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Archive for Novembre 2008

La ciclicità della rimembranza e dell’oblio: dalla Manaudou alla Pellegrini passando per Alitalia, la legge sui blog e il ponte sullo stretto. Fotografia di un paese incantato.

30 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 2 commenti

the human brain

the human brain

In questi giorni il server di wordpress ha registrato una nuova ondata di accessi al sito di naviganti che cercavano sui motori di ricerca il cognome Manaudou. Ho subito pensato che qualche notizia che riguardava la nuotatrice francese fosse passata sui tradizionali media, e infatti alcune televisioni avevano riportato la NOTIZIONA che Laure si era rifatta il seno (diciamo sarebbe). Esattamente un anno fa l’articolo sull’effetto farfalla di Laure Manaudau faceva registrare circa duemila contatti al giorno. Era sempre una giornata d’autunno quando si accendeva la discussione sulla legge Levi Prodi, che prevedeva la regolamentazione delle procedure per aprire un blog, la cui sottile pretesa, nemmeno troppo sottintesa, sembrava essere quella del cercare di irreggimentare ogni aspetto della vita e ogni forma di espressione. E’ infondo un indice chiaro di timore, addirittura forse di terrore, difronte alla vastità e complessità della società, che non si riesce a comprendere a fondo, per limiti spesso individuali. Sono tali paure che si riversano in un desiderio impotente di sorveglianza assoluta che non può che sfociare in forme di controllo per mezzo della paura, delle minacce, del ricatto, in sintesi dello stesso terrore che si riversa fuori per terrorizzare chi o cosa induce terrore solo perché non è compreso. Nell’incapacità di comprendere c’è la radice di ogni terrorismo che sia fisico, verbale, legislativo, emotivo o di natura religiosa: si cerca di distruggere ciò che non capiamo e che temiamo illogicamente possa distruggere noi stessi. Continua a leggere…

Arriva l’inverno, nevica. E’ tempo di sci.

27 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 6 commenti
sci di mio nonno

gli sci di mio nonno

Quest’ anno ho deciso che mi dedicherò allo sci alpino. Avevo intenzione di inscrivermi alle gare ma con disappunto ho scoperto che dovrò comprare tutta l’attrezzatura nuova. “Noooo…..spacca….eh….c’è un regolamento…..nooooo…..”. Così, considerati gli incresciosi eventi dovuti alla crisi finanziaria, economica, e reale dovrò accontentarmi di riciclare la vecchia attrezzatura di mio nonno, che a una prima occhiata mi sembra ammessa. Chissà quale è il motivo che mi consente di partecipare con un paio di vecchi sci di legno e non con qualche nuovo modello curver, o con un bel rialzo sotto lo scarpone. Che sport strano lo sci alpino dove si mettono a misurare gli sci. Che dite sarò competitivo?

NORME DI PARTECIPAZIONE ALLE GARE STAGIONE 2008/09 SCI ALPINO

2. art. 3.1.16 – MISURE DEI MATERIALI FISI. Quella sottostante è solo una parte. Questo è il link del regolamento completo per tutte le categorie.

Discesa Super Gigante Gigante Speciale
Lunghezza minima sci Femmine

210 cm / – 5 cm

200 cm / – 5 cm

180 cm / – 5 cm

155 cm

Maschi

215 cm / – 5 cm

205 cm / – 5 cm

185 cm / – 5 cm

165 cm

Larghezza minima consentita sotto l’attacco dello sci Femmine 60 mm 60 mm 60 mm 60 mm
Maschi 60 mm 60 mm 60 mm 60 mm
Raggio Minimo Femmine Min 45 mt 33 mt 21 mt
Maschi Min 45 mt 33 mt 21 mt
Piastre spessore massimo Femmine 55 mm 55 mm 55 mm 55 mm
Maschi 55 mm 55 mm 55 mm 55 mm
Scarponi spessore massimo Femmine 45 mm 45 mm 45 mm 45 mm
Maschi 45 mm 45 mm 45 mm 45 mm

Maremma Mystery 2008

26 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 1 commento
Maremma Mystery

Maremma Mystery

Anche quest’anno si è svolta la premiazione del concorso nazionale Maremma Mystery, durante la serata è stato presentato il volume dello scorso anno che raccoglie i racconti menzionati e premiati dalla giuria. Il racconto “I lunghi monologhi e gli inquietanti silenzi del signor Rasmfield” sarà pubblicato nella raccolta che uscirà il prossimo anno. Se, invece, avete fretta di leggerlo lo trovate nella pagina racconti del blog. La casa editrice è la Laurum di Pitigliano qualora foste interessati ai libri o a fare una visita alla splendida cittadina.

