Robin Soderling in a perfect flow status
E’ quasi un’esperienza mistica e sicuramente la si può confondere con sensazioni che hanno qualcosa definibile come trascendentale. La percezione del tempo è trasformata e viene dilatata dalla mente a tal punto che sembra che nulla scorra più, come se si vivesse in un continuo presente. Tutto sembra riuscire alla perfezione come se nulla sia grado di impedire il raggiungimento dei risultati. Non c’è sensazione di stanchezza, il corpo funziona agli stessi livelli risparmiando energie. Gli obiettivi sono chiari e non ci sono feed back ambigui, la sfida è perfettamente controbilanciata dalla percezione delle proprie abilità. La massima concentrazione sul compito da svolgere fa perdere la coscienza di se stessi e si a ha il pieno controllo della situazione. E’ lo stato di “flow”, siamo in “the zone”.
Sembra proprio essere la condizione in cui si è trovato Robin Soderling ieri nella partita contro Davidenko, il quale non è riuscito ad arginare il tennis del suo avversario. Dopo aver eliminato il super favorito Rafael Nadal lo svedese continua la sua marcia nel torneo parigino e, se riesce a mantenere lo “stato di grazia sportiva” (inteso come sinonimo), sarà davvero difficile per tutti. In semifinale se la vedrà con Fernando Gonzales che ha eliminato il numero tre del mondo, Andy Murray, che sulla terra perde sicurezza e rimane molto lontano dall’esprimere un tennis efficacie. Nel torneo sono già saltate le prime tre teste di serie (Djokovic, Nadal e Murray), Mats Wilander sostiene che parte delle disfatte siano dovute ai campi più veloci e alle palline diverse da quelle delle altre edizioni (più dure e più veloci anche queste). Se si tocca il crivello cambiano gli individui che sopravvivono.
Oggi gioca Roger Federer, vedremo se queste condizioni saranno per lui un vantaggio contro Gael Monfils, che avrà il pubblico dalla su parte. Nell’altra semifinale Robredo e Del Potro.
p.s. chele di granchio, ripeto chele di granchio. Le cose si risanno, ripeto le cose si risanno, sveglia.

















Molto bella davvero la tua descrizione dell’esperienza di “flow”….
Gianni
3 Giugno 2009 alle 2:33 pm
Grazie Gianni. E’ in realtà un’esperienza che tutti possono provare in tutte le attività anche lavorative, al contrario di quanto spesso siamo indotti a pensare. Ma si trovano pochi testi sull’argomento in Italia, purtroppo dobbiamo accontentarci di altro…
Fabrizio, the wings
4 Giugno 2009 alle 4:18 pm
[...] Un’altra una bella definizione di “Flow” che ho trovato in Rete è quella inserita da Francesco nel suo Blog subito dopo il successo di Soderling su Nadal nello scorso torneo di Parigi. [...]
La “ZONE” di Andre AGASSI e di Michael JORDAN « Il Blog di Gianni Berni
22 Giugno 2009 alle 8:23 am
you guys are gay learn english you twats
silvio
4 Luglio 2009 alle 1:42 pm
Are you sure? Are you sure?
http://en.wikipedia.org/wiki/Flow_%28psychology%29
Fabrizio, the wings
4 Luglio 2009 alle 4:29 pm