L’effetto farfalla della danza classica: il collo del piede
Basta osservare con attenzione per rendersi conto che la vita che ci circonda è piena di piccole condizioni innate che possono permettere di aprire carriere. Nella disciplina della danza classica l’estensione del collo del piede è una di queste condizioni, che permette a chi nasce già con una buona estensibilità di poter lavoraci su per migliorarla e poter raggiungere livelli di eccellenza. Chi non possiede questa caratteristica rischia di vedere vanificato il proprio lavoro e precluse determinate possibilità, infatti in alcune scuole rinomate della Francia se non si possiede questa caratteristica su cui poter lavorare per migliorarla non si viene ammessi, perché l’impegno, il lavoro e la dedizione sarebbero inutili al fine di raggiungere i più alti livelli internazionali. Insomma sarebbe irrazionale investire risorse quando è già evidente che determinati sviluppi sarebbero preclusi, seppur dall’assenza di una piccola caratteristica. Ma questo non impedisce alle persone di praticare la danza, ognuno secondo il proprio livello e le proprie caratteristiche. Mi sembra che ci siano però delle grosse difficoltà ad accettare che certe situazioni si possano verificare anche nel tennis, che, tra l’altro, non è l’unico sport che risente di tali minime condizioni iniziali. Qualche centimetro in più nella pallavolo può aiutare, come può farlo qualche fibra muscolare bianca in più nei cento metri piani. L’unico problema dei maestri di tennis è che si salutano tra di loro, e tra simili differenza non si nota.

















mutamenti , piccoli dettagli. in fondo anche il bozzolo nel trasformarsi, diventa straordinariamente aperto. così come dal vuoto si ottiene il pieno.
buon anno
titti
2 Gennaio 2009 alle 11:39 pm
A fronte delle caratteristiche naturali c’è una delle più grandi eccezioni che non so se cnfermano la regola o cos’altro se ne puo dedurre. Come tu ben sai dopo avere visto la premiazione in campo con mega assegno (nel senso del formato grande come un manifesto e dell’impoto) del torneo dio Amelia Island , Richard Williams decise di sostituire lepillole anticoncezionali della moglie perprocreare prima una Venus e poi un’altra Serena, future numero uno del tennis mondiale. Alla faccia di tutti i coach,allenatori ecc. Richard è riuscito nel suo intento. Tra l’altro Venus alta e longilinea, Serena un po chiattona, quindi due fisici differenti e quant’altro. L’effetto farfalla sicuramente c’è, se riuscissimo a definirlo pensi che avremmo l’algoritmo per ogni nuovo nascituro?
Ad maiora
em
tilden
3 Gennaio 2009 alle 11:51 am
@tilden
Non lo so, ma penso di sì in teoria, magari servirebbe un genetista perché i geni lavorano anche in relazione pool genico,ovvero all’insieme di altri geni. E hanno struttura di informazione digitale quindi le possibili combinazioni sono tantissime.
Un cosa però me la ricordo bene Richard Williams me lo sono trovato a meno di un metro tre o quattro anni fa a Roma e mi fece impressione da quanto era grosso, con il viso e le ossa degli zigomi evidenti e sporgenti, segno di ottima calcificazione ossea. Vedasi cartilagine del naso a patatina di Federer
Farò delle indagini fotografiche
ad maiora
@titti
certo e la vita aggiungerei
Fabrizio, the wings
3 Gennaio 2009 alle 12:18 pm
Ognuno di noi ha caratteristiche (fisiche e non) diverse da qualsiasi altro individuo. La bravura del “maestro di tennis” (che non sarà mai un maestro di un circolo) sta nel cercare di sviluppare quelle caratteristiche in modo da colmare almeno in parte alcune mancanze.
É molto difficile riuscire ad individuare le doti naturali di un individuo per poterle poi sviluppare e soprattutto esercitare per un determinato scopo, a meno che non si sia dotati di un occhio particolare (dote del buon maestro, caratteristica che non tutti i maestri hanno).