Qui trovate gli altri menzionati. Questi invece sono i primi tre arrivati:

1) Giacomo Properzj con “Amaro Milano”

2) Ilaria Beretta con “Ne varietur”

3)Sergio Calamandrei con “La banda dei nomi rovesciati”

I consigli di Seneca ai nostri politici, da Veltroni a Berlusconi

25 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 2 commenti

Statua di Seneca (Cordoba)

Statua di Seneca (Cordoba)

In alcuni casi la timidezza del temperamento nuoce alle relazioni sociali imposte dalle attività pubbliche, che richiedono invece un atteggiamento risoluto e deciso; in altri, l’insofferenza dell’adulazione rende impossibile un lavoro nell’ambito della corte; molti non sono in grado di dominare l’ira e trascendono, per la minima offesa, a reazioni sconsiderate; c’è infine chi non è dotato del tatto necessario e per fare lo spiritoso si espone a un’incresciosa disapprovazione: per tutti questi soggetti è consigliabile una vita ritirata piuttosto che un’attività pubblica.

Seneca, La Serenità, ed. e-book Mondadori

L’arco parlamentare mi sembra coperto.

Il tennis è uno sport borghese

Jimmy Connors

Jimmy Connors

Seguito de “La mano di Rod” Titolo riservato. All rights reserved

Karen ascoltava sempre senza parlare. Ma i suoi cocchi tradivano l’attenzione che prestava alle frasi, alle singole parole, e al ritmo modulato della dialettica di Max che incedeva ora lentamente ora più veloce, con una cadenza quasi ipnotica.

“Il tennis oggi è uno sport borghese, borghese dell’alta borghesia” accennò un sorriso e gli occhi enormi brillarono per un attimo. “E la borghesia, si sa, preferisce una menzogna a una scomoda verità”. La stessa luce tornò a dare vita al suo sguardo.
“Non faccio altro che dargli ciò che vogliono”, si dilungò ancora in una lunga pausa assaporando la frase successiva, che stava per pronunciare, allo stesso modo con cui gustava le fragranze che salivano dalla tazza del thè. Sorseggiò, e la bevanda scaldò il suo palato con una vena d’aroma di zenzero.
“Gli do la santità vestita da campione”, disse con solennità.
Poi esplose in una delle sue risate fragorose, devastanti, scroscianti, incontenibili. Si tirò indietro e tornò in avanti con il viso che venne avvolto dai vapori del thè, quindi si inarcò ancora una volta, appoggiato allo schienale della seggiola. Rideva, rideva con le ganasce aperte e i denti di fuori.
Karen scosse la testa e continuò a sfogliare il New York Times, ma non riuscì a trattenere un sorriso nonostante disapprovasse tutto di quell’uomo.

You can not be serious

24 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 1 commento

Seguito de “La mano di Rod”. Titolo riservato.

Karen e Maxime avevano preso un taxi ed erano scesi davanti a un signorile bar nel centro di New York. Max aveva terminato le sue sbrigative selezioni con le quali aveva scelto i ragazzi per il programma avanzato. Ora sedevano entrambi davanti a una bollente tazza di thè che sorseggiavano lentamente per non bruciarsi.

“Erano tutti indignati. Gli organizzatori del torneo non sapevano cosa fare. Ci fu una protesta informale anche da parte della famiglia reale. Perché poi quel tipo lì… quel John, agli occhi di molti passava anche per un eccentrico simpaticone a cui piaceva trasgredire regole e tradizioni”.

Sorseggio il thè caldo molto lentamente e continuò.

“Ma era solo un maleducato. Il problema era che vinceva quando si trovava su un campo da tennis, e molto. Se avesse perso più spesso certe fantasie non gli sarebbero nemmeno venute in mente, ma sopratutto sarebbe passato per quello che era: un indegno. Fu così che il Consiglio, anni dopo, prese una decisione che si rivelò anche conveniente economicamente”.

