Il razzismo latente l’ultima mossa dei repubblicani e Powell per fermare Obama
L’altra mattina quando accendo il televisore sono ancora voltato verso i fornelli, nonché assonnato, e non associo immediatamente l’audio con le immagini. Ma appena mi volto vedo Colin Powell inquadrato a mezzo busto e ho immediatamente una reazione istintiva che mi sorprende e al tempo stesso mi fa pensare. “Powell è di colore”, penso istintivamente. Ora il fatto è che non mi ritengo un razzista, anzi preferisco persone con lievi differenze nel DNA a molti italiani che dovrebbero averlo in teoria più simile al mio, ma l’associazione è stata lo stesso automatica e inevitabile. Colin Powel è di colore e avrebbe fatto meglio a starsene zitto, quindi ha commesso un errore in buona fede, oppure non è stato affatto un errore. Al di là della valutazione delle belle frasi di apprezzamento che richiedono comunque una capacità di approfondimento c’è sempre in agguato il pensiero debole e semplicistico: quello che affiora alla mente dopo centinaia di anni di retaggi culturali razzisti, che nel nostro inconscio faticano a essere cancellati del tutto, e che sembrano essersi sedimentati sul fondo della nostra coscienza. Fermi e immobili, apparentemente, ma sempre sul punto di emergere quando meno ce lo aspettiamo, quando non controlliamo l’amigdala, quando la cultura e il pensiero cedono a un concetto che sembra essersi radicato tra gli istinti, con il tempo. Il diverso va allontanato, perché è un pericolo. Quindi potrebbe farsi sentire in molti quella vocina più o meno conscia, più o meno pungolante che nelle prossime settimane fa pensare e a volte dire:“Sono d’accordo perché sono di colore entrambi. E’ chiaro.” Immaginatelo un governo tutto di colore, perché Obama dichiarando di voler dare un incarico di governo a Pawell sembra essere caduto nella trappola, se di trappola si tratta. “Insomma vanno d’accordo anche al di là delle loro opinioni politiche: è la razza che li unisce”, sempre la vocina. In preda a questi ragionamenti che seguono l’insegnamento di Andreotti (”A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre”) sono andato a cercare un po’ di numeri sulla popolazione americana. Wikipedia riporta attualmente i dati dell’ultimo censimento del 2000: il 75% della popolazione è bianca e solo il 12,3 è di origine afroamericana, poi ci sono percentuali minori che oscillano tra il 5,5% e lo 0,9%. Siamo nel 2008 e possiamo presumere che la percentuale sia scesa di qualche punto, ma la maggioranza rimane invariata (anche se con una minore percentuale), considerato che le stime prevedono la fine della maggioranza di popolazione bianca solo nel 2050, o nel 2042 secondo peace reporter.
In queste percentuali è molto probabile che la maggior parte degli indecisi sia tra la popolazione bianca, piuttosto che in quella di origine afroamericana, la quale voterà quasi tutta per Obama se si esclude forse l’eccezione di Powell e pochi altri. E mente scrivo mi accorgo che questo pensiero sulla razza ritorna, pungola. Il calcolo è intuitivo, ma a volte le sensazioni comunicano l’essenza di una realtà. A questo punto mi sono posto un’altra domanda: quanti degli indecisi di colore bianco sono sensibili a questioni di razza? Quanto influirà il razzismo radicato, inconscio, strisciante, subdolo, velato, pubblicamente rifiutato ma che potrebbe riaffiorare nel segreto della voto? Un 5%? Un sette, un otto per cento? Quanto c’è di strumentale e di vero nelle dichiarazioni di Colin Powell? Forse Barack Obama è stato un po’ affrettato nell’offrire quel posto di governo a Powell? Comunque stiano le cose e ovunque sia la verità una cosa è certa: sia l’endorsment di Powell che l’offerta di Obama sono state mosse che potevano essere valutate meglio, sopratutto se animate dalla buonafede.
“Paranoia? Direi perspicacia”.
Woody Allen
















Ciao! Complimenti per il post! Mi ha ricordato un libro cho ho letto qualche anno fa e da cui hanno tratto anche un film: “la macchia umana” di Philp Roth. Il racconto è una vera e propria indagine all’interno di quello che tu hai definito “razzismo strisciante, inconscio e subdolo”, ma è un’indagine che va veramente oltre…non dico di più. Leggilo se ancora non lo hai fatto. Ti piacerà. Ciao