C’è un complotto ordito a livello internazionale per controllare il gioco del tennis
D’altronde fino ad oggi nessuno è stato in grado di smentirmi: avevo chiamato in causa anche il C.i.c.a.p. (qualche mese fa) e Paolo Attivissimo che è un esperto nello smontare teorie complottistiche, ma non ho avuto nessuna risposta. D’altronde le prove di laboratorio (al link troverete una classifica che segue vari criteri tra cui l’efficienza) dimostrano che esistono differenze tra le racchette. Esiste una maggiore o minore efficienza delle racchette come in tutti gli strumenti che servono a svolgere un lavoro e nessun ingegnere è stato in grado di contraddirmi in quasi due anni di attività del blog. Nella Major League furono scoperte mazze più efficienti che furono poi messe al bando, mazze che riuscivano a passare gli scrupoli test delle lega rientrando nei limiti anche se erano più efficienti. Manipolavano la dislocazione del centro di percussione per superare i test e avere un attrezzatura con una spinta in più che a fine stagione garantiva più fuoricampo, più valide, più vittorie. Qui. Il trucco usato era lo stesso che presumibilmente è usato per migliorare la performance delle racchette. Laboratori, studi, nuove corde, nanotecnologie a cosa servono? Servono per garantire sempre successivi e graduali miglioramenti. Ogni attrezzatura utile all’uomo può essere progettata e realizzata su una linea ideale di graduale perfettibilità di graduale efficienza. Farò un esempio semplicissimo: una leva è uno strumento che viene utilizzato per sollevare pesi. Il crick della nostra macchina è un leva con cui facciamo poco sforzo per sollevarla da terra, ma per sollevare il mondo come ipotizzava Archimede è necessaria una leva più efficiente, quella per cambiare la ruota della macchina non è più sufficiente per svolgere un lavoro diverso.
Ora immaginiamo due persone che devono sollevare da terra dei pacchi tutti dello stesso stesso peso e dotiamoli di di due leve diverse, anche solo leggermente divere. Alla fine della giornata colui che utilizzava il macchinario migliore avrà sollevato più pesi e sarà anche presumibilmente meno stanco di colui che aveva una leva che imponeva uno sforzo maggiore. Se l’attività si prolungasse nel tempo per una settimana le differenze aumenterebbero. Ora applichiamo lo stesso concetto al tennis e il gioco è fatto: ci saranno giocatori che per spingere una palla a una certa velocità e con una certa rotazione dovranno profondere uno sforzo maggiore e sempre ripetuto nel tempo con un dispendio di energie elevato (più elevato di altri), mentre potrebbero essercene altri costretti a sforzi minori, i quali si avvarrebbero di un vantaggio prolungato nel tempo. La conseguenza sarebbe che al terzo giorno di un torneo una persona avrebbe speso per esempio 60 energie su 100 disponibili e l’avversario avrebbe già raggiunto il massimo del dispendio: 100 su 100. Sarebbe già al limite, o molto vicino, e costretto a una nuova faticosa attività. Dov’è l’irrazionalità? Coma si fa ad affermare che questo non è possibile? Nessuno può avere la certezza che questo non accada in assenza di regolamentazione scrupolose e controllate. L’ipotesi di complotto è razionale e quindi reale. Parola di Hegel.
Fine e astuto, pensato nei mini dettagli, per persone dall’intelligenza affilata. Pensare il leggermente diverso per capire differenze abissali.
















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