Le ali della farfalla

soluzioni semplici per dilemmi complessi

Andre Agassi confessa e si prende gli strali di un ipocrita mondo del tennis. La verità non piace mai ai conniventi.

Agassi vince lo Australian Open

si lamentavano che era vestito male

Nella sua biografia in uscita a giorni Andre confessa di aver fatto uso di droghe, sulle finalità della confessione possiamo fare diverse ipotesi: voglia di vendere qualche copia in più, desiderio di affrontare la vita che ha ancora davanti con uno spirito diverso, ammettere la verità, non credere più a Babbo Natale, rapportarsi con i figli in modo diverso, vivere con la coscienza libera la sua nuova attività di insegnate per i più sfortunati. Ma se quello che ha dichiarato è la verità questo tipo di speculazioni perde di significato, infatti la motivazione che lo ha spinto a parlare sarebbe meno importante di ciò che la rivelazione dice. Per indagare la vita, conoscere, è necessario osservare l’essere non il dover essere; non l’immagine edulcorata di un racconto che vuole dare una precisa immagine, ma la cruda realtà così come si presenta, senza infingimenti.

I motivi che spingono a raccontare cose non proprio vere sono spesso legati a interessi personali o di gruppi, ma interessi simili spesso possono essere raggiunti da altri individui, o da chi è in situazioni diverse,  proprio raccontando la verità. Ad Andre, una volta sul fronte opposto, sembra più utile raccontare ciò che ha fatto nel suo passato.  Allora, a noi che interessa la conoscenza, non rimane che sfruttare i tornaconto personali  per cercare di capire come stanno le cose, perché c’è sempre qualcuno che preferirebbe che certi fatti non si vengano mai a sapere. Chi sono queste persone? Naturalmente tutti coloro che vivono di tennis, giocato, insegnato, parlato o scritto, che una volta insediati nella loro nicchia di sopravvivenza e benessere preferiscono sempre pensare di essere circondati da Santi e Cherubini, alzare gli occhi guardare la volta celeste e credere di essere in Paradiso. E’ bene non dare troppa importanza all’ondina che ogni tanto gli arriva al livello delle labbra. Per il puzzo, beh…ormai ci sono abituati. L’importante è che quel mondo che gli ha regalato tantissime soddisfazioni appaia a loro stessi e agli altri come perfetto, anche se perfetto in realtà non è.

A queste persone piace raccontare che il tennis è lo sport perfetto, giocato da persone educate, dotate di straordinario autocontrollo che fanno della gentilezza e dell’amabilità il miglior manifesto di se stessi. Nell’atletica si dopano, a calcio giocano solo marrani (mi scuso con i veri marrani a lungo perseguitati in Spagna), si comprano e si vendono partite, e della formula uno tra progetti rubati e incidenti programmati è meglio non parlare, tantomeno scrivere. Ma il tennis, no. Il tennis è lo sport perfetto degli uomini perfetti, dove nessuno ruba mai nemmeno i punti. Qualora dovesse venir fuori qualche storia spiacevole tipo quella di Agassi o quella di Gasquet allora sarebbe meglio non parlarne o pure raccontare che la cocaina può essere assunta anche baciando una ragazza in un nigth club, quindi attenzione a chi baciate e ricordate che masturbandosi si diventa ciechi. Quindi perché Agassi ha parlato? Perché ha sentito l’esigenza di gettare fango su santi, eroi, navigatori, tennisti e poeti? Per molti sarebbe stato meglio che fosse rimasto in silenzio a godersi i suoi miliardi lasciando l’ipocrisia all’ipocrisia. C’è uno strano desiderio di normalità, di voglia di smussare gli angoli, di restaurare, di Congresso di Vienna dove antichi privilegi e caste si ricostituiscono a loro difesa e vantaggio. Si pretende che la realtà sia solo quella che può essere raccontata secondo un metro di presunta corrispondenza a un canone di moralità che in fondo, alla fine, a ben guardare, si confonde con le mezze verità, l’ipocrisia, e forse solo per connivenza. E non si urla in campo che è maleducazione.

Le motivazioni, invece, andrebbero viste come uno strumento per raggiungere la verità, ma siamo nel campo del dover essere, a noi interessa sapere solo come funziona il mondo, siamo curiosi.

6 risposte a Andre Agassi confessa e si prende gli strali di un ipocrita mondo del tennis. La verità non piace mai ai conniventi.

  1. Prepuzio 31 ottobre 2009 alle 10:07 am

    Sono stato un grande tifoso di Agassi, soprattutto quando ero adolescente e mi piaceva quel suo modo irriverente di vestire e di giocare. Poi, sono maturato con lui e devo ammettere che queste confessioni non fanno altro che aumentare la stima nei suoi confronti. Evviva la sincerità, anche a costo di sputtanare un mondo che vorrebbe essere perfetto.

    Bell’articolo.

    • max 31 ottobre 2009 alle 12:15 pm

      be’ la stima a uno che ha imbrogliato x vincere mi sembra un po’ troppo. il tennis non e’ uno sport perfetto anche qui c’e’ gente che bara,basta squalificarli una volta provata la ” truffa” perche’ di questo si tratta, ciao max

  2. Daniele Verzetti, Rockpoeta 4 novembre 2009 alle 10:37 pm

    Sono deluso. Non dalla sua dichiarazione che anzi é importante ma dal fatto che un personaggio che sembrava pulito poi in realtà…. Chissà quanto altro forse anche il mondo del tennis nasconde. Non vorrei scoprire che il tennis alla fine é marcio quanto il ciclismo. Sarebbe davvero la morte per questo sport.

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