Ammettiamo pure di riuscire a trovare il giusto binomio. E dopo? Ricordiamoci che spesso “i primi” non sempre lo sono e che purtroppo tra i primi dieci ne possono entrare solo dieci.
vito
3 Gennaio 2009 alle 12:47 pm
io credo che sempre il contesto faccia molto all’interno di un qualsiasi tipo di sviluppo.
ma penso anche che la vita in fondo riesca a sorprenderci….per cui banale a dirsi ma in fondo:
“non si può mai dire”
Un abbraccio
desaparecida
4 Gennaio 2009 alle 11:39 pm
Eppure l’uomo non è solo questo. Non è il collo del piede a fare di me una ballerina. In noi c’è qualcosa di più, qualcosa di piccolo ma importante che ci permette di andare olte ciò che la natura ci ha concesso, o ci ha negato. Quel dettaglio che ognuno di noi ha si manifesta ogni giorno, nelle piccole cose, nella pratica e nell’esercizio, le ore passate ad allungare il collo del piede per ottenere un principio di curva ne sono la prova…. le ore passate a ballare nonostante io non sia Carla Facci…. La domanda è: sono le nostre prerogative fisiche e le attitudini a fare di noi le persone degli artisti? O è forse ciò verso cui tendiamo, ciò che vogliamo essere? E soprattutto: se seguiamo una strada spianata avremo un successo migliore di uno ottenuto lottando? La ballerina migliore resterà quella che fatica, quella che ogni giorno passa ore e ore a lavorare sul suo collo del piede che non le sembrerà mai perfetto, quella che ci mette l’anima, non quella col fisico più adatto. Ballare è perfezionarsi, tendere senza mai smettere ad un movimento fluido e impeccabile, chi sa già di potercela fare si adagia in questo pensiero e non lotta. In sostanza, io nnposso credere ai vincoli che la natura ci impone, i migliri sono quelli che lo vogliono davvero.
mara
2 Marzo 2009 alle 10:19 pm
ciao a tutti…io faccio danza classica e la mia insegnate mi fa fare lezioni private anke perche fra un anno io me ne andrò in una accademia di danza…io ho 13 anni e come dicono tutti ho un bel collo del piede…ma questo non vuol dire che se ce qualcun’altro che non ha un bel collo del piede non può fare danza…ma ci vorrà solo un pò più di allenamento per il piede.la mia insegnante dice sempre:i sogni vanno inseguiti senza sosta.quindi non arrendetevi mai…
marika
22 Marzo 2009 alle 9:40 am
La Zakarova è semplicemente perfetta.
Formidabilmente formidabile.
(L)
Ja
26 Marzo 2009 alle 10:30 am
ho passato le selezioni x l’accademia di danza a milano evvivaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
marika
29 Marzo 2009 alle 11:07 am
complimenti
Fabrizio, the wings
29 Marzo 2009 alle 2:30 pm
io credo ke il collo del piede sia 1 caratteristica molto importante .purtroppo nn tutti ls possiedono ma in alcuni casi cn molto lavoro e grinta si puo’ andare avanti anke sensa 1 collo del piede esagerato!!! io purtroppo subisco questo problema e devo dire ke ne soffro molto … pero’ nn mi arrendo mai !! ecosi’ dovrebbero fare tutti quelli ke devono lavorare qualcosa … seguite il mio consiglio margherita
margherita
4 Aprile 2009 alle 7:15 am
evviva ho passato gli esami !!! sn gi’ 3 anni ke studio danza al teatro di San Carlo …. EVVIVA
federica
4 Aprile 2009 alle 7:17 am
complimenti anke a te oio ho passato gli esami per l’accademia a milano
marika
18 Aprile 2009 alle 5:02 pm
wow ke kollo del piede!!! complimenti! io amo la danza e tt x me toglietemi tt ma nn la danza
miriam
17 Maggio 2009 alle 7:20 pm
brava brava così si faaaaaaaaaaaaaaaa…ci vuole allegriaaaaaaa
marika
18 Maggio 2009 alle 9:27 pm
ke bello esame passato al san carlo cm sn feliceee!!
ЯΘSSΣŁŁA
7 Luglio 2009 alle 3:59 pm
ciaooo sn felice x te…comunque che scuola facevi prima dell’accademia?
maria
13 Luglio 2009 alle 5:19 pm
salve a tutti…faccio danza classica da 5 anni,ho un discreto collo del piede.vorrei lavorarlo in modo migliore e più costante x favore consigliatemi.grazie
P.S:adotto il metodo russo
robba ballerina
21 Agosto 2009 alle 11:59 am
la danza è x me ttt, evviva ho passato le selezioni x entrare a far parte del corpo di ballo della scala di milano!!!!!!
princessthedance
7 Ottobre 2009 alle 2:03 pm
chi ha scritto evidentemente non ha mai conosciuto una signora della danza come Margot Fontayn, assolutamente priva di collo del piede, ni dispiace esistano persone che mortificano con tali ragionamenti il valore artistico rappresentato dalla danza classica. mi sconcerta una visione così limitata, ignorante ed ottusa, legata più ad un’immagine circense dove le “mostruosità” fungono da attrattiva per un pubblico di meschini curiosi.
la danza classica è si fatta di linee pure e di bellezza che non si può confondere con un collo di piede più o meno pronunciato.
mariposa
10 Ottobre 2009 alle 1:43 am