Keren lo ascoltava mentre con la mano sinistra sfogliava distrattamente il New York Times.

“We have found the system to have only serious players. Non possiamo permettere che la nobiltà e la correttezza borghese di questo sport siano distrutte da questi vandali. “

La magia e l’idiozia, dai miracoli di Kaka a quelli della foca

22 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 1 commento

Strani destini separano le foche dai giocatori di calcio, e in fondo anche da quelli di tennis. Che l‘effetto farfalla sia l’essere dei buoni giocolieri da circo? Nutro forti dubbi in proposito.

Il tennis e la teoria del caos. La multi esperienza di un campione. Con quante racchette giocava Rod Laver?

Laver vs Newcomb

Sicuramente sempre una più di noi è la risposta, ma è presumibile che fossero molte.
La nostra esperienza di gioco è individuale e diversa da quella di Rod. Il campione australiano è il miglior filosofo antagonista dell’olismo, nelle sua versione che definisco trascendentale. Niente più trascendenza ma relazioni. Questo ci spiega il campione Australiano.

Anche se decidessimo di usare la sua stessa identica racchetta avremmo esperienze diverse di gioco, perché la racchetta entra in relazione con il giocatore: Laver giocherà, infatti, con una precisa racchetta più se stesso, stabilendo una relazione con l’oggetto per lo svolgimento di una funzione, anzi di più funzioni, perché ogni colpo dalla palla corta, al vincente piatto lungo linea, al pallonetto in top spin, all’attacco in back, al recupero in allungo, allo smash, alle voleè alte e quelle basse, può essere visto come una funzione diversa da svolgere. Per ogni funzione c’è una relazione specifica più adatta alla realizzazione del singolo colpo. Allora possiamo supporre che Laver avesse la possibilità di stabilire da 1 a n relazioni, mentre ognuno di noi a seconda delle proprie caratteristiche potrà stabilire solo n-x relazioni, dove x è la differenza tra le possibili relazioni che può stabilire il campione con una racchetta data e il numero che può stabilire ognuno di noi con la stessa racchetta. E’ chiaro che il numero inferiore di relazioni influirà sul numero dei colpi che si possono giocare con efficacia: se ci manca la relazione più efficiente per giocare la stop volley o il passante di diritto che va alla velocità di 100 km/h, non avremmo la possibilità di imparare e quindi utilizzare questi colpi durante il gioco. E’ anche probabile che, una volta constatata l’impossibilità o l’estrema difficoltà di giocare certi colpi, il nostro modo di giocare inizi a svilupparsi facendo leva sui colpi che ci riescono, adeguandosi al numero di relazioni possibili che possiamo stabilire con l’attrezzatura. Se per ogni colpo ci sono n relazioni, le quali a loro volta permettono n varianti del colpo è chiaro che il vantaggio di Rod non si fermerà alle differenze per un singolo colpo ma dovrà essere combinato con tutti i colpi eseguibili in questo sport. Tale vantaggio si riscontrerà nelle molteplici situazioni di gioco che richiederanno un preciso colpo per vincere il punto o mettere in difficoltà l’avversario. Cosa succederebbe se ci fosse la possibilità di ridurre il numero di combinazioni possibili? Perché nessuno può accusare Rod Laver di aver giocato lo stesso punto con racchette diverse? Mistero.

p.s. c’è anche da combinare la variabile velocità di braccio per ogni racchetta e per ogni colpo.

Dalla Stele di Rosetta all’ E-Reader

19 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 4 commenti

Inizio a cambiare idea anche sulla possibilità di resistenza del libro classico all’ondata di digitalizzazione. I giornali ormai sono quasi persi. Nella mente mi inizia a balenare il dubbio che il supporto alle idee non faccia parte della loro sostanza. Forse sopravvivranno alcuni esemplari da museo, come la Stele di Rosetta, ma i nuovi e-reader una volta eliminati i problemi di leggibilità dovuti ai probabili fastidi agli occhi potrebbero rappresentare il futuro. Provare la comodità di tenere un’intera libreria in mano è affascinante. Insomma i vecchi supporti iniziano a diventare pesantini e sopratutto costosi, infine c’è da considerare il numero degli alberi abbattuti per stampare qualche centinaia di migliaia di copie di libri troppo lunghi, spesso scritti male e letti peggio.

