La ciclicità della rimembranza e dell’oblio: dalla Manaudou alla Pellegrini passando per Alitalia, la legge sui blog e il ponte sullo stretto. Fotografia di un paese incantato.
In questi giorni il server di wordpress ha registrato una nuova ondata di accessi al sito di naviganti che cercavano sui motori di ricerca il cognome Manaudou. Ho subito pensato che qualche notizia che riguardava la nuotatrice francese fosse passata sui tradizionali media, e infatti alcune televisioni avevano riportato la NOTIZIONA che Laure si era rifatta il seno (diciamo sarebbe). Esattamente un anno fa l’articolo sull’effetto farfalla di Laure Manaudau faceva registrare circa duemila contatti al giorno. Era sempre una giornata d’autunno quando si accendeva la discussione sulla legge Levi Prodi, che prevedeva la regolamentazione delle procedure per aprire un blog, la cui sottile pretesa, nemmeno troppo sottintesa, sembrava essere quella del cercare di irreggimentare ogni aspetto della vita e ogni forma di espressione. E’ infondo un indice chiaro di timore, addirittura forse di terrore, difronte alla vastità e complessità della società, che non si riesce a comprendere a fondo, per limiti spesso individuali. Sono tali paure che si riversano in un desiderio impotente di sorveglianza assoluta che non può che sfociare in forme di controllo per mezzo della paura, delle minacce, del ricatto, in sintesi dello stesso terrore che si riversa fuori per terrorizzare chi o cosa induce terrore solo perché non è compreso. Nell’incapacità di comprendere c’è la radice di ogni terrorismo che sia fisico, verbale, legislativo, emotivo o di natura religiosa: si cerca di distruggere ciò che non capiamo e che temiamo illogicamente possa distruggere noi stessi. Continua a leggere…




































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