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Roland Garros Day 2. La terra è veloce e l’erba è lenta

Il dritto di Nadal

Il dritto di Nadal

Non ci sono più le mezze stagioni, lo sapevamo. A Wimbledon seminato a loietto i rimbalzi sono sempre più alti e la terra più compatta, mentre al Roland Garros il manto rosso sembra essere sempre più veloce. Di quanto? Non è dato dirlo con precisione, ma un po’ più veloce, forse degli anni scorsi. Federer sembra gradire un po’ meno Nadal ( se così stanno le cose). Vincono entrambi, ma lo spagnolo sembra faticare con il Brasiliano Daniel Marcos anche se poi alla fine, se si esclude il primo set, la partita è sembrata andare in discesa (75 64 63). Lo svizzero invece preso dal fervore della velocità ( se un giorno usassero l’erba verde ci sarebbe anche il colore) ha impressionato tutti (sembra anche qui). Alberto Martin non è certo un test troppo significativo. Bolelli vince con Berdych in quattro set ed elimina la testa di serie numero 19. Che sia davvero più veloce questa terra? Fognini invece è stato sconfitto dal russo Andreev. Il numero dieci del ranking Davidenko, quello che sembra segaligno, ma non lo è dove conta, vince facile in tre set.
Tra le ragazza la Safina vince 60 60, e vincono anche la Sharapova e Venus Williams, ma entrambe lasciano un set alle avversarie. La Pennetta perde invece netta,emte 61 61.  Qui gli altri risultati. Non c’è più la terra di una volta. ma anche il dritto sembra essere diverso: Nadal colpisce con il peso indietro e con le gambe sembrano quelle di un trampoliere, ma la palla va di là ugualmente. Chissà quanto è diverso in fondo?  Possono dircelo solo gli illuminati.


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