Si svoglia come un libro

Si svoglia come un libro

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La pallottola e la rosa. Il tennis ha bisogno di palline più pesanti?

Le hanno già leggermente appesantite rispetto ad alcuni anni fa quando erano di colore bianco, ma si pensa ancora di poterle modificare per cercare di rallentare il gioco che è diventato velocissimo. L’intenzione sarebbe quella di far tornare i giocatori a prendersi il punto a rete. Ion Tirac è fra questi. Ma una ulteriore modifica delle palline potrebbe essere addirittura controproducente.

la pallottola e la rosa

la pallottola e la rosa

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John McEnroe vs Stefan Edberg. Wimbledon

Al Minuto 1.15 il rovescio incrociato di John è giocato con un movimento brevissimo. Un pizzico di polso, il sale del tennis. Alla maggior parte di noi la palla sarebbe morta pochi metri dopo anche se potremmo sempre decidere di usare “La mano di Rod”, non proprio quella naturale, ma diciamo quella letteraria.

Tennisti riprendetevi il tennis. “Sono solo chiacchiere e distintivo”

17 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 2 commenti
Il padrino

Il padrino

Questo sport è in mano a ricchissimi faccendieri che muovono campioni per il mondo facendo girare un indotto miliardario, tra sponsor di macchine, case di abbigliamento, profumi, e diritti televisivi. Ai tornei del grande slam ci sono sempre i soliti tre o quattro. Sembra di stare al Circolino di casa mia accanto al bar Bristol. I quattro o cinque sono naturlmante dei fenomeni milardari osannati da tutti, e gli altri tennisiti sono rilegati a controfigure di quart’ ordine che fanno la fame. Il loro ruolo è quello di una comparsa che perde, naturalmente. Alcuni sono in perdita per riuscire a svolgere il mestiere del tennista, basta uscire dai primi cento. Mentre nel calcio i miliardari abbondano. Ce ne sono 50 solo in tre o quattro squadre italiane di serie A, e il mondo intanto fa più di sei miliardi di abitanti. Ma i tennisti sono due, al massimo quattro. Stanno diventando ridicoli. Dove sono i Lacoste e le Lenglen, che erano grandi campioni dal fisico non eccezionale? Sono campioni a perdere, in tutti i sensi, come Gasquet è a detta di tutti grande talento, ma sempre sconfitto. Sono le marionette di un sistema ben costruito. Continua a leggere…

Control the game of tennis. Dove va a finire l’asse di rotazione in uno swing? Pensate che non lo sappiano?

pivot point o a baseball bat swung

asse di rotazione di una mazza da baseball in movimento

Pensate che ci lascino acquistare una racchetta con la quale possiamo allenarci e imparare un buon tennis o ci lasciano nutrire solo l’illusione di poterci riuscire?

Questa immagine mostra dov’è l’asse di rotazione in uno swing di una mazza da baseball. Fino a 20 anni fa si credeva che fosse da un altra parte (Venti anni! Che particolare coincidenza!). L’immagine è di un laboratorio di fisica americano. L’asse si sposta a seconda del tipo di swing e quindi anche a seconda del giocatore e del suo personale movimento e anche del colpo giocato (nel tennis). Ma la regione di riferimento è chiara. Leggete il romanzo e fate uno più uno. Questa immagine spiega anche altre cose, ma avremo tempo. Quanto costa un abbonamento di sky? Quaranta euro? Qualcuno sa spiegarmi per cosa li paghiamo con esattezza? Per vedere emergere le qualità di un giocatore o gli affari che sono dietro? Change? yes, we can.

Ion Tiriac want change tennis and tournament. Like in boxe we can have more world champions. Yes we can

Ion Tiriac

Ion Tiriac

Tiriac says the truth. Set up a tournament in competition with the grand slam tournaments is possible. It’s only a problem of money and players. We need only a group of players peaple want see and spend money for this. We only need some changes, and in two years we can have our federetion of tennis, our tournaments, our players, our sponsors, our public, our tennis. Like in the sport of boxe is possible to create two or three federation and then we can unify the titles. You need players, Tiriac. Once you have 50, or 70 with the capacity to play a very good tennis, you have all. Contact me, I have some ideas. Wimbledon will remain only a tradition like  you righlty says. You have the money and i can find the players ;-) . We change the sieve. Change is possible, yes we can. It’s science. Contact me Ion, we can do it.

