accorgo che Wawrinka è riuscito nell’impresa per la gioia, probabilmente, della figlia di Lundgren che potrebbe avere un cavallo nuovo per le sue gare di equitazione. Prima che il sonno prendesse possesso di me ero riuscito a vedere quel “billo” lungo di Querrey che cercava di spostare quei trampoli che si ritrova per gambe per cercare di colpire quasi ossessivamente sempre di diritto. La poca lucidità dovuta alla stanchezza non gli permetteva di fidarsi più del suo rovescio evidentemente, ma il diritto risentiva della fatica degli spostamenti e ne affossava qualcuno di troppo a mezza rete. Mentre il rovescio, rivisto stamani, gli regalava qualche lob insidioso sulla volèe alta rovescia dello svizzero, il quale ne sbagliava un paio (deboli e centrali) prima di infilarne una insidiosa sul lungo linea. Sempre un lob consentiva allo statunitense di annullare il primo match point sul 4-5, lo smash dello svizzero rimenava sulla parte alta del telaio per trovare una traiettoria repentina verso il suolo prima della rete. Ma l’insistenza a scendere a rete, con il rovescio tagliato, sui match point  premiava Wawrinka. Finisce dopo più di quattro ore.

Non è stata invece fattibile l’impresa di Francesca schiavone, ammesso che si possa parlare di impresa sconfiggere Venus in un quarto di finale al posto di un titolo Major. L’italiana perde il primo set al tie break e il secondo termina 6-4 per la Williams.

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