Ubitennis – Up Wimbledon prize money to $10m, says Ion Tiriac – Incrementiamo il montepremi di Wimbledon a 10 milioni di dollari, dice Ion Tiriac Neil Harman, timesonline.uk

Forse nel primo anno, i giocatori andrebbero a Wimbledon perchè ‘Oh, è bellissimo’, ma se il montepremi di questi eventi è di 5 milioni di dollari e quello di Wimbledon è di 1 millione, lo sport dovrebbe cambiare.

“Perchè Wimbledon non può dare 10 milioni di dollari in più ai giocatori e $10 milioni in meno agli azionisti? Il campione dovrebbe essere ricompensato secondo il mercato. Forse dovrebbe essere pagato $10 milioni, o 8 con 2 milioni in un fondo pensione per gli altri giocatori. Ci sono buoni giocatori che trascorrono 10 anni nel loro sport e per vivere devono vendere appartamenti.”

Così ho svelato i misteri del tennis. Sfido il C.I.C.A.P. e Paolo Attivissimo a dimostrare l’infondatezza della scoperta e l’irrazionalità del complotto

15 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 12 commenti

Chiedo al Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale di dimostrare l’infondatezza della Teoria esposta nel Romanzo “La mano di Rod” e Continua a leggere…

Che “La mano di Rod” sia con te Andy Murray, se non ce l’hai già

Lo scozzese Handy Murray

Lo scozzese Andy Murray

A buon intenditor poche parole :)

Ubitennis – Murray pone fine al 2008 di Roger

Lo scozzese batte 4-6 7-6 7-5 Federer eliminandolo dalla corsa alle semifinali. Allo svizzero non è bastato annullare 7 match point nel 10°gioco del terzo set. Semifinali: Murray-Davydenko, Djokovic-Simon. Andrea Nizzero

It will take something special to stop Andy Murray winning Masters Cup, says Neil Harman – Times Online

Murray beat Federer 4-6, 7-6, 7-5, on his eighth match point

Per salvare i giornali serve la terza guerra mondiale.

14 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 3 commenti

Gli analisti d’oltre oceano, ovvero degli Stati Uniti, fanno delle previsioni che evidenziano un declino

World war

World war

inevitabile: l’informazione si sta sempre di più spostando on line e con le news si spostano anche gli investimenti pubblicitari. L’unica contro tendenza si è verificata con l’elezione a Presidente di Barck Obama, infatti da quel giorno tutte le maggiori testate americane sono state obbligate a rivedere il proprio numero di copie stampate. La crescita non sembra doversi fermare almeno fino al giorno dell’insediamento, per il quale è possibile prevedere un nuovo tutto esaurito. La carta stamapata sembra mantenere sempre il proprio fascino particolare quando comunica qualcosa di straordinario come l’elezione di Obama, considerata da tutti una data storica. Ma John Morton della Morton Research inc. avverte che non è un singolo evento, anche se i suoi effetti si prolungano nel tempo, a salvare un industria Picchi di vendita ci sono sempre stati in occasione di eventi storici come la fine della prima o della seconda guerra mondiale.  E’ sempre più probabile che i quotidiani debbano rivedere la loro natura informativa e forse anche il formato, altrimenti saranno costretti ad aspettare la terza guerra mondiale per vendere qualche copia in più. Non possiamo permettere che faccia tutto Obama.

Can Obama Save the Media Industry? | Newsweek Business | Newsweek.com

John Morton of Morton Research Inc., the veteran newspaper analyst. “This was probably at least the equivalent of the ones for the end of [the world] wars.” Unfortunately, he notes, “it’s not the golden bullet that saves the industry.” The print media is still looking at the same tough economic picture, but at least Obama has brought a temporary reprieve.

L’espresso | Piovono rane » Blog Archive » C’era una volta l’edicola di Alessandro Gilioli

Chi mi conosce sa che non sono uno di quelli che “i giornali sono finiti”. Anzi, sono convinto che gli operatori professionali abbiano un ruolo importante nella comunicazione del futuro. Però quando si vedono certi dati salta agli occhi che un bel ripensamento dalle radici in termini di rapporto con la realtà e con la Rete, ecco, sia piuttosto urgente:

Quando Giuseppe De Rita mi fece i complimenti pensando che fossi un Onorevole

Prometeo incatenato

Prometeo incatenato

Non ero lì quel giorno, ero rimasto in ufficio e me lo riferirono. Al tempo (fu un breve periodo) scrivevo discorsi, anche per Onorevoli, ai quali di solito spettano gli onori e nel caso specifico i complimenti. Ora non li scrivo più. L’arrivo indiretto di quelle frasi, dette a chi aveva in mano la relazione, mi fece indubbiamente piacere, e non le ritengo di circostanza. Non me le riferì chi si prese l’onore, ovviamente. Si trattava di infrastrutture e sviluppo economico integrato, qualcosa che aveva a che fare con le strutture a rete come nuovo modello organizzativo anche sociale (e perché no aziendale); modello che si contrappone a quello piramidale verticistico, sotto molti aspetti ormai inadeguato per far fronte alle sfide che le società moderne si trovano ogni giorno ad affrontare. L’intervista al professor De Rita su Repubblica è a questo proposito esemplificativa di una società arroccata su posizioni che ormai, in modo chiaro a tutti, bloccano il processo di sviluppo del paese, rendendolo incapace di risolvere i problemi di un mondo che ha seguito vie complesse di sviluppo. Sia che si parli di economia, cultura, organizzazioni politiche o sociali la persistenza di una mentalità prevalentemente incentrata su concezioni semplicistiche è l’ancora che mantiene fermo questo paese. De Rita ci invita a riflettere sulla metafora di Menenio Agrippa Continua a leggere…

La politica di Obama è un piatto di patatine fritte con accanto sardine scondite

11 Novembre 2008 Fabrizio, the wings 6 commenti
la politica di obama

la politica di Obama

Molto si gioca sulle aspettative in politica e nella vita, e l’immaginazione è la migliore risorsa di cui è capace la nostra mente, ma a volte ci trae in inganno. Alcuni esperimenti psicologici hanno evidenziato che lo stesso piatto di patatine fritte può essere giudicato più buono se ha accanto un piatto di sardine, meglio se scondite e lesse aggiungerei, invece di una invitante quantità di ottimo cioccolato svizzero. L’articolo di Wray Herbert su Newsweek ci spiega le ragioni psicologiche e scientifiche dei meccanismi leopardiani della nostra mente, tra errori di previsione, speranze, e ritorni alla realtà. I passati otto anni di amministrazione repubblicana e presidenza Bush sarebbero proprio un piatto insipido di sardine, molto diversi sia dalle patatine fritte e che dal cioccolato svizzero.

Il blog di Wray Herbert

La possibilità di essere Obama e lo spirito di Colombo

viaggi verso le americhe, yes they can

viaggi verso le americhe, yes they can

L’idea del viaggio è affascinante di per sé: viaggiare significa abbandonare un luogo per un altro, lasciarsi alle spalle qualcosa e predisporsi ad accettare novità. Nuovi paesaggi, nuove luci, nuove abitudini, nuovi pensieri, conferme  o confutazioni. Rischi, pericoli e incertezze possono attenderci, ma dietro di loro potrebbe nascondersi un nuovo mondo e con lui nuove possibilità. C’è un particolare spirito che spinge a partire, nonostante il viaggio possa terminare con una delusione alcune persone partono lo stesso, sono sempre partire, e sempre partiranno, quasi a dispetto nei confronti di chi pretende di sapere in anticipo cosa troveranno. Cristoforo Colombo, che riuscì a convincere i reali spagnoli della bontà della sua impresa, sembra che non abbia riportato questo spirito indietro, dopo la scoperta delle Americhe. Le ondate migratorie dei secoli successivi hanno depauperato ancora di più il vecchio continente di questo spirito, che spinge a muoversi, a gettare il cuore oltre l’ostacolo, a cercare nuove opportunità; in fondo l’Europa di oggi è l’Europa dei figli di coloro che sono rimasti. Gli Stati Uniti sono la nazione di coloro che sono partiti, invece. Prima gli Inglesi a fondare le colonie e poi gli altri, a seguire negli anni. Anche la dichiarazione d’indipendenza rappresentò la scelta di mettersi nuovamente in viaggio: un viaggio metaforico, politico, economico e sociale. Poi venne il viaggio verso ovest, la frontiera, la conquista del west; sembra che lo spirito di Colombo, che lo spinse ad avventurarsi nell’oceano pacifico, sia rimasto a soggiornare in quella nazione, oltre oceano. Continua a leggere…

Crisi finanziaria. L’economia ha bisogno di ripensarsi in senso umanistico?

Il valore dell'oro

Il valore dell'oro

Un articolo di Antonello Pasini mi spinge a riflettere sulla crisi economica che dal mondo della finanzia si ripercuoterà sull’econimia reale anche se la distanza dei due mondi probabilmente farà sì che gli effetti siano minori ma non trascurabili e per nulla lievi, perché le aziende chiedono prestiti alle banche e le banche sono in contatto con il mondo della finanza. Sembra che si ripresenti sotto un’altra forma il vecchio circolo vizioso che fece galoppare la crisi del ‘29 verso l’Europa. In quel periodo infatti la Repubblica di Weimar per pagare le riparazioni di guerra faceva affidamento sui prestiti degli statunitensi per risollevare la propria economia (grazie a interconnessioni bancarie e di investimenti economici),  allo stesso modo il pagamento dei debiti di Francia e Inghilterra era collegato al pagamento delle riparazioni, così che quando queste vennero meno la macchina si fermò improvvismante. Diffondere il rischio su più attori economici e finanziari poteva sembrare un processo di stabilizzazione dei mercati, ma in realtà si è dimostrato controproducente una volta che il sistema è diventato instable, perchè nello stesso modo con cui in precedenza diffondeva sicurezza e fiducia ha diffuso con maggiore rapidità insicurezza a tutti gli attori che facevano parte del sisitema. Una struttura complessa (quello delle riparazioni di guerra era solo una analogia semplificata)  può rapidamente diffondere benessere, soluzioni a deteminati problemi e altrettanto velocemente espandere una crisi quando si blocca un meccanismo. C’è da indagare quali sono i nodi cruciali in grado d’intralciare un sistema fino, a volte, a portarlo al collasso. Continua a leggere…

Arthur Schopenhauer sulle società

Discorsi o idee intelligenti si possono esportare soltanto a una società intelligente; nella comune invece riescono odiosi poiché per piacere a questa è assolutamente necessario essere superficiali e di cervello limitato.

Arthur Schopenhauer

Via Gilioli

Obama vince le elezioni: il mondo va avanti e l’Italia resta al palo

la statua della libertà

la statua della libertà

Obama ha vinto le elezioni. Se si escludono gli stati del profondo sud (Texas, Mississipi, Albama, South Carolina, Luisiana) e quelli centrali (Kansas, Nebraska, Wyoming per andare verso est incontro alle montagne rocciose), gli Stati Uniti d’America si sbarazzano dei pregiudizi ed eleggono il primo presidente di colore. Il New York times conferisce un leggero vantaggio al leader democratico sia nel Colorado che nel New Mexico, che macchiano così di blu la strisca centrale rossa dei repubblicani. Persino il Missuri di Mark Twain ha una tendenza incerta. Si respira aria di cambiamento. I cittadini vogliono provare a costruire uno stato diverso, nuovo e privo di preconcetti arcaici e ancoranti. L’unico paese in cui invece si parla sempre delle stesse cose è l’Italia. Mai un’idea ardita, mai un’innovazione, si vive solo di riporto e ormai neanche quello. L’ Italia si è incantata in televisione e chissà quante volte nelle commissioni. La soglia che segna l’inizio del decadimento celebrale è situata più o meno all’età di 39 anni. We resist, we can. L’unico cambiamento possibile non sarà culturale, ma naturale.

Il tennis e la teoria del caos: dal crivello di Eratostene di Cirene a quello del tennista moderno.

Un cercatore d'oro e il suo crivello

Un cercatore d'oro e il suo crivello

Eratostene di Cirene fu l’ideatore di un sistema per scoprire i numeri primi all’interno di un un insieme di numeri naturali a scelta. Il metodo, che prese il nome dal suo ideatore, è ancora oggi usato per la programmazione nei computer. Un crivello è un setaccio paragonabile ai setacci utilizzati dai cercatori d’oro nel Klondike. La loro funzione è quella di lasciar passare alcune cose e di trattenerle altre, quelle che interessano, che nel caso di un programma possono essere i numeri primi, mentre se siamo dei cercatori d’oro sono pagliuzze o piccole pietre preziose. Un setaccio consente di individuare ciò che ci interessa per mezzo della separazione. La natura è piena di crivelli se ne trovano in abbondanza ovunque, è sufficiente essere dei buoni osservatori per vederli. La funzione che svolgono è quella di conferire un ordine a ciò che a prima vista appare disposto casualmente. Se osserviamo una spiaggia ghiaiosa con attenzione ci accorgeremo che la disposizione segue delle linee precise: i ciottoli più grossi avranno la tendenza a essere raggruppati insieme in determinati luoghi, come quelli più piccoli in altri. Questo avviene perché il peso dei ciottoli di ghiaia in relazione alla direzione e all’intensità delle correnti farà sì che sassi simili abbiano spostamenti simili. Peso, direzione e intensità delle correnti formano insieme il crivello naturale che favorirà precise disposizioni e forme della spiaggia ghiaiosa. Lo stesso ambiente di vita per una specie animale è da considerare un setaccio, un filtro per usare una parola più comune, che permette la sopravvivenza degli esemplari più adatti a un determinato ambiente. Continua a leggere…

Viaggio in un’Italia diversa di Bruno Vespa. Facciamoci sparare nel culo a sale e diciamo di essere stati in guerra

Un vecchio aratro

Un vecchio aratro

Puntuale come i film di Vanzina ogni anno d’ottobre arriva in libreria, invece che al cinematografo, il tomo enciclopedico del grande giornalista e opinionista italiano. Quello che in Rai fa tutto lui. Tre quattro trasmissioni a settimana, poi non contento scrive su Panorama, sulla Nazione e su Grazia, dove tiene aggiornato il suo blog. Ma non era quello che non capiva internet sostenendo che nella rete “c’è ben altro”: certo che c’è ben altro c’è anche lui, un po’ come avviene nel mondo reale. Insomma l’Italia non può fare a meno delle perle culturali della nuova Fallaci al maschile, del nuovo vate moderno che è il simbolo unificante di tutti i media, internet compresa. Il sapere con lui è personificato, incarnato nella sua figura. Sotto l’albero di natale il suo hard cover che ci spiega come è cambiata l’Italia non può mancare. Come facciamo a prepararci al nuovo anno senza meditare su quanto è diversa l’Italia? Diversa da cosa o da quale altra Italia non risulta poi molto chiaro, e forse non è dato saperlo. Diversa poi con quale significato? In meglio o in peggio? Non si sa con precisione e, in fondo, non ha molta importanza. Continua a leggere…

Il gioco dell’angelo. E’ uscito il nuovo romanzo di Carlos Ruiz Zafon. Aspetto il bignami.

Pagine

Pagine. Troppe

Spero non me ne volgia l’autore de “L’ombra del vento”, ma sono fermamente intenzionato ad aspettare l’uscita del bignami della sua ultima fatica. Fatica tra l’altro che cerca di condividere con i suoi lettori cercadno di fargli sorreggere il peso delle 676 pagine rilegate in brossura. Chissà quanti fratelli andranno a letto insieme ignorando di essere fratelli in questa nuova opera? Speriamo non crescano in proporzione geometrica con il numero delle pagine. Comunque tralasciando gli aspetti pruriginosi che piacciono molto agli Italiani e non solo, rimango sempre più convinto che un riassunto ben fatto sia la cosa migliore: risultano spesso fondamentali, se accurati, anche per gli esami universitari, figuriamoci per un romanzo. Anche se, pensandoci meglio, quest’anno al mare avevo bisogno di un poggiatesta. No, diciasette euro sono troppi, ne comprerò uno gonfiabile che è indubbiamente più morbido. Alla prossima Carlos.